Cristina Sciannamblo

Twitter, un supporto ai vetrini

Due ricercatori statunitensi hanno utilizzato i cinguettii per monitorare la salute pubblica nell'arco di un anno e mezzo. Sono emerse informazioni interessanti anche se non si può ancora parlare di metodologia scientifica

Roma - Le potenziali capacità predittive dei social network cominciano a essere utilizzate con una certa regolarità da ricercatori e analisti di mercato. E così, dopo l'ultima iniziativa di Google dedicata al tracciamento della febbre dengue, anche Twitter mostra di essere uno strumento utile a monitorare i trend della salute pubblica.

Secondo Mark Dredze e Michael J. Paul, ricercatori presso la Johns Hopkins University, passando al setaccio l'infinito flusso di commenti formato 140 caratteri è possibile definire tratti significativi dello stato di salute pubblica. I due studiosi hanno analizzato 2 miliardi di tweet pubblici postati nel periodo compreso tra maggio 2009 e ottobre 2010, attivando un filtro che ha restituito 1,5 milioni di messaggi riferiti a questioni di salute.

L'identità dei netizen non è stata raccolta poiché l'interesse dei due ricercatori si è focalizzato esclusivamente sul contenuto dei cinguettii. "Il nostro obiettivo era comprendere se i post di Twitter potessero essere una fonte d'informazione utile sulla salute pubblica", spiega Dredze. E la risposta ottenuta è stata positiva: "Abbiamo determinato che è possibile. In alcuni casi, abbiamo appreso molte cose di cui non si era a conoscenza come, ad esempio, quali farmaci erano usati per curare a casa i sintomi".
E così, riordinando l'intricato mosaico dei tweet "medici", Dredze e Paul hanno scoperto caratteri interessanti relativi alle allergie, all'influenza, insonnia, obesità, depressione, cancro e altre malattie.
Due esempi su tutti possono descrivere la portata delle informazioni prelevate dai tweet. I due scienziati, infatti, hanno rilevato che molte persone dichiaravano di assumere antibiotici per curare l'influenza, procedura errata per la cura di un virus: il che spiegherebbe, secondo gli autori dello studio, lo sviluppo di resistenza a determinati farmaci. Inoltre, su 200mila tweet analizzati, i due ricercatori sono stati in grado di individuarne lo stato di provenienza, così da identificare i trend sanitari degli USA secondo un criterio geografico: lo sviluppo di allergie, ad esempio, emerge dapprima negli stati più caldi e, successivamente, nel Midwest e nel nordest.

Naturalmente, spiegano Dredze e Paul, la grande maggioranza dei cinguetti giornalieri non riguardava in nessun modo le condizioni di salute. Il software adottato per l'analisi, dunque, è stato programmato per ignorare le frasi apparentemente ricollegabili a qualche tipo di malattia, ma, in realtà, usate come metafora.

Bisogna rilevare, infine, che le ricerche condotte attraverso strumenti quali i social network come Twitter raggiungono un livello di profondità e compiutezza limitato, subordinato al grado di condivisione che i singoli utenti decidono di elargire.

Cristina Sciannamblo
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