Mauro Vecchio

Partito Pirata, confiscati i server tedeschi

La polizia teutonica ha sequestrato alcuni computer gestiti dal Piraten Partei. Avrebbero messo a disposizione uno specifico strumento sfruttato da misteriosi hacker - si parla di Anonymous - per attaccare la società francese EDF

Roma - Nel mirino sono finiti dei server gestiti dal Piraten Partei, versione tedesca dell'ormai noto Partito Pirata nonché sesta fazione politica in terra di Germania. A condurre l'offensiva sono state le stesse autorità nazionali, che hanno in pratica confiscato alcuni computer ospitati da AixIT, servizio di hosting nella città di Offenbach.

Le forze di polizia tedesche si sono però mosse su esplicita richiesta del governo francese, in seguito ad alcuni attacchi di tipo DDoS subiti dalla grande società elettrica Électricité de France (EDF). Un'offensiva, si mormora, probabilmente condotta dal gruppo di cyberdissidenti Anonymous, nell'ambito dell'agguerrita Operation Payback.

Non è tuttora chiaro se sia stato effettivamente il gruppo di attivisti a condurre l'offensiva contro i siti gestiti da EDF. Il nome Anonymous - che ormai spunta puntuale ad ogni tipo di attacco DDoS contro grandi società - è emerso a causa di un tool per la scrittura collaborativa sviluppato da EtherPad Foundation.
E PiratenPad - così è stata soprannominata la versione del tool messa a disposizione dal Piraten Partei - figurava tra i vari servizi offerti dal partito tedesco sui suoi server. In pratica, i responsabili dell'attacco contro EDF avrebbero sfruttato EtherPad per coordinarsi in vista del DDoS, attraverso la pubblicazione anonima di una chiave SSH Key.

"La disconnessione di tutti i server rappresenta un'intrusione massiva nelle infrastrutture di comunicazione del sesto partito in Germania - si denuncia in un comunicato ufficiale - Considerate le imminenti elezioni, che si terranno tra due giorni a Brema, questo sequestro ha causato un grave danno politico. Che il consiglio condanna fermamente".

Molti gli interrogativi posti in essere in seguito alle azioni della polizia tedesca. Lo stesso Piraten Partei ha sottolineato come vada verificato il rispetto di fondamentali principi costituzionali. È forse possibile chiudere un'intera infrastruttura per un semplice tool come EtherPad?

Qualcuno ha già parlato di un vero e proprio servergate. Rick Falkvinge, a capo dell'originaria divisione svedese del partito, non ha esitato a parlare di un sabotaggio a due giorni dalle elezioni. Mentre i rappresentanti di EtherPad Foundation hanno spiegato gli usi completamente legittimi del loro strumento.

Pare che alcuni siti controllati dalla polizia tedesca siano già stati attaccati a mezzo DDoS, con il Piraten Partei a chiamarsi subito fuori da ogni responsabilità. Lo stesso Falkvinge ha sottolineato come non sia affatto possibile portar via un computer così impunemente. Gli Anonymous hanno negato qualsiasi legame con gli attacchi.

Mauro Vecchio
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