Stefano Epifani

In Controluce/ La Rete inutilmente libera

di S. Epifani - La Rete difende le persone dall'ignoranza ed è uno strumento di libertà. Ma chi difende la libertà della Rete? Non i suoi abitanti, che sembrano più interessati ad altro

In Controluce/ La Rete inutilmente liberaRoma - Ci sono eventi, fatti ed avvenimenti che più che per la loro importanza in sé sono utili perché fanno riflettere, nelle dinamiche che sviluppano, su questioni più generali. È il caso, ad esempio, del provvedimento previsto da AGCom: la delibera 668/2010 sul "sistema di cancellazione per i siti sospettati di violare il diritto d'autore". In pratica questa delibera farebbe di Calabrò una specie di giustiziere della notte al soldo dell'industria dei contenuti che, in barba al principio di suddivisione dei poteri, potrebbe decidere in cinque giorni e senza contraddittorio di chiudere qualsiasi sito che fosse sospettato di aver violato, con i suoi contenuti, le norme sul diritto d'autore.

Gli esperti hanno già detto molto sul perché tale regolamento costituirebbe un mostro giuridico. Tanti bit sono stati spesi sui rischi reali che deriverebbero dalla sua attuazione. Proteste vibrate sono venute dalle associazioni a difesa dei diritti (digitali) dei cittadini. Parole di allarme sono state pronunciate dai più attenti commentatori dei fatti della Rete italiana.

Ma c'è qualcosa, in tutto ciò, di profondamente inquietante.
E non è il fatto che con un'arroganza senza pari AGCom abbia ignorato bellamente qualsiasi suggerimento. Né il fatto che - sia pure prevedibilmente - tale notizia abbia faticato molto ad uscire sui media mainstream. Ad inquietare è l'atarassia con la quale stanno reagendo a questa notizia gli utenti della Rete italiana.

Certo, tutto potrebbe risolversi con un Ballon d'essai se - come pare - si aprisse una consultazione pubblica. O se il regolamento venisse impugnato e portato davanti al TAR. Sta di fatto che ad oggi il rischio di un provvedimento liberticida esiste. E sta di fatto che - a parte il ristretto gruppo dei soliti noti che se ne occupano - tutto tace.

Eppure sono passati meno di quindici giorni da quando commentatori di ogni risma non potevano che ammettere come - con la vittoria dei Referendum - la Rete avesse dimostrato di aver superato la barriera degli esperti, essendo arrivata ormai alla gente comune. Ma dov'è questa gente comune, ora che si tratta di difendere quella rete che a detta di molti è stata determinante per la vittoria dei SI? Dove sono quegli utenti di Facebook che (anche) grazie a questo strumento di libertà hanno potuto far trionfare il loro parere? Dove sono gli utenti della rete italiana quando si tratta di difendere la libertà del loro strumento di libertà?

Il problema dei diritti, una volta acquisiti, è che ci abitua presto ad averli e non se ne considera più il valore. Né ci si rende conto di quanto sia facile perderli, per quanto difficile sia stato stato acquisirli.

Forse per questo motivo mentre in Turchia scendono in piazza a migliaia per difendere la loro libertà di mantenere libera Internet, in Italia i movimenti che stanno organizzando la Notte della Rete del 5 Luglio prossimo le hanno dato ritmi da After Hours più che da sit-in di protesta. Alle nove tutti a casa, o a mangiare una pizza assieme. Che tanto con la pancia vuota si protesta male. E poi sennò non ci viene nessuno.

Insomma, ad essere inquietante non è un provvedimento che probabilmente (anche) questa volta verrà disinnescato. È inquietante il fatto che la manifesta indifferenza di gran parte degli utenti della Rete, inconsapevoli dei loro diritti e del rischio di perderli, è un segnale forte e chiaro per chi un giorno questi diritti volesse davvero attaccarli. Oggi è un regolamento dell'AGCom, domani non sappiamo quale potrebbe essere lo strumento per limitare la libertà della Rete. Ciò che sappiamo è che chi volesse proporlo sa che potrebbe farlo senza sollevare troppo rumore.


In rosso i riferimenti a Tamarreide, in blu quelli ad Agcom

Ciò che sappiamo, in ultima analisi, è dove sono gli utenti mentre si discutono le sorti della libertà in Rete. Delle loro libertà. Ce lo dicono i trending topic di Twitter: a parlare di Hanna Montana e di Ciao Darwin. Ce lo dice Google Trend: a cercare "Tamarreide". E viene il dubbio - parafrasando Andreotti - che difendere la libertà della Rete in Italia non sia difficile: sia inutile.

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111 Commenti alla Notizia In Controluce/ La Rete inutilmente libera
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  • Gentile Epifani salve,
    ho letto il suo post e devo dire che non condivido molti punti della sua riflessione, pur rispettandola.

    IN particolare, vedo il raffronto coi turchi un pò forzato.
    Così come quello con la mobilitazione per i referendum... è vero, sono passati solo 15 giorni. Ma prima di quello c'è stato tutto un mese e mezzo di articoli sui giornali, servizi sui tg, scandali su B., proteste estreme soprattutto da parte di Greenpeace, tanti e tanti eventi in rete.
    I temi, poi, forti del referendum non sono paragonabili, dall'acqua al nucleare.

    Concludo: a me è piaciuta la mobilitazione in rete contro la delibera Agcom, sono convinto che il web Italiano stia crescendo. E' vero, tra i naviganti c'è ancora tanta ignoranza e menefreghismo per queste questioni importanti, ma diamoci tempo per cambiare. Come scrive Fabio Chiusi sul suo blog Il Nichilista oggi http://ilnichilista.wordpress.com/2011/07/06/ripen.../
    serve un cambiamento cuturale, e non è una cosa che avviene in poco tempo.
    non+autenticato
  • "Ma dov'è questa gente comune, ora che si tratta di difendere quella rete che a detta di molti è stata determinante per la vittoria dei SI? Dove sono quegli utenti di Facebook che (anche) grazie a questo strumento di libertà hanno potuto far trionfare il loro parere? Dove sono gli utenti della rete italiana quando si tratta di difendere la libertà del loro strumento di libertà?"

    Se ne fregano ampiamente! Quando si parlava di referendum molti si sono mobilitati solo per fare dispetto a Berlusconi, non perché avessero veramente capito il referendum o perché gliene importasse qualcosa.
    In questo caso, non essendoci di mezzo l'odiato Caimano, non ci si scomoda neppure a fare un copia/incolla della notizia...
    E' un quadro deprimente, almeno a mio modesto parere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Marinucci
    > "Ma dov'è questa gente comune, ora che
    > si tratta di difendere quella rete che a detta di
    > molti è stata determinante per la vittoria
    > dei SI? Dove sono quegli utenti di Facebook che
    > (anche) grazie a questo strumento di libertà
    > hanno potuto far trionfare il loro parere? Dove
    > sono gli utenti della rete italiana quando si
    > tratta di difendere la libertà del loro
    > strumento di
    > libertà?"

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    > Se ne fregano ampiamente! Quando si parlava di
    > referendum molti si sono mobilitati solo per fare
    > dispetto a Berlusconi, non perché avessero
    > veramente capito il referendum o perché
    > gliene importasse
    > qualcosa.
    > In questo caso, non essendoci di mezzo l'odiato
    > Caimano, non ci si scomoda neppure a fare un
    > copia/incolla della
    > notizia...
    > E' un quadro deprimente, almeno a mio modesto
    > parere.
    krane
    22544
  • Ho scritto dei pezzi sui mie blogs e siti concernenti i provvedimenti possibili del AGCOM e l'ho anche parafrasata anzi translitterata come AGI-COM il paradosso caro esiste nello stesso acronimo dovremmo fare da subito causa per violazione del copyright COM suffisso che designa per il web il commercio e questo rende questa agenzia alquanto ambigua nella sua autenticità se è un'organismo governativo italiano e deve decidere sulla rete e sulle opportunità della violazione del diritti d'autore sono già di loro acronimo oscurabili da subito nasce una confusione sul suffisso che da oggi permetterebbe a qualsiasi magistrato di oscurare da subito e senza permesso e con una semplice ordinanza il sito AGCOM, inoltre l'ignoranza degli italiani è dilagante ne danno credito ,se sono attendibili, i dati del tuo grafico, le mode caro le mode vengono e passano come i paladini dei referendum come quelli che creano i c.d. gruppi di opinione per poi vendere qualsiasi cosa, la rete è usata troppo per le scemenze e poco per le cose a cui dovrebbe servire , editoria e informazione, quella purtroppo rispecchia ancora la società schifosa in cui siamo. Nel mio piccolo mi sto battendo ma cosa posso fare , più che informare e dire che ci sono i mezzi per mettere sotto scacco questa agenzia para c... governativa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: meryluise astrologa
    > Ho scritto dei pezzi sui mie blogs e siti
    > concernenti i provvedimenti possibili del AGCOM
    > e l'ho anche parafrasata anzi translitterata come
    > AGI-COM il paradosso caro esiste nello stesso
    > acronimo dovremmo fare da subito causa per
    > violazione del copyright COM suffisso che
    > designa per il web il commercio e questo rende
    > questa agenzia alquanto ambigua nella sua
    > autenticità se è un'organismo governativo
    > italiano e deve decidere sulla rete e sulle
    > opportunità della violazione del diritti d'autore
    > sono già di loro acronimo oscurabili da subito
    > nasce una confusione sul suffisso che da oggi
    > permetterebbe a qualsiasi magistrato di oscurare
    > da subito e senza permesso e con una semplice
    > ordinanza il sito AGCOM, inoltre l'ignoranza
    > degli italiani è dilagante ne danno credito ,se
    > sono attendibili, i dati del tuo grafico, le mode
    > caro le mode vengono e passano come i paladini
    > dei referendum come quelli che creano i c.d.
    > gruppi di opinione per poi vendere qualsiasi
    > cosa, la rete è usata troppo per le scemenze e
    > poco per le cose a cui dovrebbe servire ,
    > editoria e informazione, quella purtroppo
    > rispecchia ancora la società schifosa in cui
    > siamo. Nel mio piccolo mi sto battendo ma cosa
    > posso fare , più che informare e dire che ci sono
    > i mezzi per mettere sotto scacco questa agenzia
    > para c...
    > governativa.

    Non si capisce un cazzo!
    non+autenticato
  • http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?slid...

    è pur sempre un modo er mobilitarsi

    SPAMMATE, stavolta è cosa buona e giusta
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