Mauro Vecchio

Agcom, tra defezioni e mobilitazioni

Si dimette anche l'altro relatore Gianluigi Magri, in risposta alle illazioni emerse dopo la sostituzione di D'Angelo. La Rete organizza una notte di protesta, mentre Bersani chiede all'Autorità di fermarsi

Roma - In principio era stata suggerita la sostituzione del magistrato e docente universitario Nicola D'Angelo, rimosso dal suo incarico di relatore della delibera 668/2010 sul diritto d'autore. È ora venuto il turno del commissario Gianluigi Magri, che ha recentemente comunicato le sue dimissioni ai vertici dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

Medico e cardiologo bolognese - ex sottosegretario Udc - Magri aveva lavorato con lo stesso D'Angelo al testo dell'ormai famigerata delibera, che dovrebbe effettuare un autentico giro di vite su tutti quei siti colti in violazione del copyright. Ed è proprio in risposta alla sostituzione di D'Angelo con (l'ex-FIEG) Sebastiano Sortino che sono dunque giunte le dimissioni di Magri.

Come già noto, in molti non hanno esitato a parlare di un avvicendamento sospetto, date le più morbide posizioni offerte dallo stesso D'Angelo. Il sacrificio di Magri avrebbe dunque un solo, chiaro scopo: svelenire il clima intorno all'Autorità e alla delibera, cercando di rifuggere eventuali strumentalizzazioni. Toccherà ora a Calabrò scegliere la persona da affiancare a Sortino come relatore.
Nel frattempo, presso la Domus Talenti di Roma è stata organizzata per questa sera una notte della Rete, mobilitazione promossa da numerosi politici e giornalisti. "Un'istituzione amministrativa potrebbe assumere le sembianze del giudice - hanno spiegato il senatore Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - arrivando all'oscuramento dei siti rei di violare la normativa medesima".

"Le decisioni che l'Autorità Garante per le Comunicazioni si accinge a prendere non aiutano l'espressione della libertà - ha spiegato il leader si Sinistra Economia Libertà (SEL) Nichi Vendola - ma rischiano di fare dell'Italia uno dei paesi più chiusi, dove con il pretesto della tutela del diritto d'autore potrebbero realizzarsi veri interventi censori. Serve invece una grande revisione del copyright che trovi il modo di assicurare i diritti di tutti".

Mentre il segretario del Partito Democratico (PD) Pier Luigi Bersani ha invitato la stessa Agcom a fermarsi per consentire a tutti una riflessione più ampia sul tema. Dall'Amministrazione guidata da Barack Obama arrivano però i più caldi incoraggiamenti, insieme ad una rinnovata proposta di collaborazione contro le mele marce del P2P.

Mauro Vecchio
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