massimo mantellini

Contrappunti/ Rete tossica

di M. Mantellini - In Italia ci sono 2 milioni di pazienti da curare. La loro malattia la Rete. E il Ministro della Salute pronto a correre in loro soccorso

Roma - C'è da restare attoniti ad ascoltare il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio che nei giorni scorsi, rispondendo alla interrogazione di un senatore del PDL, ha detto che il governo sta pensando ad un intervento straordinario, compreso nel piano sanitario 2011-2013, per arginare la sovraesposizione da Internet. Una forma che, in casi di abuso - afferma Fazio - porta a "sentimenti compulsivi isolamento sociale, dipendenza patologica, perdita di contatti reali e sentimenti di onnipotenza".

E mentre resto basito di fronte alle parole del Ministro della Salute mi vengono in mente, contemporaneamente, due cose: la prima è la frase che mi disse una sera a cena il consulente Internet di un passato Ministro delle Comunicazioni il quale, di fronte ai miei rimbrotti sulla scarsa incisività del Ministro sulle cose della Rete, mi raccontò di come gran parte del suo tempo al Ministero andava speso nel disinnescare le idee assurde e pericolose sulla Rete che i parlamentari italiani quotidianamente partorivano; la seconda è che questa associazione fra abuso di Internet e la parola "onnipotenza" non è la prima volta che la sento. infatti contenuta (pg.29) nel libro "Quando Internet diventa una droga" di Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell'Ambulatorio del Policlinico Gemelli sulle dipendenze da Internet.

Il libro di Tonioni, del resto, lo cito con grande difficoltà e qualche imbarazzo. Si tratta di un testo divulgativo confuso e pieno di inesattezze (tra le tante Tonioni attribuisce a Nicholas Negroponte l'idea di un Premio Nobel per Internet), pubblicato quest'anno da Einaudi, il cui scopo dichiarato sarebbe quello di fornire indicazioni utili ai genitori alle prese con l'abuso di Internet da parte dei propri figli; un saggio dagli accenni fortemente moralistici, che Tonioni ha scritto dopo le prime esperienze del suo ambulatorio romano sulla Internet Addiction e la cui sintesi grossolana potrebbe essere che Internet ha due facce ugualmente ampie, una utilitaristica e modicamente positiva, l'altra oscura e pericolosa dalla quale occorre guardarsi con attenzione. La stessa definizione di Internet contenuta nel testo è per me sufficiente per descrivere la mia personale distanza dall'autore (pg.54):
"Internet non è stato pensato per essere uno strumento pericoloso e il suo uso risponde a molteplici funzioni positive, permettendo di soddisfare la dimensione ludica dell'esistenza (il bisogno di giocare e divertirsi), la dimensione partecipativa (il bisogno di appartenere a gruppi e di partecipare a iniziative politiche culturali e sociali) la dimensione utilitaristica (il bisogno di vere informazioni, di consultare esperti e di fare acquisti) e non ultima, la dimensione intima (il bisogno di scambiare "carezze" con le persone importanti e significative della propria vita"
Come si vede molte delle grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella società secondo Tonioni vanno archiviate in una cosiddetta "dimensione utilitaristica", definizione che per conto mio esprime con grande chiarezza la considerazione dell'autore nei confronti della Rete.
Scrive poi Tonioni in una frase molto evocativa che oggi, risfogliando il testo, mi accorgo di aver sconsolatamente sottolineato (pg.62):
"I giovani Internet-dipendenti sono caratterizzati da pallore del volto, occhi cerchiati e sguardo poco espressivo"
e davvero simili frasi rimandano più ad una manualistica tardo medioevale che ad un testo di divulgazione medica contemporanea.

Ma poi, in fondo, di che cosa stiamo parlando? Quali sono i termini dimensionali di questa nuova dipendenza che il Ministro Fazio descrive come una droga senza sostanze? Nessuno lo sa, Tonioni nel suo testo non lo spiega, mentre gli articoli di stampa che accompagnarono a suo tempo l'apertura del primo presidio italiano contro la dipendenza da Internet, nel 2009, accennavano a numeri francamente fantasiosi e vaghi: secondo quelle cronache circa il 10 per cento degli utilizzatori di Facebook erano a rischio di intossicazione da Internet (se fosse vero oggi in Italia ci sarebbero circa 2 milioni di malati di Facebook bisognosi di cure), mentre l'inquadramento nosologico della patologia da dipendenza da Internet più che dall'esperienza sul campo è stata compilato, nel testo di Tonioni, semplicemente traducendo dall'inglese il tentativo di inquadramento della IAD di Kimberly Young, dottoranda in psicologia che per prima ipotizzò la patologia nel lontano 1998 (e che in USA scatenò a suo tempo grandi polemiche negli ambienti accademici). E non c'è dubbio che la Internet di Tonioni e quella della Young, a tredici anni di distanza, sono due entità di studio totalmente differenti.

Poco importa a questo punto iscriversi al club di quanti credono - come Tonioni - che la dipendenza da Internet sia un nuova malattia, piuttosto che avvalorare la tesi da molti sostenuta secondo la quale tali eccessi, quando presenti, vadano indirizzati nell'alveo delle patologie psichiatriche già note; molto più importante è rendersi conto che tali previsioni di ampio, possibile contagio e una simile saggistica millenaristica, sono in grado di far danni fino ai più alti livelli e di trovare riscontri perfino nelle parole del Ministro della Salute di un Paese che non ha un soldo per garantire le cure primarie ai suoi cittadini, ma che poi si permette il lusso di usare a fini di marketing politico la demonizzazione della Rete nelle sue varie forme, che è in Italia sport variamente praticato a tutti i livelli da oltre un decennio. Tranne poi legalizzare il gioco d'azzardo online senza provare per questo il minimo sentimento di straniamento.

Massimo Mantellini
Manteblog

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158 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Rete tossica
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  • E se fosse la solita scusa per scatenare qualcos'altro? Visto che poco tempo fa è stata scongiurata la legge per il blocco dei blog. Magari se ti riscontrano questa dipendenza la cura è il non accesso a internet. Il dottore ti prescrive di non poterti collegare, arriva il tecnico e ti blocca la connessione fino a che il medico non ti riabilita o magari ti prescrive una cura costosa. Lo so sembra assurdo ma molte cose sono cominciate cosi dall'assurdo. D'altra nell'articolo si riporta questa frase "Internet non è stato pensato per essere uno strumento pericoloso e il suo uso..." proprio molti altre cose, non sono pericolose se non esageri, addirittura lo stato te lo vende dicendo che fa ti fanno male con la scusa della tua scelta lo stato se ne lava le mani, invece che proibirne la vendita, le farmacie ti vendono le cure (ai potenti delle case farmaceutiche conviene sempre che tu sia malato).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dubbioso

    > Magari se ti riscontrano questa dipendenza la
    > cura è il non accesso a internet. Il dottore ti
    > prescrive di non poterti collegare, arriva il
    > tecnico e ti blocca la connessione fino a che il
    > medico non ti riabilita o magari ti prescrive una
    > cura costosa.

    o magari ti propongono la più subdola (ma altrettanto efficace) "sospensione graduale".

    d'altronde, se si parte col presupposto che ci sia una dipendenza, si arriva alla logica conclusione che ci sia qualcosa di cui il "malato" in questione sta abusando; ergo bisogna toglierlo (o limitargliene l'utilizzo). non vedo altre vie... e comunque, di solito, questa gente non agisce in altro modo.

    cosa credi che facciano nelle cosiddette "cliniche specializzate nella dipendenza da internet"?

    semplicemente ti privano dell'accesso ad internet (completamente o parzialmente, a seconda dei casi) e poi ti imbottiscono di psicofarmaci (dei quali, tra l'altro, sono spesso ben documentati gli effetti collaterali a lungo termine sull'organismo).

    infine, come ciliegina sulla torta, magari ti invitano (leggasi: 'obbligano') a seguire un percorso psico-terapeutico. il che si traduce in diverse sedute da uno "strizzacervelli" che possono andare avanti anche per mesi, o addirittura anni. Finché loro non ritengono che tu sia guarito (cioè mai , o comunque il più tardi possibile).

    > le farmacie ti vendono le cure (ai
    > potenti delle case farmaceutiche conviene sempre
    > che tu sia malato).

    questa mi sembra un'ovvietà.
    non+autenticato
  • Le solite idiozie ministeriali. Ben altre sono le dipendenze temibili, tra cui giustamente il gioco d'azzardo. Ho una barca di nipoti che usano internet e sprizzano salute da tutti i pori.
    Quella poi del viso pallido, occhi cerchiati ecc ricorda troppo da vicino la descrizione dei giovani onanisti nei libri fine 800. Questo signore è uno psichiatra, magari un primario? Da quale scuola esce?
    non+autenticato
  • - Scritto da: italo paini

    > Questo signore è uno psichiatra, magari un primario?
    > Da quale scuola esce?

    e ti sorprendi? la maggior parte degli psichiatri oggi è così...
    non fanno altro che cavalcare l'onda delle isterie di massa e del sensazionalismo, in modo da accalappiarsi quanti più "fedeli" possibili e da avere sempre a disposizione qualche nuovo "malato" da sottoporre inequivocabilmente ad altrettante "nuove cure" inventate di sana pianta.

    ormai la psichiatria altro non è che un business . sì, il business degli psicofarmaci...
    non+autenticato
  • "Sentimenti di onnipotenza". Rotola dal ridere Eh beh sicuramente, immagini davvero che poter cliccare su un mouse o scrivere tramite tastiera faccia sentire davvero le persone onnipotenti eh... PERICOLO! Sorpresa

    In parole povere stanno dicendo che la rete sarebbe nociva perché beh... magari la gente tramite la rete magari si mette in testa di poter scrivere le proprie idee liberamente.
  • Ferruccio, Ferruccio... Fantasma

    Sanità, gli errori dei medici provocano 90 morti al giorno
    Oltre 14 mila decessi e 10 miliardi di euro di costi all'anno

    ROMA - Provocano più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o causati dalla cattiva organizzazione dei servizi sanitari sono da bollettino di guerra: tra 14 mila (secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila decessi all'anno, secondo Assinform. Il che significa circa 80-90 morti al giorno...

    http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/e...
    non+autenticato
  • L'ho visto l'altro giorno...

    E questo qua sta a preoccuparsi di qualche pugnetta in più guardando Youporn!
    iRoby
    7801
  • - Scritto da: Mario De Felice
    > Ferruccio, Ferruccio... Fantasma
    >
    > Sanità, gli errori dei medici
    > provocano 90 morti al giorno


    90 al giorno sono 32850

    > Oltre 14 mila decessi e 10 miliardi di
    > euro di costi all'anno


    14mila decessi son circa 38 morti al giorno.
    10 miliardi di euro come sono stati calcolati?
    Fanno, nel caso con meno morti, 750000 euro a morto.
    Troppi per un funerale.
    In caso di 90 morti al giorno la cifra per morto diminuisce... o forse l'articolista si riferisce a quanto costa mantenere la sanita'?
    Dico articolista perché un giornalista non scriverebbe mai una cosa simile.

    > >> ROMA - Provocano più vittime degli
    > incidenti stradali, dell'infarto e di molti
    > tumori. In Italia le cifre degli errori commessi
    > dai medici o causati dalla cattiva organizzazione
    > dei servizi sanitari sono da bollettino di
    > guerra: tra 14 mila (secondo l'Associazione
    > anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila
    > decessi all'anno, secondo Assinform. Il che
    > significa circa 80-90 morti al giorno...
    ma da dove hanno preso 'sti numeri? Al lotto?

    >
    >
    > http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/e
    Ah ecco, repubblica.

    Vabbe'...
    GT
  • > quanto costa mantenere la sanità?

    La sanità in Italia costa al contribuente 106 miliardi di euro all'anno.

    Esternazioni gratuite comprese.

    http://www.mednat.org/costi.htm
    non+autenticato
  • Dai commenti letti si evince solo che moderazione e buon senso latitano parecchio, e non "ci vuole orecchio" come diceva Jannacci tempo addietro.
    non+autenticato
  • La verità è che il ministro Ferruccio cerca solo di distoglie l'attenzione dalla costosissima fabbrica della morte di cui è a capo...

    http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/e...
    non+autenticato
  • Questa è da premio eh!

    Ed aggiungo: andiamo pure in giro, che fa bene!!!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in...
    880
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