Cristina Sciannamblo

Big Brother Awards Italia: tutti i vincitori

Per il secondo anno consecutivo Facebook è eletto nemico della privacy. PEC e Sony tra gli altri vincitori in negativo. Stefano Rodotà l'eroe della privacy

Roma - Anche quest'anno è Facebook l'azienda che colleziona più premi nell'ambito Big Brother Award, la manifestazione nata per eleggere chi più ha danneggiato la privacy nell'anno corrente.

Il social network ha ricevuto il premio come "Peggiore azienda privata" insieme a Sony Entertainment Systems, con 16 voti ciascuna su un totale di 40 votanti. A Facebook va anche il riconoscimento come "Tecnologia più invasiva", superando in voti il Sistema telecamere IMOB - ACTV di Venezia, l'azienda Akamai, Dropbox, il GPS e gli smartphone.


La categoria "Lamento del popolo", che assegna un premio a chi riceve il maggior numero di nomine, non è stata assegnata a causa di un ex-aequo "a tre" tra Telecom Italia, Facebook ed il Ministero dell'Interno.
Per la sezione "Peggior ente pubblico", volta a individuare l'organizzazione pubblica che ha danneggiato maggiormente la privacy dei cittadini, la giuria ha premiato la Posta Elettronica Certificata (PEC) e la CEC-PAC, a differenza dell'anno scorso in cui a vincere erano state le ASL (aziende sanitarie locali).

L'unico premio "in positivo" della manifestazione, quello destinato all'"Eroe della privacy" ossia alla persona o ente che ha meglio tutelato la privacy attraverso una scoperta o un'azione di particolare rilevanza, è andato a Stefano Rodotà per la sua opera nella proposta legislativa di modifica costituzionele di Articolo 21. Il giurista italiano è riuscito a spuntarla su un concorrente d'eccezione, il fondatore di Wikileaks Julian Assange.

Cristina Sciannamblo
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