Mauro Vecchio

UE, la trasparenza delle violazioni

Avviata una fase di consultazione pubblica in vista di un pi¨ ferreo pacchetto di regole sulla notifica di fughe di dati personali. Operatori e aziende avranno meno tempo a disposizione per inviare un rapporto alle autoritÓ

Roma - "L'obbligo di notificare le violazioni dei dati è un elemento importante delle nuove norme europee in materia di telecomunicazioni, ma occorre che sia rispettato in modo coerente in tutta l'Unione, per evitare che le imprese debbano districarsi tra una moltitudine di regimi nazionali diversi. ╚ mia intenzione creare condizioni di concorrenza eque, dare certezze ai consumatori e offrire soluzioni pratiche alle imprese".

Così ha parlato Neelie Kroes - attuale Commissario Europeo per l'Agenda Digitale - intervenuta a commentare l'avvio di una fase di consultazione pubblica su quelle che saranno le nuove regole pratiche per la notifica delle violazioni dei dati personali. I vertici della Commissione hanno dunque invitato al tavolo operatori delle telecomunicazioni, fornitori di servizi Internet, autorità nazionali.

Alla base delle imminenti discussioni, la direttiva ePrivacy (2009/136/CE), che era entrata in vigore lo scorso 25 maggio all'interno di un più ampio pacchetto di regole per un "maggior livello di trasparenza e qualità nei vari servizi di telecomunicazione. E dove è stato stabilito che i vari operatori e fornitori di servizi Internet - nel caso di violazione dei dati personali in loro possesso - siano tenuti ad informare tempestivamente le autorità nazionali e i propri utenti.
I vari protagonisti in gioco potranno inviare il proprio contributo alla consultazione entro il prossimo 9 settembre. La stessa Commissione Europea potrebbe poi proporre ulteriori regole pratiche "per chiarire in quali casi le violazioni devono essere notificate, quali sono le procedure da seguire e quali i formati da utilizzare".

In particolare, si raccoglieranno specifiche opinioni sulle possibili procedure da utilizzare per la notifica, insieme all'eventualità di introdurre un formato europeo standard. Obiettivo dichiarato dell'Unione, diminuire il tempo a disposizione delle aziende per inviare un rapporto dettagliato alle autorità. Il riferimento specifico è al ritardo con cui Sony aveva fatto rapporto sui milioni di dati trafugati dopo l'attacco al suo PlayStation Network (PSN).

Mauro Vecchio
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