Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Censura, AGCOM e il tassello mancante

di M. Calamari - Dagli strumenti di cui gli ISP sono stati dotati per contrastare la pedopornografia all'enforcement che AGCOM metterà in atto a breve. Il cerchio si chiude, e stritola la rete italiana

Roma - È di questi giorni la notizia che l'AGCOM ha presentato in Parlamento la sua raccomandazione "La tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica" che il suo presidente Corrado Calabrò definisce "una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della Rete e la titolarità dei contenuti".

Per questo motivo, visto che l'ottimo Guido Scorza ha già commentato dal punto di vista giuridico questa mostruosità, questa puntata di Cassandra Crossing dedicata all'AGCOM ed alla censura (è la quinta della serie) sarà destinata esclusivamente a valutare quanto la raccomandazione tuteli effettivamente "la libertà della Rete".

Aldilà dello specifico valore della difesa della cosiddetta "Proprietà Intellettuale", poco rilevante in questa sede, è centrale notare come questa raccomandazione aggiunga un tassello importante, anzi essenziale, al progredire dalla censura della Rete italiana e contro cittadini italiani.
Il quadro di quello che sarebbe successo, cioè l'istituzione in Italia di una censura della Rete del tutto simile a quella vigente in paesi totalitari come la Cina o l'Iran, era già perfettamente delineato, per coloro che non volevano essere ciechi, nel 2007 con il decreto Gentiloni.
Il decreto istituiva e finanziava, all'interno dell'AGCOM e nell'ambito di iniziative giustificate con la lotta contro la pedopornografia in Rete, un ente dedicato alla censura dei siti visibili dall'Italia (il CNCP) e stabiliva per gli ISP l'obbligo di entrare a far parte dell'infrastruttura tecnica volta a realizzare questa censura prima tramite sovversione dei DNS e successivamente tramite filtraggio degli indirizzi IP. Si trattava in buona sostanza della creazione dell'infrastruttura tecnica ed organizzativa di tipo cinese necessaria per censurare qualsiasi contenuto della Rete raggiungibile dall'Italia, logicamente conseguente ad una serie di leggi approvate nel 1998, nel 2003 e nel 2006 e teoricamente rivolte al contrasto della pedopornografia

Questa infrastruttura, amministrata direttamente da un'ente indipendente (il CNCP) interno alla già indipendente AGCOM, era in effetti pronta ad esercitare la censura della Rete per altri motivi, e questo è anche dimostrato dai successivi disegni di legge (per fortuna mai discussi) a firma degli onorevoli Carlucci e Barbareschi che giustificavano la censura della Rete con la necessità di tutelare la cosiddetta "Proprietà Intellettuale".

Si trattava di costruire meccanismi in stile HADOPI che permettessero di agire a scopo censorio sull'altra metà del collegamento, quella a valle del sito, per distaccare forzatamente dalla Rete quegli utenti che, facendo uso di sistemi P2P o pubblicando contenuti, violassero la cosiddetta "Proprietà Intellettuale" di terzi. Il problema è che nel meccanismo francese dell'HADOPI l'accertamento non è attuato da chi è deputato a questo tipo di compiti, cioè ad un'autorità giudiziaria, ma ad un ente cosiddetto indipendente, e che trova la sua ragione di essere solo in questo compito specifico, è promosso solo ed esclusivamente dai detentori della cosiddetta "Proprietà Intellettuale", ed effettua contemporaneamente ed in completa autonomia accertamento e distacco.

Poco dopo la sua creazione l'infrastruttura di censura controllata dal CNCP è stata utilizzata non per il contrasto alla pedopornografia ma per tutelare altri interessi, a cominciare da quelli dell'AAMS, che ha fatto censurare tutti i siti esteri di gioco d'azzardo che non le versavano la dovuta tassa (lo Stato Italiano è e vuole essere biscazziere unico della Rete, "pecunia non olet"), e continuando poi con quelli di chi si sentiva minacciato da "the Pirate Bay".

Per riassumere questa storia possiamo fare un elenco ordinato dei tasselli presenti e passati che compongono la via che ci conduce verso una Rete "cinese":

- decreto Gentiloni che istituisce il CNCP ed annessi obblighi tecnici per gli ISP
- uso dell'infrastruttura di censura per tutelare interessi commerciali (AAMS)
- aggiornamento dell'infrastruttura di censura dal metodo DNS al più efficace filtraggio degli indirizzi IP
- uso dell'infrastruttura di censura per oscurare siti in seguito a provvedimento preventivo dell'autorità giudiziaria (The Pirate Bay)
- uso dell'infrastruttura di censura per oscurare qualsiasi contenuto su decisione di un'autorità indipendente (e fortemente lobbizzata), senza l'intervento e la tutela dell'autorità giudiziaria

Viene da chiedersi come qualunque cittadino della Rete possa assistere senza far niente a questa devastazione dei suoi diritti, continuando magari a dedicare il suo tempo ad aggiornare il profilo di Facebook.
Ma si sa, nelle comunità sociali commerciali la censura è praticata correntemente, talvolta in maniera clamorosa, talvolta in maniera sottile e strisciante, e suscita al massimo scandali momentanei e circoscritti.
Forse, dopotutto, la Rete come l'avevano concepita i suoi padri proprio non ce la meritiamo, ed ha ragione V quando dice che "... se cerchiamo un colpevole, dobbiamo solo guardarci allo specchio".

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
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268 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Censura, AGCOM e il tassello mancante
Ordina
  • Con i tempi che corrono meglio conoscere quali sono i mezzi che dovremo utilizzare per navigare nella rete senza censura.
    http://agcdm.com
    non+autenticato
  • - Scritto da: StefanoAI
    > Con i tempi che corrono meglio conoscere quali
    > sono i mezzi che dovremo utilizzare per navigare
    > nella rete senza
    > censura.
    > http://agcdm.com

    E se poi qualcuno in divisa suona alla porta del civico 5 di via Pompeo?
    ruppolo
    33054
  • ma che bravi tenere unalegge fascista superata ormai è da riscrivere da anni sono vecchie quelle norme non più applicabile
    Ah già siamo in Italia succede questo e atlro
    non+autenticato
  • Bisogna anche regolamentare meglio il diritto d'autore (oltre a pensare al controllo), insomma penso che con questa tutela di legge non si può pretendere di avere una rendita vitalizia sempre sullo stesso lavoro, ci devono essere dei limiti temporali. Bisogna limitare anche gli intermediari (che sono troppi) che non c'entrano con chi ha creato l'opera.
    Alcuni esempi: se compro un DVD poi per avere anche una file per il lettore MP4 lo devo compare di nuovo (i DVD sono protetti, è illegale levare la protezione, quindi dopo averlo acquistato non possono convertire il video in un altro formato per mio uso personale!!!), vi pare giusto pagare un diritto d'autore due volte solo per avere lo stesso film in un altro formato!!
    Se pago i diritti del film pagando il biglietto al cinema perchè non ho il diritto di averne una copia su DVD o un file (quante volte devo pagarlo il diritto d'autore!!)
    non+autenticato
  • Gentile Maurizio Ascione,
    in una parola: EVOLUZIONE.
    Mi dispiace per i gestori delle videoteche tanto quanto mi dispiace che non ci siano piu quelli che ferrano i cavalli, scomparsi dopo l'avvento di una strana tecnologia "pirata": l'automobile.
    Evolviamoci, gli amanuensi se la saranno presa a morte con Gutenberg, ma insomma...le cose vadano come devono andare!
  • Salve, ringrazio Marco Calamari per il suo scritto sulla situazione che si sta vivendo in italia. Vorrei precisare che sono contro alla censura, perche limita la volontà e libertà dell'individuo, ma vorrei darvi un input. Fino a qualche anno fa piu di 800.000 persone mangiavano con il videonoleggio e cinema. tra videotecari, distributori, grossisti vari industria produzione macchine, gestionali e quant'altro, per un semplice capriccio dei piu ad oggi sono rimasti senza lavoro. Molti di voi potrebbero dire si è una cavolata, perchè i soldi se li sono fatti. No ragazzi le cose non funzionano cosi. In Italia tutte le videoteche e cinema pagano una siae molto elevata e pesante proprio per il il diritto d'autore. Vi sembra giusto che noi paghiamo un film che poi verrà piratato gratuitamente piu di 70 €? ragazzi in italia si è abbusato di un sistema che permetteva la condivisione di file. Negli altri stati del nord dove i livelli di servizio della banda larga superano alla grande quelli in italia le statistiche di chi usa p2p e streaming sono sempre di piu in calo, come mai? forse perchè sono consapevoli che scaricare o visionare film opere in generale d'autore senza retribuirne il titolare di diritti, poteva essere un'arma che si ritorceva contro ai stessi utenti.
    Chi è quel folle che oggi farebbe del suo mestiere la vendita o distribuzione di musica? come mai non c'è un grande ricambio del mondo musicale e cinematografico? forse perche per gli investitore non vale la pena buttare soldi in una economia in perdita!!! ultima news anche la nostra amata Cine Città sta per chiudere, cosa vi sentite di dire alle famiglie dei carpentieri e operai che lavorano li?

    a voi i commenti e spero di aver suscito un po di domande.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Maurizio Ascione


    egregio ha presente tutte le presenti/future piattaforme di vendita legale online di film-canzoni-ebook magari ...?
    al di la della pirateria vi hanno fregato alla grande vendendovi negozi materiale ect ect ect che non sarete in grado di ammortizzare...con un ricarico del 200-300% rispetto alla grande distribuzione ed hanno fatto benissimo...
    non+autenticato
  • io parlavo di tutte quelle attività che sono li da tempo, molto tempo.
    Sono a conoscenza della vendita legale di materiale audio/video e libri e tutto il resto, e dico di piu. Ad oggi lavoro ad un progetto, diventado wisp ovvero un Internet service provider in wireless copro piu di 10 comuni della mia provincia. So dunque come funziona la rete, e l'utilizzo che se ne fa. Posso affermare che il malcostume della pirateria porta una perdita commerciale di fatturato di tutto il comparto di miliardi.
    Diamo per scontato che le videoteche andavano a morire, ma cosa mi dite di tutti quei dipendenti che fanno parte dell'industria specializzata di produzione? sappiate che la televisione, una parte del cinema italiano, una volta anche il cinema estero, comunque tutte quelle persone che fine stanno facendo? lo streaming legale se ci pensate darebbe anche a loro da vivere no? e quello piratato? anche io ho scaricato qualche film, ma opere che in commercio non trovavo più e allora sono andato sul messo p2p.
    Cio non toglie che la filosofia di internet è tra le piu democratiche che il mondo possa avere, ma proprio per questo difficile da mantenere. Ricordiamoci che esiste una intrinseca auto regolamentazione nel web. I ragazzi che si muovono dietro il mondo open source sanno che la loro licenza permette la libera diffusione di questi progetti, e molti progetti open vengono poi sviluppati anche da aziende. questo è un mondo democratico e di civile convivenza. Abusare del "sacro fuoco della conoscenza " ovvero il web porta a scottarsi. approvo dunque una forma di censura che blocchi dei comportamenti che portano discapito alla societa.
    p.s. pubblico anche la mia paura che una forma di censura non gestita bene porterebbe a delle gravi forme di dittatorialità, esempio "cina" o tutti gli stati dell'africa in rivoluzione. Unico solievo so che ci sono dei ragazzi, super-eroi che vengono chiamati hacker, che controllano e divulgano l'informazione. Sappiate che il vero hacker ha delle regole di umanita ed ugualianza, di voglia di sapere e di essere libero. il resto io li chiamo solo navigatori.
    non+autenticato
  • Dei commenti equilibrati ... strano ! Di solito ci si presenta qui chiedendo il taglio delle mani per i pirati.
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Dei commenti equilibrati ... strano ! Di solito
    > ci si presenta qui chiedendo il taglio delle mani
    > per i
    > pirati.
    ai quali i pirati NON rispondo MAI, perchè non sanno su che specchi arrampicarsi...A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Salve, ringrazio Marco Calamari per il suo
    > scritto sulla situazione che si sta vivendo in
    > italia. Vorrei precisare che sono contro alla
    > censura, perche limita la volontà e libertà
    > dell'individuo, ma vorrei darvi un input. Fino a
    > qualche anno fa piu di 800.000 persone mangiavano
    > con il videonoleggio e cinema. tra videotecari,
    > distributori, grossisti vari industria produzione
    > macchine, gestionali e quant'altro, per un
    > semplice capriccio dei piu ad oggi sono rimasti
    > senza lavoro.

    Vero. Ma lo stesso si può dire per i maniscalchi quando è stata inventata l'automobile, o per i venditori di ghiaccio quando è stato inventato il frigorifero.
    Sono rimasti senza lavoro, sì... ma semplicemente perchè il lavoro che svolgevano non era più necessario.

    Distribuire i dvd costa, è vero: occorre inciderli, preparare le scatole, inscatolarli, caricarli sui camion (o sulle navi), scaricarli, portarli alle videoteche, tenerli in ordine, pulirli...

    Ma vale la pena di fare tutti questi passaggi, quando lo stesso risultato si può ottenere con una connessione a internet? Direi di no.


    > Molti di voi potrebbero dire si è
    > una cavolata, perchè i soldi se li sono fatti. No
    > ragazzi le cose non funzionano cosi. In Italia
    > tutte le videoteche e cinema pagano una siae
    > molto elevata e pesante proprio per il il diritto
    > d'autore.

    Appunto. Quindi, togliendo soldi a loro, si tolgono soldi anche alla SIAE. E se la siae perde soldi, non posso dire che mi dispiaccia, visto che è sulo una struttura parassita.

    > Vi sembra giusto che noi paghiamo un
    > film che poi verrà piratato gratuitamente piu di
    > 70 €?

    Certo che no. Perciò, vi suggerisco di non comprarlo.

    > ragazzi in italia si è abbusato di un
    > sistema che permetteva la condivisione di file.

    No si è abusato. Lo si è usato.

    > Negli altri stati del nord dove i livelli di
    > servizio della banda larga superano alla grande
    > quelli in italia le statistiche di chi usa p2p e
    > streaming sono sempre di piu in calo, come mai?

    Forse si sono stufati: quando hai scaricato tutti i film che ti interessano, non scarichi più. I film rimanenti sono di generi che non ti interessano.

    Esempio: se a me piacciono solo i film di un certo regista, una volta scaricata l'opera omnia, non ho altro da scaricare. Nè mi interessa che quel regista produca ancora (anzi, magari tale regista è morto...)

    > forse perchè sono consapevoli che scaricare o
    > visionare film opere in generale d'autore senza
    > retribuirne il titolare di diritti, poteva essere
    > un'arma che si ritorceva contro ai stessi
    > utenti.

    In che modo?

    > Chi è quel folle che oggi farebbe del suo
    > mestiere la vendita o distribuzione di musica?

    Nessuno, è ovvio. Ma nessuno di noi ne sente la mancanza. Da anni non entro più in un negozio di dischi... e se il negozio scompare, nemmeno me ne accorgo. Anzi, se al suo posto apre una pizzeria, io sono contento, perchè mi interessa di più la possibilità di comprare una pizza, che quella di comprare un cd.

    > come mai non c'è un grande ricambio del mondo
    > musicale e cinematografico?

    La gente nasce, va in pensione e muore come al solito.

    > forse perche per gli
    > investitore non vale la pena buttare soldi in una
    > economia in perdita!!!


    Non posso dire che mi dispiaccia, visto che quando investivano, investivano contro gli interessi degli utenti.

    > ultima news anche la
    > nostra amata Cine Città sta per chiudere, cosa vi
    > sentite di dire alle famiglie dei carpentieri e
    > operai che lavorano li?

    Che, se chiude, al suo posto si costruirà qualcos'altro, e quindi ci vorranno ancora più operai e carpentieri, per buttare giù le strutture esistenti e costruire quelle nuove.

    >
    > a voi i commenti e spero di aver suscito un po di
    > domande.

    Certo... ma sono domande che sono già state affrontate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Maurizio Ascione
    parente di Ciro?

    > Salve, ringrazio Marco Calamari per il suo
    [...]
    > dell'individuo, ma vorrei darvi un input.
    Input? Cioè una di quelle cose che entra non dico come non dico dove?

    > Fino a
    > qualche anno fa piu di 800.000 persone mangiavano
    [...]
    > tutte le videoteche e cinema pagano una siae
    > molto elevata e pesante proprio per il il diritto
    > d'autore.
    E' giusto: le tasse si pagano!

    > Vi sembra giusto che noi paghiamo un
    > film che poi verrà piratato gratuitamente piu di
    > 70 €?
    Più di 70 cosa? E a te che ti importa di quello che fanno dei privati a casa loro? Fai qualcosa che il P2P non offre, prendi esempio da chi col videonoleggio ci guadagna: PrimaFila in via macchia saponara, Roma. Pizza e film a domicilio.
    Sta facendo soldi a palate.

    > ragazzi in italia si è abbusato di un
    > sistema che permetteva la condivisione di file.
    Sai scrivere meglio, dai.
    Non si è aBBusato di niente. La rete funziona così, le persone funzionano così. L'informazione rimane tale finché conoscibile e comunicabile.

    > Negli altri stati del nord dove i livelli di
    > servizio della banda larga superano alla grande
    > quelli in italia le statistiche di chi usa p2p e
    > streaming sono sempre di piu in calo, come mai?
    Perché è in crescita il traffico cifrato. Man mano che le varie società di raccolta diventano sempre più pervasive e intrusive la gente si difende e le difese sono proporzionali al livello di istruzione della popolazione.

    > forse perchè sono consapevoli che scaricare o
    > visionare film opere in generale d'autore senza
    > retribuirne il titolare di diritti, poteva essere
    > un'arma che si ritorceva contro ai stessi
    > utenti.
    Questa frase è spettacolare.
    Devo dire che il tuo concetto di proteZZione del diritto d'autore è ancora più esteso.
    Addirittura visionare un'opera (e un brano musicale come lo visioni? Leggi lo spartito?).

    > Chi è quel folle che oggi farebbe del suo
    > mestiere la vendita o distribuzione di musica?
    Già.
    Chi fa musica di solito suona.
    I diritti si chiedono a chi prende la mia musica e decide di usarla per attività a scopo di lucro. Cioè era così il secolo scorso. Adesso si chiede di pagare anche a chi ascolta per ogni ascolto.

    > come mai non c'è un grande ricambio del mondo
    > musicale e cinematografico?
    4/10

    Chi l'ha detto? Trovo ogni giorno centinaia di nuovi artisti.
    Molti sono "monnezza talentuosa" ma qua e la' spunta qualche perla vera.

    > forse perche per gli
    > investitore non vale la pena buttare soldi in una
    > economia in perdita!!!
    Stiamo parlando di Arte o di Business?

    > ultima news anche la
    > nostra amata Cine Città sta per chiudere, cosa vi
    > sentite di dire alle famiglie dei carpentieri e
    > operai che lavorano li?
    Cambiano lavoro.
    E' ->NORMALE<- quando cambia il mercato e spostano i teatri di posa in marocco perché i carpentieri costano meno. Stessa solfa per gli operai di mezzo stivale, la risposta non è nella guerra alla "pirateria".
    Mettiti in testa che il mercato è cambiato, che le informazioni sono tali perché copiabili, che videoteche e teatri di posa sono stati resi obsoleti dal progresso tecnologico e che nel momento in cui hai "eliminato" il problema delle copie pirata Rotola dal ridere ti ritroverai con una offerta "on demand" mutuata attraverso la Rete e non più attraverso tutta quella serie di personaggi quali videotechini e spacciatori di DVD falsi.

    Guybrysh Threepwood
    TEMIBILE pirata
  • - Scritto da: Guybrush
    > Chi l'ha detto? Trovo ogni giorno centinaia di
    > nuovi
    > artisti.
    > Molti sono "monnezza talentuosa" ma qua e la'
    > spunta qualche perla
    > vera.
    C'è sempre stata la "monnezza talentuosa", solo che adesso è molto più facile scoprirla, purtroppo... Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Maurizio Ascione
    > Salve, ringrazio Marco Calamari per il suo
    > scritto sulla situazione che si sta vivendo in
    > italia. Vorrei precisare che sono contro alla
    > censura, perche limita la volontà e libertà
    > dell'individuo, ma vorrei darvi un input. Fino a
    > qualche anno fa piu di 800.000 persone mangiavano
    > con il videonoleggio e cinema. tra videotecari,
    > distributori, grossisti vari industria produzione
    > macchine, gestionali e quant'altro, per un
    > semplice capriccio dei piu ad oggi sono rimasti
    > senza lavoro.

    Faccio io una controdomanda.
    Quanti erano i negozi che sviluppavano le pellicole fotografiche fino a pochi anni fa, e che adesso, grazie alle macchine fotografiche digitali, sono rimasti senza lavoro?

    Ci sono due categorie di imprenditori di commercio: quelli intelligenti che quando si rendono conto che il business non rende piu' cambiano business, e i videotecari.

    > Molti di voi potrebbero dire si è
    > una cavolata, perchè i soldi se li sono fatti. No
    > ragazzi le cose non funzionano cosi. In Italia
    > tutte le videoteche e cinema pagano una siae
    > molto elevata e pesante proprio per il il diritto
    > d'autore. Vi sembra giusto che noi paghiamo un
    > film che poi verrà piratato gratuitamente piu di
    > 70 €? ragazzi in italia si è abbusato di un
    > sistema che permetteva la condivisione di file.

    Quale medico ti ha prescritto di aprire un videonoleggio o ti ha impedito di cedere l'attivita' quando non era piu' remunerativa?

    > Negli altri stati del nord dove i livelli di
    > servizio della banda larga superano alla grande
    > quelli in italia le statistiche di chi usa p2p e
    > streaming sono sempre di piu in calo, come mai?
    > forse perchè sono consapevoli che scaricare o
    > visionare film opere in generale d'autore senza
    > retribuirne il titolare di diritti, poteva essere
    > un'arma che si ritorceva contro ai stessi
    > utenti.

    O forse perche' ormai hanno scaricato tutto quello che c'era da scaricare.

    > Chi è quel folle che oggi farebbe del suo
    > mestiere la vendita o distribuzione di musica?

    Un folle, appunto.

    > come mai non c'è un grande ricambio del mondo
    > musicale e cinematografico?

    Come no? C'e' eccome.

    > forse perche per gli
    > investitore non vale la pena buttare soldi in una
    > economia in perdita!!!

    Io vedo stadi dei concerti pieni, cinema pieni, teatri pieni.
    Dove sarebbe l'economia in perdita?

    > ultima news anche la
    > nostra amata Cine Città sta per chiudere, cosa vi
    > sentite di dire alle famiglie dei carpentieri e
    > operai che lavorano li?

    Di andare a lavorare da un'altra parte.

    > a voi i commenti e spero di aver suscito un po di
    > domande.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Maurizio Ascione
    [...]
    > Faccio io una controdomanda.
    > Quanti erano i negozi che sviluppavano le
    > pellicole fotografiche fino a pochi anni fa, e
    > che adesso, grazie alle macchine fotografiche
    > digitali, sono rimasti senza
    > lavoro?
    La maggior parte erano negozi di OTTICA e son tornati a vendere occhiali, macchine fotografiche, binocoli, termometri ecc...
    qualcuno no.
    Qualcuno continua imperterrito a sviluppare pellicole e a stampar foto... su ogni supporto possibile.
    Cosi' puoi fare grembiuli, tende, lenzuola cuscini, asciugamano... ecc... con le tue foto/disegni preferiti.


    > Ci sono due categorie di imprenditori di
    > commercio: quelli intelligenti che quando si
    > rendono conto che il business non rende piu'
    > cambiano business, e i
    > videotecari.
    Che possono anche essere intelligenti e sviluppare il proprio business di conseguenza.

    [...]
    > Quale medico ti ha prescritto di aprire un
    > videonoleggio o ti ha impedito di cedere
    > l'attivita' quando non era piu'
    > remunerativa?
    Forse l'impossibilità di cedere e l'incapacità di capire che il trend non era più positivo.

    [...]
    > O forse perche' ormai hanno scaricato tutto
    > quello che c'era da
    > scaricare.

    La verità è che dopo aver scaricato terabyte di materiale hai abbastanza da fare per i prossimi 10 anni... e ti passa la voglia.

    > > Chi è quel folle che oggi farebbe del suo
    > > mestiere la vendita o distribuzione di musica?
    >
    > Un folle, appunto.
    Stra-quoto. La musica si fa e si ascolta. Se chi ascolta paga, chi suona ha l'obbligo di farlo bene.

    [...]
    > Io vedo stadi dei concerti pieni, cinema pieni,
    > teatri
    > pieni.
    > Dove sarebbe l'economia in perdita?
    Stai parlando con un troll eh?


    > > ultima news anche la
    > > nostra amata Cine Città sta per chiudere, cosa
    > vi
    > > sentite di dire alle famiglie dei carpentieri e
    > > operai che lavorano li?
    >
    > Di andare a lavorare da un'altra parte.

    Straquoto.
    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Maurizio Ascione
    > [...]
    > > Faccio io una controdomanda.
    > > Quanti erano i negozi che sviluppavano le
    > > pellicole fotografiche fino a pochi anni fa, e
    > > che adesso, grazie alle macchine fotografiche
    > > digitali, sono rimasti senza
    > > lavoro?
    > La maggior parte erano negozi di OTTICA e son
    > tornati a vendere occhiali, macchine
    > fotografiche, binocoli, termometri
    > ecc...
    > qualcuno no.
    > Qualcuno continua imperterrito a sviluppare
    > pellicole e a stampar foto... su ogni supporto
    > possibile.
    > Cosi' puoi fare grembiuli, tende, lenzuola
    > cuscini, asciugamano... ecc... con le tue
    > foto/disegni
    > preferiti.

    Geniale!
    Dov'e' che ce n'e' uno di questi?

    > > Ci sono due categorie di imprenditori di
    > > commercio: quelli intelligenti che quando si
    > > rendono conto che il business non rende piu'
    > > cambiano business, e i
    > > videotecari.
    > Che possono anche essere intelligenti e
    > sviluppare il proprio business di
    > conseguenza.

    In tal caso non farebbero piu' i videotecari... Occhiolino

    > > Quale medico ti ha prescritto di aprire un
    > > videonoleggio o ti ha impedito di cedere
    > > l'attivita' quando non era piu'
    > > remunerativa?
    > Forse l'impossibilità di cedere e l'incapacità di
    > capire che il trend non era più
    > positivo.

    Quindi si ricade nella dicotomia di cui sopra.

    > > O forse perche' ormai hanno scaricato tutto
    > > quello che c'era da
    > > scaricare.
    >
    > La verità è che dopo aver scaricato terabyte di
    > materiale hai abbastanza da fare per i prossimi
    > 10 anni... e ti passa la
    > voglia.

    Il computer scarica anche quando non lo guardo... Ficoso
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