Mauro Vecchio

Disconnessioni, ripensamenti agli antipodi

Inversione di marcia da parte di MIPI, uno dei più agguerriti gruppi anti-pirateria australiano. La sospensione degli account non sarebbe inclusa tra le misure legislative contro gli scariconi. La Nuova Zelanda farà marcia indietro

Roma - Una sorprendente inversione di marcia suggerita dai vertici di una delle più agguerrite organizzazioni anti-pirateria in terra australiana. Sabiene Heindl, attuale general manager della Music Industry Piracy Investigations (MIPI), ha infatti sottolineato come la sospensione degli Internet account non sarà inclusa tra le misure legislative contro i cosiddetti scariconi della Rete.

Dichiarazioni che hanno certamente stupito, dopo la sfiancante battaglia intrapresa dai vertici della Australian Federation Against Copyright Theft (AFACT) contro alcuni provider locali. In particolare iiNet, accusato di trarre profitto dalle attività di scaricamento illecito dei suoi abbonati. L'ISP aussie avrebbe dunque dovuto espellere tutti quegli utenti colti in flagrante.

Le parole di Heindl hanno fatto notizia almeno per due motivi di fondo. Innanzitutto perché MIPI rappresenta gli interessi di dozzine di etichette in terra australiana, comprese le quattro grandi sorelle del disco. L'inversione di marcia dell'intera industria locale sembra dunque consequenziale al recente report consegnato alla Commissione delle Nazioni Unite, che ha di fatto condannato l'adozione globale di misure estreme anti-pirateria.
Il relatore speciale Frank La Rue, nell'analisi indipendente stilata a favore delle Nazioni Unite, ha infatti raccomandato a paesi come la Francia e il Regno Unito di modificare le attuali predisposizioni di legge a tutela del copyright. Adottando misure meno estreme - il riferimento è principalmente al regime dei cosiddetti three strikes - che tengano conto del diritto inalienabile di connessione alla Rete. I vertici di MIPI non hanno ovviamente escluso altre strategie per mitigare il fenomeno del P2P.

Una relazione che sembra aver già sortito i primi effetti in ambito internazionale. Il ministero per le Comunicazioni neozelandese sarebbe infatti pronto a rivedere le attuali predisposizioni di legge in materia di copyright. Si tratta anche qui di una marcia indietro, dopo la discussa introduzione della famigerata sezione 92A del Copyright (Infringing File Sharing) Amendment Bill.

Il Parlamento kiwi aveva approvato sanzioni pecuniarie fino a 15mila dollari neozelandesi (circa 9mila euro), dando la possibilità ai giudici del Copyright Tribunal di obbligare i vari ISP a sospendere gli account recidivi per un periodo massimo di 6 mesi. Le nuove misure dovrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo settembre. La ghigliottina si incepperà ancora?

Mauro Vecchio
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38 Commenti alla Notizia Disconnessioni, ripensamenti agli antipodi
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  • Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights
    http://www.ohchr.org

    Universal Declaration of Human Rights
    Article 19
    Everyone has the right to freedom of opinion and expression; this right includes freedom to hold opinions without interference and to seek, receive and impart information and ideas through any media and regardless of frontiers.
    http://www.ohchr.org/en/udhr/pages/language.aspx?l...

    International Covenant on Civil and Political Rights

    Article 19
    1) Everyone shall have the right to hold opinions without interference.
    2) Everyone shall have the right to freedom of expression; this right shall include freedom to seek, receive and impart information and ideas of all kinds, regardless of frontiers, either orally, in writing or in print, in the form of art, or through any other media of his choice.
    3) The exercise of the rights provided for in paragraph 2 of this article carries with it special duties and responsibilities. It may therefore be subject to certain restrictions, but these shall only be such as are provided by law and are necessary:
    a) For respect of the rights or reputations of others;
    b) For the protection of national security or of public order (ordre public), or of public health or morals.
    http://www2.ohchr.org/english/law/ccpr.htm
    non+autenticato
  • In italia si è parlato tanto del problema in effetti la disconnessione non è la soluzione ottimale, i provvedimenti che AGCOM sta per prendere sono non solo più efficaci in quanto non ledono diritti, ma si interviene sull'oscuramento dei siti illegali e successivametne su atti sanzionatori, ma non disconnessioni, e questa è la strada giusta, se sbagli paghi ma non ti limito l'accesso ad internet.
  • È inutile che tu cerchi di far credere di non essere contro gli utenti.

    Tu dici "no alle disconnessioni" per far vedere che vuoi essere amico di chi naviga, e guadagnare consenso. Ma sei in conflitto di interessi con noi, l'hai ammesso tu stesso.
    non+autenticato
  • Non tenta di apparire amico dei naviganti ... considerando che alcuni di loro si stanno organizzando per il noleggio tramite web, non conviene che le connessioni diminuiscano.

    Un videonoleggiatore è amico per prima cosa delle sue tasche: mi sembra ovvio, non trattandosi di un ente benefico !
  • non abbiamo niente contro chi naviga, ma contro chi scarica, ecco perchè la connessione non la ritengo un pericolo, anzi ha ragione Joe Tornado, nell'on-line ci sono investimenti, e quindi tagliare potenziali clienti non è certo una genialata, gli atti sanzionatori sono più che sufficenti e garantiscono il diritto alla connessione, in effetti oggi internet è una risorsa fondamentale.
  • > non abbiamo niente contro chi naviga, ma contro
    > chi scarica,

    Eccoci al punto: tu hai un esercizio commerciale. Lo scopo di tale esercizio dovrebbe essere di offrire un servizio al pubblico.

    Tu, invece, vuoi far fermare gli scaricamenti; questo non è un servizio, ma un disservizio.

    E chi offre un disservizio non viene sostenuto. Noi (come pubblico), non abbiamo interesse a sostenere la tua attività.... ma abbiamo tutto l'interesse ad affossarla.
    non+autenticato
  • il download illegale (ladrocinio) non è un servizio ma un qualcosa che va contro la legge dello stato e contro le regole di mercato ....
  • - Scritto da: spacevideo
    > il download illegale (ladrocinio) non è un
    > servizio

    Per noi utenti, lo è.

    > ma un qualcosa che va contro la legge
    > dello stato e contro le regole di mercato

    Le regole di mercato sono che un bene duplicabile all'infinito, che ha quindi offerta infinita, abbia come prezzo zero.

    Siete voi che le stravolgete, mettendo con il copyright un limite volto a creare una "scarsità artificiale". Perciò, siete voi che andate contro le regole di mercato. Il mercato vi deve cancellare (come ha già cancellato blockbusters)
    non+autenticato
  • Dato che il 12 aprile sono stato, insieme ad altri rappresentanti del Movimento ScambioEtico, all'audizione di AGCom (per approfondire le osservazioni http://blog.tntvillage.scambioetico.org/wp-content... che abbiamo presentato nel merito della consultazione pubblica di quel regolamento che vorrebbero approvare) ti devo dire che quando hanno capito che le nostre obiezioni erano focalizzate sulla questione del P2P ci hanno chiaramento detto che questo regolamento non avrà impatto sulla questione del filesharing ma riguarderebbe solo per i siti che direttamente hanno sui loro server (per far scaricare o per lo streaming) le opere coperte da copyright.
  • infatti il regolamento non tocca il P2P in maniera diretta, nè tantomeno gli utenti, semplicemente andrà non a tappeto ma su richiesta del detentore a tutelare le opere chiedendo la rimozione delle stesse dai siti, ecco perchè la trovo l'idea migliore ad oggi, nessuna rivolta degli utenti, si interviene solo sui siti ma così facendo si riesce a marcare una linea definita fra legale e illegale, cosa oggi assenete.

    Le vidoteche ma gran parte dell'industria H.E. non ha interesse a cause o tagli di connessione, perchè quei soldi non entrano nelle nostre tasche, quello che ci preme in questo momento è delineare e quindi regolamentare il diritto d'autore su internet.
  • contenuto non disponibile
  • manca chi fa rispettare le regole, e agisce in maniera rapida, ad oggi solo pochi casi di pirateria vengono puniti perchè devi passare dalla magistratura, lo stesso vale per i siti è un processo talmente macchinoso ceh solo pochi casi arrivano a conclusione e dopo anni, anche se ultimamente le cose si sono un po' sveltite, ma un organo come AGCOM interviene più efficacemente e celermente dell'attuale procedura.