Cristina Sciannamblo

Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia

Che correlazione c'è tra emissioni elettromagnetiche e disfunzioni biologiche? Qual è lo stato della ricerca scientifica? Quali gli strumenti legislativi? Se ne è parlato a un convegno organizzato da A.M.I.C.A.

Roma - Si è svolto presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini a Roma il convegno dal titolo "Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute?", organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale (A.M.I.C.A.). Una giornata di confronto tra scienziati, avvocati, volontari ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui rischi per la salute connessi ai dispositivi mobili e alle radiofrequenze. Una carrellata di interventi di spessore scientifico e giuridico dai quali sono emerse due conclusioni fondamentali: la necessità di continuare e incrementare gli studi indipendenti, l'urgenza che i soggetti politici affrontino seriamente e concretamente il problema.

La prima sessione di interventi, volta a scandagliare le evidenze scientifiche sul rischio connesso all'esposizione ai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless, ha dato spazio alla presentazione di ricerche di carattere sperimentale ed epidemiologico condotte da scienziati italiani e internazionali.

Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare presso il CNR di Bologna, ha illustrato i risultati degli studi in vitro e in ambiente per evidenziare l'interazione tra WiFi, radar e telefoni mobili con la vitalità cellulare. Gli esperimenti relativi alla rete wireless hanno mostrato che l'irradiamento del sistema cellulare ha provocato la diminuzione delle cellule vitali e l'aumento di quelle cancerose a partire da un'ora di esposizione. Gli effetti biologici documentati relativi alle radiofrequenze e alle microonde hanno segnalato danni al DNA, ai cromosomi, produzione di radicali liberi, l'alterazione dei neurotrasmettitori, invecchiamento precoce, perdita di memoria e la comparsa di alcune allergie. L'indagine epidemiologica condotta nel comune di Potenza Apicena (originata dalla presenza di un'epidemiologia misconosciuta che colpiva le persone esposte a onde elettromagnetiche) ha dimostrato, evidenzia Marinelli, che l'esposizione a radar produce la devitalizzazione cellulare dopo 24-48 ore. Il ricercatore, tuttavia, ha altresì espresso l'esigenza di compiere studi più approfonditi allo scopo di osservare il nesso di causalità tra esposizione e malattie rilevate (tumore al seno, alla tiroide, autismo, leucemie ecc). Secondo Marinelli, inoltre, il Tasso di assorbimento specifico o SAR, vale a dire il sistema di misurazione utilizzato per calcolare la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano in condizioni di esposizione a un campo elettromagnetico a radiofrequenza, risulta di "un'approssimazione estrema".
Dal canto suo Settimio Grimaldi, del CNR di Roma, si è impegnato a dimostrare e spiegare le basi teoriche e biologiche del danno da esposizione ai campi elettromagnetici. Secondo il biofisico, gli effetti provocati da questi ultimi sono di tipo biologico oltre che termico; in particolare, si rendono rilevanti le conseguenze nocive sul sistema nervoso centrale, le cui proteine, rese mal funzionanti, si legano al sopraggiungere di patologie quali demenza senile e schizofrenia.

La dottoressa Valeria Pacifico, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ha invece analizzato lo stress ossidativo in relazione alle radiazioni non ossidanti. Monitorando un campione di 541 pazienti elettrosensibili, è stato evidenziato che, a oggi, non sono ancora stati identificati i marcatori utili a definire criteri diagnostici, quindi le linee terapeutiche volte alla cura delle disfunzioni. Al momento è soltanto ipotizzato che la vicinanza e l'utilizzo di videoterminali, cellulari, telefoni cordless e altri apparecchi elettromagnetici siano la causa delle disfunzioni a livello chimico e metabolico rilevate. Il paziente, dunque, non ha altra scelta che eliminare ciò che considera essere il fattore scatenante dei propri malesseri, con un peggioramento evidente della qualità di vita.

Una dei richiami più interessanti e incalzanti della giornata è arrivato dal dottor Ernesto Burgio, presidente dell'Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (ISDE), il quale ha espresso a gran voce la necessità di elaborare modelli biologici, genetici ed epigenetici invece che fisici per lo studio dell'elettrosensibilità, poiché il modello lineare elaborato dai fisici non ha attinenza alcuna con gli studi epidemiologici. In questo modo, sostiene Burgio, da Hiroshima a Chernobyl sarebbero rivalutati in maniera critica i numeri dei contaminati, calcolati, secondo Burgio, in modo "astratto" e "fuorviante". Entrando nel merito dello studio presentato, è stato mostrato come i danni delle radiazioni ionizzanti non si evidenziano immediatamente nel soggetto esposto, ma addirittura nei soggetti di seconda e terza generazione: ciò è indice, secondo Burgio, della necessità di modificare le linee di studio passando dal paradigma fisico a quello epigenetico.

In questo solco si colloca anche la durissima critica rivolta al mega studio Interphone, considerato da alcuni scienziati italiani fuorviante per la scelta dei fattori di rischio. Un apprezzamento, invece, per l'ultima azione della IARC che ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B ossia "potenzialmente cancerogeno per gli individui", con l'auspicio, espresso dai medici presenti, che possa presto essere considerato anche il gruppo 2A.

La plausibilità tra l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e l'alterazione del genoma è stata indagata da Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, il quale ha presentato i primi risultati di un grande progetto sperimentale condotto su oltre 18mila ratti e dal quale emerge che l'esposizione a bassa dose di radiazioni gamma procuri un aumento significativo dell'incidenza di tumori mammari sui topi femmina. Inoltre, sostiene Soffritti, i limiti di esposizione al campo magnetico della corrente elettrica nell'ambiente di lavoro stabiliti dall'ICNIRP devono essere rivisti.

Il panel della mattina ha ospitato come ultimo intervento il professor Olle Johansson (dell'Unità di Dermatologia Sperimentale del Karolinksa Institute in Svezia, e membro del Royal Institute of Technology di Stoccolma), considerato uno dei "campioni" della lotta all'elettrosensibilità. Johansson ha ripercorso le tappe mediche e politiche percorse verso l'adozione del principio di precauzione sancito dalla Comunità Europea e in base al quale si chiede, in particolare, di adottare un quadro di linee guida per limitare l'utilizzo di cellulari e cordless da parte dei bambini e dei gruppi vulnerabili. Johansson ha anche polemizzato con i criteri di selezione degli esperti all'interno di organismi di massima rilevanza internazionale come l'OMS, i quali, afferma il medico svedese, spesso si avvalgono di consulenti collusi con le telco.

La sessione del pomeriggio ha ospitato il confronto tra legali e rappresentanti delle istituzioni in merito agli aspetti normativi della tutela dai campi elettromagnetici. Il quadro disegnato non è stato per nulla confortante: alla sostanziale carenza e inadeguatezza della normativa vigente si aggiunge anche una sorta di crisi del diritto penale in toto, alle prese con l'intricato problema dell'accertamento causale del danno e, conseguentemente, con l'emissione del giudizio di colpevolezza.

A Lorenzo Lomabrdi, responsabile della Sezione Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico del Ministero dell'Ambiente, è spettato il compito di illustrare il contento della legge 26 del 2001 volta alla tutela degli effetti dell'esposizione agli impianti radioelettrici e alla telefonia mobile. Pur prevedendo anche degli obiettivi di qualità, si tratta di una legge quadro "monca", almeno secondo l'avvocato Matteo Ceruti, il quale non ha esitato a definire come "allarmante" lo stato delle cose. La legge quadro, infatti, risulta essere secondo l'amministrativista un provvedimento inattuato nei suoi passaggi fondamentali per la clamorosa assenza dei decreti attuativi. Oltre che per non poter irrogare le sanzioni in mancanza dell'indicazione di un'autorità preposta, la legge si presenta fallimentare per quattro motivi fondamentali: la mancata attuazione di molte sue parti, i problemi intrinseci in essa rilevati, il depotenziamento, talvolta rovesciamento dei principi e, infine, l'applicazione giurisprudenziale largamente insufficiente. A questo si aggiunge, secondo Ceruti, la mancanza dell'aggiornamento scientifico previsto dalla stessa legge.

Citando il caso di Radio Vaticana, Maria Cristina Tabano (avvocato del Codacons) prima e Nicola Bramante (penalista) dopo hanno messo in chiara luce un punto fondamentale che attiene al nesso di causalità tra danno e colpa. Data la significativa mancanza di certezze scientifiche in merito, i due legali hanno citato alcune sentenze della Corte di Cassazione secondo cui, perché possano essere determinati danno e colpevolezza sono sufficienti le leggi statistiche, anche con coefficiente medio-basso, purchè siano in grado di spiegare l'evento specifico.

Tale interpretazione riguarda un problema rilevante: è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che certi eventi lesivi (addirittura omicidi colposi) siano ricollegabili all'elettrosmog? Come evidenziato anche dagli interventi degli esponenti del mondo della medicina, una correlazione esatta non potrà mai essere verificata. In questo senso, dunque, il massimo grado della giustizia italiana non richiede la certezza assoluta, ma una conoscenza probabilistica che, insieme alle circostanze del caso concreto, possa dimostrare l'evento.

Cristina Sciannamblo
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81 Commenti alla Notizia Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia
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  • L'unica cosa certa è che non si potrà mai dimostrare che le onde elettromagnetiche NON facciano male.
    Per cui dovrebbe valere per tutti il principio di precauzione.
    Quindi, usare cavi ove possibile e diffidare di chi usa troppo il cellulare: ecco, si potrebbe ad esempio studiare la correlazione tra ore di conversazione mobile e stupidera aggravata degli individui. A naso, qualcosa c'è...
    non+autenticato
  • - Scritto da: zomp
    > L'unica cosa certa è che non si potrà mai
    > dimostrare che le onde elettromagnetiche NON
    > facciano
    > male.

    come non possono dimostrare che gli alieni non controllino la mente

    > Per cui dovrebbe valere per tutti il principio di
    > precauzione.

    il principio di precauzione ha senso quando c'è qualche evidenza significativa di rischio o quando ancora non si è capito se e quanti rischi ci siano. Perché non uscire con la cuffietta in alluminio per impedire agli alieni di controllarci.

    > Quindi, usare cavi ove possibile e diffidare di
    > chi usa troppo il cellulare: ecco, si potrebbe ad
    > esempio studiare la correlazione tra ore di
    > conversazione mobile e stupidera aggravata degli
    > individui. A naso, qualcosa
    > c'è...

    :)
  • Tu puoi, legittimamente, sostenere che secondo te non fanno male. Ma non puoi andare oltre. Mi spiego meglio: il principio di precauzione deve sempre valere, in quanto con le conoscenze attuali e con le metodologie attuali non conosciamo gli effetti.
    Quindi, non avendo tu partecipato a studi in merito (per quanto si capisce dai tuoi post) non hai elementi diversi o migliori dei miei per sostenere le tue tesi "arbitrarie".
    Personalmente sono un "innocentista perplesso" che cerca di adottare il principio di precauzione. Che dovrebbe valere anche quando si attraversa la strada col semaforo verde.
    non+autenticato
  • Il "principio" di precauzione è una CA**ATA.
    non+autenticato
  • me ne fotto altamente delle evidenze "scientifiche"...

    ma vi siete guardati intorno? quanti sono parenti e/o amici e/o conoscenti che sono morti o sono malati di linfomi e/o leucemie? quanti di loro poi, in particolare, per lavoro o altre ragioni hanno avuto esposizioni alte o basse ma frequenti a onde radio e/o campi EM???

    e tutti questi qua che mi vengono a dire "ma non ci sono evidenze scientifiche" e che "eh ma la correlazione non è stata dimostrata scientificamente"... me lo ripetessero seduti per una settimana davanti a un bel radar militare o sotto un traliccio per telecomunicazioni...
    non+autenticato
  • L'argomento e' controverso e solo un esperto puo scriverne; chi scrive evidentemente non lo e' affatto.

    Qui mettete assieme prove e dichiarazioni disparate e a braccio (ricercatori che dichiarano evidenze mai documentate e verificate, altri che citano studi su radiazioni ionizzanti che non centrano nulla, nessuna citazione di studi pubblicati).

    Il risultato e' un pasticcione, che non fa un buon servizio a gente che usa wi-fi e computer tutti i giorni.

    E' inutile pescare nel panico dell'ignoranza; alla fine si ritorce sempre contro.
    non+autenticato
  • Confermo al 100%.

    L'articolo è una confusione totale senza pesi né misure.

    Non si possono paragonare le emissioni di Radio Vaticana (qualche KW continuo in frequenze di qualche MHz) a quelle di un AP WiFi (pochi mW, per niente continui, a 2,4GHz). Gli effetti sono totalmente diversi, se ci sono.
    E poi cosa si intende esposizione ad un "RADAR" ? Radar di un aeroporto ? Con che potenza emessa ? A che distanza ? Con quanta potenza assorbita ? Per quanto tempo ? Oppure è il radar dell'impianto d'allarme di casa (che emette più del WiFi) ?
    Insomma, si parla (male) di chi emette, ma non di quanto e cosa viene effettivamente assorbito, che dipende da altri fattori come la distanza, la frequenza, il tempo di esposizione, la durata della trasmissione ecc ecc.. Il tutto mescolando quantità e fenomeni diversi non correlati.

    E nessuno dice che comunque abbiamo un POTENTISSIMO emettitore di radiofrequenze, superiore a tutti gli altri, che ci perseguita ogni giorno e si chiama SOLE ?

    Insomma, articolo totalmente impreciso e confusionario, solo per fare terrorismo psicologico a chi non è in grado di comprendere certe differenze.
  • E' confusionario perchè c'è confusione sull'argomento. Anche in altri siti è un alternarsi di articoli che tranquillizzano con altri che allarmano. Al momento le cose stanno così:
    Il Wi-fi fa male?
    Non si sa.

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    non+autenticato
  • Bhè, anche l'articolista non è finora abbia scritto delle perle...
    non+autenticato
  • pensa te, noi che invece pensiamo che sia giusto dare informazioni e permettere a tutti di farsi la propria opinione

    pensa te, sarebbe il nostro mestiere

    di', piuttosto, questo l'hai letto? http://punto-informatico.it/3186487/PI/News/pi-har...
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > pensa te, noi che invece pensiamo che sia giusto
    > dare informazioni e permettere a tutti di farsi
    > la propria
    > opinione
    >
    > pensa te, sarebbe il nostro mestiere
    >
    > di', piuttosto, questo l'hai letto?
    > http://punto-informatico.it/3186487/PI/News/pi-har


    E Voi questo lo avete letto prima di scrivere questo articolo?

    http://niremf.ifac.cnr.it/docs/WHOEMF/sezione2.php
  • L'argomento è di sicuro controverso. L'articolo, infatti, non intende fare un'analisi sullo stato degli studi scientifici sull'elettrosmog, bensì riportare il resoconto di un convegno organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale, di cui fanno parte soprattutto persone affette da elettrosensibilità. Nessuna intenzione, dunque, di entrare nel merito degli studi ma, semplicemente, riferire su quanto è stato detto (né "a braccio" né attraverso "dichiarazioni disparate").
  • Non mi convince comunque. Più che un convegno per discutere e confrontarsi, a leggere i resoconti, sembra un convegno in cui si cerchi di dimostrare, contro le attuali conoscenze, che le onde e.m. facciano male sempre e comunque, e che wifi e compagnia cantante sono pericolossissimi e nocivi per la salute.
    Con effetti, per chi è un poco dentro le questioni, umoristici. Parlare di raggi gamma e di wifi è come mostrare gli effetti le bombe al napalm in vietnam per mostrare quanto può essere pericolosa una scatola di fiammiferi.
  • - Scritto da: shevathas
    > Non mi convince comunque. Più che un convegno per
    > discutere e confrontarsi, a leggere i resoconti,
    > sembra un convegno in cui si cerchi di
    > dimostrare, contro le attuali conoscenze, che le
    > onde e.m. facciano male sempre e comunque, e che
    > wifi e compagnia cantante sono pericolossissimi e
    > nocivi per la salute.
    >
    > Con effetti, per chi è un poco dentro le
    > questioni, umoristici. Parlare di raggi gamma e
    > di wifi è come mostrare gli effetti le bombe al
    > napalm in vietnam per mostrare quanto può essere
    > pericolosa una scatola di
    > fiammiferi.

    Come ha detto qualcuno più basso di me... sono la parte peggiore dell'Italia!
  • ti sfugge un dettaglio

    per dire: io sono convinto che le onde elettromagnetiche di cellulari, wifi e quant'altro non facciano male, ma sono altresì convinto che fino a oggi non sia stato possibile (per ragioni pratiche e di impostazione) dimostrare alcunché riguardo l'una o l'altra possibilità

    quando ci è arrivato l'invito a questo convengo, abbiamo detto: andiamoci, vediamo cosa dicono i membri della comunità scientifica che avallano l'idea di un danno causato dalle emissioni in radiofrequenza

    è quello che abbiamo fatto, che Cristina ha fatto per altro con molta fatica (ci ha lavorato parecchie ore) tentando di dare conto puntualmente di una serie di dichiarazioni sugli studi presentati

    se il risultato è controverso e poco limpido è appunto a causa del fatto che non esistono studi condotti con coerenza in materia

    la conclusione che traggo, che mi pare molto chiara leggendo l'articolo, è: non sappiamo nulla di definitivo, non ci sono prove scientifiche di elettrosensibilità e danni causati da onde, ma vogliamo lo stesso dire che fanno male

    ecco, io questa posizione come dicevo non la condivido: ma credo, altresì, che sia giusto dare conto ANCHE di queste posizioni riguardo la faccenda

    quanto ai commenti di altro tenore, quelli lasciano il tempo che trovano: condensare 1 giorno di convegno in un poche righe non è semplice, ma ci sono tutti i riferimenti per cercare approfondimenti altrove
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > ti sfugge un dettaglio
    >
    > per dire: io sono convinto che le onde
    > elettromagnetiche di cellulari, wifi e
    > quant'altro non facciano male, ma sono altresì
    > convinto che fino a oggi non sia stato possibile
    > (per ragioni pratiche e di impostazione)
    > dimostrare alcunché riguardo l'una o l'altra
    > possibilità
    >
    è una posizione condivisibile, la domanda è: le onde e.m. non ionizzanti (dalla luce visibile in giù) sono pericolose ?

    > quando ci è arrivato l'invito a questo convengo,
    > abbiamo detto: andiamoci, vediamo cosa dicono i
    > membri della comunità scientifica che avallano
    > l'idea di un danno causato dalle emissioni in
    > radiofrequenza
    >
    dal resoconto mi son fatto l'idea che non fosse un convegno per "parlarne" ma un convegno per "mostrare".
    Come dire: "le onde e.m. sono pericolose: dimostriamolo".

    > se il risultato è controverso e poco limpido è
    > appunto a causa del fatto che non esistono studi
    > condotti con coerenza in
    > materia
    >
    gli studi si stanno svolgendo, è difficile dimostrare il nesso di casualità fra le onde e.m. e le malattie visto che dovresti cercare di eliminare o ridurre al minimo gli effetti delle altre cause. Cosa non sempre facile da fare.

    > la conclusione che traggo, che mi pare molto
    > chiara leggendo l'articolo, è: non sappiamo nulla
    > di definitivo, non ci sono prove scientifiche di
    > elettrosensibilità e danni causati da onde, ma
    > vogliamo lo stesso dire che fanno
    > male
    >
    infatti.

    > ecco, io questa posizione come dicevo non la
    > condivido: ma credo, altresì, che sia giusto dare
    > conto ANCHE di queste posizioni riguardo la
    > faccenda
    >
    la vostra è una posizione corretta. Magari un titolo meno fuorviante sarebbe stato opportuno.
  • Sono sempre stato per la tesi che nel dubbio è meglio non rischiare per cui mi sono sempre dotato di periferiche "wired" ove possibile. Stessa cosa ho fatto per il controller della console, ma ho il sospetto che l'emissione del segnale wireless continui lo stesso, visto che nei settaggi non c'è modo di metterci mano. Mi fa incazzare la cosa! Qualcuno con la 360 sa come funziona?
    Sì sì, lo so, mi preoccupo per niente, Microsoft mi ama, ma potendo tenerlo spento il "senza filo", vorrei tenercelo (inequivocabilmente).
    E se gli smonto fisicamente il modulo wi-fi integrato?

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    Sarebbe male.

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    Faccio sempre confusione tra il bene e il male, che intendi per male?

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    Immagina che la vita come tu la conosci si fermi istantaneamente e ogni molecola del tuo corpo esploda alla velocità della luce.

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    E quello è male... Ok, è un importante ragguaglio, grazie, Egon!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Certo certo
    > Sono sempre stato per la tesi che nel dubbio è
    > meglio non rischiare per cui mi sono sempre
    > dotato di periferiche "wired" ove possibile.
    > Stessa cosa ho fatto per il controller della
    > console, ma ho il sospetto che l'emissione del
    > segnale wireless continui lo stesso, visto che
    > nei settaggi non c'è modo di metterci mano. Mi fa
    > incazzare la cosa! Qualcuno con la 360 sa come
    > funziona?
    > Sì sì, lo so, mi preoccupo per niente, Microsoft
    > mi ama, ma potendo tenerlo spento il "senza
    > filo", vorrei tenercelo
    > (inequivocabilmente).
    > E se gli smonto fisicamente il modulo wi-fi
    > integrato?
    >
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    > Sarebbe male.
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    > [img]http://www.pollsb.com/photos/o/14884-dr_peter
    > Faccio sempre confusione tra il bene e il
    > male, che intendi per
    > male?

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    > Immagina che la vita come tu la conosci si
    > fermi istantaneamente e ogni molecola del tuo
    > corpo esploda alla velocità della
    > luce.

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    > [img]http://www.pollsb.com/photos/o/14884-dr_peter
    > E quello è male... Ok, è un importante
    > ragguaglio, grazie,
    > Egon!


    Le console, purtroppo, fanno male al cervello per i contenuti più che per la tecnologia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non fumo non bevo e non dico parolacce
    > Le console, purtroppo, fanno male al cervello per
    > i contenuti più che per la
    > tecnologia.

    Vero, ma dipende anche dai titoli e dai generi. Comunque da un rapido sguardo in rete emerge che praticamente se il Wireless faccia male o meno ... non si sa! Relativamente alla Xbox 360, una documentazione chiara e precisa di come funziona il Wireless, non c'è. L'unica cosa che ho capito è che a differenza di PlayStation e Wii che usano il Bluetooth, la 360 usa un segnale proprietario di Microsoft, è sufficiente che sia collegata a presa elettrica perchè ci sia emissione di segnale e non c'è modo di disattivarlo. Ragioni più che sufficienti a farmi girare le balle. Visto e considerato che il tempo da dedicare ai videogiochi è sempre meno, che il controller Wireless comunque non lo uso perchè mi scassa doverlo ricaricare e non mi interessa Xbox Live, non ho motivo di sorbirmi il segnale Wireless che non mi serve esattamente a niente. Quindi la console deve fare quello che serve a me e non impormi le sue regole. Ora le strade sono due: stacco il cavo elettrico dalla corrente e lo riattacco solo quando mi serve, oppure metto un temporizzatore sulla presa di corrente per alimentarla solo nella fascia oraria di possibile utilizzo. Sia come sia, sarà la console a piegarsi ai miei voleri!

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    non+autenticato
  • > da un rapido sguardo in rete emerge che
    > praticamente se il Wireless faccia male o meno
    > ... non si sa!

    Veramente la situazione è un pò diversa, allo stato attuale non esistono prove che il wireless o più in generale le onde elettromagnetiche facciano male, ma è piuttosto difficile dimostrare con certezza che qualche cosa sia assolutamente innocua... anche l'acqua più pura fa male se assunta per la via sbagliata o in quantità eccessiva!


    > Relativamente alla
    > Xbox 360, una documentazione chiara e precisa di
    > come funziona il Wireless, non c'è. L'unica cosa
    > che ho capito è che a differenza di PlayStation e
    > Wii che usano il Bluetooth, la 360 usa un segnale
    > proprietario di Microsoft, è sufficiente che sia
    > collegata a presa elettrica perchè ci sia
    > emissione di segnale e non c'è modo di
    > disattivarlo. Ragioni più che sufficienti a farmi
    > girare le balle. Visto e considerato che il tempo
    > da dedicare ai videogiochi è sempre meno, che il
    > controller Wireless comunque non lo uso perchè mi
    > scassa doverlo ricaricare e non mi interessa Xbox
    > Live, non ho motivo di sorbirmi il segnale
    > Wireless che non mi serve esattamente a
    > niente
    . Quindi la console deve fare quello
    > che serve a me e non impormi le sue regole.

    He he he... cavoli tuoi dovevi informarti prima di comprarla!

    > Ora
    > le strade sono due: stacco il cavo elettrico
    > dalla corrente e lo riattacco solo quando mi
    > serve, oppure metto un temporizzatore sulla presa
    > di corrente per alimentarla solo nella fascia
    > oraria di possibile utilizzo. Sia come sia, sarà
    > la console a piegarsi ai miei
    > voleri!
    >
    > [img]http://sarcasticgamer.com/wp/wp-content/uploa

    XBox nuoce gravemente alla salute... cavolo è microsoft!
  • Io intanto ho trovato come si "spegne" questo maledetto Wi-Fi della Xbox:

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    Un cacciavite a taglio e uno Torx 10 e ho risolto il problema (non mi lascerò irradiare da una schedina che non mi serve).
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Certo certo

    > E quello è male... Ok, è un importante
    > ragguaglio, grazie,
    > Egon!


    LOL!
    Si, incrociare i flussi è sempre maleA bocca aperta
    Quindi mi raccomando: non accendete insieme il wifi, il microonde, il cordless e la radiosveglia, specie se abitate vicino a un radar militare o a una stazione di Radio Vaticana... potrebbero cuocervisi(vi) le uova senza estrarle dal frigo, o materializzarsi il Marshmallow man!A bocca aperta
    Funz
    13000
  • - Scritto da: Certo certo
    > Sono sempre stato per la tesi che nel dubbio è
    > meglio non rischiare per cui mi sono sempre
    > dotato di periferiche "wired" ove possibile.
    [...]
    > E se gli smonto fisicamente il modulo wi-fi
    > integrato?

    puoi fare di meglio: cassonetto RAEE
    non+autenticato
  • MI sembra Crozza quando fa Zichichi! Cosa dice la scienza? Dunque, c'eravamo io, Benjamin... Galil... Galilao Galil... A bocca aperta
    non+autenticato
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