Claudio Tamburrino

AntiSec, attacco alla Nato

Anonymous risponde coi fatti e a parole agli arresti di presunti suoi membri da parte dell'FBI. Documenti a iosa, ma solo alcuni sono divulgabili responsabilmente

Roma - La North Atlantic Treaty Organization (NATO) non sembra essere riuscita a difendere se stessa dall'offensiva informatica dell'iniziativa AntiSec: secondo l'account Twitter collegato agli Anonymous AnonymousIRC gli hacker avrebbero ottenuto numerosi e scottanti file dell'organizzazione internazionale.

Mentre nei giorni scorsi l'FBI ha arrestato 14 supposti membri Anonymous, il movimento AntiSec risponde con un nuovo attacco.

Un sistema di ereading della NATO, contenente informazioni non particolarmente rilevanti, era già stato intaccato dalla crew LulzSec. Stavolta tuttavia si parlerebbe di un GB di dati, "molti dei quali non possono essere pubblicati perché sarebbe irresponsabile". Gli hacktivisti avrebbero peraltro mostrato la stessa premura nei confronti di presunte email di Sun e News of the World in loro possesso, la cui divulgazione, dicono, rischierebbe di compromettere il processo in atto.
Tecnicamente, anche questa volta l'attacco sembra aver fatto leva su una SQL injection.

Divulgati in rete, per il momento, solo tre file: uno intitolato "CIS Support for New HQ ISAF Joint CIS Control Centre", il secondo "Outsourcing of Balkans CIS Support" (rispettivamente risalenti al 2007 e al 2008 e relativi ai sistemi di comunicazione impiegati in Afghanistan e in Kosovo) e il terzo che ironicamente parla della "Security Within the NATO".

Per il momento la NATO si è solo limitata a dichiarare che "i suoi esperti stanno investigando la presunta fuga di dati" e che "condanna duramente qualsiasi furto e diffusione di dati che possono potenzialmente danneggiare la sicurezza degli alleati NATO, delle loro forse armate e dei loro cittadini".

Oltre a quest'ultimo attacco che sembra una sorta di risposta indiretta all'FBI, Anonymous ha affrontato anche direttamente l'argomento, con un comunicato in cui dice che le minacce di arresti da parte del Bureau "sono per noi senza senso, dal momento che non si può arrestare un'idea" e che "ogni tentativo di farlo non farà altro che rendere i vostri cittadini più arrabbiati".

Il comunicato, peraltro, rappresenta una dichiarazione congiunta da parte di Anonymous e LulzSec in cui si chiariscono ancora una volta i contorni del movimento "AntiSec" e si risponde a chi dice, come Steve Chabinsky dell'FBI, che il World Wide Web non deve essere un Wild Wild West: che non ci siano governi della Rete, spiegano, "non significa che siano tutti dei fuorilegge. Anzi, la maggior parte delle persone non si comporta da bandito se non ha motivo di farlo. Noi siamo diventati banditi su Internet perché ci avete forzato voi. Gli Anonymous vi rimbombano nelle orecchie come i movimenti attivisti degli anni 90. Siamo tornati e non ce ne andremo. Aspettateci".

Claudio Tamburrino
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