Mauro Vecchio

USA, se il WC è un cimitero per smartphone

Il 19 per cento degli utenti mobile in terra statunitense ha fatto precipitare il proprio device nella vorace tazza. I più sarebbero disperati per la perdita di dati e informazioni di contatto

Roma - Uno scenario da incubo, con un preziosissimo smartphone che precipita tra gli ineluttabili marosi di un vorace sciacquone. Contatti, indirizzi, amicizie su Facebook. Tutto risucchiato dal temibile water. Feroce scherzo del destino? Non secondo Plaxo, società che offre servizi di rubrica intelligente per riunire le più svariate informazioni di contatto.

Quasi il 20 per cento degli utenti mobile in terra statunitense ha fatto cadere il proprio device nella classica tazza, probabilmente avvinto dal dubbio più amletico: tentare un fortunoso e maleodorante recupero o cedere alla disperazione per l'immersione fatale?

Sempre stando allo studio preparato da Plaxo, il 55 per cento dei possessori di smartphone maledirebbero la sventura per la conseguente perdita di contatti e rubriche. Il valore attribuito dagli intervistati a questa stessa perdita oscillerebbe tra i 500 dollari alla fatidica etichetta del senza prezzo.
La percentuale di Plaxo - quella dei telefonini caduti nel WC - si abbina ad un altro studio simile condotto da Google. Si passerebbe addirittura ad un 39 per cento di incauti possessori di smartphone. Una soluzione al problema? Forse rinunciare agli aggiornamenti social in diretta dalla sala evacuazioni.

Mauro Vecchio
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