Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Il noioso profeta

di M. Calamari - Guardarsi dentro, guardarsi indietro, tirare le somme, riflettere su 10 anni trascorsi in fretta. E poi ricominciare, magari a partire dall'Hackmeeting 2011

Roma - Uno dei motivi che incoraggiano Cassandra a mantenere l'impegno settimanale (beh, almeno il più delle volte) della rubrica è la possibilità di avere feedback ed opinioni, principalmente tramite i forum. Certo questi vengono da lei utilizzati "passivamente", ma forniscono una via per mantenere una specie di colloquio con... vogliamo chiamarli "i lettori"?

Proprio in un forum uno di essi ha commentato una puntata linkando tal quale uno spezzone su Youtube del famoso film dei Monty Phyton "Brian di Nazareth". Mi è sembrato evidente che la citazione, diventata commento all'articolo, potesse sintetizzarsi (nell'ipotesi migliore) nel titolo di questa puntata.

Interpretazioni meno favorevoli, quali ad esempio un augurio al martirio, non sono state prese in considerazione. Spero, non foss'altro per personale convenienza, di aver colto quella giusta.

Dunque "Profeta"? Una mia conoscenza del CCC con mia sorpresa insistette per intervistarmi e mi fece intervistare da diversi giornalisti presenti. Si giustificò dicendo che mi leggeva in vari posti da dieci anni e che aveva dovuto constatare, malgrado una sua iniziale incredulità, che "per 10 anni avevi avuto sempre ragione". Non so se lui si riconoscerà in questa citazione, e casomai approfitto per salutarlo. Un adepto sostanzialmente, che potrebbe giustificare la definizione "profeta".
Ma la sostanza non è vera. La figlia di Priamo e i sui colleghi "sapevano" per dote naturale, avevano solo il problema di convincere gli altri. Cassandra invece può far solo lavorare la testa, provare a dedurre ed estrapolare: metodo molto più scientifico, ma proprio per questo molto più suscettibile ad errori e vere cantonate. Questa è una caratteristica intrinseca dello "scienziato" e non del profeta.

"Profeta" quindi no. Ma "noioso"?

L'aggettivo esprime probabilmente un giudizio personale del lettore, che diventerebbe una definizione se condiviso da molti o da tutti. Ma Cassandra è d'accordo su un aspetto: sul "noioso" come ripetizione. Quello che per un comico è una benedizione, cioè inventare un "tormentone" in cui la comicità deriva proprio dalla ripetizione, diventa un aspetto negativo per chi tenta di scrivere di cose serie in maniera leggera, e viene giudicato appunto solo per la parte "leggera", secondaria e quindi certamente meno curata e meno riuscita. È un po' come giudicare una pietanza dal colore del piatto, ma è giustificabile. "Noioso" è quindi per Cassandra perfettamente accettabile anzi probabilmente corretto.

Ma questo è il meglio che un "simulatore razionale di profezie" possa tentare di fare. L'approccio scientifico obbliga però a riesami, autocritiche e riconoscimento di errori. È per questo che volevo invitare il mio amico linkatore di video e tutti gli altri possibili interessati ad una piccola manifestazione, concepita in una recente mia trasferta berlinese. Ma, come diceva il narratore in "Conan il barbaro": "...questa è un'altra storia".

Una premessa forse già nota ma qui indispensabile: una parte del mio presente è dovuto alla singolare sinergia di due eventi avvenuti quasi contemporaneamente nell'ormai lontano '98. Si tratta della partecipazione al primo Hackmeeting a Firenze, e la lettura, con annessa frequentazione di alcuni dei ghostwriter, del fondamentale libro di Joe Lametta "Kriptonite: fuga dal controllo globale".

Ritengo di dovere molto a questo libro, e per questo ho tentato, con lo scarso successo che ci si poteva aspettare dallo sforzo di una sola persona, di dargli un seguito, prima come semplice secondo volume, poi come iniziativa diversa ma ideale proseguimento. Solo poche tracce di questi tentativi rimangono negli archivi segreti di Cassandra, e non hanno trovato per ora posto tra gli "inediti" e nemmeno tra gli "incompleti".

Quest'anno, dopo dodici anni, Hackmeeting, ancora uguale a se stesso, con i suoi pregi ed i suoi difetti, approda nuovamente a Firenze dopo un lungo tour italiano.

Non potevo lasciarmi sfuggire la filosofica ricorrenza; per questo motivo ho proposto un seminario, che dovrebbe anche essere una storia ed una critica collettiva di quanto fatto in questi anni, in cui ho tentato (speriamo con successo) di coinvolgere alcuni degli autori di Kriptonite. Il titolo, non pessimista ma a mio modo di vedere semplicemente realista, è "Schegge di Kriptonite: perché non siamo sfuggiti al controllo globale", e in realtà dovrebbe essere non un seminario ma piuttosto una tavola rotonda con dibattito.

Trovate qui qualche spiegazione in più, oltre che luoghi ed orario (dovrebbe essere sabato 25 alle 16, ma eventualmente controllate perché l'orario è ancora "fluido").

Mi farebbe davvero piacere incontrarvi, particolarmente l'amico linkatore di Youtube. Nel caso, ci vediamo là.

E per chi guardasse più lontano, ricordo che quest'anno nella splendida location di Finowfurt il Chaos Communication Camp 2007 (con annessa Ambasciata Italiana) replicano. Sai mai ci si vedesse anche li!

Marco Calamari
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