Alfonso Maruccia

ComScore, spione per professione?

Due cittadini statunitensi intendono istituire una class action contro la società di ricerca per la sua presunta pratica di installazione surrettizia di software "spioni". Capaci di raccogliere una "impressionante" mole di dati personali

Roma - Guai all'orizzonte per comScore, la società di ricerca specializzata nell'analisi del traffico web: due netizen USA sostengono di essere incappati nel software "spione" installato illegalmente dalla società, software che avrebbe lo scopo di raccogliere informazioni personali e di navigazione per meglio tracciare gli utenti.

Il caso è Harris v. Comscore Inc, e i suoi promotori - Jeff Dunstan della California e Mike Harris dell'Illinois - intendono trasformare la causa in una class action capace di rappresentare tutti quegli utenti che siano incappati - consapevolmente o meno - nel programma spione di comScore.

"La portata e l'ampiezza dei dati raccolti da Comscore su utenti ignari è terrificante", recita la causa intentata contro la società di ricerca statunitense, e tra le informazioni carpite senza l'autorizzazione preventiva dell'utente ci sarebbero username e password, numeri di carte di credito, prezzi pagati per gli acquisti online, indirizzi web visitati, banner pubblicitari clickati e via elencando.
Neanche a dirlo, comScore rigetta totalmente le accuse e si limita a parlare di una causa legale "priva di merito e piena di inesattezze fattuali". La parola passa ora ai tribunali.

Alfonso Maruccia
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