Claudio Tamburrino

Privacy, in teoria una preoccupazione

Ma nonostante questo gli europei continuano a condividere le proprie informazioni online e solo nel 23 per cento dei casi cambiano le impostazioni di navigazione per maggiore sicurezza

Roma - Secondo lo studio condotto nell'ambito dello Special Eurobarometer e intitolato Attitudes on Data Protection and Electronic Identity in the European Union i netizen europei condividono dati online pur avendo sempre preoccupazioni legate ai problemi di privacy.

Secondo il rapporto il 62 per cento dei cittadini dell'Unione Europea quando devono comunicare dati personali si limitano al minimo indispensabile e nel 75 per cento dei casi vogliono vedersi riconosciuto il diritto all'oblio.

Le paure più diffuse sono la frode durante lo shopping online, l'utilizzo non autorizzato di informazioni sui social network e la condivisione dei propri dati da parte delle aziende senza l'esplicito consenso.
Le paure, o meglio queste consapevolezza dei rischi connaturati a Internet, non significano peraltro che nel momento in cui si naviga se ne tenga sempre conto: il 60 per cento degli europei che naviga utilizza l'ecommerce e i social network e nel 90 per cento dei casi divulgano dati personali incluse informazioni biografiche. Inoltre solo nel 42 per cento dei casi si impiegano sistemi antispam e appena il 23 cambia le impostazioni di sicurezza del proprio browser.

Lo studio anticipa il dibattito che a livello europeo affronterà la riforma della normativa relativa alla protezione dei dati offrendo un quadro di riferimento della percezione dei problemi e delle abitudini degli utenti.

Claudio Tamburrino
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