GNU/Linux ed economia alla prova dei fatti

Convegno-Seminario

Roma - Sta aprendo ora, alle 10.30 presso l'Aula E dell'Università Bocconi, in va Sarfatti, 25, a Milano, la conferenza "GNU/Linux ed economia alla prova dei fatti: il Software Libero come nuovo modello organizzativo e fonte di vantaggio competitivo", organizzata da Free Software Foundation Europe (FSFE) e dall'associazione studentesca BlueBerryPie (BBP).

I relatori saranno Andrea Ganzaroli, professore Università Bocconi, Georg Greve, presidente di FSFE, Alessandro Rubini, programmatore GNU e consulente.

"Si parlerà di software libero come forma di conservazione e arricchimento del patrimonio intellettuale, come "scelta vincente per l'economia locale e la formazione di competenze", come strumento di creazione di competenze distribuite sul territorio, in grado di scardinare rendite di posizione e favorire l'innovazione, in un settore la cui importanza strategica diventa ogni giorno maggiore, come nuovo modello di successo di organizzazione e coordinamento del lavoro, basato su Internet".
46 Commenti alla Notizia GNU/Linux ed economia alla prova dei fatti
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  • ...solo un fuoco di paglia e faranno tutti la fine degli operatori della new economy nel maggio 2000 ... anche allora si parlava del tutto gratis... ma ricordate sempre che dietro al gratis c'è sempre l'incul**a pronta

    adesso come allora, molti manager (brutta specie) credono che basti un server linux per fare soldi a palate... un po' come quando si pensava che bastava un sito di 20 pagine fatte con frontpage per cambiare destino.... ahi ahi ahi !!!
    non+autenticato
  • sei uno sporco siciliano!! tutti vigliacchi e cagasotto voi siciliani!
    non+autenticato
  • La legge della domanda e dell'offerta dice:

    "Se c'è qualcuno che compra, c'è qualcuno che vende."



    A buon intenditore poche parole.




    Buon 3052 a tutti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La legge della domanda e dell'offerta dice:
    >
    > "Se c'è qualcuno che compra, c'è qualcuno
    > che vende."

    No, dice che il prezzo di un prodotto o servizio è determinato unicamente dalla domanda e dall'offerta.
    non+autenticato
  • Ricevo continuamente in azienda proposte da migliaia di Euro per l'installazione e configurazione di sistemi Linux specialmente la "banalissima" Suse.

    Qualcuno ci casca e spende per comprare un servizio di installazione di un prodotto che non e' poi cosi' difficile da installare. La difficolta' sta nel configurare i varii prodotti ed adattarli per le proprie esigenze cosa che ben pochi se la sentono di fare e di andare al dila' di quello che puo' fare "webmin" e se lo fanno chiedono un sacco di soldi.

    E' come con Internet tanti hanno fatto i soldi speculando sull'ignoranza dei clienti e sul polverone tirato su dai mezzi di comunicazione.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ricevo continuamente in azienda proposte da
    > migliaia di Euro per l'installazione e
    > configurazione di sistemi Linux specialmente
    > la "banalissima" Suse.
    > ...

    E come in tutto nella vita...
    Ma a te cosa da piu' fastidio, che ci siano di questi individui o l'avanzata di Linux?

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • Pensa che io sono cosi' scemo che mi faccio fare la banalissima dichiarazione dei redditi dal commercialista, e spendo per comprare un servizio di compilazione che non è poi cosi' difficile da compilare.

    ah, ho saputo che non sono l'unico

    Giu
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ricevo continuamente in azienda proposte da
    > migliaia di Euro per l'installazione e
    > configurazione di sistemi Linux specialmente
    > la "banalissima" Suse.
    >
    > Qualcuno ci casca e spende per comprare un
    > servizio di installazione di un prodotto che
    > non e' poi cosi' difficile da installare. La
    > difficolta' sta nel configurare i varii
    > prodotti ed adattarli per le proprie
    > esigenze cosa che ben pochi se la sentono di
    > fare e di andare al dila' di quello che puo'
    > fare "webmin" e se lo fanno chiedono un
    > sacco di soldi.
    >
    > E' come con Internet tanti hanno fatto i
    > soldi speculando sull'ignoranza dei clienti
    > e sul polverone tirato su dai mezzi di
    > comunicazione.

    Economia di mercato:
    puoi imbiancare tu o chimare l'imbianchino ...
    commercialisti (esempio gia' mirabilmente citato),
    agenzie viaggi ( non e' cosi' difficile oggi trovarsi alberghi ovunque nel mondo ).
    se ami l'avventura farai un sacco di esperienze interessanti,
    ma se hai un agenzia viaggi di fiducia hai maggiori probabilita' di trovare quello che cerchi.
    Sei libero di rivolgerti al tuo fornitore preferito.
    La vita e' fatta a scale ...



    non+autenticato
  • sporco siciliano!!!
    non+autenticato
  • Pero' avevo proprio ragione... ci sono parecchi che ci marciano sulla SUSEA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta

    D'altronde anche chi installa windows Xp a volte non e' cosi' economico e dipende dal livello del servizio, se aggiorna il bios, installa tutti i drivers ed i programmi che ti servono, puo' anche essere caro altrimenti...

    Il paragone con la dichiarazione dei redditi non regge, in quanto un commercialista non ti spara migliaia di euro per una cosa che fa la sua segretaria in 10 minuti, mentre se la situazione e' complicata e richiede studio ed impegno allora la fattura sara' piu' grossa.

    Ritornando alla Suse, questi vengono, mettono il cd, ti fanno vedere che hai open office ed un sacco di altre cosucce poi se cominci a chiedere spigazioni su altre funzioni, ti dicono che li ci sono i manuali e buona fortuna, paga la fatturona che io vado.

    Insomma dipende molto dal commerciale che ha un'azienda, se riesce ad imbambolare il cliente gli fa spendere un sacco di soldi il quale, a conti fatti, dira' "Madonna!! quanto e' caro questo Linux" ed il mio personale ha difficolta' ad utilizzarlo perche' non e' stato addestrato, e' meglio tornare a M$.

    Mentre chi ti installa e mantiene seriamente un firewall, ti configura il proxy come da tue richieste, il file-server e l'antivirus, il fax server ecc... Credo proprio che sia giusto pagarlo bene, sia perche' mi da' dei servizi che "realmente servono", sia perche' non e' banale conoscere a fondo questi prodotti su Linux.
    Ma io continuo solo a trovare gli "installa, piglia i soldi e fuggi"Triste

    Ha! non sono sporco e non sono siciliano anche se non mi dispiacerebbeSorride

    non+autenticato
  • Cito:

    "Si parlerà di software libero come forma di conservazione e arricchimento del patrimonio intellettuale, come "scelta vincente per l'economia locale e la formazione di competenze", come strumento di creazione di competenze distribuite sul territorio, in grado di scardinare rendite di posizione e favorire l'innovazione, in un settore la cui importanza strategica diventa ogni giorno maggiore, come nuovo modello di successo di organizzazione e coordinamento del lavoro, basato su Internet".

    E IBM?
    E RH Italia?
    E tutti quelli che dovrebbero dimostrare la validita' nel cambio di modello economico, la redditivita', o meglio, l'equivalente ridistribuzione di ricchezza tra i parecipanti del modello?

    Troppo comodo fermarsi alla "conservazione e arricchimento del patrimonio intellettuale"...

    Se qualcuno vi partecipa, ci faccia un resoconto, cosi' ci capiamo meglio.

    Speriamo meglio nei prossimi convegni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gianluca70

    > E tutti quelli che dovrebbero dimostrare la
    > validita' nel cambio di modello economico,
    > la redditivita', o meglio, l'equivalente
    > ridistribuzione di ricchezza tra i
    > parecipanti del modello?
    > Troppo comodo fermarsi alla "conservazione e
    > arricchimento del patrimonio
    > intellettuale"...

    Perche' per dimostrare la validita' del modello di sviluppo OS servono le aziende?
    Loro sono state solo degli acceleratori nel caso di IBM, e dei fruitori nel caso di RH. Ma non e' certo grazie a loro che il processo va avanti. E' una cosa spontanea e i risultati sono visibili agli occhi di tutti.
    E chi ha orecchie per ascoltare e intendere, non ha bisogno delle cosiddette testimonianze per capire.
    Anche se per molti individui farciti di nozioni di marketing e processi di sviluppo nell'azienda moderna, suona davvero difficile capire certe cose.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    > - Scritto da: Gianluca70
    >
    > > E tutti quelli che dovrebbero dimostrare
    > la
    > > validita' nel cambio di modello economico,
    > > la redditivita', o meglio, l'equivalente
    > > ridistribuzione di ricchezza tra i
    > > parecipanti del modello?
    > > Troppo comodo fermarsi alla
    > "conservazione e
    > > arricchimento del patrimonio
    > > intellettuale"...
    >
    > Perche' per dimostrare la validita' del
    > modello di sviluppo OS servono le aziende?
    > Loro sono state solo degli acceleratori nel
    > caso di IBM, e dei fruitori nel caso di RH.
    > Ma non e' certo grazie a loro che il
    > processo va avanti. E' una cosa spontanea e
    > i risultati sono visibili agli occhi di
    > tutti.

    Il modello Open ha un senso se, e solo se.
    lo sviluppo tecnologico (e non la sola ricerca)
    viene finanziato dallo Stato. In mancanza di questo
    prerequisito il risultato che si otterrebbe sarebbe solo
    quello di una stagnazione dello sviluppo tecnologico.

    non+autenticato

  • > Il modello Open ha un senso se, e solo se.
    > lo sviluppo tecnologico (e non la sola
    > ricerca)
    > viene finanziato dallo Stato. In mancanza di
    > questo
    > prerequisito il risultato che si otterrebbe
    > sarebbe solo
    > quello di una stagnazione dello sviluppo
    > tecnologico.
    >

    Sai che e' quello che vado pensando da un po' tempo?
    In effetti e' uno dei pochi compiti che dovrebbe avere uno stato modello; infrastrutture, salute, sviluppo culturale
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Il modello Open ha un senso se, e solo se.
    > > lo sviluppo tecnologico (e non la sola
    > > ricerca)
    > > viene finanziato dallo Stato. In mancanza
    > di
    > > questo
    > > prerequisito il risultato che si
    > otterrebbe
    > > sarebbe solo
    > > quello di una stagnazione dello sviluppo
    > > tecnologico.
    > >
    >
    > Sai che e' quello che vado pensando da un
    > po' tempo?
    > In effetti e' uno dei pochi compiti che
    > dovrebbe avere uno stato modello;
    > infrastrutture, salute, sviluppo culturale

    Il problema è che quando questo si avvera
    normalmente si chiama dittatura.


    non+autenticato

  • >.......Georg Greve, presidente di FSFE, Alessandro Rubini, programmatore GNU e consulente.

    Chissà se c'è qualcuno che riconosce il lavoro di questi signori retribuendolo meritoriamente.

    Io sono certo di sì, pare che ci debba essere una stretta cerchia di privilegiati sviluppatori open (la casta) che si fanno pagare a peso d'oro dalle aziende che li ospitano e che arrotondano facendo pure conferenze in giro per il mondo.

    Il resto della piramide opensource è fatta di migliaia di sviluppatori idealisti che invece pare sacrosanto non debbano vedere il becco di un quattrino per il mazzo che si fanno.
    Anzi, arriva ad essere vergognoso pensare di dover dare un contributo economico a chi contribuisce qualitativamente e quantitativamente nell'open.

    Chi fa parte della casta (stipendiata dalle aziende che investono nell'open) guadagna fior di milioni, la base che si smazza 10 volte tanto è giusto che si dissangui senza aver in cambio neanche un piatto di minestra ?

    Se questi sono i presupposti della economia opensource, mi ricordano molto certe culture che le piramidi le costruivano davvero, infinocchiando migliaia di schiavi plagiati dai loro faraoni.....

    Sono proprio curioso di conoscere gli sviluppi di questo "nuovo" modello economico.....

    Tamerlano



















    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Io sono certo di sì, pare che ci debba
    > essere una stretta cerchia di privilegiati
    > sviluppatori open (la casta) che si fanno
    > pagare a peso d'oro dalle aziende che li
    > ospitano e che arrotondano facendo pure
    > conferenze in giro per il mondo.

    Ah si?
    E quanto li pagano? Fior di milioni, addirittura?
    Comunque si vede che all'azienda va bene visto che glielo permette.

    > Sono proprio curioso di conoscere gli
    > sviluppi di questo "nuovo" modello
    > economico.....

    Anch'io.
    Pero' io ne parlo con piu' rispetto perche':
    1 - E' una iniziativa nobile e anche un po' romantica.
    2 - Se Microsoft abbassa i prezzi ne godono anche tutti gli utonti che invece, da bravi utonti, continuano a sputare veleno sull'opensource.

    non+autenticato
  • Guarda che il veleno che sputano lo sputano perché sono pagati per farlo: gran parte dei post pro-MS sono evidentemente frutto del lavoro di chi cura l'immagine di MS Italia. Sveglia ragazzi, è in corso una guerra commerciale... un "utonto" come li definite voi non consulta nemmeno Punto-Informatico, continua a navigare sui portali massimalisti tipo Libero e Tiscali (del resto ottimi punti di riferimento) e continua a passare il suo tempo a debellare il proprio PC da virus, bugs e compagnia bella (ritenendo tra l'altro sia cosa del tutto normale). Notate come siano tempestivi e puntuali gli interventi pro-MS su queste pagine da un paio di mesi in qua... Non è un caso, siatene certi...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... gran parte dei
    > post pro-MS sono evidentemente frutto del
    > lavoro di chi cura l'immagine di MS Italia.

    Ah, ci puo' benissimo stare.
    Lo stile non e' mai stato di casa in M$.
    Non credo al complottino, ma le trollate di un certified professionist o un commerciale M$ sono garantite al 100%

    > ... Notate come siano tempestivi e puntuali gli
    > interventi pro-MS su queste pagine da un
    > paio di mesi in qua... Non è un caso,
    > siatene certi...

    Ma prendono anche severe mazzate.
    Sorride

    non+autenticato
  • eh si invece i dirigenti di SuSe italia che postavano contro ms in ogni modo possibile, anche se l'argomento non era inerente al topic, ce li siamo dimenticati no? andiamo su, ognuno ha i suoi interessi, ma molto probabilmente sono più i dipendendi di suse italia che quelli di ms, questo perché ms non ha interesse a fare una campagna promozionale, non ne ha bisogno, mentre compagnie come suse italia loro si, e lo fanno in tutti i modi possibili, sia leali sia non

    (basta considerare siti, riviste, ecc... in cui tra i nomi compaiono sempre persone associate in qualche modo con suse, redhat, mandrake, ecc..., e puntualmente ste persone scrivono articoli contro ms in maniera assurda, se non è concorrenza sleale questa...., almeno la ms non fa campagne anti-linux a tutto spiano)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ...
    > questa...., almeno la ms non fa campagne
    > anti-linux a tutto spiano)

    Miiii cancro, giocattolo, comunismo...
    Ballmer, Gates, Vanopillil. Abbassiamo i prezzi, usiamo tutte le armi pure poco edificanti (vendita sottocosto).
    C'e' stato un panorama incredibile di affermazioni di vicepresidenti e altri da M$ contro Linux e non ci sono campagne a tutto spiano? Gia' a partire dalle regalie a professori e alunni per creare futuri M$-dipendenti...

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ...
    > > questa...., almeno la ms non fa campagne
    > > anti-linux a tutto spiano)
    >
    > Miiii cancro, giocattolo, comunismo...
    > Ballmer, Gates, Vanopillil. Abbassiamo i
    > prezzi, usiamo tutte le armi pure poco
    > edificanti (vendita sottocosto).
    > C'e' stato un panorama incredibile di
    > affermazioni di vicepresidenti e altri da M$
    > contro Linux e non ci sono campagne a tutto
    > spiano?

    ...forse è leggittima difesa?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > eh si invece i dirigenti di SuSe italia che
    > postavano contro ms in ogni modo possibile,
    > anche se l'argomento non era inerente al
    > topic, ce li siamo dimenticati no? andiamo
    > su, ognuno ha i suoi interessi, ma molto
    > probabilmente sono più i dipendendi di suse
    > italia che quelli di ms, questo perché ms
    > non ha interesse a fare una campagna
    > promozionale, non ne ha bisogno, mentre
    > compagnie come suse italia loro si, e lo
    > fanno in tutti i modi possibili, sia leali
    > sia non
    >
    > (basta considerare siti, riviste, ecc... in
    > cui tra i nomi compaiono sempre persone
    > associate in qualche modo con suse, redhat,
    > mandrake, ecc..., e puntualmente ste persone
    > scrivono articoli contro ms in maniera
    > assurda, se non è concorrenza sleale
    > questa...., almeno la ms non fa campagne
    > anti-linux a tutto spiano)


    Incredibile.......tutto questo non fa altro che confermare le accuse che venivano fatte nel post precedente al tuo.......

    almeno un po di decenza .....per favore
    non+autenticato
  • io la decenza ce l'ho non preoccuparti, ma quella che ho detto è la pura verità, se poi qualcuno è così cieco da non vederla affari suoi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Guarda che il veleno che sputano lo sputano
    > perché sono pagati per farlo: gran parte dei
    > post pro-MS sono evidentemente frutto del
    > lavoro di chi cura l'immagine di MS Italia.
    > Sveglia ragazzi, è in corso una guerra
    > commerciale... un "utonto" come li definite
    > voi non consulta nemmeno Punto-Informatico,
    > continua a navigare sui portali massimalisti
    > tipo Libero e Tiscali (del resto ottimi
    > punti di riferimento) e continua a passare
    > il suo tempo a debellare il proprio PC da
    > virus, bugs e compagnia bella (ritenendo tra
    > l'altro sia cosa del tutto normale). Notate
    > come siano tempestivi e puntuali gli
    > interventi pro-MS su queste pagine da un
    > paio di mesi in qua... Non è un caso,
    > siatene certi...


    .azzo dici... io non ho alcun rapporto con microsoft italia eppure continuo a difendere le miei idee:

    1. No alla GPL
    2. Si al software proprietario
    3. Si alla concorrenza vera
    4. No ai pregiudizi

    ...poi per lavorare uso quello che mi serve (a costo di cambiare 10 OS a settimana)
    non+autenticato
  • purtroppo hai ragione gli unici che dall'open source
    guadagnano bene sono i soliti noti sviluppatori del
    kernel attivisti da molto tempo e pochi altri.
    questo perche' il valore nominale di un programmatore
    open source generico,non è effettivamente considerata una risorsa
    indispensabile per le aziende che quindi ti cacano di pezza.
    alla fine pure sull'open source ci sta la politica e quelli che parlano
    bene avranno prima o poi dei vantaggi.
    il resto fa da contorno alla bella storiella della GPL.
    non+autenticato