Luca Annunziata

I pirati ti fanno ciao

di L. Annunziata - Due commissari Agcom intervengono sulla prossima delibera anti-P2P dell'authority. Scrivendo a un quotidiano. Di carta. E riproponendo un matrimonio che non può funzionare

Roma - Ho letto con molta attenzione la lettera inviata da Antonio Martusciello e Stefano Mannoni a Milano Finanza, quotidiano milanese diretto da Osvaldo de Paolini. Proprio così: i due commissari dell'Agcom hanno deciso di rispondere ai promotori del Libro Bianco che tratta gli argomenti della futura delibera dell'authority, frutto del mandato del Decreto Romani, attraverso una lettera inviata a un giornale di carta. Una "legge" che agisce su Internet, di cui si discute prevalentemente su Internet, con il dibattito spostato sulla carta. Amen.

Le parole dei due Commissari espongono molto bene il principio che è incarnato nell'intera delibera: la libertà e la proprietà, "liberty and property" scrivono nella lingua d'Albione, devono fondersi "insieme, come da 300 anni a questa parte". La questione, neanche a dirlo, non è prendere atto dei nuovi meccanismi di promozione e distribuzione dei contenuti, non è rivalutare il quadro normativo per conformarlo alla modernità: il punto è quello di ristabilire il diritto di proprietà in Rete, qualunque cosa questa Rete e questo diritto siano.

Soffermarsi sulle terminologie usate per definire i contributori al dibattito sulla delibera è pleonastico. Più interessante notare una cosa: secondo i Commissari, "la civiltà occidentale si basa sul pilastro del diritto d'autore". Al diavolo tutte quelle dottrine che pongono al centro l'individuo, i suoi diritti personali inviolabili ecc: si sta parlando di proprietà (viene definita "diritto di personalità"), e quindi occorre portare avanti una "missione di civiltà che riscatti l'Italia da una barbarie che la squalifica nella comunità internazionale". Come se non bastassero altre sentenze a farlo.
Ai due Commissari sfugge probabilmente il nocciolo del problema, che proveremo a ricapitolare brevemente. Primo, Internet non è un territorio nazionale definito da confini: Internet è transnazionale e immanente, le leggi che un singolo stato o che gruppi di stati adottino per cercare di regolarne in funzionamento si scontreranno inevitabilmente con la possibilità per chiunque di aggirarle semplicemente cercando altrove, un po' più in là, quello che gli occorre. Secondo, l'epoca di Kant e della Rivoluzione Francese è finita: il filosofo parlava di libri di carta, i rivoluzionari legiferavano alla fine del '700, nel frattempo sono successe un altro po' di cose. Quando molti di noi hanno preso la patente, non esisteva il principio dei punti: eppure siamo stati in grado, e dobbiamo essere in grado, di imparare a farci caso. Lo stesso vale per quanto successo da tre secoli a questa parte.

Terzo: nel nome della libertà di impresa e di iniziativa, sono sorte nel corso degli ultimi anni nuove forme di commercio, distribuzione, promozione dei contenuti. Ci sono nuove forme di licenza in circolazione, scritte con rigore da persone di certo non a digiuno della materia, che hanno trovato largo spazio di adozione in Rete e fuori in virtù della loro attualità in un mondo rapido, veloce, fatto di conversazione e non di barriere. Ci sono modelli di business nuovi, che prevedono una forma di remunerazione per gli autori e i detentori dei diritti, che fanno fatica a farsi strada in ragione di un approccio regolatorio troppo spesso legato al passato. È curioso (ma non troppo): i pirati che ricordano i principi liberisti a tutti.

Quarto, e più importante: tra i principali critici inascoltati dell'approccio fin qui adottato dal decreto e dalla delibera ci sono le parti che quella delibera dovrebbero renderla effettivamente operativa. Senza la collaborazione di operatori, addetti ai lavori, e tutti coloro che fanno parte della "filiera" del Web, tutto questo sforzo di enforcement sarà inefficace. Ignorare gli avvisi di chi si occupa di questa materia da anni e di questo vive (ohibò, ebbene sì: esiste gente che vive della Rete!) sulla impraticabilità e sulla dannosità di certi strumenti è quanto meno un azzardo: tra i "pirati dei caraibi" ci sono quelli che poi debbono scrivere il software, configurare i server, aggiornare le tabelle di routing.

Quando si parla di queste materie, non si parla ai "videonoleggiatori o alle schiere di lavoratori dell'industria dei contenuti": tanto più che nessuno di loro è interessato direttamente da un enforcement sul diritto d'autore. Sono interessati a questo approccio alcune categorie peculiari, tra cui dubito negli ultimi anni sia diminuito il tasso pro capite di imbarcazioni da diporto. E a cui non è riuscito difficile negli ultimi anni produrre colossal cinematografici come Avatar, otto capitoli di Harry Potter, cinque capitoli di Twilight, senza contare scrittori (J.K. Rowling e Stephenie Meyer per rimanere in tema) e musicisti (Lady Gaga, Taylor Swift, Justin Bieber) che hanno trovato o amplificato il proprio successo negli ultimi 10 anni spesso proprio grazie al Web.

Tra l'altro, viene da domandarsi: ma davvero ai "lavoratori dell'industria dei contenuti" interessa che venga fatto tutto questo sforzo? O magari preferirebbero vedere legiferare per portare la loro industria verso la modernità, abbracciando e non negando il progresso? Non servirebbe a loro una industria prospera per prosperare? Perché la maggioranza della popolazione, quella che è spettatore, deve vedersi privata di forme semplici e potenti di distribuzione in virtù della preservazione di un business superato dalla modernità? Perché l'industria non punta a raccogliere nuove forme di remunerazione da nuovi canali e nuovi modelli di business?

Lo spirito della delibera Agcom è quello di tentare di arginare un fenomeno inarrestabile, per poi accennare, brevemente, alla possibilità di incorporare nell'ordinamento, eventualmente, in un secondo momento, chissà quando, principi sacrosanti e più comprensibili come le licenze collettive o l'eliminazione delle finestre di distribuzione. Il tutto derogando ai principi costituzionali che prevedono decisioni da giudici prese dai giudici, e non da un'autorità di controllo amministrativa di nomina parlamentare (debbo altresì rilevare che a tal riguardo il professor Zeno-Zencovich ha un opinione più dettagliata sul rapporto causa-effetto). Non può funzionare, come dimostrano i risultati dei paesi che abbiano provato approcci simili, questo sforzo di controllo assoluto non può avere esiti positivi: lo sanno quelle industrie che ci hanno già provato in passato, e rischiano di scoprirlo molto presto molte altre categorie.

Si può fare diversamente, si può e probabilmente si deve: Stefano Quintarelli, pericoloso "arruffapopolo" che nella sua vita avrà sicuramente distrutto decine di posti di lavoro (mi risulta sia un imprenditore con qualche successo in saccoccia e che lavori per Confindustria), lo scorso martedì ricordava come siano trascorsi 10 anni dalla nascita di iPod, e nel frattempo non ci sia stato alcun progresso significativo nelle leggi sul diritto d'autore o nei meccanismi di distribuzione dell'industria musicale. Lo stesso dicasi per l'industria cinematografica o per quella editoriale. Invece l'industria videoludica fa parecchi passi in avanti: guarda caso, proprio quel settore che più degli altri ha abbracciato le novità e favorito i suoi clienti (pur con qualche sbavatura).

Luca Annunziata
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99 Commenti alla Notizia I pirati ti fanno ciao
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  • Come tutte le volte che compare un articolo su questi argomenti, immancabilmente esplode il litigio e gli estremi si scontrano; è normale che ci siano opinioni diverse, ma non è assolutamente normale che certe persone estremizzino, perché significa che pensano in bianco e nero, cosa che semplicemente non esiste in nessuna cosa dell'universo, salvo nelle irrazionali "creazioni" mentali umane. Ho discusso più di una volta con persone (su PI, come in altri forum) sia perchè accettavo una forma di pirateria che una forma di copyright (ho una visione "grigina"...), senza che con i cavillatori/estremizzatori di turno fosse possibile trovare un punto di incontro. Galera per chi scarica illegalmente o zero copyright? Pura follia! Non mi risulta che nessunlo abbia mai perso il proprio lavoro a causa della pirateria (la produzione musicale è altamente automatizzata e "stampare" un milione di cd o 990.000 fa lavorare le stesse persone, così come alla realizzazione di un film, che lo paghino 10.000.000 di spettatori o 9.900.000, lavoreranno le stesse persone), ne' posso accettare che un artista non venga pagato per il suo lavoro (magari per un tempo limitato, ad es. 25 anni, che è allo stato delle cose il 10% del prezzo di acquisto di un cd); quindi in definitiva come mi comporto io? Se non lavoro, scarico illegalmente (non rubando niente a nessuno, dato che senza soldi non pagherei comunque nulla a nessuno), tramite un pc comprato quando avevo i soldi e una connessione adsl (teletu 7 mega: 19.90 al mese) che mi fa risparmiare (non compro il giornale/mi informo gratis grazie alla pubblicità, non uso il telefono/uso skipe, non invio sms/chatto o invio e-mail, non uso carta e inchiostro per stampare/invio documenti e curriculum vitae tramite e-mail, ecc.); se lavoro preferisco di gran lunga avere gli originali in cd o se voglio risparmiare scarico (pagando la metà), oppure andare al cinema (esperienza imparagonabile al film guardato sul pc) o volendo risparmiare aspetto l'uscita gratuita (grazie alla pubblicità) in tv (basta non avere fretta di vedere immediatamente un film); insomma, il mio è un approccio pratico alla vita, che non accetta gli estremi e che sfrutta le tecnologie presenti. Ma una cosa sia perfettamente chiara: se devo scegliere tra libertà della rete e villa al mare, gioelli da regalare alla puttanella di turno (amo e rispetto le donne, forse unica vera gioia della vita, ma non tutte) e lussi da complessati per degli inutili dirigenti (donne in carriera comprese, che per "affrancarsi" dal potere maschile, sul lavoro assumono atteggiamenti prettamente maschili, in realtà perpetrando il sistema di potere maschile: complimenti!), scelgo la prima; alla fine della fiera il problema è solo che abbiamo creato una società del lusso estremo, del potere e del controllo, per perseguire i quali tutti dovrebbero essere limitati e controllati, ben oltre l'accettabile; dobbiamo metterci tutti in testa che la libertà del web è l'unica libertà che veramente dobbiamo mantenere assoluta (nonostante i problemi ad essa connessi, come, ad es., la circolazione di comunicazione terroristica e pedopornografia, a cui dovrebbe dedicarsi la polizia postale nominata da qualcun'altro), perchè solo così potremo creare un mondo realmente più libero e meno in balia del potere di pochi. Guardate alle rivolte nel mondo arabo di questi tempi; cosa sarebbe senza le notizie e le immagini trapelate tramite internet? Il nulla, l'oblio, in una parola: Medioevo; possiamo seguitare, nel tanto osannato 21° secolo, a concepire che pochi possano controllare tutti gli altri? No! Ecco perchè, anche un problema, apparentemente marginale, come il controllo tanto richiesto dalle major, deve essere assolutamente impedito e rifiutato, perché per pochi spiccioli che seguiterebbero a perdere inutili avvocati e dirigenti, tutti gli altri perderebbero la cosa più importante di tutte: la libertà, per la quale più di una persona, nel corso di tutta la storia umana, a dato la vita. Regolamentiamo la diffusione delle informazioni digitali e riduciamo i prezzi delle opere di ingegno: questo è il massimo che si può accettare.
  • A tutto questo post si risponde facilmente: "La libertà di uno finisce dove inizia la libertà di un altro". Quindi in un vivere civile, insieme agli altri, la libertà assoluta non esiste.

    Se poi vogliamo fare gli incivili, allora io autore depredato prendo la pistola e vado a far secchi più pirati che posso, così torniamo al medioevo.
    ruppolo
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  • - Scritto da: ruppolo
    > A tutto questo post si risponde facilmente: "La
    > libertà di uno finisce dove inizia la libertà di
    > un altro". Quindi in un vivere civile, insieme
    > agli altri, la libertà assoluta non
    > esiste.
    >
    > Se poi vogliamo fare gli incivili, allora io
    > autore depredato prendo la pistola e vado a far
    > secchi più pirati che posso, così torniamo al
    > medioevo.

    Come volevasi dimostrare: cavilli ed estremismi; dove espongo una via di mezzo (rileggi con MOLTA più attenzione il mio post: non ho mai parlato di libertà assoluta, ma proposto una regolamentazione del settore e prezzi REALMENTE sensati), pur non accettando il controllo di pochi su tutti gli altri, estremizzi e prendi la pistola; sono pieni i libri di storia di dittatori, tiranni, re ed imperatori, che grazie ad oltranzisti lecchini come te hanno avuto modo di imporre diritto di vita e di morte; che poi mi citi J.J.Rousseau, illuminista che io stesso apprezzo e stimo (non sono certo della esatta ortografia), per giustificare il dominio delle major... che si può dire a chi ha una tale confusione concettuale e filosofica in testa?
  • Welcome to Ruppolo's World! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Può dire quello che vuole... le sue assurdità sono palesi e se crede di venire a prendermi a fucilate, posso anche dargli l'indirizzo, poi vediamo se un "chiaccherone" del genere è capace di mettere in atto le sue minacce veramente. Se per una piccolezza come una major che perde spiccioli, lui è disposto a vendersi, io no. Quello che non si capisce è che dare un simile precedente può essere solo l'inizio per una progressiva perdita di libertà in rete, perché poi spostare il limite un pochino più in là sarebbe facile. E' questo il motivo (rispondo anche a Thenora) per il quale chiudere una community "illegale", ma che pubblica anche materiale libero (tanto per puntualizzare), rimane una cosa sbagliata, perché se certe attività di polizia le posso capire ed accettare (come per i citati terrorismo, pedopornografia e schifezze di questo genere, l'ho detto io stesso in un post di questa notizia...), per sciocchezze come l'eventuale evasione del copyright usare la polizia è come usare una bomba atomica per ammazzare una zanzara: esagerato spreco di risorse.
  • Regolamentazione... e perchè?

    Forse si parla del prezzo del PANE ?
    Forse si parla di beni di prima necessità?
    Solo le menti deboli possono ritenere beni di prima necessità l'ultimo CD della star stramilionaria o l'ultimo CD di Sanremo 2011 (sic).

    Non sono beni di prima necessità, sono perlopiù cazzate destinate a scomparire entro pochi mesi... MA, MA, si devono avere, perchè sennò non si è fighi, a costo di averli in modo illegale.

    Costano troppo?
    Non li compriamo e via.

    Costano troppo e li compriamo lo stesso?
    Pagare alla cassa!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lorenzo
    > Costano troppo?
    > Non li compriamo e via.
    Questa chiusura è la porta per il medioevo, lo sai questo vero?

    Chi non ha la possibilità, non si avvicina alla cultura.
    Praticamente: diamo la cultura ai ricchi e togliamola ai poveri.
    Darwin
    5126
  • Come ho detto più di una volta, riferendo un dato di qualche tempo fa, il compenso dell'artista pesa il 10% sul costo del cd (intendo il dischetto materiale), che, inoltre, costa circa il doppio che non scaricato (22 euro contro 11); non è importante se la musica è alla moda o fa fighi (anche tu, come me, da come ragioni, se compri qualcosa, lo compri perché piace a te, non perché è il fenomeno del momento); il punto è che l'industria ha veramente dei costi, che però possono essere decisamente ridotti, sfruttando canali di vendita moderni; in ogni caso l'artista merita un compenso (molto più limitato nel tempo se non nella quantità); non ti piace? Non lo compri; ti piace? (esempio di riformina) paghi 5 euro per tutto l'album (o 10 cents per il singolo) e i diritti durano solo 20-25 anni (e non sono pochi). Quando le major parlano delle loro colossali perdite, gonfiano le cifre, perché si riferiscono agli interi dischetti non venduti e a campioni statistici (dove la statistica non è una sienza esatta, ma la scienza della probabilità: dire: "abbiamo tenuto sotto controllo 100 persone, di cui 10 hanno comprato l'ultimo cd di LadyGaga", non è dire: "dato che ci sono dieci fighetti/e tra 100 persone con un'età compresa tra i 15 e i 20, allora c'è la probabilità che quei dieci comprimo l'album"; il primo dato è certo, il secondo, no) mentre anche nel mercato legale, la maggior parte delle persone scarica il singolo sentito alla radio e basta; se poi data l'occasione di scaricarlo gratis, acquisiscono tutto l'album è un dato che la major sfrutta per dare numeri grossi, ma non realistici; anche io ho riscaricato delle cose che avevo su vinile (pagate, ovviamente), non avendo più il giradischi; avranno contato anche quelle come perdita, ma indebitamente; sarà un caso raro, ma anche cose di questo genere rientrano nelle statistiche. Hai perfettamente ragione a dire che non sono beni di prima necessità, ma è un mercato fiorente e ricchissimo (nonstante i lacrimoni) e così come è, ha dei grossi difetti e degli evidenti anacronismi; questo va sicuramente rivisto.
  • - Scritto da: ruppolo
    > A tutto questo post si risponde facilmente: "La
    > libertà di uno finisce dove inizia la libertà di
    > un altro".

    Sono d'accordo.

    E a casa mia, sul mio computer, la tua libertà è finita da un bel pezzo, e la mia è iniziata da un pezzo.

    La tua libertà vale a casa tua, e sul tuo computer. Non sul mio.

    > Quindi in un vivere civile, insieme
    > agli altri, la libertà assoluta non
    > esiste.
    >
    > Se poi vogliamo fare gli incivili, allora io
    > autore depredato prendo la pistola e vado a far
    > secchi più pirati che posso, così torniamo al
    > medioevo.

    Oppure, sono i pirati a far secco l'autore, visto che sono molti di più... e inoltre sanno esattamente dove vive l'autore, mentre l'autore non sa dove vivono loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > A tutto questo post si risponde facilmente: "La
    > libertà di uno finisce dove inizia la libertà di
    > un altro". Quindi in un vivere civile, insieme
    > agli altri, la libertà assoluta non
    > esiste.
    Dove finisce la libertà dell'autore?
    Quando inizia la libertà di chi acquista il contenuto?

    Ti rispondo io: MAI in tutte e due le domande.
    Darwin
    5126
  • Peccato che nel Medioevo le pistole ancora non esistevano!
    non+autenticato
  • Il 95% dei lettori di P.I. non sa cosa significhi "pleonastico".
    Tuttavia chiunque si arroga il diritto di esprimere commenti.
    Welcome to Italy.
    non+autenticato
  • > Tuttavia chiunque si arroga il diritto di
    > esprimere commenti.

    Universal Declaration of Human Rights

    Article 19

    Everyone has the right to freedom of opinion and expression; this right includes freedom to hold opinions without interference and to seek, receive and impart information and ideas through any media and regardless of frontiers.

    http://www.un.org/en/documents/udhr
    non+autenticato
  • Si spera che comunque il 100% dei suddetti sappia consultare un dizionario, sia esso cartaceo, su CD od onlineOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: M&C
    > Il 95% dei lettori di P.I. non sa cosa significhi
    > "pleonastico".
    > Tuttavia chiunque si arroga il diritto di
    > esprimere
    > commenti.
    > Welcome to Italy.

    "...che è superfluo e non aggiunge nulla a quel che s'è già detto, se non un mero rafforzamento".
    Ad esempio "esco fuori", "entro dentro" o "mi bagno in acqua".

    Magari non sappiamo che vuol dire, ma 2 secondi dopo siamo in grado di padroneggiare una nuova parola.
    \/\/ GOOGLE.

    GT
  • Di dire "lasciateli fare..." poi vedremo come finira' la questione. Al primo "tar" gli butterrano tutto giu'. Oltre che alcune cose sono anti-costituzionali ci sono anche dei difetti su alcune direttive europee...
    non+autenticato
  • Ho letto la lettera e l'ho trovata veramente stantia !

    Niente altro che la solita vecchia difesa del mero vantaggio economico per pochi contro la libera circolazione della Cultura per tutti.

    Ma ormai il mondo è cambiato, che si rassegnino o continueranno a vivere di sogni agognando un passato che non esiste e che mai più potrà esistere.


    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > Ho letto la lettera e l'ho trovata veramente
    > stantia
    > !
    >
    > Niente altro che la solita vecchia difesa del
    > mero vantaggio economico per pochi contro la
    > libera circolazione della Cultura per
    > tutti.
    >
    > Ma ormai il mondo è cambiato, che si rassegnino o
    > continueranno a vivere di sogni agognando un
    > passato che non esiste e che mai più potrà
    > esistere.

    Il mondo non è cambiato, le carceri stanno sempre lì per quelli che non hanno capito come si vive in società.
    ruppolo
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    > > Ho letto la lettera e l'ho trovata veramente
    > > stantia !

    > > Niente altro che la solita vecchia difesa del
    > > mero vantaggio economico per pochi contro la
    > > libera circolazione della Cultura per tutti.

    > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > rassegnino o continueranno a vivere di sogni
    > > agognando un passato che non esiste e
    > > che mai più potrà esistere.

    > Il mondo non è cambiato, le carceri stanno sempre
    > lì per quelli che non hanno capito come si vive
    > in società.

    Esatto ! Tipo i diffamatori !
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
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    > > > Ho letto la lettera e l'ho trovata veramente
    > > > stantia !
    >
    > > > Niente altro che la solita vecchia difesa del
    > > > mero vantaggio economico per pochi contro la
    > > > libera circolazione della Cultura per tutti.
    >
    > > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > > rassegnino o continueranno a vivere di sogni
    > > > agognando un passato che non esiste e
    > > > che mai più potrà esistere.
    >
    > > Il mondo non è cambiato, le carceri stanno
    > sempre
    > > lì per quelli che non hanno capito come si vive
    > > in società.
    >
    > Esatto ! Tipo i diffamatori !

    Hai qualche problema?
    ruppolo
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    > > > > Ho letto la lettera e l'ho trovata
    > > > > veramente stantia !

    > > > > Niente altro che la solita vecchia
    > > > > difesa del mero vantaggio economico
    > > > > per pochi contro la libera
    > > > > circolazione della Cultura per tutti.

    > > > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > > > rassegnino o continueranno a vivere
    > > > > di sogni agognando un passato che
    > > > > non esiste e che mai più potrà
    > > > > esistere.

    > > > Il mondo non è cambiato, le carceri
    > > > stanno sempre lì per quelli che non
    > > > hanno capito come si vive in società.

    > > Esatto ! Tipo i diffamatori !

    > Hai qualche problema?

    Io no, potresti averne tu che dai del "ladro" a destra e a manca commettendo abbondantemente piu' volte al giorno il reato di diffamazione.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
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    > > > > > Ho letto la lettera e l'ho trovata
    > > > > > veramente stantia !
    >
    > > > > > Niente altro che la solita vecchia
    > > > > > difesa del mero vantaggio economico
    > > > > > per pochi contro la libera
    > > > > > circolazione della Cultura per tutti.
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    > > > > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > > > > rassegnino o continueranno a vivere
    > > > > > di sogni agognando un passato che
    > > > > > non esiste e che mai più potrà
    > > > > > esistere.
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    > > > > Il mondo non è cambiato, le carceri
    > > > > stanno sempre lì per quelli che non
    > > > > hanno capito come si vive in società.
    >
    > > > Esatto ! Tipo i diffamatori !
    >
    > > Hai qualche problema?
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    > Io no, potresti averne tu che dai del "ladro" a
    > destra e a manca commettendo abbondantemente piu'
    > volte al giorno il reato di
    > diffamazione.

    Sei un giudice? Un avvocato? No? Allora TACI.
    ruppolo
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    > > > > > > Ho letto la lettera e l'ho trovata
    > > > > > > veramente stantia !

    > > > > > > Niente altro che la solita vecchia
    > > > > > > difesa del mero vantaggio economico
    > > > > > > per pochi contro la libera
    > > > > > > circolazione della Cultura per tutti.

    > > > > > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > > > > > rassegnino o continueranno a vivere
    > > > > > > di sogni agognando un passato che
    > > > > > > non esiste e che mai più potrà
    > > > > > > esistere.

    > > > > > Il mondo non è cambiato, le carceri
    > > > > > stanno sempre lì per quelli che non
    > > > > > hanno capito come si vive in società.

    > > > > Esatto ! Tipo i diffamatori !

    > > > Hai qualche problema?

    > > Io no, potresti averne tu che dai del "ladro" a
    > > destra e a manca commettendo abbondantemente
    > > piu' volte al giorno il reato di
    > > diffamazione.

    > Sei un giudice? Un avvocato? No? Allora TACI.

    Non occorre essere giudice o avvocato per leggere codice penale e civile, basta sapere leggere e comprendere. Evidentemente non ci arrivi.

    art. 595 del Codice Penale: « Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
    krane
    22544
  • Stronzate... non essendo qui individuati da dati chiari e pubblici non c'è reputazione lesa, ne tua ne di nessun'altro. Chi poi si appropria di beni altrui (sotto qualunque forma essi siano) ladro è e ladro rimane. Poco importa se quei beni sono pubblicizzati e diffusi in modo discutibile e di certo anacronistico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lorenzo
    > Stronzate... non essendo qui individuati da dati
    > chiari e pubblici non c'è reputazione lesa,

    http://punto-informatico.it/35461/PI/News/tuttoban...

    > ne
    > tua ne di nessun'altro. Chi poi si appropria di
    > beni altrui (sotto qualunque forma essi siano)
    > ladro è e ladro rimane. Poco importa se quei beni
    > sono pubblicizzati e diffusi in modo discutibile
    > e di certo anacronistico.

    Quindi non conosci la legge, bhe, ok.
    C'e' chi non si vergogna ad essere ignorante e tu sei uno di quelli, lo accetto eh...
    krane
    22544
  • - Scritto da: Lorenzo
    > Chi poi si appropria di
    > beni altrui (sotto qualunque forma essi siano)
    togliendoli al proprietario che resta senza
    > ladro è e ladro rimane.

    Viceversa, se il proprietario continua a mantenere il possesso del suo bene, in qualunque forma esso sia, non c'e' alcun furto, e quindi nessun ladro.
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: krane
    > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > > - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > > > > > > Ho letto la lettera e l'ho trovata
    > > > > > > veramente stantia !
    > >
    > > > > > > Niente altro che la solita vecchia
    > > > > > > difesa del mero vantaggio economico
    > > > > > > per pochi contro la libera
    > > > > > > circolazione della Cultura per tutti.
    > >
    > > > > > > Ma ormai il mondo è cambiato, che si
    > > > > > > rassegnino o continueranno a vivere
    > > > > > > di sogni agognando un passato che
    > > > > > > non esiste e che mai più potrà
    > > > > > > esistere.
    > >
    > > > > > Il mondo non è cambiato, le carceri
    > > > > > stanno sempre lì per quelli che non
    > > > > > hanno capito come si vive in società.
    > >
    > > > > Esatto ! Tipo i diffamatori !
    > >
    > > > Hai qualche problema?
    > >
    > > Io no, potresti averne tu che dai del "ladro" a
    > > destra e a manca commettendo abbondantemente
    > piu'
    > > volte al giorno il reato di
    > > diffamazione.
    >
    > Sei un giudice? Un avvocato? No? Allora TACI.

    lasciate stare ruppolo che questo periodo la trave gli fa piu male del solito
    non+autenticato
  • Applicazioni e videogiochi a pochi centesimi di euro o al massimo a pochi euro, tue per sempre, ripoducibili su qualunque dispositivo, sempre aggiornate, al passo coi tempi e con le piattaforme.
    App Store, Steam....modelli vincenti, gli unici possibili, tutto il resto è preistoria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tex
    > Applicazioni e videogiochi a pochi centesimi di
    > euro o al massimo a pochi euro, tue per sempre,
    > ripoducibili su qualunque dispositivo, sempre
    > aggiornate, al passo coi tempi e con le
    > piattaforme.
    > App Store, Steam....modelli vincenti, gli unici
    > possibili, tutto il resto è
    > preistoria.

    Ma sai quanti se ne fregano degli app store? Il GRATIS non lo batte nessuno. Non devi dare carta di credito, dati personali ed è GRATIS.
    Chi compra negli store online sarà sempre una minoranza.
    non+autenticato
  • > Ma sai quanti se ne fregano degli app store? Il
    > GRATIS non lo batte nessuno. Non devi dare carta
    > di credito, dati personali ed è
    > GRATIS.
    > Chi compra negli store online sarà sempre una
    > minoranza.

    Non è vero.
    Gli utenti sono sempre di più e quindi sempre più gente vuole un prodotto velocemente, che funzioni, che non dia problemi, aggiornato, sicuro....ma soprattutto ad un prezzo giusto.
    In questi ultimi anni ho convertito un sacco di ragazzi (e non solo) ad acquistare software in digital delivery, molti continuano a scaricare ma quando il prezzo scende poi acquistano.
    Sono assolutamente convinto che se anche la musica e il cinema avesse un prezzo equo, la massa acquisterebbe con benefici per tutti.
    Un vecchio film poche decine di cent. (ma in qualità dvd) un film nuovo in HD, pochi euro con offerte giornaliere su pacchetti ecc.
    L'unico futuro possibile per chi produce e per chi acquista, con buona pace per i pirati e per "la legge" (meglio usare la polizia postale per cose più serie).
  • > Non è vero.
    > Gli utenti sono sempre di più

    E la prima cosa che imparano è a piratare.

    > e quindi sempre più
    > gente vuole un prodotto velocemente, che
    > funzioni, che non dia problemi, aggiornato,
    > sicuro....ma soprattutto ad un prezzo
    > giusto.
    > In questi ultimi anni ho convertito un sacco di
    > ragazzi (e non solo) ad acquistare software in
    > digital delivery,

    Che argomenti usi?

    Io invece ho convertito a passare a software open: garantito senza virus (il programma comprato, invece, spesso è pieno di malware... vedi tutti i rogue program e simili), gratuito, e destinato a rimanere gratuito (a differenza del freeware)



    > molti continuano a scaricare ma
    > quando il prezzo scende poi
    > acquistano.

    Acquistano cosa? Il prodotto che hanno già? E perchè mai?

    > Sono assolutamente convinto che se anche la
    > musica e il cinema avesse un prezzo equo, la
    > massa acquisterebbe con benefici per
    > tutti.

    Falso. Per il software, c'è l'argomento che con il piratato magari ci sono più virus, l'aggiornamento non funzione, (per i giochi) non puoi giocare online...

    Ma per musica e film non c'è tale argomento.

    > Un vecchio film poche decine di cent. (ma in
    > qualità dvd) un film nuovo in HD, pochi euro con
    > offerte giornaliere su pacchetti
    > ecc.

    E una volta scaricato, il primo lo mette sul mulo, e tanti saluti.
    Lo fanno già con i film e le serie di sky.

    > L'unico futuro possibile per chi produce

    No: chi produce ha due futuri possibili

    1) Abbandonare per sempre l'idea di farsi pagare un tanto a copia

    2) Questo:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Non è vero.
    > > Gli utenti sono sempre di più
    >
    > E la prima cosa che imparano è a piratare.
    >
    > > e quindi sempre più
    > > gente vuole un prodotto velocemente, che
    > > funzioni, che non dia problemi, aggiornato,
    > > sicuro....ma soprattutto ad un prezzo
    > > giusto.
    > > In questi ultimi anni ho convertito un sacco di
    > > ragazzi (e non solo) ad acquistare software in
    > > digital delivery,
    >
    > Che argomenti usi?
    >
    > Io invece ho convertito a passare a software
    > open: garantito senza virus (il programma
    > comprato, invece, spesso è pieno di malware...
    > vedi tutti i rogue program e simili), gratuito, e
    > destinato a rimanere gratuito (a differenza del
    > freeware)
    >
    >
    >
    > > molti continuano a scaricare ma
    > > quando il prezzo scende poi
    > > acquistano.
    >
    > Acquistano cosa? Il prodotto che hanno già? E
    > perchè
    > mai?
    >
    > > Sono assolutamente convinto che se anche la
    > > musica e il cinema avesse un prezzo equo, la
    > > massa acquisterebbe con benefici per
    > > tutti.
    >
    > Falso. Per il software, c'è l'argomento che con
    > il piratato magari ci sono più virus,
    > l'aggiornamento non funzione, (per i giochi) non
    > puoi giocare
    > online...
    >
    > Ma per musica e film non c'è tale argomento.
    >
    > > Un vecchio film poche decine di cent. (ma in
    > > qualità dvd) un film nuovo in HD, pochi euro con
    > > offerte giornaliere su pacchetti
    > > ecc.
    >
    > E una volta scaricato, il primo lo mette sul
    > mulo, e tanti saluti.
    >
    > Lo fanno già con i film e le serie di sky.
    >
    > > L'unico futuro possibile per chi produce
    >
    > No: chi produce ha due futuri possibili
    >
    > 1) Abbandonare per sempre l'idea di farsi pagare
    > un tanto a
    > copia
    >
    > 2) Questo:

    Chi pirata ha invece quest'altro futuro possibile:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > Non è vero.
    > > > Gli utenti sono sempre di più
    > >
    > > E la prima cosa che imparano è a piratare.
    > >
    > > > e quindi sempre più
    > > > gente vuole un prodotto velocemente, che
    > > > funzioni, che non dia problemi, aggiornato,
    > > > sicuro....ma soprattutto ad un prezzo
    > > > giusto.
    > > > In questi ultimi anni ho convertito un sacco
    > di
    > > > ragazzi (e non solo) ad acquistare software in
    > > > digital delivery,
    > >
    > > Che argomenti usi?
    > >
    > > Io invece ho convertito a passare a software
    > > open: garantito senza virus (il programma
    > > comprato, invece, spesso è pieno di malware...
    > > vedi tutti i rogue program e simili), gratuito,
    > e
    > > destinato a rimanere gratuito (a differenza del
    > > freeware)
    > >
    > >
    > >
    > > > molti continuano a scaricare ma
    > > > quando il prezzo scende poi
    > > > acquistano.
    > >
    > > Acquistano cosa? Il prodotto che hanno già? E
    > > perchè
    > > mai?
    > >
    > > > Sono assolutamente convinto che se anche la
    > > > musica e il cinema avesse un prezzo equo, la
    > > > massa acquisterebbe con benefici per
    > > > tutti.
    > >
    > > Falso. Per il software, c'è l'argomento che con
    > > il piratato magari ci sono più virus,
    > > l'aggiornamento non funzione, (per i giochi) non
    > > puoi giocare
    > > online...
    > >
    > > Ma per musica e film non c'è tale argomento.
    > >
    > > > Un vecchio film poche decine di cent. (ma in
    > > > qualità dvd) un film nuovo in HD, pochi euro
    > con
    > > > offerte giornaliere su pacchetti
    > > > ecc.
    > >
    > > E una volta scaricato, il primo lo mette sul
    > > mulo, e tanti saluti.
    > >
    > > Lo fanno già con i film e le serie di sky.
    > >
    > > > L'unico futuro possibile per chi produce
    > >
    > > No: chi produce ha due futuri possibili
    > >
    > > 1) Abbandonare per sempre l'idea di farsi pagare
    > > un tanto a
    > > copia
    > >
    > > 2) Questo:
    >
    > Chi pirata ha invece quest'altro futuro possibile:
    > [img]http://3.bp.blogspot.com/_IIeaJ919Aik/TT_zKIk

    Per la legge al momento si becca al massimo una multa.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > Per la legge al momento si becca al massimo una
    > multa.

    Certo, più il pagamento delle spese processuali, del proprie spese legali e di quelle della parte avversa.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: krane
    > > Per la legge al momento si becca al massimo una
    > > multa.

    > Certo, più il pagamento delle spese processuali,
    > del proprie spese legali e di quelle della parte
    > avversa.

    Quindi niente gabbio.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: krane
    > > > Per la legge al momento si becca al massimo
    > una
    > > > multa.
    >
    > > Certo, più il pagamento delle spese processuali,
    > > del proprie spese legali e di quelle della parte
    > > avversa.
    >
    > Quindi niente gabbio.

    Per ora...

    Ma se i pirati continueranno imperterriti (e continueranno imperterriti), si arriverà al penale.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: krane
    > > > > Per la legge al momento si becca al massimo
    > > una
    > > > > multa.
    > >
    > > > Certo, più il pagamento delle spese
    > processuali,
    > > > del proprie spese legali e di quelle della
    > parte
    > > > avversa.
    > >
    > > Quindi niente gabbio.
    >
    > Per ora...
    >
    > Ma se i pirati continueranno imperterriti (e
    > continueranno imperterriti), si arriverà al
    > penale.

    "Se", "forse", "un giorno", "chissa", "vedrai", "aspetta e spera"

    Per intanto di pirateria non si va in galera, di diffamazione si.
    krane
    22544
  • > Chi pirata ha invece quest'altro futuro possibile:
    > Clicca per vedere le dimensioni originali

    Può darsi: forse, un giorno, vedrai in questo modo i pirati. Ma... da quale lato della porta?

    Perchè la foto che hai postato sarebbe identica, se fosse stata scattata da uno che si trova all'interno della cella, e riprendesse un secondino che si trova fuori
    non+autenticato
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