Mauro Vecchio

Sette domande per il futuro di Telecom Italia

Il nuovo AD Marco Patuano rilascia la sua prima intervista al blog Eraclito. Gli studenti e le UniversitÓ saranno la grande risorsa del futuro. E gli utenti diventeranno clienti, per abbattere ulteriormente il gap culturale con la Rete

Roma - "Nel 2020 Telecom Italia sarà l'asse portante per lo sviluppo del nostro paese: attraverso le nostre infrastrutture e servizi si svilupperà esponenzialmente l'Italia digitale. Per fare questo occorrono non solo investimenti, ma soprattutto vision, competenze e formazione".

Così il nuovo amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano, che ha scelto le pagine del blog Eraclito - curato da Massimo Mantellini - per rilasciare la sua prima intervista. Sette domande che sono andate a toccare tematiche spinose su argomenti cruciali per il futuro sviluppo della Rete.

Come spiegato dallo stesso Patuano, "è indubbio che l'Italia deve fare i conti con un ritardo soprattutto culturale, in parte legato al profilo demografico del nostro paese: i Not Digital Natives sono letteralmente milioni e questo è un fatto". Ma quali saranno i progetti della telco tricolore per coinvolgere quel 50 per cento di italiani che ancora non percepisce l'importanza di essere connessi?
"╚ persino troppo facile dire che Telecom Italia debba fare la sua parte portando l'ADSL a tutti gli italiani - ha risposto il nuovo AD - Lo facciamo giorno per giorno. In realtà questo non basta: dobbiamo favorire la nascita di un ecosistema che soddisfi gli interessi dei nostri clienti, siano essi consumer o business".

"Innovazione" sembra dunque la parola d'ordine, nel tentativo di semplificare le modalità d'accesso e di utilizzo di device e servizi. Patuano ha sottolineato come "la più grande risorsa di questo paese" sia rappresentata dagli studenti, dalle scuole, dalle Università. "Sono il nostro futuro e stiamo ragionando su un nuovo progetto da affiancare a Working Capital".

Ma sarà obbligatoria anche una rinnovata cultura d'impresa, che ponga al centro di tutto il concetto di clientela al posto della semplice utenza. "Abbiamo lanciato per primi il caring sui social media con il Twitter Team, abbiamo un progetto di ascolto a 360 gradi su tutti i touch points dell'azienda che include blogosfera e social networks, abbiamo infine deciso che il Customer Satisfaction Index sia parte integrante della remunerazione del management, me incluso".

Non manca un tema delicato come quello della cosiddetta neutralità della Rete, spesso minacciato dall'ipotesi di una Internet che funzioni a doppia velocità. "C'è Internet e Internet - ha risposto l'AD di Telecom Italia - Se parliamo di Internet riferendoci al luogo dove soggetti diversi si scambiano informazioni in modalità Best Effort, allora sono d'accordo a che sia Net Neutral".

"Se invece ci riferiamo ad uno spazio in cui si deve ottimizzare l'uso di risorse scarse (come le frequenze radiomobili) - ha concluso Patuano - oppure lo spazio dove si vogliono utilizzare classi di servizio che richiedono livelli qualitativi più elevati del semplice best effort, allora è nell'interesse di tutti che questi spazi siano opportunamente regolati senza con ciò andare contro la filosofia di Internet e la cultura dell'innovazione".

Mauro Vecchio
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