Alfonso Maruccia

Google, API di Translate a pagamento

Mountain View ha annunciato la volontÓ di rinnovare l'interfaccia di accesso al proprio servizio di traduzione automatica. Fornendo una versione a pagamento ai servizi di terze parti che ne facessero domanda

Roma - All'inizio fu l'annuncio di abbandono sic et simpliciter delle API del servizio Translate, poi vennero le lamentele di sviluppatori e aziende e infine è arrivata la parziale retromarcia di Google: l'accesso al servizio di traduzione automatica da parte di utenze terze sarà a pagamento, conferma ora Mountain View.

La cancellazione delle API di Translate fa parte delle "pulizie di primavera" messe in atto dal colosso di rete in questi mesi, e deriva principalmente dal fatto che le suddette API (sin qui gratuite) erano diventate un ricettacolo di abusi.

La grande maggioranza degli utilizzatori dell'interfaccia di programmazione se ne serviva per compiere ogni genere di pratica malevola o proibita, aveva detto Google, ma una minoranza di utenti apparentemente legittimi aveva fatto sentire la propria voce implorando Mountain View di non staccare completamente la spina e suggerendo di mantenere le API offrendole come servizio a pagamento.
Detto e fatto: il product manager di Google Adam Feldman dice di aver notato "la passione e l'interesse espresso da così tanti di voi" nei confronti delle API di Translate, pertanto Mountain View è al lavoro per "rispondere alle vostre preoccupazioni" e rilascerà presto un piano aggiornato di utilizzo a pagamento dell'interfaccia di programmazione.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia Google, API di Translate a pagamento
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  • Siamo alle solite: una grande ditta offre prima un servizio
    gratis (o lo rende facilmente piratabile), lo fa diventare affermato,
    e poi quando e' il momento giusto, lo mette a pagamento.

    La storia si ripete, cosi' ha fatto microsoft con il suo ms-dos,
    poi con windows (e sta per fare il bis anche con l'unico
    servizio di telefonia ip noto alla massa: skype).
    Ma la gente purtroppo sembra non imparare mai dagli errori!

    Ecco cosa succede quando NON si sviluppa free software fin dall'inizio
    e si lascia una fetta di mercato aperta per le grandi lobby!
    Bisognava pensarci prima, prima di addormentarsi sulla pappa fatta,
    prima di utilizzare ciecamente un software "scatola-nera" e di farlo
    diventare uno standard de-facto.
    Bisognava porsi dei dubbi, chiedersi: non sarebbe stato forse meglio sviluppare uno standard "aperto" di traduzione invece di accontentarsi
    di quello che ci veniva fornito, senza "data di scadenza"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Urullo
    > Siamo alle solite: una grande ditta offre
    > prima un servizio gratis (o lo rende
    > facilmente piratabile), lo fa diventare
    > affermato, e poi quando e' il momento
    > giusto, lo mette a pagamento.

    Ma l'hai letto l'articolo ?

    > La storia si ripete, cosi' ha fatto
    > microsoft con il suo ms-dos, poi con
    > windows (e sta per fare il bis anche con
    > l'unico servizio di telefonia ip noto
    > alla massa: skype).
    > Ma la gente purtroppo sembra non imparare
    > mai dagli errori!

    > Ecco cosa succede quando NON si sviluppa
    > free software fin dall'inizio e si lascia
    > una fetta di mercato aperta per le grandi
    > lobby!
    > Bisognava pensarci prima, prima di
    > addormentarsi sulla pappa fatta,
    > prima di utilizzare ciecamente un
    > software "scatola-nera" e di farlo
    > diventare uno standard de-facto.

    Il problema non e' di programma ma di standard.

    > Bisognava porsi dei dubbi, chiedersi: non sarebbe
    > stato forse meglio sviluppare uno standard
    > "aperto" di traduzione invece di accontentarsi
    > di quello che ci veniva fornito, senza "data di
    > scadenza"?

    Appunto, standard non programma.
    krane
    22544
  • ... è la razzata più grande che google poteva fare!!!!!!!
    Pertanto, d'ora in poi, si tenga le sue API se non in casi di estremo bisogno.
    non+autenticato
  • si tenga le sue API se non in casi di estremo bisogno.

    Credo che sia esattamente quello che vuole Google.
    non+autenticato