Roberto Pulito

IBM e il computer cognitivo

Big Blue continua a lavorare alacremente alla macchina che può emulare i ragionamenti del cervello umano, finanziato dai militari della DARPA

Roma - Leggendo dell'ultimo progetto IBM la mente torna per l'ennesima volta a SkyNET, il rivoluzionario e immaginario supercomputer della saga cinematografica di Terminator, basato su un innovativo processore a rete neuronica. Un cervello elettronico che si comporta come un cervello umano.

Il progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics), in fase di sviluppo da anni, usa infatti neuroscienza, nanotecnologia e supercomputing per imitare il nostro sistema nervoso ed emulare capacità come percezione e cognizione. I prototipi dei chip messi a punto da IBM, realizzati con componenti a 45 nm, lavorano con un'impressionante rete neurale di memorie integrate che simula il comportamento delle sinapsi, possono imparare dagli errori, formulare ipotesi e trovare connessioni tra i fatti.

Il team capitanato BigBlue, composto anche da quattro università americane ha compiuto ora un ulteriore passo avanti nella gestione dei dati neurologici in tempo reale, con nuovi algoritmi che simulano ancora più efficacemente il lavoro della corteccia cerebrale.

I computer attuali gestiscono le istruzioni singolarmente, in modo lineare, basandosi ancora sulla struttura logico-funzionale proposta dal matematico Von Neumann. Con il modello SyNAPSE il dispositivo può invece prendere decisioni proprie partendo dagli eventi in corso, senza alcuna programmazione impostata, prevedere l'arrivo di uno Tsunami, intuire dei rischi nei mercati finanziari o rielaborare una strategia di guerra. Per questo motivo la DARPA, l'agenzia di ricerca scientifica della Difesa USA, ha già investito 21 milioni di dollari nella ricerca.

Roberto Pulito
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14 Commenti alla Notizia IBM e il computer cognitivo
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  • per l'utente d e f i c i e n t e.

    Adesso possiamo anche esimerci dallo sforzo di pensare.Sorride
    non+autenticato
  • Se ho ben capito, questochip funzionerebbe come una rete neurale. Le reti neurali, in informatica, si usano da un pezzo (ad esempio, un normale programma di OCR, o di riconoscimento vocale, le usano), ma si tratta sempre di implementazioni via software. Se la IBM è riuscita a realizzare una implementazione via hardware, potrebbe essere molto più veloce, e con una struttura molto più semplice (basterebbe un solo chip, mentre al momento attuale occorre avere un microprocessore, il software appropriato e la memoria, quindi un impianto più costoso, e che consuma più corrente)

    Ma comunque, non farebbe nulla di più di quello che si può già fare adesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se ho ben capito, questochip funzionerebbe come
    > una rete neurale. Le reti neurali, in
    > informatica, si usano da un pezzo (ad esempio, un
    > normale programma di OCR, o di riconoscimento
    > vocale, le usano), ma si tratta sempre di
    > implementazioni via software. Se la IBM è
    > riuscita a realizzare una implementazione via
    > hardware, potrebbe essere molto più veloce, e con
    > una struttura molto più semplice (basterebbe un
    > solo chip, mentre al momento attuale occorre
    > avere un microprocessore, il software appropriato
    > e la memoria, quindi un impianto più costoso, e
    > che consuma più
    > corrente)
    >
    > Ma comunque, non farebbe nulla di più di quello
    > che si può già fare
    > adesso.

    A parte farlo molto meglio.
  • Ai processori in silicio manca la "plasticità" neurale tipica dei cervelli biologici..senza quella difficile andare oltre le reti neurali puramente software.Vedo più realistica l'ipotesi di IA relativa ai bio-computer.
    non+autenticato
  • - Scritto da: hhjhkjlk
    > Ai processori in silicio manca la "plasticità"
    > neurale tipica dei cervelli biologici..senza
    > quella difficile andare oltre le reti neurali
    > puramente software.Vedo più realistica l'ipotesi
    > di IA relativa ai
    > bio-computer.

    Perchè dici una cosa simile?

    Per la differenza tra atomi di carbonio e di silicio? (Nel numero di Legami H che possono creare, intendo)

    Personalmente non credo ci siano tutte queste differenze tra elettronico e biologico, il biologico è più efficiente, ma ha avuto miliardi di anni per propagarsi e migliorarsi.

    Dubito
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Se ho ben capito, questochip funzionerebbe come
    > una rete neurale. Le reti neurali, in
    > informatica, si usano da un pezzo (ad esempio, un
    > normale programma di OCR, o di riconoscimento
    > vocale, le usano), ma si tratta sempre di
    > implementazioni via software. Se la IBM è
    > riuscita a realizzare una implementazione via
    > hardware, potrebbe essere molto più veloce, e con
    > una struttura molto più semplice (basterebbe un
    > solo chip, mentre al momento attuale occorre
    > avere un microprocessore, il software appropriato
    > e la memoria, quindi un impianto più costoso, e
    > che consuma più
    > corrente)
    >

    È da un po` in realtà che sono stati studiati CHIP neurali. Sono anche tendenzialmente semplici da realizzare anche se non utilizzano logiche digitali ma lineari, in pratica non hanno alla base la cella logica ma dei semplici circuiti che emettono una tensione quando la somma pesata delle tensioni in input supera un certo livello. Un altro approccio è quello puramente ottico.

    La cosa curiosa delle reti non è tanto che fanno le stesse cose del software convenzionale è che ipotizzano, cioè elaborano in modo statistico gli input, ipotizzando le soluzioni, come appunto nel caso degli OCR che, viste una decina di A differenti quando vedono una A completamente nuova capiscono che è un A.

    Questo porta non tanto ad una diminuzione dei consumi ma ad una rivoluzione dell'intera scienza informatica, non più come logica ma come cognitiva, i computer non andranno più programmati ma addestrati e soffrendo le reti degli stessi problemi del cervello umano, non sempre daranno soluzioni esatte.
    non+autenticato
  • > cognitiva, i computer non andranno più
    > programmati ma addestrati e soffrendo le reti
    > degli stessi problemi del cervello umano, non
    > sempre daranno soluzioni

    Compro un software e prima di poterlo usare devo pagargli gli studi fino all'università?Sorride

    Prima che un software medico inizi a funzionare per davvero deve uccidre qualche paziente?Sorride

    Il software fornisce risultati sbagliati perchè l'impiegato gli sta antipatico e lo fa licenziare?Sorride Lo mandano dallo psicologo?

    Scherzo.. le scienze cognitive sono una figata, immagino che bello sia fare ricerca in questo ambito.

    Spero che quando sarò vecchio potrò avere un coprocessore (spero anche passato dalla mutua)
    non+autenticato
  • - Scritto da: zizzo
    > Compro un software e prima di poterlo usare devo
    > pagargli gli studi fino all'università?

    Oppure te lo forniscono di memoria già addestrata. Pensa alle versioni software, in che modo verrebbero percepiteA bocca aperta

    > Prima che un software medico inizi a funzionare
    > per davvero deve uccidre qualche paziente?

    Poco ma sicuroA bocca aperta Però magari in contesto di simulazione virtuale.
    Il ruolo di programmatore magari si fonderebbe con quello dell'addestratore... in un'ottica ipotetica del genere, magari linux avrebbe tendenze comuniste mentre osx fasciste e windows centriste LOL

    > Il software fornisce risultati sbagliati perchè
    > l'impiegato gli sta antipatico e lo fa
    > licenziare?Sorride Lo mandano dallo
    > psicologo?

    Aldilà dell'impiegato - mi immagino già la scena: il sw percepisce il comportamento utonto dell'impiegato e non solo gli vieta operazioni pericolose, ma gli fa pure gli scherziA bocca aperta
    Un surrogato psicologo sarebbe davvero necessario...

    > Scherzo.. le scienze cognitive sono una figata,
    > immagino che bello sia fare ricerca in questo
    > ambito.

    Immagino anche la grande possibilità di poter, forse un giorno, poter sperimentare su una mente elettronica per poter meglio comprendere e gestire la nostra biologica.
    Che spettacolo...

    > Spero che quando sarò vecchio potrò avere un
    > coprocessore (spero anche passato dalla
    > mutua)

    Beh, non è detto. L'averlo addosso potrebbe significare che ti sei perso per strada qualcosaA bocca aperta
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    Modificato dall' autore il 22 agosto 2011 12.40
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  • - Scritto da: uno qualsiasi

    > Ma comunque, non farebbe nulla di più di quello
    > che si può già fare
    > adesso.

    Dimentichi una cosa: con un chip del genere si implementerebbero molti più layers contemporaneamente, e sarebbe molto, molto, molto più veloce.
    Risultato? OCR a prova di bomba? Sistemi in grado di riconoscere perfettamente gli oggetti e di apprendere da essi?

    Insomma... mica proprio proprio come adesso...
    non+autenticato
  • Gia' me li vedo in apparati consumer, che so.... frigoriferi. Bene, il chip vede il frigo vuoto e che fa? ordina lui, lo ha sempre fatto. ma siccome per un caso fortuito per 4 sere consecutive hai avuto ospiti (ah, porcello, una diversa ogni sera) che hai giustamente circuito con caviale e champagne, il sistema che fa una previsione sbagliata che ti combina? ordina 2000Euro di salmone e fini francesi. Tu che fai? di chi e' la responsabilita'? denunci il fornitore del frigo? Di sicuro devi pagare il supermercato, poi si vedra'.

    Chip che prendono decisioni in AUTONOMIA non mi sembrano la cosa migliore: un sofrware programmato fa quello che deve fare e stop, un chip che DECIDE LUI se aprire o no una valvola o iniettare piu' o meno insulina.... non mi fiderei, ecco.
    non+autenticato
  • Stanno già facendo così gli SO moderni...quelli prorietari intendo...
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Stanno già facendo così gli SO moderni...quelli
    > prorietari intendo...

    I chip cognitivi sono Macchine di Turing?
    non+autenticato
  • > I chip cognitivi sono Macchine di Turing?

    Probabilmente l'idea è quella.
    Non so però, dove sia arrivata la ricerca attuale...
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