Cristina Sciannamblo

Google: noi raffreddiamo ad acqua

Mountain View è pronta per inaugurare il primo data center raffreddato ad acqua di mare nella località finlandese di Hamina. Investimento costoso, ma vantaggioso. E le casse di BigG si riaprono per le energie rinnovabili

Roma - Il rapporto tra Google e la natura è sempre stato caratterizzato dal rispetto e dall'esborso economico sostanzioso. E dopo gli investimenti considerevoli nel settore delle energie rinnovabili, BigG è pronta a inaugurare il primo data center raffreddato ad acqua.

Si chiama SeaWater Air Conditioning, o SWAC, la tecnologia che permetterà a Mountain View di condurre l'esperimento singolare nel suo genere: costruire il centro di elaborazione dati presso la località finladese di Hamina, scelta per essere lambita dalle fredde acque del Mar Baltico.

I test di fattibilità sono partiti verso la fine del 2010 e, al momento, si trovano allo stato operativo. Secondo quanto riportato sul blog ufficiale, Google avrebbe pianificato di impiegare 50 addetti che vanno dagli amministratori di Linux ai manager esperti in datacenter, passando per gli agenti della sicurezza e i tecnici. La cifra impiegata nel progetto ammonta a 200 milioni di euro.
Secondo Joe Kava, direttore dei lavori, l'azienda ha già scoperto le soluzioni utili a risolvere le sfide portate dal raffreddamento ad acqua. Nel corso del Datacenter Summit di Zurigo, Kava ha spiegato alla platea presente il funzionamento del progetto. L'acqua del mare sarà pompata attraverso dei moduli di raffreddamento che avranno il compito di portare la temperatura al livello adeguato.

L'impatto ambientale sarà minimizzato. L'intento di Google è quello di sensibilizzare gli operatori minori di datacenter sulle soluzioni per rendere più efficienti i centri, anche se le aziende più piccole sono messe in guardia dall'adottare la scelta di raffreddare attraverso l'acqua del mare. "In piccola scala, l'investimento non è economicamente vantaggioso, ma i benefici sono elevati. Si tratta di una fonte termica davvaro affidabile poiché il golfo gela ogni anno", avverte Kava.

L'operazione di Google potrebbe essere ben presto replicata da altri giganti IT come Microsoft, IBM e Yahoo, impegnati nella ricerca di una maggiore efficienza da parte dei propri data center. Anche Facebook ha creato il progetto Open Compute, allo scopo di mantenere sempre al passo i propri sforzi nella gestione energetica.

E a proposito di energie naturali, Google si è resa protagonista di un altro significativo investimento economico. Si tratta di 55 milioni di dollari stanziati nel progetto Alta Wind Energy Center gestito da Terra-Gen Power presso Tehachapi, California del Sud. La cifra sborsata da Mountain View servirà per la produzione di energia eolica.

Cristina Sciannamblo

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12 Commenti alla Notizia Google: noi raffreddiamo ad acqua
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  • se anziché farlo in finlandia andavano un po' più a nord, al polo, non avevano bisogno di nessun sistema di raffreddamento.
    non+autenticato
  • Mancava solo la terra su cui costruire il datacenter... Per non parlare dell'energia elettrica (non credo sia il caso di noleggiare una rompighiaccio nucleare), connessione a internet (no, tramite satellite costa troppo) e chi più ne ha più ne metta...
  • - Scritto da: Ugo
    > se anziché farlo in finlandia andavano un po' più
    > a nord, al polo, non avevano bisogno di nessun
    > sistema di
    > raffreddamento.

    Avrebbero avuto il problema opposto. Ricordo che la maggior parte dei componenti elettronici di serie civile hanno un range di funzionamento compreso tra i -15 e i +55 °C
    non+autenticato
  • Beh, Hamina è nel sud della Finlandia ma d'inverno (all'esterno!) non è difficile scendere fino a -25 o -30°...

    (il mio record a Helsinki è -26° A bocca aperta )
    non+autenticato
  • Quanta acqua e a che temperatura ritornerà al mare?
    probabilmente non è questo il caso, ma inserire acqua o calda dove dovrebbe essere fredda può stessare gli organismi che vivono nei pressi.
    certo è , che sia uno dei metodi + puliti per raffreddare.

    Diversificare i metodi per ottenere energia (e per sottrarne), è sempre una risposta giusta.
    non+autenticato
  • bhe è capace però che facciano anche contenti i pescatori XD
    come alla centrale elettrica di Piombino,dove da quando c'è acqua calda che finisce in mare si raccolgono cozze e vongole enormi XD
    non+autenticato
  • Guarda il video ed avrai le tue risposte.
  • - Scritto da: Luca Galantini
    > Quanta acqua e a che temperatura ritornerà al
    > mare?
    mica si tratta di un reattore a fissione.. non esageriamo,
    non cerchiamo per forza il pelo nell'uovo
    specialmente quando non c'e' nemmeno ne' il pelo ne' l'uovo

    > probabilmente non è questo il caso, ma inserire
    > acqua o calda dove dovrebbe essere fredda può
    > stessare gli organismi che vivono nei
    > pressi.
    si bhe certo, anche il nostro fiato stressa i micro organismi che vivono nei pressi
    ma c'e' modo e modo di stressare:
    con l'energia dal fossile questo si che e' un bello stress

    > certo è , che sia uno dei metodi + puliti per
    > raffreddare.
    corretto, specialmente in quel sito

    > Diversificare i metodi per ottenere energia (e
    > per sottrarne), è sempre una risposta
    > giusta.
    si, e' una pratica che porta all'innovazione
    non+autenticato
  • > Quanta acqua e a che temperatura ritornerà al
    > mare?

    La risposta è...ZERO!
    Perchè l'acqua calda non viene reimmessa in mare ma viene distribuita nella città sotto forma di "dteleriscaldamento", una tecnica abbastanza diffusa in Finlandia.
    In questo modo il risparmio è doppio perchè non solo aumenta l'efficienza e cala il consumo del data center, ma in più hai anche il riscaldamento gratis per parecchie abitazioni, potendo così tagliare altra energia destinata ad esso. Occhiolino

    http://en.wikipedia.org/wiki/District_heating#Finl...

    E qui il link per il "teleraffreddamento", anch'esso usato qua in Finlandia:
    http://en.wikipedia.org/wiki/District_heating#Dist...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Joliet Jake
    > > Quanta acqua e a che temperatura ritornerà al
    > > mare?
    >
    > La risposta è...ZERO!
    > Perchè l'acqua calda non viene reimmessa in mare
    > ma viene distribuita nella città sotto forma di
    > "dteleriscaldamento", una tecnica abbastanza
    > diffusa in
    > Finlandia.

    E la madonna ! ma scalda cosi tanto sto datacenter ?
    non+autenticato
  • Un datacenter medio arriva a consumare un megawatt, non parliamo di datacenter esagerati dove la potenza elettrica installata si misura in decine di megawatt. E probabilmente quello di Google rientra nella categoria "esagerati"!

    Ipotizzando un recupero di calore del 50% (non ho dati in merito), 20 MW di potenza elettrica fanno 10 MW di calore disponibile.

    Per tenere caldo un nostro squallido appartamenento costruito da far schifo servono 15-20 KW, per una casa fatta bene ne bastano 4-7.

    Quindi in teoria con 10MW di calore scaldi 2000 case.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Galantini
    > Quanta acqua e a che temperatura ritornerà al
    > mare?
    > probabilmente non è questo il caso, ma inserire
    > acqua o calda dove dovrebbe essere fredda può
    > stessare gli organismi che vivono nei
    > pressi.
    > certo è , che sia uno dei metodi + puliti per
    > raffreddare.

    Vai a vedere quanta acqua prelevano le centrali nucleari e a quale temperatura la restituiscono. Ci sono leggi al riguardo.
    C'è una ragione per cui devono essere costruite lungo i fiumi grandi o sul mare.
    > Diversificare i metodi per ottenere energia (e
    > per sottrarne), è sempre una risposta
    > giusta.
    Funz
    12980