Mauro Vecchio

Facebook e i nuovi ambasciatori social

Il sito in blu assolderà un team di diplomatici, da spedire in tutto il mondo per rapportarsi con policymaker e legislatori nazionali. Una necessità dettata da controversie sempre più frequenti, come ad esempio sulla privacy

Roma - Una nuova squadra di professionisti, pronta a scendere sui campi di mezzo mondo per tutelare meglio gli interessi del più vasto ecosistema social. Veri e propri ambasciatori all'estero, che verranno assoldati dai vertici di Facebook per gestire gli ormai delicati rapporti tra la piattaforma di Mark Zuckerberg e i singoli governi nazionali.

Spinose relazioni internazionali, spesso agitate da problematiche legate alla privacy di milioni di utenti in blu. Si tratterebbe dunque di una questione di presenza sui vari territori, vista da Facebook come una cruciale necessità. Per rapportarsi in maniera chiara con organi di regolamentazione e legislatori, specie nei paesi con gli utenti più numerosi.

Il gruppo di ambasciatori dovrà in sostanza limitare il livello di incomprensione tra Facebook e i policymaker nazionali, come sottolineato da un portavoce del sito in blu. Un ruolo che servirà anche in patria, data l'ultima interrogazione sulla privacy da parte di un gruppo di senatori a stelle e strisce.
E i vertici di Facebook hanno guardato verso Mountain View, ad alcuni professionisti reclutati da Google per gestire vere e proprie grane come quella relativa alla feature social Buzz. Gli ambasciatori in blu dovranno monitorare eventuali regolamentazioni che andrebbero ad influire sugli affari della piattaforma.

Non è dato sapere quanto verranno pagati questi ambasciatori, che dovranno palesarsi nel corso di eventuali meeting governativi. Il loro sarà inoltre un ruolo da intermediari - portatori però d'interesse - tra la società californiana e i media. Un compito che pare diviso tra rigore istituzionale e redditizi tentativi di lobbying.

Mauro Vecchio
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