massimo mantellini

Contrappunti/ Il fascino dell'hacktivista

di M. Mantellini - La tecnologia strumento di liberazione dei popoli. Ma anche dell'anarchia. E le istituzioni che cercano di comprendere la portata di questi cambiamenti in atto, che mutano gli assetti della societÓ

Contrappunti/ Il fascino dell'hacktivistaRoma - Fra i guai che la tecnologia porta fin dentro le nostre case c'è n'è uno particolarmente rilevante: la democratica distribuzione delle responsabilità. Le opzioni comunicative aumentano enormemente, ad esse spesso non corrisponde un altrettanto significativo incremento del nostro senso di responsabilità. Possiamo parlare al mondo, il mondo intero può ascoltarci, ma molto spesso, ad un qualche livello del processo, nascono problemi.

Esiste un discrimine culturale molto forte e sentito e l'approccio alla grammatica di Internet sembra segmentare le persone in due grandi gruppi. Quelli che prendono atto di una mutazione in corso e quelli che desiderano ricondurre tutto ad una serie di codici noti.

La settimana scorsa a San Francisco è accaduto uno di quegli episodi che fanno da paradigma a questa netta segmentazione che Internet ha creato fra noi.
BART, che è l'acromino del sistema di trasporti locale, ha deciso di spegnere per alcune ore le antenne che consentono le comunicazioni nella metropolitana, isolando i collegamenti dati e di telefonia mobile dei cittadini. La ragione? Il rischio che attraverso simili strumenti si organizzasse una protesta contro l'azienda in occasione dell'anniversario della uccisione di un cittadino da parte della polizia. Il comunicato dell'azienda ammette la scelta di campo e recita laconico che Bart ha temporaneamente interrotto il servizio di telefonia mobile sulle sue piattaforme come "una delle tante tattiche messe in atto per assicurare la sicurezza di tutti". In una successiva lettera un poco più meditata l'azienda illustra meglio la propria posizione e nega che un simile comportamento abbia leso diritti diffusi.

Io vi ho dato la tecnologia, io ve la posso togliere, sembrano recitarci soggetti del genere e quasi sempre esiste in questi casi una ampia sottovalutazione dei diritti comuni. La metropolitana di Vattelapesca, per ragioni di insipienza sua propria, può non prevedere la copertura cellulare nei propri cunicoli: i cittadini sanno che tale servizio non è disponibile e punto. Ma se, diversamente da così, tale opzione è prevista, la sua gestione interessata collide con discreta evidenza con alcuni diritti diffusi. Nel caso specifico di San Francisco, e più in generale in USA, con il Primo Emendamento.

Quello che fa la tecnologia in questi casi è semplicemente fiancheggiare eventuali aspirazioni di controllo dei soggetti più vari, per esempio una compagnia di trasporti che decida quando e come i cittadini possono comunicare fra loro dentro le proprie strutture.

Molti commentatori hanno scritto in questi giorni che la mossa di BART assomiglia a quella di Ahmadinejad, presidente iraniano che nei giorni della protesta per le strade di Teheran contrastò in ogni modo le comunicazioni fra i cittadini allo scopo di rendere difficoltosi i collegamenti fra i rivoltosi. Io non credo sia del tutto vero. L'approccio speculativo alla gestione di Internet ed alle comunicazioni in genere non è esclusivo appannaggio dei regimi o delle democrazie confuse (come nel recente caso di Cameron in Gran Bretagna) e non è nemmeno una prerogativa sempre e solo di segno oppressivo, quanto piuttosto una sorta di variabile di apparato, una opzione di architettura che può essere diversamente esercitata a molti differenti livelli. Un altro livello possibile è, per esempio, quello della amplificazione comunicativa legata all'utilizzo delle reti wifi aperte dei singoli cittadini.

Mai come oggi le opzioni di libera espressione sono state ampliate dalle tecnologie, allo stesso modo mai come oggi si sono moltiplicati gli intervalli tecnologici che consentono ai soggetti più vari di incidere su simili strumenti culturali. ╚ come se un ampio sistema biologico delle comunicazioni si stesse silenziosamente riregistrando. Il segno distintivo, per nostra fortuna, resta quello di un suo caotico ma positivo ampliamento. Abbiamo ragioni per sperare che continui ad essere così anche in futuro.

Massimo Mantellini
Manteblog

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77 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il fascino dell'hacktivista
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  • Le istituzioni (e anche molti utenti) pensano alla tecnologia non come strumento da comprendere prima di essere usato ma come mero utensile.
    Prendo un frigo, inserisco la spina e una bottiglia di acqua calda, aspetto e tiro fuori una bottiglia di acqua fresca.
    L'informatica in generale, e la telematica in particolare, stanno dimostrando che ci non ne capisce abbastanza dovrebbe prima parlare con chi ne capisce un po' di più (e così via a salire) prima di mettere le mani in pasta e sparare.
    Il problema non sono gli hacker, ma quegl'idioti che pensano di fare un "pallogramma" su carta o dire 4 corbellerie ad una presentazione per risolvere i problemi.
    Persino un banalissimo switch può essere usato come cavallo di troia per introdursi in una rete.
    E quello che finora era considerato "sicuro", non lo sarà più domani.
    Menomale che ci sono gli hacker che ci provano e scoprono gli errori (errare è umano) dei vari progettisti e programmatori.
    Possiamo poi discutere sul lato morale dell'hacktivismo, visto che ci sono hacker che lo fanno per i soldi.
    Ma non lavoriamo forse tutti per i soldi?
    Assumete (adottate?) uno hacker in azienda. Vi farà vedere i sorci verdi, ma almeno non vivrete con false convinzioni di tranquillità.
  • Non esistono diritti assoluti e in caso di necessità è anche giusto che i diritti possano venire limitati. Ad esempio nel caso di aree a rischio di frana o di smottamenti il vietarne l'accesso a chiunque non sia stato esplicitamente autorizzato non lo vedo come un attentato alla libertà ma un semplice fatto di buon senso.
    Allo stesso modo il caso di BART, credo che il blocco sia servito per evitare di coordinare una "manifestazione spontanea di protesta" stile quelle viste in UK un paio di giorni or sono.
  • quoto, come detto sopra uno strumento non è mai buono o cattivo, dipende dall'uso che se ne fa...
    non+autenticato
  • ...e l'uso che se ne fa dipende da come si gestiscono i rapporti con i cittadini. Se un cittadino è il civis nel senso originario del termine che è una persona resa partecipe della politica della città che a fronte di sacrifici ha un reale riscontro di miglioramento della propria condizione sociale (non parlo banalmente in termini economici) ed ha una positiva percezione del futuro sicuramente ne farà buon uso. Se invece è di fatto trattato come un suddito/schiavo da spremere e l'unica prospettiva è portare il pane a casa giorno per giorno, cosa avrà mai da perdere? I mezzi che ha gli userà per sfogare la sua frustrazione... pietre o internet che sia.
    Più alto è il munero di avvocati avvocati minore è il senso civico della popolazione.
    non+autenticato
  • sono in linea di massima d'accordo, pero' metterei le cose su un discorso di probabilità e non in valori assoluti. In una società giusta ci saranno sempre disonesti, e in una società ingiusta sempre gente onesta.
    A questo servono le leggi, che in linea solo teorica potrebbero non esserci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > Non esistono diritti assoluti e in caso di
    > necessità è anche giusto che i diritti possano
    > venire limitati. Ad esempio nel caso di aree a
    > rischio di frana o di smottamenti il vietarne
    > l'accesso a chiunque non sia stato esplicitamente
    > autorizzato non lo vedo come un attentato alla
    > libertà ma un semplice fatto di buon senso.
    > Allo stesso modo il caso di BART, credo che il
    > blocco sia servito per evitare di coordinare una
    > "manifestazione spontanea di protesta" stile
    > quelle viste in UK un paio di giorni or
    > sono.

    Il problema è che la limitazione di libertà viene nel primo caso da un govero eletto, nel secondo da un realtà privata.
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    Modificato dall' autore il 22 agosto 2011 15.23
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    2678
  • esattamente, tra l'altro c'è una bella differenza tra l'esempio di sheva, con le porcata degli ultimi giorni...
    Sgabbio
    26177
  • > Il problema è che la limitazione di libertà viene
    > nel primo caso da un govero eletto, nel secondo
    > da un realtà
    > privata.

    un privato non è tenuto a doverti garantire le stesse libertà che ti deve garantire lo stato.
  • fino ad un certo punto, se questo viola i diritti umani,...
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: shevathas
    > > Il problema è che la limitazione di libertà
    > viene
    > > nel primo caso da un govero eletto, nel
    > secondo
    > > da un realtà
    > > privata.
    >
    > un privato non è tenuto a doverti garantire le
    > stesse libertà che ti deve garantire lo
    > stato.

    Appunto, è per questo che ci si dovrebbe porre delle domande sul fatto che i "nuovi strumenti di libertà" siano perlopiù gestiti e promossi da società private. E non abbiano nessuna regolazione di sorta.

    E' una grossa novità anche questa.
    2678
  • > Appunto, è per questo che ci si dovrebbe porre
    > delle domande sul fatto che i "nuovi strumenti di
    > libertà"

    bellissimo slogan ma vuoto. Non sono nuovi strumenti di libertà, sono servizi offerti, con pagamento palese e/o occulto, da privati.


    > siano perlopiù gestiti e promossi da
    > società private. E non abbiano nessuna
    > regolazione di
    > sorta.
    >
    le regole, del codice civile e penale, ci sono. I problemi sono da una parte le società che mirano a lucrare e dall'altra chi clicca e accetta a scatola chiusa qualsiasi cosa. Come già capitato con i siti: "guardami gratis le mie tette, paghi solo la connessione".
  • - Scritto da: shevathas
    > > Appunto, è per questo che ci si dovrebbe
    > porre
    > > delle domande sul fatto che i "nuovi
    > strumenti
    > di
    > > libertà"
    >
    > bellissimo slogan ma vuoto. Non sono nuovi
    > strumenti di libertà, sono servizi offerti, con
    > pagamento palese e/o occulto, da
    > privati.

    Vuota? Le due cose non si escludono. Un giornale è un servizio privato e uno strumento di libertà.
    O vuoi dire che i giornali non hanno mai avuto un peso politico e/o lo scopo di propagandare idee e correnti di pensiero?
    Vuoi dire che per esempio il governo Nixon non è caduto per colpa di un giornale privato?

    > le regole, del codice civile e penale, ci sono. I
    > problemi sono da una parte le società che mirano
    > a lucrare e dall'altra chi clicca e accetta a
    > scatola chiusa qualsiasi cosa. Come già capitato
    > con i siti: "guardami gratis le mie tette, paghi
    > solo la
    > connessione".

    Manchi il punto, il problema è qual è il confine fra un servizio privato e l'uso pubblico che se ne fa.
    Fino a che punto internet è un affare e fino a che punto internet è un diritto e se queste cose sono in conflitto quale deve prevalere.
    Se internet diventa uno strumento di democrazia, è giusto che rimanga in gran parte controllato da aziende dedite al profitto?
    Si può dire che è la stessa situazione che avviene coi giornali o no?
    Qualcuno ha riflettuto su questa cosa?
    2678
  • ...perché fai uso dell'avversativa nei confronti dell'anarchia. L'anarchia, nella in una nelle delle sue concezioni originali _è_ liberazione dei popoli.
    non+autenticato
  • infatti, non lo capisco nemmeno io.
    non+autenticato
  • L'anarchia funziona solo in popolazioni con n=1 individui...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Chiaramente non hai mai letto un paio di testi fondamentali, quelli di Préposiet ad esempio; ma anche Ward se cerchi qualcosa di più accessibile. Ma se temo che la tua definizione di 'anarchismo' ti sia stata inoculata dai servizi di Emilio Fede sul G8 di Genova.
    non+autenticato
  • Se sapessi di quello che parli, visto che accusi me di non sapere nulla, sapresti che nemmeno tra gli esponenti del pensiero Anarchico c'è mai stata uniformità di pensiero, e una definizione univoca di Anarchia è impossibile.

    Tuttavia, prendendo per buona la definizione in cui Anarchia significa assensa di uno stato e autogoverno dei singoli, è una forma di governo valida tanto quanto la monarchia assoluta: funzionerebbe sono nell'ipotesi che gli uomini non pensanserro al proprio bene a discapito di quello degli altri. E questa cosa, caro mio,oltre a essere empiricamente vera (la storia insegna) va contro una piccolissima cosa che viene definita: LIBERTA'...
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov

    > Tuttavia, prendendo per buona la definizione in
    > cui Anarchia significa assensa di uno stato e
    > autogoverno dei singoli...

    ma quello è solo il significato letterale del termine... non ha niente (o quasi) a che vedere con le varie correnti/filosofie anarchiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov
    ... è una forma di governo
    > valida tanto quanto la monarchia assoluta:
    > funzionerebbe sono nell'ipotesi che gli uomini
    > non pensanserro al proprio bene a discapito di
    > quello degli altri. E questa cosa, caro mio,oltre
    > a essere empiricamente vera (la storia insegna)
    > va contro una piccolissima cosa che viene
    > definita:
    > LIBERTA'...

    è interessante, soprattutto il passaggio dove parli dell'insegnamento storico dato che la storia ci racconta di sistemi di governo non anarchici.
    Ma potresti farmi un esempio che evidenzia come la nostra democrazia ci mette al riparo dall'assenza di liberta rispetto a quanto potrebbe fare l'anarchia?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 25 agosto 2011 11.58
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  • guarda come i democratici veri intendono la liberta (loro)
    http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_25/super...

    tutto democraticamente accettato a norma di LEGGE!
  • Meno male che qualcuno l'ha fatto notare. Anarchia è l'organizzazione della società senza l'uso di gerarchie e dominio. Orizzontale... come si dice.
    Il bello è che nessuno si rende conto che tutto il movimento del software libero, anch'esso si basa su una filosofia libertaria. Questo perché nessuno mai si preoccupa di capire cosa sia l'anarchia, probabilmente perché ritengono erroneamente di saperlo già.
    Ma basterebbero delle semplici letture, per saperne di più. Proudhon, Bakunin, Malatesta, Bookchin, Colin Ward, fra quelli recenti. Anche lo stesso Ghandi si definiva un anarchico. E fra gli antichi, Antistene, Diogene, Zenone...
    non+autenticato
  • una società di esseri umani non gerarchica è nella pratica impossibile. La storia insegna...
    non+autenticato
  • ...ok internet e il web come promotore dei cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao: "Il (vero) potere politico passa sempre per la canna del fucile". E non per il doppino telefonico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polemik
    > ...ok internet e il web come promotore dei
    > cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno
    > solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao:
    > "Il (vero) potere politico passa sempre per la
    > canna del fucile". E non per il doppino
    > telefonico.
    Perché ' in Libia c'e qualche cambiamento?
    non+autenticato
  • ...sottile ironia...e quoto
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov
    > ...sottile ironia...e quoto
    Vorrei fosse ironia.... Vorrei....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polemik
    > ...ok internet e il web come promotore dei
    > cambiamenti, poi però i veri cambiamenti si hanno
    > solo con l'AK-47. Libia docet. Come disse Mao:
    > "Il (vero) potere politico passa sempre per la
    > canna del fucile". E non per il doppino
    > telefonico.
    Il fucile dev'esserci sempre qualcuno che lo regge, e le idee/informazioni/promesse/minacce che inducono quel qualcuno a reggerlo possono benissimo passare per il doppino telefonico.
    jaro
    321
  • Il problema è che viviamo in un periodo di passaggio, la tecnologia sta maturando più in fretta della nostra società. Convivono ancora generazioni nate nell'era digitale con genearzioni nate quando il pc era fantascienza.

    Inoltre esiste comunque un problema di fondo: l'umanità non funziona senza controllo, è la storia che ci dice che l'Anarchia è disastrosa per una comunità, in quanto l'individuo è portato a perseguire il proprio vantaggio anche a discapito del vicino.
    E' innegabile che Internet possa essere veicolo di Anarchia, come altrettanto sbagliato è cercare di controllarla per i propri interessi politici o economici. Solo la "maturazione" della società porterà (spero) a raggiungere un equilibrio che oggi non c'è...
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov

    > E' innegabile che Internet possa essere veicolo
    > di Anarchia,

    beh, se è per questo, qualsiasi mezzo di comunicazione può eventualmente essere "veicolo di Anarchia". anche il normale telefono o la tua stessa bocca...

    in questo, internet, non ha più colpe di qualsiasi altro mezzo.
    non+autenticato
  • no qualcosa in piu' lo ha: è facilmente accessibile, anche anonimamente, è ha un bacino di "ascoltatori" pari all'intera umanità o quasi... non sono dettagli irrilevanti. I tuoi esempi non calzano, perchè via telefono o peggio via bocca sei facilmente individuabile.
    Se paragoni Internet al telefono stai leggermente sottovalutando i cambiamenti nella comunicazione degli ultimi 20 anni...
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov

    > Se paragoni Internet al telefono stai leggermente
    > sottovalutando i cambiamenti nella comunicazione
    > degli ultimi 20 anni...

    non paragono internet ad un telefono, è chiaro che internet ha "qualcosa in più"...

    ma dire che Internet "può potenzialmente essere veicolo di Anarchia" equivale a dire che "il cielo è blu". cioè, un'ovvietà.

    e dire un'ovvietà equivale a non aver detto niente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anony
    >
    > ma dire che Internet "può potenzialmente essere
    > veicolo di Anarchia" equivale a dire che "il
    > cielo è blu". cioè,
    > un'ovvietà.
    >
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    non+autenticato
  • "e dire un'ovvietà equivale a non aver detto niente"

    se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è vero equivale a dire niente...strana logica utilizzi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov

    > se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è
    > vero equivale a dire niente...strana logica
    > utilizzi...

    rimarcare l'ovvio (cioè ripetere la stessa verità ad libitum) non è certo cosa buona né auspicabile...
    non+autenticato
  • Per fortuna Karl Popper prima e Watzlawich poi hanno confutato sia l'"ovvio" che il "vero". O ci vuoi riportare alla fine del 1800?

    - Scritto da: asimov
    > "e dire un'ovvietà equivale a non aver detto
    > niente"
    >
    > se una cosa è ovvia è vera...se dire cio' che è
    > vero equivale a dire niente...strana logica
    > utilizzi...
    non+autenticato
  • -
    > vicino.
    > E' innegabile che Internet possa essere veicolo
    > di Anarchia, come altrettanto sbagliato è cercare
    > di controllarla per i propri interessi politici o
    > economici. Solo la "maturazione" della società
    > porterà (spero) a raggiungere un equilibrio che
    > oggi non
    > c'è...
    Beh no perche' da che mondo e' mondo n individui resteranno sempre anarchici, forse siamo noi che mettiamo dentro il termine anarchia individui esenti al termine. A questo punto della situazione sarebbero piu' pericolosi i possessori di iPhone per i fatti successi in uk? Quindi a rupPolo in uk preventivamente gli si stacca la linea?
    non+autenticato
  • sto solo dicendo che Internet è un mezzo enormemente potente, ma come al solito non c'è "male" in uno strumento, ma in chi lo usa.
    Io sostengo solo che ovviamente ci deve essere una regolamentazione, che le leggi non possono semplicemente "non valere" su Internet perchè "Internet deve essere libero". Per lo stesso motivo ogni paese che ha delle leggi non dovrebbe essere libero...
    D'altra parte i governi non stanno cercando di regolamentare Internet ma semplicemente di piegarlo ai propri scopi e questo è altrettando sbagliato oltre che impossibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: asimov
    > sto solo dicendo che Internet è un mezzo
    > enormemente potente, ma come al solito non c'è
    > "male" in uno strumento, ma in chi lo
    > usa.
    > Io sostengo solo che ovviamente ci deve essere
    > una regolamentazione, che le leggi non possono
    > semplicemente "non valere" su Internet perchè
    > "Internet deve essere libero". Per lo stesso
    > motivo ogni paese che ha delle leggi non dovrebbe
    > essere
    > libero...
    > D'altra parte i governi non stanno cercando di
    > regolamentare Internet ma semplicemente di
    > piegarlo ai propri scopi e questo è altrettando
    > sbagliato oltre che
    > impossibile.

    Regolamentare significa appunto piegarlo ai propri scopi. Non servono leggi ad hoc su internet visto che quest'ultime si sono dimostrate disastrose.
    Sgabbio
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