Cristina Sciannamblo

Italia, identitÓ online maltrattate

Il 30 per cento degli utenti del Belpaese ha subito il furto dei dati relativi ai propri account. Una disattenzione che si rivela anche nella scarsa frequenza con la quale sono cambiate le password

Roma - La maggior parte degli italiani presterebbe poca attenzione alla sicurezza dei propri dati in Rete. ╚ quanto rileva Cpp Italia, filiale della multinazionale britannica specializzata nella tutela della sicurezza dei dati personali e nella protezione delle carte di credito. Secondo i dati emersi dalle interviste, il 30 per cento degli utenti è stato vittima di furto di identità digitale su posta elettronica e social network.

Il danno economico subito, secondo Cpp, arriva fino a 5mila euro. Inoltre, il 16 per cento degli utenti è stato vittima almeno una volta della violazione dell'accesso ai vari servizi Internet, subendo, nel 35 per cento dei casi, conseguenze sul piano economico. Il 2 per cento ha subito danni economici limitati a 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 i danni sono stati contenuti entro i mille euro. Tra i mille e i 5mila euro sono stati i danni economici per il 2 per cento degli utenti, mentre solo l'1 per cento ha registrato danni superiori ai 5mila euro.

Disattenzione rilevata anche nel 42 per cento degli intervistati che ha dichiarato di non modificare mai, a meno che non sia obbligato a farlo, le password di accesso ai servizi email e home banking, mentre l'11 per cento lo fa a cadenza annuale o più lunga. Soltanto il 17 per cento degli intervistati ha mostrato una maggiore consapevolezza dei pericoli che si possono correre, dichiarando di modificare proprie password una volta al mese, rispetto al 18 per cento che lo fa ogni tre mesi e il 12 per cento due volte l'anno.
Dai risultati della ricerca emerge inoltre che il 14 per cento del campione utilizza una sola password per tutti i tipi di accessi a Internet, dall'home banking ai social network, mentre il 13 per cento ne usa due: una per gli accessi ai servizi finanziari e un'altra per social network e i servizi per il tempo libero. Infine, il 31 per cento degli intervistati rivela la propria password a terze persone, soprattutto a coniugi (25 per cento) e figli (8 per cento).

Cristina Sciannamblo
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4 Commenti alla Notizia Italia, identitÓ online maltrattate
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  • Cambiare password frequentemente e' una pratica completamente inutile.
    Avrebbe senso solo se colui che ha scoperto la password aspettasse del tempo X prima di utilizzarla. E il cambio della password dovrebbe avere una frequenza abbastanza alta da rendere questo tempo X "piccolo".

    Ma chi ha una buona conoscenza informatica sa benissimo che non e' mai cosi' (e sicuramente chi ha scritto l'articolo non e' un informatico).
    Infatti, le violazioni degli account avvengono violando il database delle password e usandole immediatamente (finche' l'admin non si accorge dell'intrusione).

    Inoltre, c'e' da considerare l'aspetto psicologico del cambiare password spesso. Cambiarla frequentemente ci rende piu' vulnerabili a dimenticarla, e di conseguenza si tende a sceglierla piu' debole per paura di dimenticarla.
    non+autenticato
  • continueranno a pagare imbecilli, invece che gente realmente competente, solo perchè hanno il pezzo di carta (e percui il mondo deve stendere loro il tappeto sotto i piedi, in automatico) o sono ingegnIeri (e vengono assunti solo perchè chi lo fa, non capisce un tubo in merito a cosa consista la loro formazione, in termini di PoF), ovviamente e puntualmente non abilitati, le cose non potranno che andar male.
    Mi vien da ridere quando sento di gente che emigra, perchè "in italia non c'è lavoro", quando questa marmaglia fa parte proprio del consistente gruppo di cazzari, qui sopra descritto. Credetemi, se siete dei gran-carlieri, non è che altrove siano più solerti nel volervi pagare per le favole che raccontate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > continueranno a pagare imbecilli, invece che
    > gente realmente competente, solo perchè hanno il
    > pezzo di carta (e percui il mondo deve stendere
    > loro il tappeto sotto i piedi, in automatico) o
    > sono ingegnIeri (e vengono assunti solo perchè
    > chi lo fa, non capisce un tubo in merito a cosa
    > consista la loro formazione, in termini di PoF),
    > ovviamente e puntualmente non abilitati, le cose
    > non potranno che andar
    > male.
    > Mi vien da ridere quando sento di gente che
    > emigra, perchè "in italia non c'è lavoro", quando
    > questa marmaglia fa parte proprio del consistente
    > gruppo di cazzari, qui sopra descritto.
    > Credetemi, se siete dei gran-carlieri, non è che
    > altrove siano più solerti nel volervi pagare per
    > le favole che
    > raccontate

    Evidentemente allora non faccio parte della schiera dei "gran-carlieri" visto che in Italia venivo pagato da schifo (quando venivo pagato) e all'estero no... e non mi hanno cacciato...
    non+autenticato
  • In continuo calo, tendente asintoticamente allo zero.
    Funz
    13000