Mauro Vecchio

IFPI e PayPal, intesa antipirateria

Verranno tagliati tutti i ponti di pagamento verso quelle piattaforme ritenute nemiche del copyright. Verrà chiesto di dimostrare l'avvenuta acquisizione delle licenze necessarie a distribuire brani online

Roma - Un nuovo patto d'acciaio, siglato dagli alti vertici della International Federation of Phonographic Industry (IFPI) con quelli di PayPal. Verranno così chiusi tutti i canali di pagamento online verso siti colti in violazione del copyright, almeno quelli indicati dalla stessa industria in collaborazione con la polizia metropolitana di Londra.

Si tratta di piattaforme spesso ubicate in paesi come la Russia e l'Ucraina - un esempio su tutti, il sito MP3Fiesta - che hanno finora sfruttato i ponti offerti dalle grandi società di credito per guadagnare dalla condivisione illecita dei contenuti. I vertici di IFPI avevano già siglato un primo accordo con giganti del calibro di Visa e Mastercard.

Stando ai recenti dati offerti dall'industria del disco, un primo gruppo di 24 spazi online sarebbe già stato tagliato fuori dai percorsi di pagamento offerti dalle società statunitensi. Altri 38 siti farebbero parte della lista nera stilata dalla polizia londinese, ora d'accordo anche con PayPal per far saltare tutti i ponti verso attività di file sharing e P2P.
Lo stesso CEO di IFPI Frances Moore ha dunque sottolineato come PayPal rappresentasse una succulenta alternativa per i siti incriminati, specie quelli bloccati da giganti come Visa e Mastercard. PayPal chiederà ora alle varie piattaforme di dimostrare l'avvenuta acquisizione delle licenze necessarie a distribuire brani online.

Mauro Vecchio
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