Claudio Tamburrino

Amazon, c'è di che studiare

Programma di libri in prestito a pagamento destinato agli studenti: per un risparmio fino al 20 per cento sul prezzo di copertina e la possibilità di consultazione fino a quasi un anno

Roma - Amazon ha lanciato un'offerta destinata agli studenti: versioni ebook in affitto per poco meno di un anno.

Il servizio, attivo per il momento solo negli Stati Uniti, si chiama Kindle Textbook Rentals e dà agli studenti la possibilità di scaricare i libri di testo utilizzati durante le lezioni scolastiche, risparmiando fino all'80 per cento sul costo della copertina. Anche perché si tratta non di un acquisto ma di un affitto che potrà avere una durata dai 30 ai 360 giorni.

Anche una volta scaduto il lasso di tempo a propria disposizione, gli appunti presi dai lettori saranno sempre liberamente accessibili. Stesso discorso vale in teoria per le frasi sottolineate, anche se Amazon non ha specificato fino a che porzioni si possano sottolineare di un testo, mantenendo la sicurezza di averne sempre accesso: questo livello, avrebbe riferito un portavoce di Amazon, dipenderà da quanto deciso dal singolo editore.
Sia per gli appunti che per le sottolineature lo storage avviene in the cloud.
Si tratta di un servizio simile a quello offerto da Chegg, sito fondato da Osman Rashid, creatore anche di Kno e che dei rapporti con gli editori accademici voleva fare un punto di forza della sua piattaforma di e-reader.

L'introduzione degli ebook negli ambienti universitari per abbattere i costi e rendere più facile la vita degli studenti è in espansione: da ultimo il gruppo editoriale Nature in collaborazione con l'università della California ha annunciato una partnership di tre anni per impiegare ebook da 49 dollari per alcune classi di biologia. Programmi simili starebbero per essere adottati dall'università del Texas e della Florida.

L'introduzione di un servizio ad hoc indirizzato agli studenti e ai libri di testo (molto spesso ricchi anche di foto ed immagini) da parte di Amazon, d'altronde, avrebbe ancora più senso con il lancio, come da alcuni paventato, di un tablet Kindle.

Nel frattempo gli stessi volumi presi in affitto su Amazon potranno essere consultati su qualsiasi dispositivo attraverso le app Kindle sia per PC che per dispositivi Mobile, Blackberry, Windows Phone 7, Android e iOS.

Claudio Tamburrino
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30 Commenti alla Notizia Amazon, c'è di che studiare
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  • Quanti dei vostri professori universitari hanno scritto dei libri? Quanti di loro lo hanno fatto per guadagnarci?
    Diversi professori che ho avuto hanno scritto libri, che si rivelavano utili per il loro corso. Ma non lo facevano per guadagnare, partivano con lo scrivere delle dispense per i propri studenti, poi queste dispense con il tempo sono diventate più organiche fino a diventare praticamente un vero e proprio libro. Spesso sono stati pubblicati dallo stesso ateneo (che ha fondato un marchio editoriale), in genere con prezzi abbordabili (simili ai prezzi che aveva la dispensa in copisteria). Addirittura un professore ci ha fornito il pdf del suo libro di sua iniziativa.

    Ora vengo al punto: se i professori (che poi sono gli autori dei testi universitari) non hanno interessi nella vendita del libro (non desiderano guadagnarci), possono senza problemi rendere disponibile gratuitamente il loro libro, grazie alle moderne tecnologie. Una volta non era possibile, anche rilasciandolo gratuitamente, si pagava per la copia fisica. Venendo meno la fisicità della copia, l'autore (che non vuole guadagnarci) può pubblicarlo senza intermediari (che altrimenti vorrebbero guadagnarci), rendendo quindi disponibile gratuitamente il testo.

    Alla luce di quanto sopra, sperando che il comportamento dei miei professori non sia un'eccezione alla regola ma che anche altri professori di altre università e facoltà si comportino allo stesso modo, l'iniziativa descritta nell'articolo non può avere molto futuro. Al massimo può funzionare in un periodo di transizione, in cui alcuni testi sono disponibili solo attraverso gli editori (per questioni di diritti) e non siano (ancora) disponibili testi gratuiti.
    non+autenticato
  • Vorrei ricordare una iniziativa di cui avete già parlato su PI: il libro di matematica disponibile su "matematicamente", frutto della collaborazione di professori di matematica (e non solo) e rilasciato sotto CC.
    non+autenticato
  • > Vorrei ricordare una iniziativa di cui avete già
    > parlato su PI: il libro di matematica disponibile
    > su "matematicamente", frutto della collaborazione
    > di professori di matematica (e non solo) e
    > rilasciato sotto CC.

    http://punto-informatico.it/1963205/PI/News/scuola...
    Scuola, licenze collettive per libri più economici

    http://punto-informatico.it/2981930/PI/Interviste/...
    Come nasce un libro Open Source?

    http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/a...
    Algebra 1 (CC BY_NC-ND 2.5 IT)

    http://www.istitutovolterra.it/dipartimenti/matema...
    Libri di Testo ITIS Volterra (CC BY-NC-ND 2.5 IT)
    non+autenticato
  • - Scritto da: iii
    > Quanti dei vostri professori universitari hanno
    > scritto dei libri? Quanti di loro lo hanno fatto
    > per
    > guadagnarci?
    > Diversi professori che ho avuto hanno scritto
    > libri, che si rivelavano utili per il loro corso.
    > Ma non lo facevano per guadagnare, partivano con
    > lo scrivere delle dispense per i propri studenti,
    > poi queste dispense con il tempo sono diventate
    > più organiche fino a diventare praticamente un
    > vero e proprio libro. Spesso sono stati
    > pubblicati dallo stesso ateneo (che ha fondato un
    > marchio editoriale), in genere con prezzi
    > abbordabili (simili ai prezzi che aveva la
    > dispensa in copisteria). Addirittura un
    > professore ci ha fornito il pdf del suo libro di
    > sua
    > iniziativa.
    >
    > Ora vengo al punto: se i professori (che poi sono
    > gli autori dei testi universitari) non hanno
    > interessi nella vendita del libro (non desiderano
    > guadagnarci), possono senza problemi rendere
    > disponibile gratuitamente il loro libro, grazie
    > alle moderne tecnologie. Una volta non era
    > possibile, anche rilasciandolo gratuitamente, si
    > pagava per la copia fisica. Venendo meno la
    > fisicità della copia, l'autore (che non vuole
    > guadagnarci) può pubblicarlo senza intermediari
    > (che altrimenti vorrebbero guadagnarci), rendendo
    > quindi disponibile gratuitamente il
    > testo.
    >
    > Alla luce di quanto sopra, sperando che il
    > comportamento dei miei professori non sia
    > un'eccezione alla regola ma che anche altri
    > professori di altre università e facoltà si
    > comportino allo stesso modo, l'iniziativa
    > descritta nell'articolo non può avere molto
    > futuro. Al massimo può funzionare in un periodo
    > di transizione, in cui alcuni testi sono
    > disponibili solo attraverso gli editori (per
    > questioni di diritti) e non siano (ancora)
    > disponibili testi
    > gratuiti.

    ci saranno sempre due mondi: quello del sapere libero senza confini e della giustizia...e quello degli "affaristi scrocconi"...che chiamano gli altri "ladri e scrocconi" per non destare sospetti...
    non+autenticato
  • In un paese serio i libri di testo verrebbero prodotti dallo Stato (con un costo irrisorio per le sue casse) e rilasciati come Pubblico Dominio in modo che le famiglie non debbano svenarsi ogni anno.
    non+autenticato
  • Il tuo è un pensiero comunista pericoloso! A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Il tuo è un pensiero comunista pericoloso! A bocca aperta

    Il mio è un pensiero comunista razionale pericoloso! A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polemik
    > Il tuo è un pensiero comunista pericoloso! A bocca aperta

    No...il comunismo vero (negazione del diritto di proprieta') lo hanno inventato le lobby del copyright che non ti vendono proprieta'...ma ti illudono di averti venduto qualcosa...
    non+autenticato
  • Il prestito non ha senso, per i beni digitali.

    Che senso ha restituirli? Vogliono forse che glieli rimandino per email?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Il prestito non ha senso, per i beni digitali.
    >
    > Che senso ha restituirli? Vogliono forse che
    > glieli rimandino per
    > email?

    Io gli manderei anche i soldi via mail, o meglio, la scansione dei soldi!
    Che belle idee che hanno!!
    non+autenticato
  • ma non usare photoshopA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Il prestito non ha senso, per i beni digitali.
    >
    > Che senso ha restituirli? Vogliono forse che
    > glieli rimandino per
    > email?
    Non restituisci nulla, tu paghi per avere la disponibilità di lettura per xx giorni.
    Finiti gli xx giorni non hai più la possibilità di lettura.
    Acquisti un servizio, non un bene.
    non+autenticato
  • > Non restituisci nulla, tu paghi per avere la
    > disponibilità di lettura per xx
    > giorni.

    Se ho la disponibilità, ho il file. Ed il file è per sempre.

    > Finiti gli xx giorni non hai più la possibilità
    > di
    > lettura.

    Cioè, mi vieni a cancellare il file? Questo è sabotaggio.

    Se ti aspetti di essere pagato per questo, riceverai delle banconote stampate con inchiostro simpatico: dopo xx giorni, diventano fogli bianchi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Non restituisci nulla, tu paghi per avere la
    > > disponibilità di lettura per xx
    > > giorni.
    >
    > Se ho la disponibilità, ho il file. Ed il file è
    > per
    > sempre.
    >
    > > Finiti gli xx giorni non hai più la
    > possibilità
    > > di
    > > lettura.
    >
    > Cioè, mi vieni a cancellare il file? Questo è
    > sabotaggio.
    >
    > Se ti aspetti di essere pagato per questo,
    > riceverai delle banconote stampate con inchiostro
    > simpatico: dopo xx giorni, diventano fogli
    > bianchi.

    sarebbe un'idea carina...inventare una moneta in cui l'utilizzatore paga i beni digitali ma da' delle regole su come usare quella moneta...e dopo un certo tempo...pufff...la moneta sparisce nel nulla..e guai a sabotarla...sarebbe l'ideale...in pratica gli diamo "un diritto illusorio di pagamento non un pagamento reale" come fanno loro che ci vendono un "diritto limitato di visione" non un oggeto fisico....o un diritto reale...
    e ci vendono una marea di dispositivi chiusi" che funzionano come dicono loro....
    non+autenticato
  • - Scritto da: POSTPC
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Il prestito non ha senso, per i beni
    > digitali.
    > >
    > > Che senso ha restituirli? Vogliono forse che
    > > glieli rimandino per
    > > email?
    > Non restituisci nulla, tu paghi per avere la
    > disponibilità di lettura per xx
    > giorni.
    > Finiti gli xx giorni non hai più la possibilità
    > di
    > lettura.
    > Acquisti un servizio, non un bene.

    Non hai capito perché non sai. Lui tempo fa mi ha risposto che vorrebbe una legge dove è obbligatorio per l'autore pubblicare solo sotto Creative Commons e se non lo fa va in galera. Cioè neanche gli ritirano il testo o la canzone, no per lui deve andare proprio in galera. Quindi renditi conto con chi stai parlando.

    Aggiungiamo che su Amazon puoi pagare solo con carta di credito e lui dice di non averla. Quindi di che si preoccupa? Non può comprare su Amazon punto e basta.
    Ma allo stesso tempo ama quei progetti che ti danno il prodotto senza chiederti un prezzo fisso, sei tu che pagando con carta di credito decidi quanto vuoi dare. Gli piacciono, ma non avendo la carta di credito non può fare nessuna donazione. Capito il tipo?
    non+autenticato
  • > Ma allo stesso tempo ama quei progetti che ti
    > danno il prodotto senza chiederti un prezzo
    > fisso, sei tu che pagando con carta di credito
    > decidi quanto vuoi dare. Gli piacciono, ma non
    > avendo la carta di credito non può fare nessuna
    > donazione. Capito il
    > tipo?

    Del resto, tu sei quello che vuole chiudere internet, e poi la usa per rompere le scatole al prossimo. La cosa migliore, sarebbe di chiudere l'accesso a internet a te (o meglio ancora, di rinchiudere te, e buttare via la chiave). Nessuno sentirebbe la tua mancanza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Il prestito non ha senso, per i beni digitali.
    >
    > Che senso ha restituirli? Vogliono forse che
    > glieli rimandino per
    > email?

    Ma perché li chiami beni digitali se per te non hanno valore?
    Chiamali: Arraffi Digitali.
    non+autenticato
  • Il bene dicitale può avere un valore. La licenza d'uso, no. Se vendi licenze d'uso, sei inutile (e se sparisci, non sentiamo certo la tua mancanza)
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Il bene dicitale può avere un valore. La licenza
    > d'uso, no. Se vendi licenze d'uso, sei inutile (e
    > se sparisci, non sentiamo certo la tua
    > mancanza)

    Capite dove vogliono arrivare lor signori? A farti pagare uno stesso libro 70000 volte...e centuplicare i ricavi... bisogna vedere se troveranno una societa' di "polli da spennare" che accettera' questo...
    non+autenticato
  • faremo a pezzi voi e Amazon

    parola di SIAE Arrabbiato
    non+autenticato
  • Sono di pubblico dominio perché sono trascorsi i famosi 70 anni dalla morte dell'autore. Non sono quelli i libri che paghi caro nelle scuole.

    Ti ricordo poi che non c'è solo l'opera in sé ma anche le note a margine fatte da chi ha curato il prodotto e che ne fanno il prodotto editoriale che tu paghi.

    La Divina Commedia nuda e cruda è di difficile comprensione senza le note.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Sono di pubblico dominio perché sono trascorsi i
    > famosi 70 anni dalla morte dell'autore. Non sono
    > quelli i libri che paghi caro nelle
    > scuole.

    Vero...(fino ad un certo punto)


    > Ti ricordo poi che non c'è solo l'opera in sé ma
    > anche le note a margine fatte da chi ha curato il
    > prodotto e che ne fanno il prodotto editoriale
    > che tu
    > paghi.
    >

    Note a margine che non sempre sono indispensabili...


    > La Divina Commedia nuda e cruda è di difficile
    > comprensione senza le
    > note.

    Difatti ci sono gli insegnanti per quello!
    non+autenticato
  • - Scritto da: LOL
    > Difatti ci sono gli insegnanti per quello!

    Certo e perché fare i libri di matematica? Prendiamo un po' di formule da Internet e poi il resto ce lo spiegheranno gli insegnanti!
    non+autenticato
  • beh gli insegnanti di matematica in gruppo potrebbero tranquillamente creare dei libri per la scuola con esempi ed esercizi da fare
    non+autenticato
  • Infatti!

    I libri di matematica vengono usati solo per gli esercizi.
    Non ho ancora conosciuto UNO studente (sono matematico e insegnante di matematica) che STUDIA su un libro di matematica.

    A parte questo, c'e' il progetto "Matematica C3" (http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/) che e' un libro di testo di matematica con licenza CC.

    Saluti
    non+autenticato
  • > Certo e perché fare i libri di matematica?

    http://punto-informatico.it/1963205/PI/News/scuola...
    Scuola, licenze collettive per libri più economici

    http://punto-informatico.it/2981930/PI/Interviste/...
    Come nasce un libro Open Source?

    http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/a...
    Algebra 1 (CC BY_NC-ND 2.5 IT)

    http://www.istitutovolterra.it/dipartimenti/matema...
    Libri di Testo ITIS Volterra (CC BY-NC-ND 2.5 IT)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: LOL
    > > Difatti ci sono gli insegnanti per quello!
    >
    > Certo e perché fare i libri di matematica?
    > Prendiamo un po' di formule da Internet e poi il
    > resto ce lo spiegheranno gli
    > insegnanti!

    Non vieni da una facolta' scientifica,vero? Perche' se no sapresti che funziona proprio cosi'...il testo e' un supporto... nulla di piu'...
    In realta' nelle facolta' scientifiche si usano piu' appunti presi durante il corso e dispense che non testi...
    non+autenticato
  • Nel sottotitolo hai scritto 20 %di sconto, nel testo 80%, spero che quello giusto sia 80%. Il 20% di sconto sarebbe da fare normalmente su un ebook rispetto alla versione cartacea.
    non+autenticato