Claudio Tamburrino

Coree, hacker e gold farming di stato

Il conflitto tra le due Coree sembra essersi spostato sul fronte cyber: dal Nord un esercito di videogiocatori si sarebbe infiltrato nei siti dei gamer del Sud

Roma - La Corea del Nord sembra aver sguinzagliato una squadra di hacker per infiltrarsi nei siti videoludici della Corea del Sud e racimolare fondi, probabilmente per coprire il mercato nero di beni di lusso e finanziare i suoi piani nucleari.

La polizia per il momento avrebbe individuato cinque hacker, quattro di nazionalità sudcoreana e uno cinese, arrestati con l'accusa di essere all'opera per raccogliere un esercito di 30 giovani esperti in videogame per portare l'attacco ai siti sudcoreani in collaborazione con hacker nordcoreani, laureati presso le più prestigiose università scientifiche del Nord.

Secondo le forze dell'ordine il gruppo avrebbero già sviluppato software per infiltrarsi nei server di popolati siti frequentati da sudcoreani come quello del videogioco Lineage e di Dungeon and Fighter.
Queste rappresentano community molto vissute, che gli hacker avrebbero sfruttato per attacchi o per racimolare fondi attraverso il gold farming, il fare da sitter a pagamento agli account di un altro utente soprattutto nei MMORG (i videogame di ruolo online in cui conta molto il tempo di gioco all'attivo dell'utente perché con esso cresce la sua forza rispetto agli altri partecipanti), oppure il giocare per creare denari del mondo virtuale da scambiare con valuta vera attraverso sistemi di pagamento come PayPal.

In questo modo avrebbero addirittura racimolato più di 6 milioni di dollari in meno di due anni: un bottino suddiviso tra tecnici (il 55 per cento) e le entità del governo ad esse legate.

A questi soldi sarebbero dunque collegati i finanziamenti del programmi nucleari di Pyongyang e il traffico di orologi Rolex contraffatti e altri beni di lusso, il cui commercio dalla Corea del Nord è bloccato da una sanzione delle Nazioni Uniti volta a colpire proprio le aziende sospette di collaborare con le aziende che operano nel nucleare.
Queste operazioni sembrano essere coordinate da Office 39, agenzia del partito comunista responsabile di affari oscuri atti a racimolare fondi per il caro leader.

Claudio Tamburrino
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