Cristina Sciannamblo

Scozia, prima condanna per camcording

I giudici di Glasgow hanno condannato un giovane a scontare 160 ore di servizi sociali per aver filmato e caricato su un sito a pagamento alcune pellicole cinematografiche

Roma - Sarà ricordato per essere il primo uomo di Scozia a essere stato condannato per camcording. Gli investigatori hanno scoperto che Christopher Clarke, 25 anni, oltre a filmare con uno smartphone le pellicole, procedeva al caricamento dei file su Internet per trarne profitto.

La decisione dei giudici scozzesi arriva dopo la condanna esemplare a tre anni di Anne Muir, l'infermiera gaelica scoperta a scaricare illegalmente a mezzo P2P oltre 30mila canzoni.

Ma se il caso Muir è nato grazie alle indagini della British Phonographic Industry (BPI) e IFPI, la scoperta del camcorder scozzese rappresenta il frutto del lavoro condotto dalla federazione antipirateria (FACT) attraverso il monitoraggio condotto online. I tecnici della FACT sono stati in grado di risalire alle copie di alcune pellicole filmate con una telecamera in Scozia, tra cui Big Bang, Four Lions, Iron Man 2, Kick Ass e Nanny McPhee.
Il watermark delle registrazioni ha condotto gli investigatori direttamente nel Cineworld di Renfrew Street a Glasgow e, dopo l'analisi del database contenente i nomi degli abbonati, sono risaliti al giovane Clarke, il cui cellulare, sapientemente nascosto tra i vestiti, era ancora in fase di registrazione. Successivamente, un'ispezione del PC ha rivelato la presenza di altre pellicole catturate in sala.

Sebbene nel Regno Unito il camcording non sia necessariamente ritenuto reato, Clarke è stato condannato a scontare 160 ore presso i servizi sociali per aver caricato i film su un sito a pagamento, azione che i giudici hanno considerato una violazione delle regole imposte dal Copyright, Designs and Patents Act del 1988.

Cristina Sciannamblo
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