Alfonso Maruccia

WiLAN, il ritorno del patent troll

Una società specializzata in minacce legali per presunta infrazione di brevetto torna alla carica prendendo di mira Apple e altri grandi dell'IT. L'obiettivo, naturalmente, è scucire denaro o accordi di licenza forzosi

Roma - WiLAN è tornata, e ora come in passato è alla caccia di ritorno economico con la denuncia di grandi aziende hi-tech presunte responsabili di aver infranto i suoi preziosi brevetti sulle tecnologie wireless. Le nuove "vittime" prese di mira dalla canadese includono nomi pesanti del calibro di Apple, HP, Dell, Alcatel-Lucent e altri.

Stando a quanto sostiene WiLAN, le suddette aziende avrebbero violato due dei suoi 800 brevetti relativi a tecnologie wireless fondamentali come CDMA, HSPA, WiFi ed LTE. La società ha aperto le ostilità legali presso la Corte Distrettuale del Distretto Est del Texas, giurisdizione nota per la sua tendenza a giudicare a favore dell'accusa in materia di contese brevettuali nel mondo tecnologico.

WiLAN è una di quelle società senza business ma conosciute per voler denunciare tutto e tutti, al fine di strappare lauti contratti di concessione in licenza dei brevetti detenuti ad aziende affermate che non possono fare a meno dei suddetti brevetti per continuare a produrre e sviluppare senza il rischio della serrata.
Uno dei succitati accordi di licenza strappati da WiLAN riguarda Intel e la relativa causa per la presunta violazione di brevetti sulle connessioni wireless, mentre per incrementare il proprio valore all'interno del peculiare "business dei brevetti" (anche noto ai più come "patent trolling") la società aveva recentemente provato ad acquisire la concorrente (e altrettanto brevetto-dipendente) MOSAID.

Alfonso Maruccia
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