Stefano Epifani

In Controluce/ Sky, Current e l'apologia di un universo ingenuo

di S. Epifani - Nell'epica battaglia a suon di cifre e comunicati non vince né Rupert Murdoch né Al Gore. Ma sconfitti rischiano di essere soprattutto i blogger: che hanno aderito ciecamente alla crociata, senza chiedersi troppi perché

Roma - Le vicende che vedono in questi giorni contrapporsi SKY e Current sono ormai note ai più. La scorsa settimana Al Gore - con una vera e propria chiamata alle armi della blogosfera italica - ha annunciato che esiste il concreto rischio di chiusura di Current in Italia per problemi contrattuali con SKY. In sostanza l'offerta economica di SKY nei confronti di Current TV sarebbe - secondo i vertici del canale di Al Gore - inaccettabile. Anzi: fatta per essere rifiutata e quasi insultante.

Non sono ancora del tutto chiari i motivi del divorzio. Inizialmente Gore ha paventato l'ipotesi che ci si trovasse di fronte al tentativo di Murdoch di fare un favore a Silvio Berlusconi. Poi invece è parso che non si trattasse di un favore ma, al contrario, di una ripicca. Sempre Murdoch, infatti, non avrebbe digerito l'assunzione da parte di Current di un giornalista appena cacciato da SKY, Keith Olbermann: una specie di Santoro a stelle e strisce.

SKY, dal canto suo, risponde riportando la diatriba su una dimensione di business: i dati d'ascolto di Current e la situazione complessiva inerente la rete non consentirebbero un'offerta economica più alta di quella fatta. A condire il tutto un po' di battibecchi su lettere pubblicate con cifre sbianchettate da SKY e prontamente ripubblicate in chiaro da Current. E l'inevitabile balletto sulle cifre relative ad utenti e dati d'ascolto: come per le manifestazioni di piazza, in crescita secondo i manifestanti (Current), in calo secondo la questura (SKY). Questi, più o meno, i fatti.
Vale però la pena fare alcune considerazioni.

Nel merito, a oggi non vi sono gli strumenti per capire come siano andate davvero le cose. Non c'è chiarezza sull'effettivo scenario contrattuale, non c'è chiarezza sulle reali cifre in gioco, non c'è chiarezza sui dati d'ascolto e sulla loro reale rilevanza nella ridiscussione del contratto. Insomma: l'unica cosa chiara è che non c'è molto di chiaro. Il balletto sui dati d'ascolto è stato condotto più o meno come quando si compra la mortadella all'alimentari: tira e molla per metterne un po' di più o un po' di meno, salvo poi scoprire che la differenza effettiva è trascurabile. Non sono certo una manciata di punti percentuali a determinare l'interesse di un operatore come SKY verso un canale come Current.

Piuttosto: quanto la presenza di Current nel bouquet dei canali SKY è utile a SKY per acquisire nuovi contratti? Quanto è strategica? In altri termini, quanto è importante per SKY poter dire che all'interno della suo walled garden trova posto un canale con le caratteristiche uniche che può vantare Current? Ci sono clienti potenziali che per questo fattore possono orientare il proprio acquisto verso SKY? Non ha importanza se poi alcuni di questi clienti in effetti non si sintonizzeranno mai sul canale 130. È un po' come per alcuni elettrodomestici: l'importante non è usarli, ma averli a disposizione e sapere di poterli usare all'occorrenza. Il ruolo di questo fattore e di altri come questo pesa molto più di alcuni punti percentuali nei dati di ascolto. E questo lo sanno sia SKY che Current.

Nel metodo, varrebbe la pena di capire quanto sarà stata utile - alla fine dei giochi - la strategia di Al Gore in questo momento di crisi. Certo, sarà pur vero che "piove, Governo ladro", ma pensare che Murdoch (si, proprio lui, uno dei nemici giurati di Berlusconi) volesse ingraziarsi il Premier, e volesse oltretutto usare Current come merce di scambio, pare quantomeno improbabile. Ed anche un po' pretenzioso, a dire il vero. Insomma: che Current sia in questo momento politico tanto importante da rappresentare una preoccupazione per il Cavaliere è un'ipotesi decisamente ardita. Tutto sommato è più probabile il litigio con il Santoro a stelle e strisce. Ma Gore deve aver pensato che buttarla in politica, in un paese mediterraneo e pronto al dibattito come il nostro, non avrebbe di certo guastato.

C'è da dire che farlo ha però i suoi rischi. Perché ben venga la campagna contro la censura e per la libertà di informazione, ma qui alla fine si sta discutendo dell'importo di un contratto, che oltretutto non è così spropositatamente fuori luogo se paragonato a quello di canali con analoghe dinamiche d'ascolto. Insomma: una cosa sono le lotte per la libertà - lotte che Current ha sempre sostenuto e promosso con coraggio e con forza - un'altra cosa è il fatto che nel sostenere queste lotte non abbia trovato, nel frattempo, un modello di business sostenibile. Modello di business tanto più importante quanto più Current ha intrinsecamente la necessità di porsi di fronte ai suoi ascoltatori come una voce indipendente. E una voce indipendente non può far dipendere la sua esistenza dal contratto con un editore "brutto e cattivo" come Murdoch.

Tuttavia, nello giocare le sue carte Al Gore è stato tutt'altro che sprovveduto. Non ha infatti indetto una conferenza stampa, non ha invitato i giornalisti. Ma i blogger. Ossia quel gruppo di persone che magari non guardano Current perché tutto sommato non ne hanno bisogno, ma che ne condividono la filosofia, la visione, le logiche. Insomma: Al Gore ha giocato la carta del coinvolgimento emotivo. Ed in questo ha avuto successo. Già nel corso della non-conferenza stampa (il "non-" perché non c'era la stampa) i blogger, seppur privati di alcuni dei loro preziosi strumenti - non si potevano scattare foto né effettuare riprese - hanno cominciato a tweettare e postare tutto il loro sdegno ed il loro allarme sotto la bandiera del #salviamocurrent.

E proprio questo, forse, è il lato più interessante di tutta la vicenda. Al Gore ha avuto la capacità di sfruttare il vero capitale della sua rete: il capitale sociale rappresentato da quel gruppo di persone che forse nessun'altro canale satellitare può vantare. Salviamo Current, salviamocurrent, #salviamocurrent. Un mantra che in poco più di un weekend ha prodotto quasi 30mila istanze su Google, e che "piace" a ben 15mila persone che su Facebook hanno aderito alla pagina di supporto prontamente realizzata. Eppure qualcosa non quadra. Perché questo mantra, indipendentemente da chi dimostrerà di aver avuto ragione, è stato un mantra recitato in maniera quasi acritica, plebiscitaria, corale. L'ennesima prova di buonismo di quell'universo ingenuo e di buoni propositi che è la blogosfera.

Una blogosfera che alla faccia del fact-checking ha immediatamente giudicato e condannato SKY, elevando Current ad ennesima vittima dei "cattivi" che vogliono far tacere la Verità (quella con la V maiuscola). Insomma: poco importa che SKY abbia ragione o torto. Poco importa che Current abbia ragione o torto. Poco importa dei fatti. Quello che importa è che Al Gore - l'uomo che di se stesso dice di aver "inventato" internet e del quale qualcuno dice che è riuscito a perdere un'elezione presidenziale già vinta - ha chiamato a raccolta il suo popolo. Ed il suo popolo ha risposto. Senza se e senza ma. Senza chiedersi perché. Senza chiedersi se il vero problema consista in un deliberato attacco alla libertà d'espressione o piuttosto, molto più prosaicamente, il taglio di un contratto.

Non importa che sia l'uno o l'altro. Nessuno (o quasi) se lo è chiesto. E nessuno uscirà bene da questa chiamata alle armi. Non ne esce bene SKY, che ha forse sottovalutato il ruolo di Current nell'immaginario collettivo di chi appartiene ad una determinata cultura. Non ne esce bene il mondo dei blogger, che non ha mostrato una grande capacità critica e di analisi (il "pensiero unico della blogosfera" incombe). Ma soprattutto non ne esce bene Al Gore, che invece di adoperarsi per risolvere il problema reale - che comunque è un problema relativo al modello di business della sua creatura - ha spinto le persone che credono in lui ed in ciò che rappresenta ad una protesta che sposta pericolosamente gli equilibri del gioco da una partita di principio ad una partita di portafoglio.

Speriamo che, almeno, alla fine di questa vicenda ne escano bene quelli che in Current lavorano e credono: tutte persone di grande esperienza e valore morale. Quanto a quel fantastico universo ingenuo dei blogger, sarebbe bello se dimostrasse una concretezza della quale lo stesso Al Gore non è stato capace: quanto costa mantenere in vita Current? Anzi, quanto costa rilanciare una Current rinnovata, che non abbia bisogno di un editore "brutto e cattivo" per sopravvivere? Sicuramente costa di più di un Mi Piace su Facebook, ma meno di quanto si pensi. Io la mia parte - conoscendo chi lavora in Current - son disposto a versarla domani: e voi?

Stefano Epifani
Il blog di Stefano Epifani
57 Commenti alla Notizia In Controluce/ Sky, Current e l'apologia di un universo ingenuo
Ordina
  • Io non conosco chi lacora a Current, ma mi piace, mi piace, mi piace, e sono amareggiata che lo chiudano, mi spiace che l'informazione sia ancora scomoda e faccia paura, mi spiace di essere considerata "popolino" e che, meno so e meglio vengo gestita da chi vuole farsi i propri porci comodi.
    E NO!!!
    Mio padre diceva: non farti rimbecillire il cervello, usalo per avere pareri tuoi, non importa che ti picchino, ma non farti bendare così potrai guardare in faccia chi ti sta picchiando.
    Per quello che serve mi dispiace tanto di non poter fare di più
    Con stima

    Manuela Farinella
    non+autenticato
  • Protestare e' facile, sempre e in ogni contesto: lo si e' evidenziato in modo proprio efficace.
    Ideare, proporre e soprattutto attuare alternative -che e' il comportamento piu' intelligente, anzi una possibile definizione dell'intelligenza stessa- non e' nemmeno troppo difficile ma richiede certamente uno sforzo piu' prolungato; col rischio di vedere il giochino, presto o tardi, rompersi per noia, disaffezione o per un semplice "fuori budget", magari nemmeno scelto ma creato da forza maggiore. In attesa della prossima questione di principio, vera o presunta che sia, nella quale portare il cervello all'ammasso, ovviamente.
    Chi ha familiarita' con il mondo del volontariato conosce piuttosto bene la differenza tra la partecipazione ed il sostegno concreti e prolungati e quelli sbandierati a parole oppure visti in poche, ben precise situazioni, per lo piu' di circostanza. Lo stesso accade anche al di fuori del mondo del volontariato, a volte; e sembra capitare piu' facilmente proprio in alcune situazioni "nobili" nelle quali il profitto non e' lo scopo principale.
    Se, da citizen journalist quale a volte mi improvviso per controbilanciare lo sfruttamento della rete Internet, trovassi per strada un manifesto "we want you" per costruire una informazione davvero indipendente, probabilmente aderirei al volo, per mettere ogni poco quelle ottanta righe dove servono, scrivendo delle cose che conosco e che ho verificato personalmente, a beneficio di tutti, e privilegiando i fatti puri e semplici. E' lo stesso per molti di noi, non c'e' niente di strano e l'Internet di massa vive praticamente di questo, molto prima che del business, nonostante i tanti che se ne sono riempiti la bocca soprattutto ai tempi della "bolla" dell'e-commerce. Mettere mano al portafoglio e' piu' difficile, ma se davvero l'obolo dovesse essere contenuto potrebbe davvero valere la pena rendere indipendente Current (che non ho mai avuto il piacere di vedere) e portarla su qualche altro carrier: fosse anche lo streaming diretto su Internet, come si e' a volte ipotizzato, se il piu' adatto o il piu' accessibile.
    Il modello di business, peraltro, puo' variare in modi che non sono sempre ovvi, noti ne' esplorati completamente.
    Personalmente, non avrei remore a farmi informare da una ONLUS se fossi sicuro, dal suo comportamento e dal genere di notizie che riferisce, che non ha guinzagli ideologici di alcun tipo (di culi baciati ed avversari bombardati c'e' anche troppa abbondanza, finora tutta rubricata alla voce "pluralismo"). Sfruttando una tale realta', accetterei di buon grado di finanziarla o di partecipare a vario titolo, sul modello di organizzazioni come Reporter Senza Frontiere e Medici Senza Frontiere che gia' ci sono ed operano in specifici contesti di emergenza. Credo che considererei giusta la presenza, sul mercato, di concorrenza da parte di organizzazioni indipendenti (concorrenza che, in parte, gia' c'e' nell'ambiente tecnologico, con l'esistenza dei software GNU/Linux, dei BSD e del loro "indotto") anche in contesti di cosiddetta normalita': un po' per evitare che la normalita' si trasformi in emergenza e un po' per mettere il sale sulla coda ai soggetti "business" e istituzionali, in modo che le linee editoriali, di matrice politica o economica che siano, smettano di tacere parte della realta' (cosa che da noi capita molto piu' spesso che nel mondo anglosassone, cioe' troppo spesso e basta).
    non+autenticato
  • Io personalmente mi sono informato, dato che una semplice apparizione da Santoro non mi basta, e allora magari leggo il Fatto Quotidiano, magari lo dovrebbe leggere anche chi scrive articoli...ma così giusto per informarsi. Dare dell'ignorante alle persone senza presentare prove mi sembra quantomeno azzardato. Al Gore è certamente una persona che molte volte ha incontrato il favore delle masse, grazie alle sue inchieste e ai suoi documentari. Il fatto che si sia rivolto ai blogger, dimostra proprio che è in buona fede e racconta il vero. Su internet non puoi mentire e questo mi stupisce poiché chi scrive articoli su internet lo dovrebbe sapere. Inoltre tutti sanno che Auditel non riesce a vedere i canali Sky. Sky è su Auditel semplicemente perché glielo chiedono gli inserzionisti, probabilmente ci sono canali nel bouquet di Sky che fanno molto meno di Current quindi la tesi del non rendimento di Current non tiene. 1 milione o 10 milioni di dollari li per una televisione sono la norma, quindi per Sky é più che normale. Nel bouquet di Sky ci sono televisioni che mandano a rotazione video musicali, c'è una degnissima tv "Passione Pesca" Quindi se non è sicuramente una questione economica cos'è? Non ci vuole un laureato in scienze della comunicazione per capire che la questione è politica.
    non+autenticato
  • In realtà questo articolo è inesatto, c'è certezza sull'effettivo "scenario contrattuale", Current ha pubblicato le lettere intercorse fra loro e Sky, nel quale è citato la proposta irrisoria contrattuale proposta da Sky al fine di fare mollare il colpo a Current, adducendo al fatto che gli ascolti non fossero sufficienti per aver un miglior contratto per rimanere sulla piattaforma Sky. Current ha pubblicato ancora una volta i dati di ascolto che Sky ha falsato mostrando solo quelli effettivi per contatto al minuto, anziche giornaliero. Questi contatti sono superiori a molti canali del bouquet di Sky, i quali hanno contratti ben più remunerati di Current pur attirando una più piccola fetta di pubblico.
    non+autenticato
  • byoblu.com fin da subito si è dimostrato critico e lungimirante. Dovresti citarlo nella tua analisi, visto che ha sostenuto queste stesse tesi sin dal giorno dopo.

    In questa lettera aperta a Tessarolo i riferimenti anche agli articoli critici precedenti
    http://www.byoblu.com/post/2011/05/22/Lettera-aper...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 25 discussioni)