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PI Hardware/ Le emissioni elettromagnetiche, in casa e fuori

Abbiamo misurato le emissioni di cellulari, router WiFi, linee elettriche per valutarne il rispetto dei limiti di legge. Per raccontare, dati alla mano, a cosa davvero fare attenzione nella vita di tutti i giorni

PI Hardware/ Le emissioni elettromagnetiche, in casa e fuoriEsistono pochi altri argomenti che suscitano discussioni così animate: le radiazioni dei cellulari sono dannose o no? E cos'è quella cosa chiamata "elettrosmog" che pervade tutta la nostra vita quotidiana, dallo schermo del televisore fino alla linea ad alta tensione? Nemmeno dopo 13.800 studi, di cui l'ultimo pubblicato pochi giorni fa dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) è stata fatta chiarezza sulle possibili conseguenze per la salute. E per i profani, le liti tra gli esperti sono del tutto indecifrabili.

Nell'articolo di oggi certamente non ci proponiamo di fornire un parere medico-scientifico sulla questione bensì di analizzare i dati di fatto principali, ci chiederemo cosa sono e come funzionano i campi elettromagnetici e valuteremo mediamente la loro importanza dispositivo per dispositivo, confrontando i numeri con i parametri imposti dalla legge.

Prima di procedere oltre è necessario fare un breve excursus su quel che sono le onde radio ed i campi EM (elettromagnetici).

Caratteristiche principali onde radio

Le onde radio sono formate da campi elettrici e magnetici, cioè dai campi elettromagnetici. Esse si propagano alla velocità della luce ed hanno una frequenza che va da 100 kilohertz (kHz) a 300 gigahertz (GHz).

I campi elettromagnetici possono essere divisi in campi statici e campi alternativi. I primi sono, per esempio, il campo terrestre o il campo elettrico come quello formato dalle scarpe di gomma sui tappeti. I campi alternativi, detti anche onde, cambiano continuamente il loro stato proprio come fanno le onde nell'acqua. Anche i suoni, la luce ed i raggi gamma sono onde, esattamente come le onde radio del cellulare.

Per descrivere le proprietà delle onde radio bastano pochi concetti:

  • Frequenza: il campo di un'onda cambia continuamente seguendo un andamento oscillatorio. Il numero di oscillazioni al secondo si chiama frequenza ed è misurata in Hertz (numero di oscillazioni al secondo). Il campo delle onde radio FM oscilla circa 100 milioni di volte al secondo (100 Megahertz), quello dei cellulari nella rete D, 900 milioni di volte al secondo.
  • Ampiezza: è l'altezza delle creste dell'onda. Un semplice esempio è dato dai suoni. Più questi sono forti, più le creste delle onde sono alte.
  • Modulazione: è il processo mediante il quale le onde radio trasportano la musica e la voce (in generale le informazioni). Una canzone con una frequenza da 20 Hertz a 15 Kilohertz può essere trasferita tramite le onde FM nella gamma di frequenza a 100 Megahertz. Nell'apparato di trasmissione un modulatore si occupa di modulare, appunto, la portante (il segnale a frequenza FM) con il segnale audio. Nell'apparecchio radio, invece, un demodulatore separa le onde radio dai suoni udibili che vengono in seguito amplificati e riprodotti.
  • Effetto termico: quando le onde radio incontrano il corpo umano, penetrano negli strati di pelle superficiali, che le assorbono. Si genera così del calore in quella parte del corpo. Il fisico di una persona può smaltire senza conseguenze un riscaldamento massimo di quattro gradi, trasportando il calore attraverso la circolazione sanguigna. Le parti del corpo scarsamente irrorate di sangue, come gli occhi, non sono in grado di assorbire altrettanto bene il calore. Per non danneggiare gli occhi, i cellulari non devono scaldarli più di un grado (valore limite). L'effetto termico delle onde radio è sfruttato, per esempio, dai forni a microonde per riscaldare i cibi.
  • Effetto atermico: i campi che non scaldano i tessuti in modo percepibile hanno un impatto atermico. Gli oppositori della telefonia mobile portano come argomentazione il fatto che questi effetti, benché privi di conseguenze termiche, modificano le onde cerebrali, il quadro ematologico o addirittura il patrimonio genetico. Alcuni effetti atermici sono stati dimostrati per mezzo di esperimenti. Molti studi sono stati tuttavia effettuati soltanto su colture cellulari o su animali. Ancora non si sa con certezza se i risultati siano trasferibili all'uomo e se gli effetti atermici siano pericolosi. Alcune persone collegano i mal di testa e l'insonnia alle radiazioni e si definiscono elettrosensibili. Molte analisi - realizzate anche dalla OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, (Fact Sheet 296, 2005) - portano tuttavia a concludere che l'elettrosensibilità non esiste e che questi disturbi siano invece di natura psichica, cioè causati dalla paura delle radiazioni.
  • Intensità di campo: indica l'intensità dei campi in un determinato punto. L'intensità dei campi magnetici viene misurata in Ampere al metro, quella dei campi elettrici in Volt al metro.
  • Densità di flusso magnetico: indica l'intensità di un campo magnetico riferita a una superficie ed è misurata in Tesla. Per raffigurarla mentalmente si può pensare a questo: all'aumentare del valore cresce anche il numero delle linee di campo che attraversano la superficie. L'intensità di flusso viene calcolata in base all'intensità del campo magnetico. È spesso citata nelle discussioni sull'elettrosmog causato dalle reti elettriche.
  • Densità del flusso di potenza: è un altro modo per determinare il "contenuto di energia" di un'onda. Questo valore può essere calcolato in base all'intensità del campo elettrico o magnetico, ma soltanto in campo lontano.
  • Campo lontano: la zona che inizia approssimativamente a due lunghezze d'onda dall'antenna - per i cellulari comincia quindi a 66 centimetri. Per il campo lontano è possibile eseguire calcoli affidabili, per il campo vicino invece no.
  • Pulsazione: quando la voce viene convertita in dati digitali durante le telefonate, spesso si genera un segnale di trasmissione pulsato, cioè a impulsi ciclici. I tecnici di bioedilizia lo considerano un aspetto critico.
  • SAR (Specific Absorbtion Rate): il tasso di assorbimento specifico indica l'energia del campo elettromagnetico che viene assimilata dal corpo, il quale si scalda.
  • Valore limite per tutto il corpo/per una parte del corpo: il valore per tutto il corpo viene utilizzato quando le radiazioni hanno effetto sull'intera persona. L'impatto dei cellulari riguarda invece prevalentemente la testa. In tal caso viene quindi considerato il valore per una parte del corpo.


Modulazione di frequenza (fonte: Wikipedia)
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60 Commenti alla Notizia PI Hardware/ Le emissioni elettromagnetiche, in casa e fuori
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  • > Le onde radio sono formate da campi elettrici e magnetici, cioè dai campi > elettromagnetici. Esse si propagano alla velocità della luce ed hanno una > frequenza che va da 100 kilohertz (kHz) a 300 gigahertz (GHz).

    E quelle sotto i 100 kHz non sono onde radio?????
    Cosa sarebbero?
    non+autenticato
  • Nell'articolo facciamo riferimento a onde radio anche per quelle sonore (banda da 20Hz a 20KHz) ma quelle che ci interessa valutare e che sono maggiormente utilizzate per i mezzi di comunicazione a disposizione di tutti noi sono quelle nel range citato.
  • - Scritto da: Dinox PC
    > Nell'articolo facciamo riferimento a onde radio
    > anche per quelle sonore (banda da 20Hz a 20KHz)

    veramente le onde sonore e le onde radio sono cose completamente diverse, che possano avere la stessa frequenza è un fatto puramente incidentale
  • Radio e Sonore son due cose ben diverse, possono comunque essere onde radio! A dimostrazione che chi scrive non sa di cosa sta parlando!!!
    non+autenticato
  • Credo che intendesse "nella banda sonora" (di frequenza).

    A.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dinox PC
    > Nell'articolo facciamo riferimento a onde radio
    > anche per quelle sonore (banda da 20Hz a 20KHz)
    > ma quelle che ci interessa valutare e che sono
    > maggiormente utilizzate per i mezzi di
    > comunicazione a disposizione di tutti noi sono
    > quelle nel range
    > citato.

    Quindi i 50 Hz delle fequenza di rete sono sonori???
    Ma dai!
    non+autenticato
  • No,

    sono onde elettroagnetiche nella banda delle frequenze sonore, non idonee a essere usate come segnali per le comunicazioni radio.

    A.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pallino
    > > Le onde radio sono formate da campi elettrici e
    > magnetici, cioè dai campi > elettromagnetici.
    > Esse si propagano alla velocità della luce ed
    > hanno una > frequenza che va da 100 kilohertz
    > (kHz) a 300 gigahertz (GHz).
    >
    >
    > E quelle sotto i 100 kHz non sono onde radio?????
    > Cosa sarebbero?

    Semplicemente non sono.

    O forse hai notizia di qualche sorgente / trasmettitore sotto i 100KHz?
    ruppolo
    33147
  • premesso che questo articolo sembra più la trascrizione di una puntata di cazzenger, invito chi legge a fare soltanto un po' di mente locale...

    pensate ad amici e conoscenti e agli amici di amici... pensate a quelli che si sono ammalati di lucemie o altri tumori... pensate a dove vivono, a che lavoro fanno ecc. ecc. ... poi tirate voi le somme...

    per quanto mi riguarda dico solo questo:

    esperienza diretta di un familiare che ha spesso lavorato in prossimità di onde radio e campi elettromagnetici, e con questa persona tati altri colleghi... una parte rilevante (percentualmente molto più altra di altri non esposti come loro) sono morti (leucemie e/o linfomi) alcuni anche relativamente giovani... molti altri sono malati...

    esperienza diretta (per lavoro) di tante altre persone (tecnici, fornitori, ecc...) che hanno a che fare con situazioni simili: stessa storia...

    non è uno studio scientifico? non significa un c..o? può essere...

    di certo, per me, tutto questo non vale meno di studi e ricerche "scientifiche" (sic!) pagate da chi vende telefonini e/o sistemi wireless o fatte da soggetti che "vivono" di queste cose e che hanno solo da perdere a mettersi contro dette imprese e certe tecnologie...

    l'oste non vi dirà mai che il suo vino fa schifo

    poi... fate voi
    non+autenticato
  • mio padre ha fatto prima ponti radio e poi radiomobile
    sta bene

    quindi?
  • Se lui li faceva di campo ne ha subito certo meno di chi abitava o lavorava nei paraggi.
    Senza entrare nel merito (alquanto controverso) degli effetti.
    non+autenticato
  • il punto è: o mi parli con evidenze scientifiche dimostrando il nesso di causalità, oppure te l'ha detto tuo cugino

    mi spiego?Sorride
  • IO non ho cugini!
    Tu hai sottolineato che tuo padre costruiva ponti radio. E questa più che un'evidenza scientifica è un'evidenza oggettiva che non c'entra nulla con la questione dibattuta.
    Ribadisco che chi costruisce ponti radio è meno soggetto alle irradiazioni di chi abita nella vicinanze, e direi che ciò è anche molto banale.
    Il punto resta definire se gli effetti di queste radiazioni sul corpo umano sono nocivi, le condizioni per cui da innocui possono diventare nocivi (se lo possono essere), eccetera.
    Io ribadisco che, essendo tuttora ignoti o controversi molti aspetti del problema, è bene adottare un comportamento di precauzione, senza farsi cogliere da isterie.
    Mi permetto di fare un esempio stupido, riguardante le linee elettriche: siamo sicuri che non sia invece più dannoso il file elettrico che passa in prossimità della testata del letto e dal quale stiamo a 30-40 cm con la testa per 6-8 ore al giorno rispetto alla linea elettrica che sta a 50 metri?
    Ovvero: occhio non vede cuore non duole.
    non+autenticato
  • sì, siamo sicuri
    visto che il campo generato è ENORMENENTE inferiore a quello delle linee ad alta tensione
  • Quello elettrico è in relazione alla tensione e facilmente attenuabile da pareti i laterizio, pannelli metallici, ecc.
    Quello magnetico dalla corrente e non è altrettanto schermabile.
    Difatti una delle indicazioni per la corretta disposizione delle condutture elettriche in casa è di evitare il transito di fili elettrici, soprattutto se servono elettrodomestici, ecc, presso la testata del letto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > mio padre ha fatto prima ponti radio e poi
    > radiomobile
    > sta bene
    >
    > quindi?

    scusa la brutalità di quello che sto per scrivere, ma la cosa mi tocca personalmente e proprio mi stai tirando le parole di bocca...

    anche mio padre ha fatto quelle cose
    anche mio padre stava bene, prima di ammalarsi
    non+autenticato
  • ci mancherebbe

    ma il tuo ragionamento ha una pecca fondamentale: manca il nesso di casualità evidente

    si potrebbe obiettare, ben facilmente, che nel corso degli ultimi 50 anni sono aumentate le onde elettromagnetiche nelle nostre vite, ma sono anche cambiate DRASTICAMENTE le abitudini alimentari

    quindi?
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > ci mancherebbe
    >
    > ma il tuo ragionamento ha una pecca fondamentale:
    > manca il nesso di casualità
    > evidente
    >
    > si potrebbe obiettare, ben facilmente, che nel
    > corso degli ultimi 50 anni sono aumentate le onde
    > elettromagnetiche nelle nostre vite, ma sono
    > anche cambiate DRASTICAMENTE le abitudini
    > alimentari
    >
    > quindi?

    Le abitudini alimentari sono cambiate per tutti, quindi sono un fattore ininfluente.

    Il concetto dovrebbe essere che, se un particolare insieme di persone, che per un qualche motivo (lavoro, vicinanza, ...) sono state esposte ad emissioni elettromagnetiche intense piu' a lungo della media della popolazione, e se in questo insieme di persone emergesse un aumento di qualche patologia, allora si puo' pensare che sussista una relazione di causa effetto che necessita di essere approfondita.

    Esempio: una certa malattia si manifesta nello 0,02% della popolazione, ma per tutti quelli che abitano da 10 anni sotto un traliccio dell'alta tensione, sale allo 0,2%, allora qualche relazione ci deve essere.

    Non e' che tutti si ammalano, e' solo che e' piu' probabile.
  • è proprio questo il punto

    dire "chiedete in giro se sono aumentati i casi" non vale...Sorride
  • o ma non era in GAUSS? e l'Ampére non è l'unità di misura dell'intensità di corrente?

    ***per la cronaca: James Clerk Maxwell ha sintetizzato in modo esemplare il comportamento delle onde elettromagnetiche nelle sue equazioni. ERGO, o prima studiate fisica (e la matematica che serve per capire le dette) oppure ZITTI e mosca. Questo per altre perle nel prosieguo, probabilmente nell'ansia di semplificare.
  • Per la legge italiana si mimura l'intensità dell'induzione magnetica (B) ossia:
    B = μH

    http://it.wikipedia.org/wiki/Tesla
    non+autenticato
  • - Scritto da: ExtraT
    > o ma non era in GAUSS? e l'Ampére non è l'unità
    > di misura dell'intensità di
    > corrente?
    >
    > ***per la cronaca: James Clerk Maxwell ha
    > sintetizzato in modo esemplare il comportamento
    > delle onde elettromagnetiche nelle sue equazioni.
    > ERGO, o prima studiate fisica (e la matematica
    > che serve per capire le dette) oppure ZITTI e
    > mosca. Questo per altre perle nel prosieguo,
    > probabilmente nell'ansia di
    > semplificare.


    1. La densità di flusso magnetico nel Sistema Internazionale è misurata in Tesla (indicata dalla lettera T). Allo stesso modo può essere misurata in Gauss (indicato dalla lettera G) ma nel sistema di unità di misura cgs.


    2. Intensità di campo: indica l'intensità dei campi in un determinato punto. L'intensità dei campi magnetici viene misurata in Ampère al metro.

    Dunque non si parla di intensità di corrente (giustamente indicata in Ampère) ma di intensità di campo magnetico misurata in Ampère al metro. Lo stesso Ampère fece un esperimento per misurare la forza che un campo magnetico esercitava sulla corrente elettrica scoprendo che questa dipendeva dalla lunghezza dei cavi, dalla distanza fra essi e dalla corrente che vi transitava.
  • l'unità di misura attuale del campo magnetico è il Tesla non il gauss!!
    Il gauss veniva usata in precedenza
    non+autenticato
  • anche per Dinox: NON sono più un ragazzino, da tempo... pensa un pò che mi ritrovo ancora a misurare la pressione in torr e la viscosità in centipoises... poi ovvio faccio le conversioni in pascal e mPa.s - in fin dei conti da cgs a mks o SI è più facile, sono solo potenze di 10. Ciò non toglie che per passare da 1 A a 1 Tesla ci vuole un pezzo di strada... o un bel pezzo di filo elettrico in bobina.
  • Si ma non ho capito dov'è che abbiamo scritto Ampere per misurare il flusso magneticoOcchiolino
  • Per i campi magnetici a 50Hz (elettrodotti) i limiti sono questi DPCM 8/07/03):

        i limiti per il campo elettrico (5 kV/m);
        i limiti per l’induzione magnetica (100 µT);
        i valori di attenzione (10 µT) e gli obiettivi di qualità (3 µT) per l’induzione magnetica;

    ------------
    Per le alte frequenze (antenne di telefonia) sono questi:
    Il DPCM 8/07/03, entrato in vigore nell’estate 2003, fissa:

        i limiti di esposizione, in modo differenziato per tre intervalli di frequenza; per esempio per le frequenze dei dispositivi delle telefonia mobile i limiti di esposizione sono pari a 20 V/m per il campo elettrico;
        il valore di attenzione di 6 V/m per il campo elettrico, da applicare per esposizioni in luoghi in cui la permanenza di persone è superiore a 4 ore giornaliere;
        l’obiettivo di qualità di 6 V/m per il campo elettrico, da applicare all’aperto in aree e luoghi intensamente frequentati.

    http://www.arpa.veneto.it/agenti_fisici/htm/rni_no...
    non+autenticato
  • Mi sembra che su quelli relativi agli elettrodotti siamo d'accordo. Su quelli relativi alle antenne di telefonia mobile noi avevamo altre tabelle. Comunque sia la sostanza non cambia, anzi se i limiti sono più restrittivi a maggior ragione occorre porre attenzione a determinati argomenti.
  • si, sono d'accordo anch'io.
    Le tabelle che avete usato probabilmente sono i limiti ICNIRP
    non+autenticato
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