Claudio Tamburrino

Google, voce e vista per la ricerca

Ricerca vocale, visiva e con scorciatoie: tutte le novità di Mountain View sia per il mobile che per il desktop

Roma - Google ha annunciato importanti innovazioni per il suo motore di ricerca, due novità assolute per i servizi mobile e due già in questo implementate che esordiscono ora anche su PC: la ricerca vocale e quella visuale.

La novità più d'effetto è la ricerca parlata: già adottata su Android, viene ora impiegata in Google Chrome, che già ad aprile aveva implementato il supporto delle API per gli input vocali e ora lo estende all'homepage di Google.

Per il momento disponibile solo in inglese, nel search box di Google apparirà la figura di un piccolo microfono: cliccandolo l'utente potrà esprimere a voce le chiavi di ricerca.
Mountain View, inoltre, ha deciso di estendere dal mobile al desktop anche Google Goggles, la ricerca per immagini offerta già sui dispositivo Android e che adotta come input della query una fotografia scattata attraverso la fotocamera del dispositivo.

Sul PC funziona dando la possibilità agli utenti di trascinare nel box di ricerca un'immagine, oppure di copia-incollarne l'URL o di cliccare sull'icona di una fotocamera per caricarla direttamente da lì. Di essa Google cerca di riportare tra i risultati della ricerca una descrizione il più possibile accurata e immagini simili.

Sia per Chrome che per Firefox, inoltre, Google ha inoltre introdotto, sia per Chrome che per Firefox, due estensioni che permettono all'utente di selezionare con il tasto destro un'immagine trovata sul Web per utilizzarla come base di ricerca.

A completamento delle novità introdotte, Google ha lanciato per le ultime versioni di Chrome un servizio di "prerendering" chiamato Instant Page: al momento di una ricerca provvederà a caricare, prima ancora che l'utente la clicchi, in background la prima pagina suggerita da una query, quella che più probabilmente verrà aperta.



In questo modo, quando sarà effettivamente scelta, l'utente l'avrà a disposizione istantaneamente, risparmiando quindi tra i 2 e i 5 secondi.

Questa possibilità, peraltro, è lasciata da Mountain View a disposizione di tutti gli sviluppatori che possono, integrando al proprio codice quello relativo a questa funzione, adottarla per facilitare sui propri siti la navigazione della "pagina più probabilmente cliccata" da una determinata posizione.



Per quanto riguarda i servizi mobile, poi, Google ha annunciato l'introduzione di pulsanti per affinare la ricerca: si tratta innanzitutto di scorciatoie per limitarla ad una particolare categoria come "risultati locali" o esercizi commerciali tipo "ristoranti" o "bar", e poi del bottone più che nell'ambito dei suggerimenti di ricerca permette di approfondire un determinato argomento: gli accostamenti suggeriti, insomma, possono essere modulati parola per parola risparmiando all'utente la digitazione di qualche tasto e conseguentemente qualche secondo.

Alcuni osservatori hanno visto nei nuovi servizi di Google l'intenzione di abituare gli utenti ad un certo modo di pensare (alla possibilità di vedere a cosa corrisponde un'indagine, ad aspettare meno, a ricercare vocalmente ecc.), il che corrisponderebbe all'intenzione di riuscire a meglio veicolare pubblicità estendendo altresì l'utilizzo delle sue ricerche in qualsiasi momento e ovunque si trovi un utente.

La considerazione di partenza per Google, d'altronde, è molto semplice: le statistiche mostrano che nei weekend e durante l'estate cala la ricerca da fisso ma schizza in alto quella mobile. Situazione logica, se si considera che rappresentano i giorni in cui gli utenti sono fuori casa, ma non scontata se si pensa invece all'effettiva necessità e utilità di effettuare una ricerca in quei momenti. Mountain View, insomma, sta dimostrando di volersi rendere indispensabile. E di voler continuare a plasmare il mondo e gli utenti intorno alle informazioni che rende accessibili.

Claudio Tamburrino
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