Roma - Susan Clements-Jeffrey è vedova e ha 52 anni. Come nei migliori film d'amore, ritrova la sua vecchia cotta dei tempi del liceo, l'ormai adulto cittadino di Boston Carlton Smith. I due iniziano a flirtare a distanza, vicini alle webcam installate sui rispettivi dispositivi portatili.
La coppia continua a flirtare, portando la conversazione su scenari decisamente spinti. Lei addirittura inizia a spogliarsi, ma c'è qualcuno - o meglio, qualcosa - a spiarla. È un
programma di tracciamento dei computer rubati, sviluppato negli Stati Uniti dalla società Absolute Software.
Un software di recupero in remoto chiamato LoJack,
offerto dai vertici di
Absolute ai dirigenti scolastici della
Clark County School in Ohio. Un misterioso studente ha infatti rubato nel lontano 2008 un dispositivo portatile appartenente al distretto. Un laptop passato di mano in mano,
fino a quelle innocenti di Susan Clements-Jeffrey.
La donna compra infatti il computer da un suo alunno per appena 60 dollari. Il ragazzo assicura che non gli serve più. Da lì, le video-conversazioni spinte con il vecchio compagno di scuola. Ma i vertici di
Absolute Software non inviano le prove alle autorità, scegliendo di
seguire in tempo reale i movimenti della macchina. E quelli delle gambe della vedova.
La società è stata ora
condannata da un giudice locale, che ha sottolineato come il tracciamento di un computer rubato
non sia un'attività totalmente diversa dall'intercettazione di comunicazioni private: meglio avrebbero fatto, i tecnici, a rivolgersi alla Polizia.
Absolute Software ha dunque commesso un reato federale, pur con la nobile intenzione di restituire un computer rubato ad una scuola.
Mauro Vecchio