Roma - Era la fine dell'
ottobre 2009 quando il re della posta spazzatura Sanford
Spamford Wallace veniva obbligato al pagamento dell'
astronomica cifra di 711,2 milioni di dollari. A stravincere la causa erano stati i vertici di Facebook, dopo che lo stesso Wallace era riuscito ad inviare agli utenti in blu quasi 30 milioni di mail non desiderate.
Il re dello spam, appunto. Wallace si è ora
arreso agli agenti del
Federal Bureau of Investigation (FBI), accusato di aver violato una precedente ordinanza che lo bandiva dalla gigantesca piattaforma in blu. Dietro il nome fittizio David Sinful-Saturdays Fredericks, Spamford avrebbe
avuto accesso a Facebook durante un volo da Las Vegas a New York.
Il corpulento spammer rischia ora
40 anni di carcere, oltre ad un'ulteriore multa di 2 milioni di dollari. Wallace avrebbe infatti
perseverato nelle sue attività, con
altri 500mila account Facebook compromessi per il successivo invio di agguerriti messaggi di posta elettronica.
Wallace è ora in libertà, rilasciato in seguito alla cauzione di 100mila dollari. Dovrà ripresentarsi il prossimo 22 agosto presso una corte di San José. Lo stesso giudice californiano ha nuovamente impugnato il
CAN-SPAM Act, legge statunitense che
mette al bando la posta elettronica spazzatura.
Mauro Vecchio