Mauro Vecchio

USA, se prestare una password è reato

Approvato un nuovo disegno di legge nello stato del Tennessee: gli utenti di Netflix o Rhapsody non potranno più condividere le proprie credenziali d'accesso con amici o colleghi. Pena un anno di carcere e 2500 dollari di multa

Roma - Una legge unica nel suo genere, promossa dalla Recording Industry Association of America (RIAA) in uno degli stati più musicali degli Stati Uniti. Bill Haslam - attuale governatore del Tennessee - ha così ratificato un testo insolito, che trasformerà in un vero e proprio crimine la condivisione selvaggia di password per la fruizione gratuita di contenuti audiovisivi online.

In sostanza, gli utenti iscritti a piattaforme come Netflix o Rhapsody non potranno più concedere liberamente le proprie credenziali d'accesso. Ad esempio, uno studente universitario rischierebbe fino ad un anno di carcere - più una sanzione pecuniaria pari a 2500 dollari - per aver condiviso una password con i suoi compagni di stanza.

Stando alla visione illustrata dal legislatore del Tennessee, si tratterebbe di una misura necessaria per limitare fenomeni come lo streaming selvaggio e il file sharing illecito. Un comune utente di Netflix potrà però condividere le credenziali d'accesso all'interno del suo nucleo familiare. L'invio a mezzo posta elettronica di username e password - magari a decine di amici - non sarà più tollerato nello stato a stelle e strisce.
La proposta di legge - che entrerà in vigore a partire dal prossimo primo luglio - ha di fatto allargato un precedente testo sul furto di servizi legati al cavo, che aveva compreso persino il mancato pagamento di un conto al ristorante. Le sottoscrizioni relative a servizi online d'intrattenimento sono dunque state aggiunte nella nuova versione legislativa.

Non sono mancate le critiche da parte degli utenti: l'introduzione dell'aspetto penale costituirebbe una misura eccessiva, che non risolverebbe il problema dello streaming illecito. Almeno non punendo la condivisione di un account personale ad un ristretto gruppo di amici. Secondo lo stesso governatore del Tennessee, la nuova legge servirebbe a fermare la compravendita di password su più larga scala.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
  • Diritto & InternetUSA, in galera per lo streamingUn nuovo disegno di legge prepara la stretta sui siti dedicati alla trasmissione di quelle che vengono considerate public performance. I gestori delle piattaforme sarebbero punibili con 5 anni di reclusione
  • AttualitàUSA, copyright a martelloConsenso bipartisan intorno alla cyberzarina voluta da Obama. Le autorità a stelle e strisce temono molti nemici del diritto d'autore, in primis la Cina. E qualcuno si spinge fino a proporre misure draconiane
9 Commenti alla Notizia USA, se prestare una password è reato
Ordina
  • ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Queste idiozie danno una misura di quanto sia ormai diventato urgente abolire il copyright.

    Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > Queste idiozie danno una misura di quanto sia
    > ormai diventato urgente abolire il
    > copyright.
    >
    > Pirata
    Danno la misura di quanto sia diventato urgente far tornare i politici delle Democrazie a ricordarsi che sono lì per tutelare il popolo tutto, non solo i sostenitori economici delle loro elezioni (e vizi successivi) come le lobbies dell'intrattenimento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > ABOLIRE IL COPYRIGHT
    >
    > Queste idiozie danno una misura di quanto sia
    > ormai diventato urgente abolire il
    > copyright.
    >
    > Pirata

    vi prego abolite il copyright, così almeno non ci sarà in ogni articolo di punto informatico lo stesso commento sempre tutto in maiuscolo
  • C'e' l'aggravante di spedire il login e password via email!

    (Dopo che ho scoperto il mondo del packet sniffing ho capito molte cose....)
    non+autenticato
  • ...si merita, che han fatto di male gli abitanti del Tennessee per avere un caprone a rappresentarli?

    Vietato condividere password, mi piacerebbe proprio leggerla 'sta legge.
    E immagino che il genio che l'ha scritta penserà pure di aver fatto quadrato il cerchio.

    Va bene, finché l'old establishment continua ad avere geniali trovate come questa la Rete non corre seri pericoli.

    GTFS
    non+autenticato
  • è una legge stupida. Si poteva fare tutto in maniera più semplice: la password identifica la persona, punto.
    E il proprietario ne risponde, economicamente, di eventuali abusi, come lo scaricamento ripetuto dello stesso film.
  • - Scritto da: shevathas
    > è una legge stupida. Si poteva fare tutto in
    > maniera più semplice: la password identifica la
    > persona, punto.
    > E il proprietario ne risponde, economicamente, di
    > eventuali abusi, come lo scaricamento ripetuto
    > dello stesso film.

    No, grazie. In questo caso le credenziali login e password devono solo identificare il diritto di accedere ad un servizio (in questo caso a fronte di un pagamento). Perché mi devono massacrare le rotule se cedo il diritto alla fidanzata (non mio nucleo familiare) o ad un amico di lunga data? Perché debbo ricevere un solo "streaming" come visione pagata del film? Si organizzino per riconoscere accessi contemporanei con le stesse credenziali e vietarli. Il prossimo passo sarà proibirmi di prestare un romanzo? Oppure proibirmi di invitare amici a vedere un film con me?

    Forse non va bene perché vogliono tracciare le mie azioni e ricondurle ad un solo nucleo familiare?
    Affari loro, io non devo venir obbligato da clausole vessatorie a rinunciare a diritti rilevanti quali la riservatezza delle mie azioni (legittime).
    Ovviamente capisco che se una login copiata diventa il trucco con il quale mille persone condividono un prodotto pagato una volta sola, questo può facilmente nascondere la semplice voglia di "mangiare a sbafo tutto il buffet", però la difesa NON può fare più danni del mancato introito.

    Se una persona mi prende due patatine dal cartoccio del "fast food" potrò pretendere che mi rimborsi, non avvelenare le altre patatine e cercare di farlo morire come un topo di fogna per sharing non autorizzato... e tanto meno potrà pretenderlo il negoziante delle patatine per "mancato guadagno" dalla vendita di un altro cartoccio...

    Per provocazione: centinaia di donne sarebbero condannate per "sharing non autorizzato" di dolce a fine pasto: chi ha mai avuto amiche a dieta sa di cosa parlo!
    non+autenticato
  • attenzione a parlar male di politici altrui che noi non siamo certo messi meglio.

    Cmq ti do ragione, ok una multa o regolamentare la cosa, ma qui si parla di carcere, capite ? Carcere. Questi cialtroni hanno mai provato a pensare alle conseguenze pratiche delle loro porcate ?
  • - Scritto da: deactive
    > attenzione a parlar male di politici altrui che
    > noi non siamo certo messi
    > meglio.
    >
    > Cmq ti do ragione, ok una multa o regolamentare
    > la cosa, ma qui si parla di carcere, capite ?
    > Carcere. Questi cialtroni hanno mai provato a
    > pensare alle conseguenze pratiche delle loro
    > porcate
    > ?

    Multa? La multa va appioppata (cioè incisa su legno di pioppo e notificata a mezzo tortorata) a chi s'è inventato questa bovinata.

    Ho la mia password.
    Viene carpita attraverso un semplice keylogger (in un campus universitario quante volte accade?) e condivisa urbi et orbi.
    In capo a qualche giorno mi accorgo del problema e cambio password.
    Poiché non c'è differenza tra una sequenza di 1 e 0 carpita con l'inganno e una regolare, non sono in grado di dimostrare la mia innocienza di fronte una eventuale accusa per "condivisione abusiva di Rotola dal ridere password".
    Idem per un attacco a forza bruta, per un virus, per l'accidente che si porta il volpone che ha scritto questa Rotola dal ridere legge.

    E già qui ci sarebbe da discutere parecchio sulla costituzionalità di una legge che non consente all'accusato alcuna possibilità di difesa.
    Va bene, ammettiamo pure che accada una cosa del genere.

    Chi è che denuncia l'eventuale clonazione?
    Forse il cyberlocker che prende i soldi del potenziale accusato (e/o i suoi dati personali come moneta) e che dopo avermi denunciato per "condivisione di password" ha perso un cliente?
    O il gestore dei servizi (provider) che incorre nella stessa sanzione?

    La legge, così scritta istiga all'omertà e all'appropriazione della password altrui, ecco perché dico che è stata pensata coi piedi, scritta con un'altra appendice e promulgata con l'estremità opposta.
    Ecchediavolo.

    GTFS
    non+autenticato