Cristina Sciannamblo

Easydownload, il caso continua

L'Antitrust ha aperto un nuovo procedimento sanzionatorio nei confronti di Eurocontent Ltd. Il Tar del Lazio rigetta il ricorso e ora l'azienda dovrà rispondere della mancata ottemperanza alla delibera dell'Authority

Roma - Il caso "Easydownload" non è ancora chiuso. Dopo aver ricevuto una multa di 960mila euro, l'Antitrust ha deciso di proseguire la battaglia legale aprendo un nuovo procedimento nei confronti di Eurocontent Ltd, l'azienda con base a Francoforte titolare del portale incriminato.

Dopo aver incassato la condanna pecuniaria, Eurocontent Ltd aveva fatto ricorso al Tar del Lazio ottenendo la bocciatura. L'azienda tedesca, dunque, dovrà sostenere anche le spese giudiziarie e rispondere alla nuova accusa di mancata ottemperanza alla delibera dell'Antitrust.

Con l'ordinanza n.507 del 10 febbraio 2011, Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della multa avanzata da EuroContent Ltd, sostenendo come sia provato che "la parte ricorrente si sia avvalsa, nella promozione su ADgoogle, della propria attività di chiavi di ricerca non già semplicemente ambigue, ma, con l'inclusione della terminologia gratis e affini, intenzionalmente contrarie al vero, al fine di eludere, in tal modo non solo le aspettative, ma la stessa attenzione del consumatore, automaticamente indirizzato ad una pagina recante la maschera di attivazione di un servizio in abbonamento".
I tentativi di riparare alla condanna da parte dei legali dell'azienda, riversando le responsabilità nelle associazioni dei consumatori, sono stati vani. Il tribunale ha rilevato anche l'illegittimità della condotta della società successivamente allo scadere del termine per il recesso, motivo per il quale l'Antitrust ha attivato un nuovo procedimento sanzionatorio.

E sulla scia di Easydownload, le associazioni dei consumatori, tramite l'ADUC, hanno segnalato all'Antitrust una possibile pratica commerciale ingannevole da parte di Italia-programmi.net. La presunta condotta illecita ricalcherebbe quella di Eurocontent: promuovendo il proprio posizionamento nei risultati delle ricerche mediante mediante AdWords di Google, la società alle spalle del sito è riuscita a collocare i propri link in cima alle SERP, ognuno caratterizzato dalla parola "gratis" accanto al nome di un determinato software. Per accedere al download è necessario registrarsi tramite un apposito modulo, nel quale risiederebbe il vero e proprio tranello.

Le coincidenze con il caso precedente sono molte. Sono in corso le indagini volte ad accertare le condotte sospette.

Cristina Sciannamblo
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4 Commenti alla Notizia Easydownload, il caso continua
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  • ...e cioè i metodi scorretti usati dal sito, e le migliaia di proteste delle persone che si sono sentite truffate non ho capito una cosa: se la società è tedesca e i server sono (almeno credo) all'estero che competenza hanno le autorità italiane in materia?
    Se sono tedeschi non dovrebbe occuparsene l'antitrust tedesca?
    A questo punto se come penso nessuna autorità italiana ha competenza in materia fan prima ad oscurare easydownload come hanno oscurato pirate bay e btjunkie (così i polli che ci abboccano evitano di abboccare ancora, tanto uno che si fa fregare a quel modo non sa sicuramente cosa sono tor e i proxy anonimi: in quel caso sarei pure io d'accordo su una censura preventiva volta a tutelare i potenziali utonti), tanto oramai ci sono abituati.
    non+autenticato
  • 2 pesi e due misure, semplice.
    Sgabbio
    26178
  • La differenza è che questi chiedevano soldi con lettera di minaccia.
  • Quello è un classico: non mi meraviglierei se dietro tutta l'operazione ci sono italiani che abitano vicino a me o a te.
    E' sospetto che la società abbia sede in germania, che operi secondo il diritto inglese, che probabilmente il server sia hostato in olanda (almeno il range a cui appartiene l'ip è di un host olandese) e che il dominio l'abbiano registrato in america tramite un servizio semianonimo come domain by proxy, proprio per fare in modo di non far apparire nomi e cognomi con un semplice whois (anche se non è che ci voglia molto a registrare un dominio con dati anagrafici falsi).
    Invece di fare la figura dei polli con azioni per le quali non han competenza era meglio come dicevo filtrare dominio e ip: per pirate bay l'han imposto (anche se lì un minimo di roba legale girava), mentre qui è chiaro l'intento di chi ha organizzato un simile business, e a parte il battage mediatico (far vedere che le associazioni dei consumatori vigilano e che le autorità italiane si muovono) non vedo quali ricadute pratiche potrà avere condannare e sanzionare persone praticamente anonime ed irreperibili.
    non+autenticato