Alfonso Maruccia

Hacking, quotidiani e istituzioni

Nella nuova tornata di attacchi e defacing cadono siti di quotidiani, di presidenti e di istituzioni. Al crocevia tra hacking, cracking e hacktivismo

Roma - Tra le nuove vittime eccellenti dell'hacking c'è il Washington Post: il quotidiano statunitense ha individuato una breccia nel database contenente gli ID e le email della sezione lavoro, aspettando qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione prima di avvertire gli utenti.

Le password dei circa 1,3 milioni di account colpiti sono al sicuro, dice il Washington Post, e mentre gli amministratori verificano la robustezza delle nuove misure di sicurezza il consiglio è di stare in guarda contro eventuali email spazzatura e tentativi di phishing.

Le brecce nei server del quotidiano sono consistite in "due brevi episodi", spiegano dal quotidiano, avvenuti il 27 e 28 giugno scorsi. Prima di diffondere la notizia gli admin hanno preferito verificare nei dettagli quanto accaduto, contattando poi le forze di polizia per avviare le indagini del caso.
L'hacking e hacktivismo possono non interessare il sito della campagna presidenziale del 2012 di Barack Obama, ma di certo un gruppo noto come "Inj3ct0r Team" ha voluto apporre la sua firma a un attacco diretto verso i server della NATO.

La breccia ha portato al "sequestro" dei dati presenti sul server, dati puntualmente finiti online con tanto di accuse di incompetenza e insulti nei confronti degli ufficiali del patto di difesa nord-atlantico. Per un centinaio di siti web delle autorità turche si è trattato invece di subire un nuovo caso di defacing: questa volta i "vandali" digitali hanno agito sotto il vessillo di Anonymous e dell'operazione Antisec protestando contro la nuova legislazione turca in materia di regolamentazione di Internet.

Alfonso Maruccia
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