Claudio Tamburrino

Come vendere 1 milione di copie su Kindle

Il successo di e-reader ed ebook ha caratteristiche e rischi peculiari: brillano gli autori senza editore, ma spuntano altresì nuove forme di spam

Roma - Amazon ha annunciato che un autore indipendente, John Locke, ha raggiunto il "Club del Milione" di Kindle.

Il mercato dell'editoria è stato certamente cambiato da ebook ed e-reader: diminuzione, con tutto ciò che ne consegue nel bene e nel male, del controllo dell'editoriale che deve capire come riformarsi, maggiore diffusione e possibilità di pubblico per gli autori indipendenti non considerati dalle tradizionali case editrici, conseguente sviluppo di strumenti di autopubblicazione ed evoluzione dei club del libro in social network a tema dove anche un autore misconosciuto può avere possibilità grazie al passa parola, sono solo le prime conseguenze della nuova stagione tecnologica del settore.

Il successo raggiunto da John Locke, un sessantenne che per tutta la vita ha fatto l'assicuratore, dimostra proprio queste nuove possibilità: pur non essendo appoggiato da una casa editrice ha raggiunto quel club esclusivo che al momento conta solo altri sette autori (Stieg Larsson, James Patterson, Nora Roberts, Charlaine Harris, Lee Child, Suzanne Collins e Michael Connelly) in grado di vendere più di un milione di copie di edizioni Kindle.
Locke ha venduto 1,010,370 ebook prodotti attraverso gli strumenti di autopubblicazione di Amazon Kindle Direct Publishing: nella sua bibliografia figurano nove romanzi, tra cui "Vegas Moon", "Wish List", "A girl like You", "Saving Rachel" e il manuale di marketing "How I sold 1 million ebook in 5 month", tutti in vendita a 99 centesimi, 35 dei quali destinati a finire direttamente nelle sue tasche: una percentuale insperata per gli autori nei rapporti tradizionali con un editore.

L'esempio di Locke rappresenta in ogni caso solo uno degli editori-fai-da-te che hanno raggiunto il successo e solo una delle possibilità dei nuovi mezzi, che ora devono essere calibrati per evitare fastidiosi eccessi: da un lato l'aumento dell'offerta di libri porta anche all'abbassamento generale della qualità, con il rischio di trovarsi davanti molti prodotti scarsamente rifiniti o qualitativamente infimi, dall'altro apre la possibilità di veri e propri nuovi tentativi di spam.

A dimostrazione di questo pericolo basta osservare gli strumenti offerti proprio per creare testi automatici, come i contenuti Private Label Rights che sono costituiti da informazioni pescate a buon mercato nella rete e riformattati automaticamente nel formato del libro digitale. Tra gli strumenti sono usciti, per esempio, delle serie di DVD chiamati Autopilot Kindle Cash che promettono di insegnare a pubblicare dai 10 ai 20 Kindle book al giorno senza scrivere una parola.

Volumi come questi rischiano di invadere i negozi online a prezzi anche appetibili, 99 centesimi, ma di fatto non offrendo nulla a parte la maggiore difficoltà nel navigare gli scaffali digitali alla ricerca di un titolo intrigante. Inoltre gli strumenti di autopubblicazione rischiano di facilitare l'opera di "copia" di opere di un autore meno noto, che viene "riciclato" sotto un altro nome e non è poi così facile da individuare come copia se non dopo l'acquisto e la lettura comparata. Tutte situazioni che, in ogni caso, un filtro migliore fornito dai negozi digitali o un pedaggio iniziale per il posto sugli scaffali potrebbero scoraggiare.

Claudio Tamburrino
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52 Commenti alla Notizia Come vendere 1 milione di copie su Kindle
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  • Come funziona la questione?

    Un autore cosa deve fare per pubblicare qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da qualche parte e uploada il proprio contenuto?

    Se qualcuno avesse informazioni o link sarei interessato ad approfondire.

    ;)
  • - Scritto da: PinguinoCattivo
    > Come funziona la questione?
    >
    > Un autore cosa deve fare per pubblicare
    > qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
    > qualche parte e uploada il proprio
    > contenuto?

    Non sai leggere l'articolo e vorrsti scrivere?A bocca aperta

    >
    > Se qualcuno avesse informazioni o link sarei
    > interessato ad
    > approfondire.

    google
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippO
    > - Scritto da: PinguinoCattivo
    > > Come funziona la questione?
    > >
    > > Un autore cosa deve fare per pubblicare
    > > qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
    > > qualche parte e uploada il proprio
    > > contenuto?
    >
    > Non sai leggere l'articolo e vorrsti scrivere?A bocca aperta
    >

    No infatti. Tu che leggi meglio di me mi quoti la parte dell'articolo dove è spiegato quello che ho chiesto?

    > >
    > > Se qualcuno avesse informazioni o link sarei
    > > interessato ad
    > > approfondire.
    >
    > google

    Ho capito: devi essere un novello Pico della Mirandola, una specie di genio.
  • - Scritto da: PinguinoCattivo
    > - Scritto da: pippO
    > > - Scritto da: PinguinoCattivo
    > > > Come funziona la questione?
    > > >
    > > > Un autore cosa deve fare per pubblicare
    > > > qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
    > > > qualche parte e uploada il proprio
    > > > contenuto?
    > >
    > > Non sai leggere l'articolo e vorresti scrivere?
    >A bocca aperta
    > >
    >
    > No infatti. Tu che leggi meglio di me mi quoti la
    > parte dell'articolo dove è spiegato quello che ho
    > chiesto?

    La prima parola dell'articolo: Amazon
    non+autenticato
  • Veramente quello che si trova sono dei servizi di conversione, tutti a pagamento per l'autore, che sembrano la versione elettronica del classico "pubblica a tue spese". In pratica servizi in cui l'editore del caso guadagna non sulla vendita degli eBook ma sul servizio di conversione.

    Un "pacco", insommaCon la lingua fuori
  • - Scritto da: PinguinoCattivo
    > Veramente quello che si trova sono dei servizi di
    > conversione, tutti a pagamento per l'autore, che
    > sembrano la versione elettronica del classico
    > "pubblica a tue spese". In pratica servizi in cui
    > l'editore del caso guadagna non sulla vendita
    > degli eBook ma sul servizio di
    > conversione.
    >
    > Un "pacco", insommaCon la lingua fuori
    Quello che passa il conventoOcchiolino
    non+autenticato
  • "La vita e la riproduzione dei Pinguini Cattivi"
    ruppolo
    33147
  • Il pinguino non si riproduce in cattivi(tà).

    :)
  • - Scritto da: PinguinoCattivo
    > Come funziona la questione?
    >
    > Un autore cosa deve fare per pubblicare
    > qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
    > qualche parte e uploada il proprio
    > contenuto?

    Sì. Poi decidi il prezzo nelle diverse nazioni. Nota che, come con qualsiasi editore, aderisci a molte clausole quando accetti di pubblicare con loro: leggile con attenzione.

    Il succo è che ti danno un po' meno del 70% del prezzo di copertina. Però poi ci sono le promozioni, etc etc
    Attualmente per un italiano è difficile però, visto che la mole di reader in italia è ancora poca non c'è molto mercato.

    https://kdp.amazon.com/self-publishing/signin
    non+autenticato
  • beh signori, comunque paghi una vetrina che non avresti mai nella vita, mentre l'editore classico stampa a tue spese un tot di copie e le lascia marcire nei suoi magazzini qualche anno; invece amazon ha interesse che la tua opera sia venduta; non mi sembra una percentuale bassa per l'autore, anzi.. Per quanto riguarda il pericolo spam, la cosa migliore è la pubblicazione di stralci liberamente leggibili, che aiuta l'utente a non giudicare solo dal titolo e valutare meglio. Questo permetterebbe di limitare di molto "..il rischio di trovarsi davanti molti prodotti scarsamente rifiniti o qualitativamente infimi". Cioè magari gente come Faletti la pianterebbe di scrivere.. Ma questo avverrà quando il pubblico capirà che ciò che viene pubblicizzato in televisione è al 99% cacca pura
    non+autenticato
  • - Scritto da: western
    > beh signori, comunque paghi una vetrina che non
    > avresti mai nella vita,

    Io ho google come vetrina, e non la pago.
  • solamente il 35% all'autore???? quando non c'è nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè nemmeno il costo di stampa?

    sinceramente rimango un po' basito
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > solamente il 35% all'autore???? quando non c'è
    > nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè
    > nemmeno il costo di
    > stampa?
    >
    > sinceramente rimango un po' basito

    Eh si, Apple ladra...

    E pensa se la gente sapesse quanto prende l'agricoltore per un chilo di patate, o l'allevatore per un litro di latte. Pensa se sapesse...
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Jacopo Monegato
    > > solamente il 35% all'autore???? quando non c'è
    > > nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè
    > > nemmeno il costo di
    > > stampa?
    > >
    > > sinceramente rimango un po' basito
    >
    > Eh si, Apple ladra...
    >
    > E pensa se la gente sapesse quanto prende
    > l'agricoltore per un chilo di patate, o
    > l'allevatore per un litro di latte. Pensa se
    > sapesse...

    Pensa invece se l'agricoltore potesse vendere latte e patate al mondo intero con un click!

    La differenza tra un file e un sacco di patate e' che il file puo' essere inoltrato via internet.

    Chiunque, in rete, osasse fare da inutile intermediario tra l'autore e il fruitore, pretendendo anche un solo centesimo per fare qualcosa che l'autore o il fruitore sono in grado di fare da se' e' un ladro.
  • Quello che tu non hai ancora capito, forse perché sei un po' tardo, è che autore e fruitore non hanno modo di interagire senza i terzi. Nella vita materiale ciò può accadere per caso, ma su Internet questo è impossibile.

    A seconda di quante risorse impiegano i terzi, ci saranno minori o maggiori contatti tra fornitori e clienti, e quindi maggiori o minori costi per entrambi.

    Si va da un sito indicizzato su un motore di ricerca fino al modello AppStore, con in mezzo miriadi di soluzioni di marketing.

    Se e quando uscirai dalla condizione di mantenuto, capirai da solo.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Quello che tu non hai ancora capito, forse perché
    > sei un po' tardo, è che autore e fruitore non
    > hanno modo di interagire senza i terzi. Nella
    > vita materiale ciò può accadere per caso, ma su
    > Internet questo è impossibile.

    Questo e' impossibile se l'autore lo rende impossibile.
    Ci sono autori che hanno numerosi contatti col loro pubblico, che scrivono, che dialogano, e il pubblico perfino offre contributi che vengono pubblicati a loro volta.

    Dovresti uscire dalla tua cameretta ogni tanto, sai?
    Ti farebbe bene.

    > A seconda di quante risorse impiegano i terzi, ci
    > saranno minori o maggiori contatti tra fornitori
    > e clienti, e quindi maggiori o minori costi per
    > entrambi.

    Questo ieri.
    Oggi non piu'.

    > Si va da un sito indicizzato su un motore di
    > ricerca fino al modello AppStore, con in mezzo
    > miriadi di soluzioni di marketing.

    Basta un indirizzo di posta e un servizio di mailing list.

    > Se e quando uscirai dalla condizione di
    > mantenuto, capirai da
    > solo.

    Continuo a risponderti solo perche' sei tu e fai parte della fauna del forum di PI.
    Un altro che mi dicesse una cosa del genere lo avrei plonkato.
  • Cercando di non uscire dal seminato, le prime due risposte erano anche pertinenti... non flammate sempre o_O quello che mi rende davvero perplesso è che a quanto pare il 35% del prezzo di vendita (non parlo del caso 65%, che dipende dalle condizioni come hanno precisato sotto) per un autore sia quasi un'utopia, nel modello precedente, e che sia quindi e, a conti fatti, giustamente accettata da chiunque si veda offrire un'offerta così allettante.

    SE per il modello apple store o comunque negozi di applicazioni,

    {dato che non credo di conoscere modelli di vendita precedenti per le applicazioni dei piccoli sviluppatori, tranne che nei propri siti pagando al loro paypal (come suggerito da quelli sotto e come personalmente farei io in futuro, con i miei contenuti multimediali se mai qualcuno volesse pagare per essi in formato digitale, e chiudo la parentesi QUI.)}

    chiedano e penso sia una cosa più che giusta chiedere un minimo all'anno per mantenerle sui loro siti, il fatto che i nuovi modelli di distribuzione per tutti i beni fisici e beni digitalizzati (ebook, mp3, ..) chiedano comunque percentuali secondo me da capogiro ma incredibilmente MOLTO più vantaggiose per gli autori che hanno visto il vecchio regime è una cosa che dovrebbe far riflettere. mi chiedo se uno sciopero come quello del sindacato degli sceneggiatori potrebbe fare una cosa del genere... anche se in effetti i sindacati degli artisti e degli editori non sono interessati a cambiare lo status quo, dato che comandano i GRANDI artisti ed editori -.-

    non so se mi sono spiegato, non mi va di rileggere di nuovo tutto (sono in pausa studio)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > Cercando di non uscire dal seminato, le prime due
    > risposte erano anche pertinenti... non flammate
    > sempre o_O quello che mi rende davvero perplesso
    > è che a quanto pare il 35% del prezzo di vendita
    > (non parlo del caso 65%, che dipende dalle
    > condizioni come hanno precisato sotto) per un
    > autore sia quasi un'utopia, nel modello
    > precedente, e che sia quindi e, a conti fatti,
    > giustamente accettata da chiunque si veda offrire
    > un'offerta così
    > allettante.

    Ribaltiamo un po' i concetti.
    Un autore scrive un romanzo.
    Lasciamo perdere il costo e il tempo che ci ha messo per scriverlo.
    Ce l'ha nel cassetto e basta.
    Un bel giorno si sveglia e decide di farlo fruttare.

    Modello '900
    Deve cercare un editore che si occupa di stamparlo, promuoverlo, distribuirlo.
    L'editore propone due offerte all'autore.
    A. Si fa pagare la prestazione d'opera e tutto il resto va all'autore
    B. Si accolla il rischio imprenditoriale e concede all'autore una percentuale (irrisoria) delle vendite

    La seconda ipotesi, quella che va per la maggiore, garantisce all'autore un rischio zero e un guadagno certo, se l'opera piace.

    Modello 2000
    L'autore puo' autonomamente promuoverlo e distribuirlo.
    Con un rischio zero e un guadagno certo, se l'opera piace.
    L'editore non serve piu'.
    Tutti gli introiti vanno all'autore che puo' offrire la sua opera non al prezzo di copertina ma al prezzo che gli sarebbe entrato in tasca scegliendo l'opzione B del modello '900


    Davvero non riesco a capire come un autore, che in quanto tale dovrebbe essere persona intelligente, si faccia ancora abbindolare dal vecchio modello editoriale quando non c'e' piu' alcuna evidente ragione.
  • >
    > Davvero non riesco a capire come un autore, che
    > in quanto tale dovrebbe essere persona
    > intelligente, si faccia ancora abbindolare dal
    > vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'
    > alcuna evidente
    > ragione.

    le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore, ci sono.

    A. Si fa pagare la prestazione d'opera e tutto il resto va all'autore
    nella prestazione d'opera sono comprese:
    - stampa, distribuzione e gestione dei resi.
    - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione dell'opera
    - adempimenti di natura fiscale relativi alla vendita.
    - eventuali opere di traduzione, commercializzazione dei diritti verso paesi terzi.
    - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.

    organizzare uno staff che si occupi, in maniera professionale di tutte queste cose non è a costo zero. E l'editore, siccome segue molti autori può compiere economie di scala al di fuori della portata del singolo autore, cioè se tutta quella roba viene a costare all'editore 100 ad autore, per l'autore minimo partirebbe da 120/150
    non è
  • - Scritto da: shevathas

    > > Davvero non riesco a capire come un autore, che
    > > in quanto tale dovrebbe essere persona
    > > intelligente, si faccia ancora abbindolare dal
    > > vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'
    > > alcuna evidente ragione.

    > le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore,
    > ci sono.

    > A. Si fa pagare la prestazione d'opera e
    > tutto il resto va all'autore

    > nella prestazione d'opera sono comprese:
    > - stampa, distribuzione e gestione dei resi.
    > - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione
    > dell'opera
    > - adempimenti di natura fiscale relativi alla
    > vendita.
    > - eventuali opere di traduzione,
    > commercializzazione dei diritti verso paesi
    > terzi.
    > - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.

    > organizzare uno staff che si occupi, in maniera
    > professionale di tutte queste cose non è a costo
    > zero.

    E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si chiede e' quali sono le percentuali di costi che riguardano tutti i lati della distribuzione ? Che diventano superflui per il libro elettronico ?
    Centinaia di camion che vanno su e giu' per l'italia costeranno di piu' di uno staff di traduttori no ? Di quanto nel caso ?

    > E l'editore, siccome segue molti autori può
    > compiere economie di scala al di fuori della
    > portata del singolo autore, cioè se tutta quella
    > roba viene a costare all'editore 100 ad autore,
    > per l'autore minimo partirebbe da
    > 120/150 non è

    Quindi conviene a tutti che l'editore mantenga prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare ora come un consulente; mentre prima doveva sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a lui le scelte.
    L'autore torna al centro della creazione artistica.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: shevathas
    >
    > > > Davvero non riesco a capire come un autore,
    > che
    > > > in quanto tale dovrebbe essere persona
    > > > intelligente, si faccia ancora abbindolare dal
    > > > vecchio modello editoriale quando non c'e'
    > piu'
    > > > alcuna evidente ragione.
    >
    > > le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore,
    > > ci sono.
    >
    > > A. Si fa pagare la prestazione d'opera e
    > > tutto il resto va all'autore

    > > nella prestazione d'opera sono comprese:
    > > - stampa, distribuzione e gestione dei resi.
    > > - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione
    > > dell'opera
    > > - adempimenti di natura fiscale relativi alla
    > > vendita.
    > > - eventuali opere di traduzione,
    > > commercializzazione dei diritti verso paesi
    > > terzi.
    > > - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.
    >
    > > organizzare uno staff che si occupi, in maniera
    > > professionale di tutte queste cose non è a costo
    > > zero.
    >
    > E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si
    > chiede e' quali sono le percentuali di costi che
    > riguardano tutti i lati della distribuzione ? Che
    > diventano superflui per il libro elettronico
    > ?
    > Centinaia di camion che vanno su e giu' per
    > l'italia costeranno di piu' di uno staff di
    > traduttori no ? Di quanto nel caso
    > ?
    >
    il fatto è che un camion non contiene copie di un solo libro.
    >
    > Quindi conviene a tutti che l'editore mantenga
    > prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl
    > competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare
    > ora come un consulente; mentre prima doveva
    > sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a lui
    > le scelte.
    >

    non esiste nessuna legge che vieta all'autore di farlo.
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: shevathas

    > > > > Davvero non riesco a capire come un autore,
    > > che
    > > > > in quanto tale dovrebbe essere persona
    > > > > intelligente, si faccia ancora abbindolare
    > dal
    > > > > vecchio modello editoriale quando non c'e'
    > > piu'
    > > > > alcuna evidente ragione.
    > >
    > > > le ragioni evidenti, per chi lavora nel
    > settore,
    > > > ci sono.
    > >
    > > > A. Si fa pagare la prestazione d'opera e
    > > > tutto il resto va all'autore

    > > > nella prestazione d'opera sono comprese:
    > > > - stampa, distribuzione e gestione dei resi.
    > > > - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione
    > > > dell'opera
    > > > - adempimenti di natura fiscale relativi alla
    > > > vendita.
    > > > - eventuali opere di traduzione,
    > > > commercializzazione dei diritti verso paesi
    > > > terzi.
    > > > - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.
    > >
    > > > organizzare uno staff che si occupi, in
    > maniera
    > > > professionale di tutte queste cose non è a
    > costo
    > > > zero.
    > >
    > > E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si
    > > chiede e' quali sono le percentuali di costi che
    > > riguardano tutti i lati della distribuzione ?
    > Che
    > > diventano superflui per il libro elettronico
    > > ?
    > > Centinaia di camion che vanno su e giu' per
    > > l'italia costeranno di piu' di uno staff di
    > > traduttori no ? Di quanto nel caso
    > > ?
    > >
    > il fatto è che un camion non contiene copie di un
    > solo libro.

    Dipende dal libro, comunque continua a non sapersi quanta percentuale di spesa sia.

    > > Quindi conviene a tutti che l'editore mantenga
    > > prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl
    > > competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare
    > > ora come un consulente; mentre prima doveva
    > > sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a
    > > lui le scelte.

    > non esiste nessuna legge che vieta all'autore di
    > farlo.

    Esiste: si chiama cartello... Solo grazie alla rete ora cose come Metro2033 trovano pubblicazione dopo essere stati distribuiti gratuitamente in rete.

    Ma guarda nel mondo della musica, li' e' anche peggio: non ti puoi esibire neanche gratis per farti conosciere, devi pagare per suonare !
    krane
    22544
  • E' di oggi la notizia del rilascio in formato Kindle dell' opera "Pan", di Francesco Dimitri.
    La particolarità della notizia sta nel fatto che, caso unico ad oggi che io sappia, l' autore che ha autopubblicato il suo romanzo aveva già un contratto con una casa editrice, ma era scontento del modo in cui questa si muoveva (o meglio NON si muoveva) nel settore elettronico.
    Dal suo blog:

    "...Sapete quanto mi piacciano gli ebook. Volevo farne uno di Pan (che peraltro è stato piratato in ogni modo), ma non avevo nessuna intenzione di lavorare ancora con Marsilio, che aveva i diritti per l’edizione italiana, per trattare edizioni straniere, e per un mucchio di altre cose (sciocco io a firmare un contratto del genere). Non, però, per l’ebook.

    Oh, perbacco.

    Alcune offerte alternative sono arrivate, anche da parte di editori che stimo. Sono stato tentato di accettare. Poi mi sono detto: perchè?

    Intendiamoci: io credo che gli editori avranno un ruolo fondamentale nell’economia del libro che verrà. Servono intermediari, servono filtri, servono persone che sappiano creare un prodotto. Servono professionisti a ogni livello. Vero.

    Ma a volte serve giocare fuori dagli schemi.

    Serve mostrare agli editori che se davvero sono dei professionisti, allora devono comportarsi professionalmente; altrimenti, oggi più che mai, la loro funzione scompare. Troppi di loro pensano di vivere ancora in un mondo in cui possono permettersi di essere stampatori evoluti. Quel mondo è già finito, spazzato via dal vento (Rhett, tu lo sai!), anche se l’uragano vero impiegherà almeno un anno ad arrivare.

    E’ tempo che tutti, autori, editori, giornalisti, ci diamo una svegliata. Altrimenti, giustamente, il vento spazzerà via anche noi.

    E quindi mi sono detto, massì, balliamo nella bufera. E mi sono autoprodotto, per la prima volta in vita mia."

    Trovate l' articolo completo qui
    http://francescodimitri.co.uk/2011/06/21/pan-in-eb.../
    non+autenticato
  • Tra l'altro è un ottimo libro, lo prendo subito.
    non+autenticato