Mauro Vecchio

Creative Commons 3.0, licenze tricolori

Rilasciate in versione italiana le nuove tipologie di licenza CC. Introdotto il diritto di noleggio e prestito, insieme ad un adattamento giuridico per il Belpaese

Creative Commons 3.0, licenze tricoloriRoma - Ad annunciarlo è stato un post apparso sul sito ufficiale di Creative Commons Italia: varie licenze CC 3.0 sono state lanciate in versione italiana, offrendone appunto la traduzione. Ma non si tratta di semplice adattamento linguistico, dal momento che le licenze 3.0 sono state praticamente tagliate su misura del sistema giuridico del Belpaese.

"In generale, le revisioni introdotte dalla versione 3.0 hanno determinato un processo di armonizzazione attraverso cui uniformare le soluzioni adottate a livello internazionale - si può leggere nel comunicato di CC Italia - Sul tema dei diritti morali e della gestione collettiva, in realtà, il gruppo di ricerca italiano aveva percorso i tempi, dettagliando questi aspetti già nella versione 2.5 delle licenze".

Molte le novità, come ad esempio la menzione del diritto di noleggio e prestito di copie dell'opera. La versione 3.0 sancisce poi che il "linguaggio utilizzato dal creatore di un'opera derivata non deve in alcun modo suggerire avvallo o sponsorizzazione dell'autore originario". Modifiche - concordate con il MIT - per preservare il prestigio e soprattutto la reputazione degli autori stessi.
Sono quindi state introdotte licenze compatibili, in particolare nel caso della licenza BY-SA (Attribution Share Alike). "In particolare, CC intende offrire agli utenti delle community online la possibilità di mescolare a piacimento i loro contenuti - si legge ancora - sono in corso discussioni con varie organizzazioni, che hanno sviluppato licenze share alike per settori specifici (es. banche dati)".

Le licenze CC 3.0 europee sono in seguito caratterizzate dalla completa rinuncia a far valere il diritto sui generis sulle banche dati. "Resta comunque tutelato il diritto d'autore per quel che riguarda la struttura della banca dati, assieme ad altre caratteristiche espressive della stessa. Ma è garantito il libero utilizzo dei fatti e delle informazioni contenute nella banca dati".

Stando alla stessa CC Italia - attraverso il progetto CC Monitor - l'Italia si trova attualmente al terzo posto per numero assoluto di licenze adottate (più di 5,5 milioni), dietro Stati Uniti e Spagna. È però vero che il 43 per cento di queste stesse licenze risulta essere del tipo più restrittivo (CC BY-NC-ND), una percentuale che colloca l'Italia al 38esimo posto su 52 è paesi monitorati per libertà delle licenze.

Mauro Vecchio
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29 Commenti alla Notizia Creative Commons 3.0, licenze tricolori
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  • Era ora che fosse istituito il copyright sul Belpaese, abbasso il formaggio non tutelato, giustizia anche per l'emmenthal
    non+autenticato
  • come funzionano le CC nazionali?
    se io produco un'opera dichiaro una licenza CC, ma quale: di tipo nazionale, che vale anche a livello internazionale, magari in modo diverso italia/estero, o devo scegliere una CC italiana e una "internazionale", che valgono a seconda degli ambiti, o che?

    probabilmente vale la territorialità del produttore dell'opera, e varranno accordi internazionali... qualcuno può chiarmi la cosa?
  • spero che il però non sia inteso in senso negativo.
    perché quasi la metà delle licenze adottate in italia è del tipo più restrittivo (by, nc, nd)?

    il perché è semplice.

    in italia esiste SIAE, che impone limiti ridicoli al pari di paesi con problemi di libertà di informazione (una volta avevo trovato l'elenco di stati con organizzazioni simili... tutti i paesi arabi, del terzo mondo, cina, un paio del sudamerica ed italia.)

    tra i vari limiti si perde pure la libertà di eseguire le proprie opere a piacimento, dato che quando depositi devi pagare i diritti a siae per eseguirla (per leggere o pubblicare un brano del tuo libro, per eseguire un tuo pezzo, per mostrare un tuo film) e lei a fine anno li ripartirà (anche se dubito fortemente ti ritornino indietro tutti i soldi) in misura diversa per ogni situazione. dato che questo tipo di licenze sono totalmente contro i piccoli autori, è logico che ogni indipendente cercherà qualcosa di vantaggioso per se.. o meglio (come immagino di credere davvero) che non avvantaggi altri che in fondo non fanno niente per meritarselo.

    quindi l'utilizzo della by-nc-nd è OVVIO.
    sei quindi libero di trasmettere l'opera nella sua interezza, ricordandoti di rispettare i tre:
    BY -> devi specificare l'autore dell'opera (cioè non spacciarla per tua)
    NC -> non puoi lucrare dalla distribuzione dell'opera
    ND -> non puoi produrre opere derivate (remix, plagi)
    tutti e tre validi, tranne naturalmente tu abbia l'autorizzazione dell'autore.

    quindi se io voglio vendere la tua opera così o diffonderne un pezzo o cose del genere tutto ciò che devo fare è contattarti e chiederti il permesso ed accordarci sulle eventuali ripartizioni economiche (negozio ti vende il cd, lui si tiene una parte e tu ti prendi le royalties)

    Se non siete d'accordo vi prego di motivarlo, ma secondo l'educazione e la cultura che ho ricevuto e che mi sono impartito questa licenza (e le altre CC) è semplicemente come dovrebbe essere, insomma il buon senso e l'etica, a parer mio, dicono che se un qualcosa è tuo, a meno che tu non dia automaticamente il consenso (by-sa, by, sa ecc danno automaticamente il consenso a quel che non dicono), se voglio farci qualcosa devo chiederlo per il rispetto a te e perché l'idea è stata partorita da te e hai il diritto di farci quello che vuoi nel modo che vuoi. Ritengo pertanto assurdo ed antietico praticamente ogni altro tipo di licenza/sistema di tutela
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > spero che il però non sia inteso in senso
    > negativo.
    > perché quasi la metà delle licenze adottate in
    > italia è del tipo più restrittivo (by, nc,
    > nd)?

    Ti parlo da addetto ai lavori.
    Io scrivo musica su commissione, significa tu poeta o scrittore mi dai un testo e io dopo averlo analizzato decido di musicartelo. Ci accordiamo sul prezzo (io parto da 120 euro) e su eventuali extra (se oltre lo spartito vuoi un cd mi paghi di più, se oltre al piano vuoi altri strumenti mi paghi di più, così come se il pezzo è particolarmente lungo e via dicendo). Una volta che abbiamo concordato come dev'essere mi metto al lavoro. Quando ho finito, ci vediamo e ti faccio sentire il pezzo, se ti piace mi paghi e ti dò lo spartito ed eventualmente il cd. Se non ti piace mi rimetto al lavoro fino a fare qualcosa che ti piaccia.
    Quando mi hai pagato, il tutto finisce sotto licenza Creative Commons. Io premo per la BY-SA (sotto cui ho rilasciato tutti i pezzi di cui sono l'unico autore, quindi o strumentali o con testo mio) ma lascio la scelta all'autore del testo per decidere, spiegando bene pro e contro di ogni licenza.
    Quasi sempre gli autori del testo decidono per la BY-ND-NC e questo anche se glielo spiego che è controproducente.
    In particolare, NC non impedisce solo la vendita (a meno che non siamo entrambi d'accordo e concordando per iscritto con chi dovesse mettere in vendita) ma impedisce anche decine di altri utilizzi, compreso suonare senza compenso ma con biglietto d'ingresso a coprire le spese o i cui soldi vanno in beneficenza.
    Io penso che il NC sia dannoso alla diffusione dell'opera: è vero che se non lo metti si "rischia" che qualcun altro possa guadagnare da una tua opera ma questo, in fin dei conti, finisce solo per farti pubblicità, quindi anche fosse diventerebbe un vantaggio. Questo qualcuno infatti è obbligato comunque a dire di chi è l'opera. Inoltre per certi versi sarà lui ad arrabbattersi in cavilli burocratici dovuti alla legislazione idiota che abbiamo in italia (minuscolo voluto).
    Io preferirei, francamente, che di fianco al NC "standard" esistesse un NC "limitato" alla vendita delle copie dell'opera da parte di terzi, che però lasci inalterati gli altri utilizzi commerciali, come trasmissione in radio o televisione, esecuzione in pubblico, ecc.
    Credo che, almeno in ambito musicale, sia una soluzione che andrebbe adottata, e magari limiterebbe di molto la marea di BY-NC-ND che abbiamo in Italia.
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    Modificato dall' autore il 27 giugno 2011 19.35
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  • questo aspetto della licenza NC non l'avevo mai considerato, grazie di avermi illuminato. Io penso che in fondo tu debba chiedere in ogni caso il permesso per mandare in trasmissione o diffondere su altri canali di informazione, dubito che prendano una canzone a caso per internet, la passino in radio e dicano "chi sa chi sia l'autore chiami e ce lo dica" (mmm interessante idea ora che la sto dicendo)

    sulla licenza stessa è messo in chiaro che le condizioni imposte cadono qualora l'autore/gli autori firmi/ino una liberatoria..

    Inoltre dato che la maggiorparte dei contenuti protetti da CC credo vengano da internet (non ne ho mai visti in negozi, visto che ancora direi si applichino a cose meno "mainstream", non che vada molto a negozi e librerie in realtà, lo ammetto...) un contatto in qualche modo si trova e come ho detto ci si mette d'accordo, penso farebbe più piacere e darebbe più soddisfazione di prendere e mandare in onda automaticamente senza chiedere che ne pensi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > dubito che prendano una canzone a caso per
    > internet, la passino in radio e dicano "chi sa
    > chi sia l'autore chiami e ce lo dica" (mmm
    > interessante idea ora che la sto
    > dicendo)
    >

    Non si chiede il permesso. Le radio private pagano all'anno alla SIAE una percentuale del fatturato pubblicitario e facendo questo poi hanno una certa libertà di gestione. La RAI invece è più complicata.
    non+autenticato
  • ma io non parlavo di roba tutelata in italia da siae e compagnia bella, parlavo sempre di CC
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > ma io non parlavo di roba tutelata in italia da
    > siae e compagnia bella, parlavo sempre di
    > CC

    Non cambia, loro pagano e poi al resto non pensano più. Il giorno in cui capiterà una causa legale per aver messo musica CC senza permesso probabilmente si riorganizzeranno.
    non+autenticato
  • spero che capiti.
    non+autenticato
  • > quando depositi devi pagare i diritti a siae per
    > eseguirla (per leggere o pubblicare un brano del
    > tuo libro, per eseguire un tuo pezzo, per
    > mostrare un tuo film) e lei a fine anno li
    > ripartirà (anche se dubito fortemente ti
    > ritornino indietro tutti i soldi) in misura
    > diversa per ogni situazione.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/sprechi...

    ...artisti il 65% dei quali - queste sono parole dello stesso Presidente Assumma - alla fine dell'anno percepisce in ripartizione dei diritti meno di quanto versa all'ente per la quota di iscrizione)...
    non+autenticato
  • è naturale, dato che le bisogna dare di più a chi LOGICAMENTE viene ascoltato di più, che è quello che in percentuale ne ha meno bisogno
    non+autenticato
  • Ma è così!

    Basterebbe una sola licenza, quella che hai descritto.

    Tutte le altre servono per aggirare i paletti che le istituzioni truffaldine e l'azione di lobbying vanno introducendo per impedire la libera circolazione delle opere.
    iRoby
    6259
  • - Scritto da: Creative Commons
    > Ottima notizia Sorride

    Se penso che ho perso attimi della mia vita per aprire il tuo messaggio In lacrime

    Io dalla notizia non ci ho capito molto, mi sembra la solita sintesi raffazzonata da PI. Una specie di Bignami applicato al giornalismo.

    "linguaggio utilizzato dal creatore di un'opera derivata non deve in alcun modo suggerire avvallo o sponsorizzazione dell'autore originario"

    Cioè? Spiegare qualcosa anziché riportare la frase e basta eh?
    non+autenticato
  • sono tutte cagate, altro che buona notizia.

    nessuno capisce un cazzo di copyright, tutta ladrano allegramente, la legge non fa nulla, se fai causa a qualcuno se ne parla dopo mesi o anni.

    e poi cosa volete guadagnarci ? perche' cazzo dovreste consentire a individui del tutto estranei e sconosciuti dall'altra parte del mondo di pescare il vostro lavoro su internet, "remixarlo", rivenderlo e arricchirsi su di voi dando in cambio cosa ? un link in colore grigio chiaro su sfondo bianco con font 8px ?

    e credete che questo porti visibilita' ? chiedetelo agli bloggers del Huffington Post cosa se ne sono fatti della visibilita', zero visto che ora sono disoccupati e quasi nessuno e' stato assunto altrove da quel che loro stessi hanno sintetizzato in vari articoli contro AOL.

    e come fotografo posso dire la stessa cosa, la visibilita' porta quasi zero vendite in piu', e' solo un trucco per fottere i neofiti ed inesperti.
  • - Scritto da: Pepito il breve

    > sono tutte cagate
    > nessuno capisce un cazzo
    > perche' cazzo

    Perche' rispondere a un post che verra' cancellato ?
    krane
    22544
  • Piccolo dettaglio: nessuno è obbligato a rilasciare le proprie opere sotto licenze CC. Chi lo fa ha i suoi buoni motivi. Che ti piaccia o no.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > sono tutte cagate, altro che buona notizia.
    >
    > nessuno capisce un cazzo di copyright, tutta
    > ladrano allegramente, la legge non fa nulla, se
    > fai causa a qualcuno se ne parla dopo mesi o
    > anni.

    Tu sarai esperto di copirait ma in compenso non capisci come gira il mondo.

    > e poi cosa volete guadagnarci ? perche' cazzo
    > dovreste consentire a individui del tutto
    > estranei e sconosciuti dall'altra parte del mondo
    > di pescare il vostro lavoro su internet,
    > "remixarlo", rivenderlo e arricchirsi su di voi
    > dando in cambio cosa ? un link in colore grigio
    > chiaro su sfondo bianco con font 8px
    > ?

    Perché si, perché ci va e perché delle tue ragioni non ce ne fo**e una segaCon la lingua fuori

    > e credete che questo porti visibilita' ?
    > chiedetelo agli bloggers del Huffington Post cosa
    > se ne sono fatti della visibilita', zero visto
    > che ora sono disoccupati e quasi nessuno e' stato
    > assunto altrove da quel che loro stessi hanno
    > sintetizzato in vari articoli contro
    > AOL.

    saranno anche ca**i loro, no? A te che importa?

    > e come fotografo posso dire la stessa cosa, la
    > visibilita' porta quasi zero vendite in piu', e'
    > solo un trucco per fottere i neofiti ed
    > inesperti.

    Non ti va di rilasciare le tue fotine sotto CC? Non farlo, non ti obbliga nessuno.
    Ma se ti tocca cambiare lavoro perché le foto in CC ti rubano il mercato, non verserò una lacrima, anzi...
    Funz
    12910
  • > perche' cazzo
    > dovreste consentire a individui del tutto
    > estranei e sconosciuti dall'altra parte del mondo
    > di pescare il vostro lavoro su internet,
    > "remixarlo", rivenderlo e arricchirsi su di voi
    > dando in cambio cosa ?

    Perché ci piace così!

    > e come fotografo posso dire la stessa cosa, la
    > visibilita' porta quasi zero vendite in piu'

    E chi se ne frega delle tue vendite.

    Lunga vita alle Creative Commons.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > sono tutte cagate, altro che buona notizia.
    >
    > nessuno capisce un cazzo di copyright, tutta
    > ladrano allegramente, la legge non fa nulla, se
    > fai causa a qualcuno se ne parla dopo mesi o
    > anni.
    >
    > e poi cosa volete guadagnarci ?

    Semplice: ci guadagnamo che, così facendo, chi ci chiama "ladri", e pretende di farsi pagare per delle copie, va in rovina. E se vai in rovina, non potrai più chiedere soldi o insultare.
    non+autenticato
  • Certo che se tu fossi il Presidente del Mondo, sarebbe proprio un Mondo di Merda!
    Pieno di gente che deve guardarsi da tutti, compresi amici, parenti e vicini di casa...
    Con istituzioni fasciste e leggi draconiane.

    Le cose stanno diversamente da come le vedresti tu e le vorresti imporre agli altri...
    In realtà l'uomo ha la condivisione e l'amicizia nel DNA, perché siamo tutti una cosa sola, una sola mente, una sola coscienza. L'amore è il motore che muove gli individui. Amore per il prossimo, per la conoscenza ed ovviamente per la condivisione.

    Quelli che l'hanno dimenticato sono quelli come te, persone educate nella paura e nel disprezzo del prossimo sempre additato come un ladro che è lì pronto a rubare il frutto del tuo lavoro ed arricchirsi alle tue spalle.

    Prenditela con i tuoi genitori e il piccolo substrato sociale in cui sei cresciuto, se sei diventato così.

    Il mondo reale per fortuna è diverso, dove anche se quelli come te impongono paletti, fanno leggi per tutelare l'interesse personale, amicizia e condivisione vincono sempre.
    Sia che si tratti di software, che di altre opere dell'ingegno o anche del semplice fai-da-te.

    Proprio in questi giorni di caldo volevo montarmi da solo un climatizzatore... Googlando trovo un mare di siti con video e informazioni su come si può fare da soli, lasciando a bocca asciutta gli installatori truffaldini...
    E lo stesso sarà per tutto.
    In Internet ci sarà l'onniscenza, dove musica, video, conoscenza in ogni sua forma sarà liberamente fruibile da tutti, a costo pressocché nullo.

    Non puoi farci niente, questa è la natura umana, e non quella tua, della cattiva educazione ad odiare il prossimo e curare solo i propri interessi.
    iRoby
    6259
  • ah ecco prima ve la prendete con programmatori, registi, e musicisti, ora pure con operai delle caldaie, spazzacamini, idraulici, ed elettricisti ... vai pure su google e chissa' che prendi pure la scossa.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > ah ecco prima ve la prendete con programmatori,
    > registi, e musicisti, ora pure con operai delle
    > caldaie, spazzacamini, idraulici, ed elettricisti
    > ...

    "ve la prendete"? se uno si fa pagare tanti soldi per montarmi una caldaia che sono capace di montarmi da solo (dopo aver guardato qualche video di how-to), e se io valuto che il tempo che ci perdo mi costi meno che pagare loro, dal mio punto di vista chiedono troppo.

    quale sarebbe il problema? sei come ruppolo? bisogna pagare anche se non serve? (e non buttarla sulla pirateria che non sto parlando di quello)
    se il lavoro che ti offri di fare non mi serve, io il tuo lavoro non lo voglio e non lo pago. punto.