Gabriele Niola

YouTube tenta il grande balzo in avanti

di G. Niola - Gli utenti sono sempre più manodopera da formare, da promuovere e da retribuire. YouTube veleggia verso un modello di business che sembra poter pagare

Roma - È circa un anno che YouTube ha cominciato a "fare sul serio", cioè a premere senza remore sul pedale dei contenuti professionali, a fomentare la promozione a partner degli utenti più costanti e di successo e infine ad evangelizzare internet in materia di possibilità di guadagno attraverso la pubblicazione sulla piattaforma.
Nonostante sia sempre riuscita abilmente a non divulgare la minima cifra o il minimo dettaglio riguardo i metodi con i quali gli utenti partner sono retribuiti (diverse le voci in materia ma sostanzialmente ancora non sono di pubblico dominio criteri e cifre attraverso i quali YouTube paga i contenuti), il grande aggregatore sta spendendo tempo, idee e moltissime risorse in quella che è la più grande e più complessa transizione che il video per la rete deve operare, quella da UGC a basso tasso di fidelizzazione e remunerazione (anche quando di successo) a contenuti interessanti tanto per il pubblico quanto per gli sponsor.

Sempre di più sembra che la strada verso la riproposizione di contenuti presi da altri media (cinema o televisione) stia passando in secondo piano rispetto alla creazione di materia originale. I passi in questa direzione sono stati diversi e costanti nel loro deployment. Da quando infatti esiste il partner program YouTube ha avuto diversi problemi nella strutturazione di un sistema che aiutasse gli youtuber a migliorare la propria produzione.

Ad Insights (servizio che fornisce tutte le statistiche sull'andamento del proprio canale), Editor (una stazione di montaggio web based) e agli strumenti di controllo e gestione del copyright (sia relativo ai propri video che relativo a possibili contenuti appartenenti a terzi), recentemente hanno fatto seguito una serie di mosse ad ampio raggio utili a definire le strategie dell'azienda.
Prima è arrivato l'accordo con Next New Networks e quindi YouTube NextUp (concorso aperto a quasi tutti con 35mila dollari da consegnare a 25 vincitori per produrre contenuti destinati a YouTube stesso), una serie di conference in giro per l'Europa, e quella sorta di scuola di cinema per corrispondenza che è il Creator's Institute e adesso la celebrazione della creatività dei partner (una pagina online e un PDF con 20 case history di successo), YouTube Playbook (un vademecum di buone norme per avere successo) e il redesign Cosmic Panda tutto improntato sulla fruizione di diversi video oltre quello in play.
YouTube vuole creare di fatto un modello di business e vuole farlo utilizzando come manodopera regolarmente retribuita gli utenti, per questo vuole aumentarne la competenza e l'abilità nel fare marketing dei propri prodotti. La sorpresa è che in questo nuovo modello sembra non esserci posto per quella che storicamente è stata la punta di diamante del grande aggregatore, ovvero i video virali. I viral video di certo non moriranno e anzi avranno sempre un posto fondamentale nel gradimento e nella circolazione, tuttavia non sono in grado di "fare sistema", non sono producibili su scala industriale e YouTube lo sa, per questo cerca di direzionare i suoi utenti verso contenuti replicabili, video, serie, tutorial o quant'altro possa essere fatto da chiunque seguendo un modello.
Non si tratta di un tentativo di ammazzare la creatività e la fantasia (anzi, dando agli utenti più regole e paletti se ne fomenta la produzione divergente), quanto un modo di aumentare la qualità media di ciò che di fatto già viene uploadato o che comunque verrebbe uploadato.

A metà tra una scuola e una società di marketing ora YouTube vuole lentamente lasciare per strada (o meglio "isolare") i contenuti non remunerabili, un'idea e una strategia che per il momento sembra pagare. Infatti secondo Tom Pickett, l'uomo a capo delle "content operations", il raddoppio dei partner di YouTube ha portato a triplicare il numero di quelli che guadagnano almeno 1.000 dollari al mese, con alcune centinaia di questi in grado di arrivare a numeri a sei cifre in un anno. Come al solito la vaghezza sulle quote è d'obbligo ma il messaggio che viene mandato è più chiaro che mai: videomaker venite a noi, abbiamo i soldi.

Gabriele Niola
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19 Commenti alla Notizia YouTube tenta il grande balzo in avanti
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  • ...ma razzolano male: se è vero che ci vogliono far fare i soldi, perché non ci consentono di usare la licenza Creative Commons BY-NC-SA ?

    Io i miei video li carico su Vimeo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > ...ma razzolano male: se è vero che ci vogliono
    > far fare i soldi, perché non ci consentono di
    > usare la licenza Creative Commons BY-NC-SA
    > ?


    Quale ... questa ?

    http://www.youtube.com/t/creative_commons

    Ovviamente non è una NC perché con una NC non puoi guadagnarci nulla, nè tu, nè loro nemmeno con la pubblicità ... lo sapevi vero ?!?
    non+autenticato
  • dalle sette sorelle a youtube il passo è breve (e la sostanza non cambia)
    non+autenticato
  • - Scritto da: say no
    > dalle sette sorelle a youtube il passo è breve (e la sostanza non cambia)

    Certo, certo, tutti vogliono solo farti del male, sono tutti cattivi ed avidi tranne tu quando ricevi lo stipendio.
    E/ assolutamente ovvio che dalle sette sorelle alla tua paga, il passo è breve, "say no" al tuo sporco stipendio!
    non+autenticato
  • "Questo mondo è governato da una ristretta oligarchia di cui, purtroppo, non facciamo parte"

    - Scritto da: Magenta
    > - Scritto da: say no
    > > dalle sette sorelle a youtube il passo è
    > breve (e la sostanza non
    > cambia)
    >
    > Certo, certo, tutti vogliono solo farti del male,
    > sono tutti cattivi ed avidi tranne tu quando
    > ricevi lo
    > stipendio.
    > E/ assolutamente ovvio che dalle sette sorelle
    > alla tua paga, il passo è breve, "say no" al tuo
    > sporco
    > stipendio!
    non+autenticato
  • Fai come Larry Page e soci...inventa qualcosa di innovativo, fai soldi a palate, diventa la società più conosciuta al mondo, offri servizi gratuiti funzionanti e poi ne farai parte.

    Persino quando qualcuno si GUADAGNA la posizione che ha ci si sputa sopra.
    Triste che la società sia diventata così.
  • - Scritto da: kaiserxol
    > Fai come Larry Page e soci...inventa qualcosa di
    > innovativo, fai soldi a palate, diventa la
    > società più conosciuta al mondo, offri servizi
    > gratuiti funzionanti e poi ne farai
    > parte.

    Sicuramente in Italia ormai neanche i geni riescono a fare qualcosa...
    a meno che abbiano il solito "santo in paradiso"...ma a quel punto anche se non si è geni e si fanno solo stupidaggini si ha comunque successo: non cambia la musica.
    Infatti i "geni" italiani se ne vanno tutti all'estero.
    In Italia rimarranno solo i mediocri ed i trool, oppure chi semplicemente si adatta perchè è affezionato al Bel Paese.
    >
    > Persino quando qualcuno si GUADAGNA la posizione
    > che ha ci si sputa
    > sopra.
    > Triste che la società sia diventata così.

    Non credo che youtube sia uno dei "tentacoli" particolarmente nocivi...
    semmai lo sarà FB
    Poi occorre comunque distinguere tra innovazione "positiva" che va a beneficio di tutti ed innovazione "negativa" che va a beneficio di pochi.
    Ma su questi temi vi sono idee (in genere) un pò confuse.
  • Una volta forse. Ora Google non è altro che una evil company, come le altre.
    non+autenticato
  • Ma perché sono mai esistite le 'good company' ?
    non+autenticato
  • Dipende cosa si intende...se si intende che la gente regali soldi e posti di lavoro direi proprio di no. Se invece si intende una società che nel modo di agire predilige il verde, il codice aperto, la comunicazione ai clienti...bè allora si!
  • Io devo essere libero di non usarli i tuoi servizi.
    Cosa che al momento è impossibile.
    Il JS di GoogleAnalytics su tutti i siti ti dice nulla?
    E la mappatura molto accurata geografica degli ip nemmenop ti dice nulla?
    E il fatto che non cancellino mai nessuna mail dagli archivi di Gmail nemmeno ti dice nulla?
    non+autenticato
  • - Simply ex Adright

    - Heyos

    - eDintorni

    - LinkLift

    - Affiliati.org

    - Oxado

    - Zanox

    - BidVertiser

    - Tradedoubler

    Direi che di alternative ce ne sono, il fatto che poi nella pubblicità sia leader, nelle ricerche sia leader e in tanti altri campi lo stia diventando non è sinonimo di "potere dominante". I Campi in qui stradomina erano occupati o da altri concorrenti che hanno miseramente fallito o da nessuno.

    La mappatura degli ip...ma chi se ne frega? Hanno il mac adress del mio wifi? E dopo? L'unica cosa che mi viene in mente è che potrebbero fare un servizio di condivisione rete in cui tutti possono aderire fornendo wifi ad altri che "passano" da li. Altrimenti con il mio ip possono farci tanti begli elenchi, ma inutili.

    Preoccupati di chi giornalmente ti scansiona il wifi per trovare un modo di bucartelo.

    Comunque è proprio vero, finchè sei piccolo tutti ti adorano, appena diventi grande e ricco i complotti nascono.
    Se pensi di aver ragione fai causa a Google (come tutti quelli che ci provano ogni tanto), fino ad allora io continuo a pensarla così. Notare che il massimo che sono riusciti a far fare a Google è oscurare certe info, multe non se ne sono viste, segno evidentemente che di illegale fan ben poco. Oppure inventa una nuova legge che loro andrebbero ad infrangere, fino ad allora di evil però avran ben poco!
  • Su cosa sia oggi ognuna ha la sua idea, per me è una società che deve fatturare che fa servizi migliori di altri. Se poi si tengono le mie ricerche per darmi pubblicità indirizzata...cosa mi cambia? Se proprio ho paura navigo in proxy, ma non è il mio caso