Alfonso Maruccia

Nissan LEAF, l'auto che ricarica la casa

Un sistema di approvvigionamento energetico futuristico e futuribile in grado di alimentare un'abitazione con le batterie di una LEAF

Roma - I colossi giapponesi dell'automobile lavorano alacremente all'abbandono del medioevo dei combustibili di origine fossile, e in tal senso Nissan presenta un sistema di approvvigionamento energetico bidirezionale in grado di instaurare un collegamento energetico tra l'automobile modello LEAF e un edificio domestico.

L'ultima iniziativa "verde" di Nissan si chiama Leaf to Home, e lo storico colosso automobilistico nipponico l'ha presentata a poca distanza dal suo quartier generale nella città di Yokohama: grazie a un apposito connettore e a strutture di stoccaggio elettrico dedicate, una LEAF sarà presto in grado di interfacciarsi a un'abitazione fornendo energia sufficiente ad alimentarla per un periodo di tempo relativamente lungo.

Il link elettrico è bidirezionale, il che significa che l'automobilista sarà in grado di sfruttare l'energia delle batterie agli ioni di litio della LEAF per avere elettricità in casa in periodi di blackout - o in alternativa potrà ricaricare le suddette batterie a partire dall'impianto elettrico domestico.
Nissan stima che le batterie di una LEAF sono in grado di alimentare una "tipica" abitazione giapponese per ben due giorni, e dice di essere al lavoro con varie "parti interessate" per commercializzare la soluzione di interfacciamento auto-casa e favorire la sua diffusione - perlomeno sul mercato nazionale giapponese.

Alfonso Maruccia
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41 Commenti alla Notizia Nissan LEAF, l'auto che ricarica la casa
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  • l'ultima puntata di topgear per ridere di queste novità
    non+autenticato
  • come trasformare un auto in un gruppo elettrogeno..
    non basta un inverter??come trasformare un auto in un gruppo elettrogeno..
    non basta un inverter??
    non+autenticato
  • > non basta un inverter??

    infatti, lo hanno smontato da un camper, niente di nuovo
    non+autenticato
  • Peccato che i pannelli fotovoltaici di casa ricaricano l'auto di giorno ... però di giorno si va a lavorare, quindi l'auto non è in garage.

    E quando torno a casa la sera le batterie saranno presumibilmente scariche, quindi non sarà possibile usarle per alimentare la casa.

    La soluzione è quella quindi di avere due set di batterie (doppio costo e doppio ingombro), una da lasciare a casa in ricarica solare, e una da portarsi via la mattina.

    Ah ... sì, vero ... potremmo ricaricare tutti la nostra bella macchinetta quando arriviamo al lavoro: vediamo ... prendiamo un parcheggio con 200 auto, moltiplichiamo per l'assorbimento in ricarica e poi decidiamo dove piantare i pali dell'elettrodotto.
  • Guarda che esistono tecnologie alternative alle batterie per immagazzinare energia negli impianti fotovoltaici. Esistono ad esempio in via sperimentale delle centrali che usano il sole per scaldare del sale che trattiene il calore e può essere stoccato durante il giorno per essere utilizzato la notte.
    non+autenticato
  • I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per il nucleare, che è una fonte controllabile. Figuriamoci per il solare che va e viene con la testa matta che si ritrova...

    È ora di smetterla di tirare fuori come "miracolose" tecnologie che per campare hanno bisogno dell'incentivo statale perchè il kWh costa trenta volte tanto o che funzionano 1000 ore l'anno perchè il resto è manutenzione. Prima vanno perfezionate, e se ci si riesce, allora cominciamo a proporle come soluzione.
    non+autenticato
  • Ho visto in Tv un impianto sperimentale che idrolizza l'acqua ricavando idrogeno che di notte viene utilizzato in una cella a combustibile per ricavare nuovamene energia elettrica.


    - Scritto da: Unidraulico
    > I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per
    > il nucleare, che è una fonte controllabile.
    > Figuriamoci per il solare che va e viene con la
    > testa matta che si
    > ritrova...
    >
    > È ora di smetterla di tirare fuori come
    > "miracolose" tecnologie che per campare hanno
    > bisogno dell'incentivo statale perchè il kWh
    > costa trenta volte tanto o che funzionano 1000
    > ore l'anno perchè il resto è manutenzione. Prima
    > vanno perfezionate, e se ci si riesce, allora
    > cominciamo a proporle come
    > soluzione.
    non+autenticato
  • > I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per
    > il nucleare, che è una fonte controllabile.

    I sali fusi sono mosche bianche non per spcifci problemi tecnologici ma perché le amministrazioni non hanno ancora investito in questo: li abbiamo studiati in intalia e li hanno usati per primi gli spagnoli.
    Non hanno nulla a che spartire con il nucleare che è una tecnologia con dei rischi enormi e quindi tutt'altro che controllabile.
    I sali funzionano eccome: solo che ha senso installarli su centrali di grandi dimensioni.
    non+autenticato
  • > Non hanno nulla a che spartire con il nucleare
    Beh, esistono gli MSR, Molten Salt Reactor. Comunque il principio è sempre quello, che sia nucleare o solare.

    > che è una tecnologia con dei rischi enormi e
    > quindi tutt'altro che
    > controllabile.
    Mah... a pari qualità costruttiva io mi sentirei molto più tranquillo a vivere vicino ad una centrale nucleare piuttosto che un polo petrolchimico.
    E comunque per "controllo" io intendevo specialmente la possibilità di modulare a piacere la potenza prodotta dalla fonte termica.

    Sai, i sali fusi tendono a solidificare se non li scaldi per qualche giorno.

    > I sali funzionano eccome: solo che ha senso
    > installarli su centrali di grandi
    > dimensioni.
    Appunto, il solare di grandi dimensioni dove lo vedi? Se nel futuro una potenza del genere risulterà economicamente sostenibile ben venga, ma dato che siamo MOLTO lontani da questa soluzione che senso ha dare a tutti la lieta notizia di impianti bellissimi e pulitissimi quando nemmeno sappiamo se mai esisteranno?

    Sul funzionamento, poi, ti do ragione, ma dimentichi che il vantaggio di avere un solido fuso è poter innalzare la temperatura massima del ciclo termodinamico, e quindi il suo rendimento massimo. Quindi che senso ha andare a sfasciarsi la testa coi sali per sfruttarli a temperature ridotte solo perché si può anche usare come stoccaggio di un quantitativo di energia limitato (ricordando anche che qualsiasi stoccaggio è energeticamente un disastro)?
    non+autenticato
  • Beh, sicuramente un parcheggio coperto sarebbe una soluzione più utile di due pacchi di batterie da montare/smontare ogni volta.

    E comunque i pannelli puoi buttarli dove ti pare: esiste una nuova tecnologia chiamata "cavo" che ti permette di portare la "corrente" da un punto ad un altro anche a distanza di km! Questa scienza fa passi da gigante...
    non+autenticato
  • > esiste una nuova tecnologia chiamata "cavo" che
    > ti permette di portare la "corrente" da un punto

    Interessante ... visto che sai tutto perchè non ci fai un pò di conti sul "quanto cavo" serve per ricaricare le auto di un medio (un paio di centinaia di vetture, circa) parcheggio aziendale?
  • - Scritto da: eymerich
    > Interessante ... visto che sai tutto perchè non
    > ci fai un pò di conti sul "quanto cavo" serve per
    > ricaricare le auto di un medio (un paio di
    > centinaia di vetture, circa) parcheggio
    > aziendale?
    Da quando posare dei cavi elettrici è un grosso problema? Se sulla stessa superficie realizzi un qualsiasi centro commerciale o un'officina industriale avrai probabilmente più cavo posato.
    Le colonnine intelligenti, con addebito della ricarica, possono essere un costo più importante. Alla fine, è tutta questione di investire in una infrastruttura invece di un'altra.
    Cosa costano le migliaia di autobotti in giro per l'Italia a rabboccare i serbatoi delle stazioni di carburante? E i serbatoi, le pompe e la manutenzione?
    Quando si è passati dall'illuminazione a lampade ad olio combustibile, coke et similia a quella elettrica, non è che ci si è posti il problema di NON fare il passaggio perché serviva una rete di distribuzione, serviva bruciare lo stesso olio combustibile per produrre energia, ecc.
    Immaginarsi che negli anni trenta le centrali idroelettriche con le loro dighe o le termoelettriche negli anni cinquanta NON siano state costruite con incentivi (anzi, direttamente fondi pubblici), vuol dire fingere che solo l'energia "verde" sia bisognosa di sostegni economici.
    Smettiamola di fare i fan boy, di una o l'altra fazione, per favore.
    non+autenticato
  • Che c'entra il discorso che fai te?
    L'idea, credo, sia semplicmente quella di applicare una comoda "presa" al banco batterie a cui collegare l'impianto di casa in caso di emergenza.
    In caso di emergenze tipo il terremoto e lo tsunami recenti che hanno lasciato senza corrente diversi giapponesi. Certo bisogna anche avere la fortuna di avere la batterie cariche in quel momento Occhiolino

    Fine.
    Le manfrine sul fotovoltaico non c'entrano nulla e non c'è nulla di "verde" nella cosa (per questo è logica).
    Un vantaggio magari oltre l'emergenza è che magari uno può avere la casa vacanze senza allacci e portando la macchina può avere la corrente per un po' (deve anche tornare a casa).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > Un vantaggio magari oltre l'emergenza è che
    > magari uno può avere la casa vacanze senza
    > allacci e portando la macchina può avere la
    > corrente per un po' (deve anche tornare a
    > casa).
    Quello che non si capisce dall'articolo è l'attuale modello in discussione tra le grandi aziende che si occupano di reti energetiche. Ho avuto modo di leggere una presentazione fatta ad un convegno, dove spiegavano la visione futura di un sistema con molti punti di immissione di energia (inclusi i piccoli impianti, per esempio i vari fotovoltaici ed eolici delle abitazioni o piccole aziende), prelievo aumentato dall'esigenza della locomozione elettrica, in genere reti che debbono compensare flussi molto elettrici molto più complessi e hanno bisogno di "ammortizzatori" intelligenti per evitare problemi alla rete.
    Quindi servono smart-grid che abbiano possibilità di assorbire i picchi di richiesta con disponibilità istantanee transitorie, intanto che subentrano i sistemi produttivi di backup, più lenti a reagire.
    A questo servirebbero le auto elettriche: parchi di batterie da ricaricare ma anche a cui attingere per qualche minuto, per stabilizzare la rete. Funzionerà? Non lo so. Qualcuno pensa di si e ci mette la faccia.
    non+autenticato
  • possono giocare con le parole quanto vogliono, ma intanto per avere l'elettricità si deve sempre bruciare petrolio e carbone (o uranio). Chissà, forse prima o poi l'umanità si sveglierà da questo assurdo sogno pseudo ambientalista e si deciderà a investire seriamente per la realizzazione della fusione termonucleare. L'alternativa? Arriveremo a bruciare non solo petrolio gas e carbone, ma anche legname, torba, e alla fine escrementi. Poi quando non sarà rimasto sul pianeta neppure un alberello, resterà solo la miseria e la fame. Altro che celle solari o mulini a vento.
    non+autenticato
  • Lei, signore, non tiene in conto che un motore elettrico ha rendimento anco del 90% e nella produzione elettrica si arriva al 60% se ci si impegna, mentre un motore a combustione interna se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La tecnologia elettrica È superiore in ecologia; problema è il suo stoccaggio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Unidraulico
    > Lei, signore, non tiene in conto che un motore
    > elettrico ha rendimento anco del 90% e nella
    > produzione elettrica si arriva al 60% se ci si
    > impegna, mentre un motore a combustione interna
    > se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La
    > tecnologia elettrica È superiore in
    > ecologia; problema è il suo
    > stoccaggio.

    Indubbiamente lo stoccaggio dell'energia elettrica è un problema con la P maiuscola...ma utilizzare l'energia prodotta per produrre idrogeno, ed utilizzare l'idrogeno così prodotto nelle celle a combustibile non potrebbe essere una soluzione (lo chiedo da profano, non ho studiato a fondo tutte le problematiche!)?
    non+autenticato
  • L'utilizzo di idrogeno in celle a combustibile ha un buon rendimento; il problema sta nel COME prelevarlo, ed è in questi processi a basso rendimento che sta un grosso problema. L'altro è lo stoccaggio che comporta problemi di spazio (bombolone), sicurezza (bombole ad alta pressione) o peso (diffuso come idruri su matrice metallica, tipo su titanio). Però è quasi certo che sia questa la giusta via: chi riesce a risolvere questi due problemi (specie il secondo) diventa ricco.
    non+autenticato
  • Non solo lui, ma tutti noi perchè potremo liberarci dalla schiavitù del petrolio.
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > potremo liberarci dalla schiavitù del petrolio.

    veramente sarà il petrolio a liberarsi dal giogo impostogli dall'uomo
    non+autenticato
  • Sono problemi difficili da risolvere quelli che citi.
    L'idrogeno si ricava principalmente dall'acqua, le altre fonti non permettono una vera soluzione.
    Quindi si prende l'acqua, si ricava idrogeno dall'elettrolisi: e qui vi è il primo spreco dovuto al rendimento che non è certo del 100%...
    E con cosa si fa l'elettrolisi? Con energia elettrica.
    Poi si prende l'idrogeno e con le celle si riottiene energia elettrica. Altra perdita di rendimento (calore disperso ecc.).
    Poi vi sono anche i problemi dello stoccaggio come già citato.
    L'idrogeno purtroppo non è una soluzione, a parte casi particolari.
    L'auto elettrica ha solo il problema dello stoccaggio, quindi degli accumulatori.
    Oggi vi sono accumulatori molto più leggeri e più capienti di quelli tradizionali al piombo.
    I costi si abbatteranno appena vi sarà una vera produzione industriale di grande serie, e poi anche le capacità-prestazioni sono migliorabili.
    Quindi il vero problema è la produzione di energia elettrica.
    Fusione nucleare è una soluzione, magari se si riesce a fare una fusione fredda. L'altra soluzione è l'utilizzo dell'energia geotermica. L'energia solare la stiamo già utilizzando con le centrali idroelettriche, eoliche, celle solari, combustibili fossili (derivati dagli accumuli petroliferi e carboniferi, quindi energia solare di epoche antiche accumulata in questi fossili).
    Il problema dell'energia geotermica è che occorre ottenere energia elettrca direttamente dal calore e non passare attraverso il riscaldamento di un liquido. Far bollire acqua ad alcuni Km sotto terra e portala su crea problematiche anti economiche, forse neanche possibili.
    L'idea è quella della termocoppia, occorre un sistema simile ma di notevole potenza. Credo sia possibile, servirebbe sperimentazione e ricerca.
  • - Scritto da: Unidraulico
    > Lei, signore, non tiene in conto che un motore
    > elettrico ha rendimento anco del 90% e nella
    > produzione elettrica si arriva al 60% se ci si
    > impegna, mentre un motore a combustione interna
    > se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La
    > tecnologia elettrica È superiore in
    > ecologia; problema è il suo
    > stoccaggio.

    Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare che le auto elettriche sono ecologicamente superiori, sia per l'emissioni indirette di CO2:
    http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25.../
    sia per "il consumo di un bene tanto prezioso quanto tragicamente scarso in alcune regioni del mondo, l'acqua":
    http://www.repubblica.it/2008/03/motori/motori-mar...

    Questo escludendo dal computo "ecologico" la produzione e lo smaltimento delle batterie necessarie al loro funzionamento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimissim o
    >
    > Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare che
    > le auto elettriche sono ecologicamente superiori,
    > sia per l'emissioni indirette di
    > CO2:
    > http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25
    > sia per "il consumo di un bene tanto prezioso
    > quanto tragicamente scarso in alcune regioni del
    > mondo,
    > l'acqua":
    > http://www.repubblica.it/2008/03/motori/motori-mar
    >
    > Questo escludendo dal computo "ecologico" la
    > produzione e lo smaltimento delle batterie
    > necessarie al loro
    > funzionamento.
    Già parlare di "consumo dell'acqua" significa presupporre che al termine delle reazioni chimiche NON vi sia ritorno all'iniziale stato. Se usi l'acqua per raffreddare, poi ritorna vapore acqueo. Se ne ricavi e poi bruci idrogeno, torni ad avere acqua. Se bruci derivati del petrolio, non c'è verso di ottenere alla fine del petrolio.
    E' acclarato che l'energia usata dalle auto elettriche non nasce dalle bacchette di Harry Potter: il vantaggio evidente è che l'energia elettrica la puoi produrre da un mix di fonti e trasportarla abbastanza agevolmente (le autocisterne che distribuiscono giornalmente il carburante alle pompe hanno un impatto ambientale non da poco, per esempio). Viceversa non è facile da accumulare, da qui gli studi per trovare soluzioni efficaci a scala nazionale.
    Se domani arrivasse il reattore a fusione XYZ senza scorie, sarebbe semplice metterlo in rete elettrica e distribuirne l'energia. Più complicato riconvertire i miliardi di motori endotermici in giro per il pianeta, quindi meglio organizzarsi per tempo, no?
    Da ultimo, avere emissioni controllate e filtrate in alcuni punti è ecologicamente più efficace che illudersi della bontà dei "bollini blu" di molti milioni di scarichi e marmitte più o meno catalitiche.
    Non si può illudersi di cancellare l'uso del petrolio in trent'anni, ma è un dovere diversificare e guadagnare tempo per la ricerca o sarà troppo tardi quando non avremo più alternative.
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog
    > - Scritto da: Anonimissim o
    > >
    > > Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare
    > che
    > > le auto elettriche sono ecologicamente
    > superiori,
    > > sia per l'emissioni indirette di
    > > CO2:
    > >
    > http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25
    > > sia per "il consumo di un bene tanto prezioso
    > > quanto tragicamente scarso in alcune regioni
    > del
    > > mondo,
    > > l'acqua":
    > >
    > http://www.repubblica.it/2008/03/motori/motori-mar
    > >
    > > Questo escludendo dal computo "ecologico" la
    > > produzione e lo smaltimento delle batterie
    > > necessarie al loro
    > > funzionamento.
    > Già parlare di "consumo dell'acqua" significa
    > presupporre che al termine delle reazioni
    > chimiche NON vi sia ritorno all'iniziale stato.
    > Se usi l'acqua per raffreddare, poi ritorna
    > vapore acqueo. Se ne ricavi e poi bruci idrogeno,
    > torni ad avere acqua.

    Ed il vapore acqueo precipita, una volta mescolato alle altre sostanze componenti l'atmosfera, sotto forma di piogge (in alcuni casi acide), finendo, in parti diverse, nelle fogne, nei terreni e nei mari. Delle tre ipotesi, si potrebbe pensare che la forma di acqua più immediatamente fruibile sia proprio l'ultima, dopo averla opportunamente desalinizzata. Peccato che il processo di desalinizzazione abbia un costo (elevato) energetico:
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/S...
    Quindi, per non considerare l'acqua come una risorsa "consumata", bisogna attendere che la natura, mediante il sistema di filtraggio meccanico e biologico ritrasformi il vapore acqueo in un liquido perfettamente utilizzabile.

    > Se bruci derivati del
    > petrolio, non c'è verso di ottenere alla fine del
    > petrolio.

    Se bruci il petrolio ottieni della CO2, dove la C è il simbolo chimico del carbonio, lo stesso carbonio che serve agli organismi e le piante marine che danno vita alla formazione del petrolio:
    http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_03/Medio...
    Anche in questo caso è solo questione di tempo necessario per la riconversione!

    >
    > E' acclarato che l'energia usata dalle auto
    > elettriche non nasce dalle bacchette di Harry
    > Potter: il vantaggio evidente è che l'energia
    > elettrica la puoi produrre da un mix di fonti e
    > trasportarla abbastanza agevolmente (le
    > autocisterne che distribuiscono giornalmente il
    > carburante alle pompe hanno un impatto ambientale
    > non da poco, per esempio).

    Come è acclarato che per ogni watt di energia prodotta da fonti alternative bisogna affiancare un watt di energia convenzionale.

    > Viceversa non è facile
    > da accumulare, da qui gli studi per trovare
    > soluzioni efficaci a scala
    > nazionale.
    > Se domani arrivasse il reattore a fusione XYZ
    > senza scorie, sarebbe semplice metterlo in rete
    > elettrica e distribuirne l'energia.

    In Italia abbiamo votato "NO" al nucleare, in qualunque sua forma, sia essa a fissione od a fusione.

    > Più
    > complicato riconvertire i miliardi di motori
    > endotermici in giro per il pianeta, quindi meglio
    > organizzarsi per tempo,
    > no?
    > Da ultimo, avere emissioni controllate e filtrate
    > in alcuni punti è ecologicamente più efficace che
    > illudersi della bontà dei "bollini blu" di molti
    > milioni di scarichi e marmitte più o meno
    > catalitiche.

    Ok! ora mi è chiaro tutto. Poiché l'autotrazione elettrica odierna è un "must", perché forse un giorno lontano l'energia elettrica non sarà prodotta dagli idrocarburi, vale la pena di produrre la stessa quantità di CO2 e di consumare tre volte tanto la quantità di acqua e magari anticipare le guerre per il controllo dell'acqua.

    > Non si può illudersi di cancellare l'uso del
    > petrolio in trent'anni, ma è un dovere
    > diversificare e guadagnare tempo per la ricerca o
    > sarà troppo tardi quando non avremo più
    > alternative.

    Concordo pienamente.
    non+autenticato
  • > Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare che
    > le auto elettriche sono ecologicamente superiori,
    > sia per l'emissioni indirette di
    > CO2:
    > http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25


    l'acqua calda:
    "in quella elettrica vengono emesse direttamente dalla centrale che produce elettricità"

    al di là che i rendimenti dei due motori sono proprio differenti, a favore di quello elettrico....................
    Akiro
    1907
  • ...peccato che stia oltre 12 ore per ricaricarsi (sebbene la Nissan ha in cantiere batterie che si ricaricano in "solo" mezz'ora, che però hanno il difetto di durare 2-3 anni), e che le sue batterie costino oltre 7000 euro...
    No, temo che le auto elettriche NON siano il futuro!
    non+autenticato
  • Anche tu hai visto l'ultima di Top Gear, eh...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Unidraulico
    > Anche tu hai visto l'ultima di Top Gear, eh...

    Beccato!A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: LOLisDEAD
    > ...peccato che stia oltre 12 ore per ricaricarsi
    > (sebbene la Nissan ha in cantiere batterie che si
    > ricaricano in "solo" mezz'ora, che però hanno il
    > difetto di durare 2-3 anni), e che le sue
    > batterie costino oltre 7000
    > euro...
    > No, temo che le auto elettriche NON siano il
    > futuro!
    Ricaricandole da una comune presa elettrica di casa, servono 12 ore.
    Con prese più simili a quella di un piccolo laboratorio (un panettiere con forno elettrico, per esempio) bastano tre/quattro ore, se non sbaglio.
    Le batterie (e le vetture in toto) sono assurdamente costose, ma questa è la tipica situazione che può migliorare di molto con la ricerca e la produzione industriale ottimizzata. Decidere che NON hanno futuro fa porre la domanda inevitabile: e allora cosa? Quanto danno economico stiamo ottenendo dai costi del combustibile attuale?
    non+autenticato
  • Saranno il futuro quando risolveranno codesti problemi.
    Oggi dovrebbero più spendere in laboratorio piuttosto che proporre costosi giocattoli e scoprire poi che non funzionano (o li comprano enti pubblici buttando via soldi per fare figura).
    In città poi dovrebbe essere implementata l'induzione che ha diversi vantaggi (pure troppi e rende poco industrialmente)
    non+autenticato