Alfonso Maruccia

Office 365, Microsoft paga per la sua nuvola

Redmond è seriamente intenzionata a imporre il suo servizio di produttività personale remota. A costo di comprare letteralmente i clienti. Si comincia dal Nebraska

Roma - La contesa commerciale e tecnologica per il servizio di produttività telematica più popolare si colora di verde, vale a dire il colore dei soldi che Microsoft ha fornito a un cliente di alto profilo affinché scegliesse la sua piattaforma - Office 365 - piuttosto che una di quelle gestite dai suoi concorrenti.

A Redmond vogliono vincere la sfida del cloud computing e delle tecnologie SAAS (software-as-a-service) a tutti i costi, e l'Università del Nebraska appare ben disposta a raccogliere i frutti di questa determinazione nella forma di 250mila dollari di incentivi per l'adozione della summenzionata piattaforma Office 365 e non solo.

L'ateneo necessitava di un sostanzioso upgrade all'infrastruttura di gestione delle comunicazioni telematiche - email e sistema di calendario - una funzione svolta da Lotus Notes di IBM sin dal lontano 1997. In molti hanno offerto i propri servigi all'università, ma a quanto pare né Google né IBM hanno fornito condizioni così convenienti come quelle garantite da Microsoft.
Accettare i 250mila dollari di Redmond permetterà dunque all'Università del Nebraska di migrare in toto email e sistema di calendario verso Office 365, con in più la possibilità di sovvenzionare l'acquisto e il supporto per il software marchiato Microsoft (Windows, Office ecc.) per tutte le attività dell'istituto.

Il passaggio da Lotus Notes a Office 365 avverrà entro i prossimi 18 mesi, assicura il presidente dell'istituto, e oltre a garantire un cospicuo finanziamento per le esigenze IT dell'ateneo permetterà di risparmiare qualcosa come 500mila dollari di spese ogni anno.

Alfonso Maruccia
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