Claudio Tamburrino

Agcom: via all'asta per il dividendo digitale

Pronte le disposizioni per concedere le frequenze da destinare alla banda larga mobile. Rimane, tra gli ostacoli, l'occupazione delle stesse da parte di alcune emittenti televisive locali: che chiedono più soldi in cambio

Roma - L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), ha approvato le procedure per l'assegnazione delle frequenze destinate alla banda larga e alle emittenti televisive digitali.

Si tratta di poco meno di 300 MHz di banda, quelle liberate dal passaggio al digitale terrestre e rese disponibili con la delibera n.127/11/CONS del 23 marzo 2011. Da assegnare sono le bande a 800, 1800, 2000 e 2600 Mhz, mentre i 1800 MHz, oggi usati per il GSM, devono essere ridestinate a LTE e Wimax.

Per quella che rappresenta la più grande asta italiana di questo tipo, l'obiettivo stabilito dalla Legge di stabilità è incassare 2,4 miliardi di euro.
Scopo dell'asta è anche quello di garantire il rispetto da parte di chi si aggiudicherà le frequenze di alcuni obblighi legati alla necessità di abbattere il digital divide e offrire una proposta commercialmente valida agli utenti. Per questo sono state "rese più proporzionali" le condizioni a cui sono legate le pregiate frequenze a 800 MHz delle aree meno densamente popolate. In generale, poi, le aree da coprire sono state suddivise in elenchi associati a ciascun blocco di frequenze in gara e l'aggiudicatario di un blocco dovrà entro cinque anni offrire almeno il 75 percento dei comuni di ciascun elenco, che sono quelli sotto i 3mila abitanti.

Per favorire l'ingresso di nuovi operatori, poi, Agcom ha posto un tetto di banda massima assegnabile a ciascun concorrente pari a 25 MHz compressivi tra le bande a 800 e a 900 MHz. Dei 6 blocchi messi all'asta degli 800 Mhz, gli operatori che hanno già una propria rete (Tim, Vodafone e Wind) potranno aggiudicarsene fino a 3, H3G fino a 4 e un nuovo entrante, quale potrebbe essere PosteMobile, fino a 5.

Entrambi i principi, dell'obbligo minimo di comuni da coprire e massimo delle frequenze acquistabili, sono in linea con quelli affermatesi nel settore a livello europeo.

In sospeso, in ogni caso, rimane la questione delle frequenze ancora solo teoricamente liberate dal passaggio al digitale terrestre che sono in pratica ancora occupate dalle emittenti televisive private, per cui lo stesso presidente Agcom Corrado Calabrò ha auspicato, al fine di smuovere la situazione, "ulteriori incentivi". Le emittenti, infatti, chiedono circa il doppio del 10 per cento dei ricavi dell'asta, 240 milioni, previsto dal Governo e per questo hanno dichiarato battaglia.

Claudio Tamburrino
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18 Commenti alla Notizia Agcom: via all'asta per il dividendo digitale
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  • La questione che pongo è questa: lo Stato si aspetta di ricavare dalla concessione delle frequenze 2,4 miliardi di euro. Naturalmente gli operatori che acquistano l'uso delle frequenze dovranno compensare le spese applicando delle tariffe che saranno pagate dai cittadini.
    Se si vuole davvero superare il digital divide occorre applicare delle tariffe che consentano a tutte le fasce sociali l'utilizzo della banda larga a basso costo. Ritengo che la concessione debba essere fatta basandosi su altri criteri.
  • - Scritto da: George

    > Se si vuole davvero superare il digital divide
    > occorre applicare delle tariffe che consentano a
    > tutte le fasce sociali l'utilizzo della banda
    > larga a basso costo. Ritengo che la concessione
    > debba essere fatta basandosi su altri
    > criteri.

    Probabilmente sono altri gli interessi che si vogliono tutelare...
    Rendendo costosa la rete mobile, ad esempio, si favoriscono (o comunque si proteggono) gli operatori di rete fissa tipo telecom.
    Il business delle adsl altrimenti rischia davvero, per non parlare della telefonia fissa (facilmente soppiantabile dai servizi voip).
    Del resto se davvero l'intento fosse quello di "fare cassa", si poterebbe mettere all'asta anche la banda televisivaSorride
  • Ma scusate la mia inioranza ma le frequenze liberate...lo sono perché le emittenti private sono passate dall'analogico al digitale e quindi se queste frequenze erano quelle usate per trasmettere in analogico perché devono essere ancora occupate da emittenti che adesso trasmettono in digitale ??? Trasmettono sempre sulle stesse frequenze con un sistema diverso ????
    non+autenticato
  • -dal passaggio dall'analogico al digitale ad ogni emittente viene assegnato lo stesso canale su tutto il bacino di utenza (tipicamente la regione o la provincia). Infatti in digitale è possibile utilizzare la modalità SFN (single frequency network) facendo coì in modo che non ci siano disturbi passando da un area di servizio all'altra: in sostanza è una sorta di sincronizzazione un po' come succede per isoradio rai.
    - una parte dei canali liberati (parte alta della VHF)sono destinati alla radio digitale DAB , DAB+, e DMB
    - una parte dei canali sono destinati al dividendo digitale (verranno messi all'asta , permettendo ad altri soggetti di entrare nel mercato della TV)
    - un'altra parte dei canali (dal CH 61 AL CH 69) sono destinati alla telefonia (servizi dati a larga banda mobile) e saranno tolti alle emittenti televisive. Da notare che in molte regioni erano state già assegnati a molte televisioni locali, e successivamente il governo ha deciso di riprenderseli.
    non+autenticato
  • si trasmettono sempre sulle stesse frequenze con un sistema diverso
    non+autenticato
  • Le frequenze sono le stesse usate in analogico però mentre in analogico potevano esserci emittenti che occupavano la stessa frequenza in porzioni di regione diverse con il passaggio al digitale la concessione viene data per l'uso della frequenza nella intera regione ed è per questo che non c'è più spazio per le stesse emittenti. Però in digitale sulla stessa frequenza possono essere trasmesse diversi programmi. Le vecchie emittenti in analogico erano sia operatori di rete che emittenti televisive con il digitale c'è chi deve fare la scelta di cosa vuole essere. Un operatore di rete con il dvb-t2 ha più spazio di un operatore di rete in dvb-t usando la stessa frequenza. Peccato che in Italia c'è un solo operatore di rete che usa dvb-t2 e un solo decoder in vendita. Le frequenze per il dvb-t/t2 diminueranno per far spazio alla comunicazione mobile.
    non+autenticato
  • Si preparano le aziende che devono occuparsi dell'ultimo miglio radio in attesa della divisione tra operatori di ultimo miglio e MVNO che operano in ambito UE
    non+autenticato
  • Non vedo perchè le emittenti dovrebbero essere indennizzate per lasciare le frequenze. Non sono di loro proprietà. Hanno pagato fino ad ora cifre irrisorie per le concessioni e la maggior parte di loro trasmette solo immondizia o al massimo telegiornali che appoggiano il governo locale e centrale a seconda dell'emittente. In un solo mux entrerebbero tutte, altro che operatori di rete (fanno ridere). E' proprio il paese delle banane e dei mafiosi....
    non+autenticato
  • ci sono un sacco di reti locali che trasmettono solo televendite, nemmeno i porno fanno vedere di notte...
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > ci sono un sacco di reti locali che trasmettono
    > solo televendite, nemmeno i porno fanno vedere di
    > notte...

    Almeno una volta, prima di internet, mandavano i film...
    Adesso piu' neanche quelli.
    Queste emittenti sono completamente inutili!
  • - Scritto da: Sgabbio
    > ci sono un sacco di reti locali che trasmettono
    > solo televendite, nemmeno i porno fanno vedere di
    > notte...

    un sacco di reti locali erano con l'acqua alla gola questo farà accellerare il loro falliento , non che la tv possa essere il "futuro" ben inteso...creerà solo qualche miliaio di disoccupati in piu'
    non+autenticato
  • parli senza sapere le cose :
    - in un mux (circa 24 MB (parlando di un canale UHF) ci entrano circa 5 emittenti se si assegna ad ogni emittente 4,5 MB per avere una buona qualità di trasmissione. quindi per tutte le emittenti locali di una zona e assolutamente insufficente

    - le emittenti locali pagano una tassa di concessione governativa + un canone annuo che dipende dal fatturato (non sono cifre elevate, ma si deve considerare che dal momento che sono obbligate a trasmettere ad es. il notiziario locale, svolgono servizio pubblico)

    - è vero che le frequenze radio non sono di proprietà esclusiva di un privato, ma è altrettanto vero che una emittente che trasmette da una vita su un determinato canale, e poi è impossibilitata a proseguire l'attività perchè lo stato ti toglie il canale ......

    - chiudere le emittenti locali perchè non piace la programmazione (che non potrà mai essere a livello di un network nazionale)..... è come dire chiudiamo il piccolo negozio di alimentari sotto casa perchè auchan è meglio

    - è vietato trasmettere i porno!
    - è vietato trasmettere i film senza previo accordo specifico e quindi pagamento dei diritti relativi
    non+autenticato
  • Se ogni emittente viene ospitata su un mux lo spazio c'è
    diverso se ad ogni emittente viene dato un mux
    non+autenticato
  • è il progresso ...
    una emittente potrebbe anche decidere di trasmettere in HD, in questo caso occuperebbe più di mezzo mux.

    e comunque questo problema lo hanno creato i network con la moltiplicazione dei contenuti (vedi rai e mediaset) che hanno "inventato" per l'occasione una marea di nuove TV

    dopodichè lo stato, per fare cassa, decide di tagliare tutti i canali dal 61 al 69 (circa 70 MHz) da destinare alla telefonia

    e indovinate a chi li tolgono i canali ?
    ma naturalmente alle televisioni locali
    non+autenticato
  • i network hanno ben più di un mux
    i locali, se va bene, hanno un solo mux
    non+autenticato
  • faccio notare che la maggioranza delle tv locali fanno solo televendite in maniera esclusiva oppure il 70% circa (dato non proprio matematico eh?)del palinsesto è occupato da quest'ultimo.


    E vietato trasmettere i porno, per far un favore alle pay tv, che poi anche i canali porno che usano una smart card devono trasmettere in maniera idiota a notte fonda per via di leggi obsolete.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: malcom x

    > - chiudere le emittenti locali perchè non piace
    > la programmazione (che non potrà mai essere a
    > livello di un network nazionale)..... è come dire
    > chiudiamo il piccolo negozio di alimentari sotto
    > casa perchè auchan è meglio

    Il piccolo negozio di alimentari può sopravvivere proponendo prodotti di qualità, battendo l'auchan su quel campo. Le piccole emittenti sociali non è che non piacciano, è che fanno oggettivamente schifo.
    non+autenticato
  • A parte rari ecezzioni, quando fanno una "associazione" per far trasmettere un emittente o programma a livello nazionale, come è successo con odeon tv, il defunto junior tv/jtv ecc ecc....
    Sgabbio
    26177