Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Globaleaks, oltre Wikileaks

di M. Calamari - Mentre Wikileaks combatte per la sua esistenza, c'è chi sta costruendo un futuro migliore per la "Public Disclosure"

Cassandra Crossing/ Globaleaks, oltre WikileaksRoma - Esistono moltissime persone che ritengono la pubblicazione di informazioni riservate (Public Disclosure), che in certi casi può anche avere effetti immediati negativi, un grande guadagno netto per la società civile. Nella precedente categoria esistono tuttavia persone che hanno criticato da molti punti di vista Wikileaks, il suo funzionamento, e l'operato dei suoi rappresentanti (presenti e passati) più noti, in particolare Julian Assange e Daniel Domscheit-Berg.

Coloro che promuovono o facilitano pubblicamente le attività di Wikileaks ritengono evidentemente che esse siano benefiche e positive: sono nella maggior parte dei casi entità umane come dissidenti politici, cittadini che temono ritorsioni, attivisti dei diritti civili e semplici consumatori.
Le attività di Wikileaks sono invece solitamente poco apprezzate (per usare un eufemismo) da entità non umane come stati ed organizzazioni di vario tipo ed aziende.

In questo contesto è curioso che si parli così poco del lavoro di chi sta costruendo o tentando di costruire il futuro della "Public Disclosure": molti interessati al fenomeno ignorano del tutto che esistano evoluzioni anche molto significative.
L'argomento Public Disclosure in quanto tale è praticamente assente dai media: qualche notizia appare di tanto in tanto, ma si tratta di pezzi di pura cronaca su Wikileaks, sulla la vicenda giudiziaria di Julian Assange o più recentemente sui cable pubblicati senza filtraggio da Wikileaks stessa.
Il povero Julian, non ce lo dimentichiamo, è ancora ai domiciliari nel Regno Unito ed attende la discussione della strumentale richiesta di estradizione svedese-americana che lo potrebbe portare in tre semplici passi a Guantanamo. Si meriterebbe, è stato già scritto, di essere ricordato più spesso. Ma oggi non parleremo di lui, di Wikileaks o della vicenda dei cablo non rieditati, ma piuttosto dei limiti e degli errori di realizzazione del "sistema" Wikileaks, e soprattutto delle attività di gruppi di persone che, imparando dalle lezioni del passato, cercano di fare qualcosa di migliore.

Per poter descrivere quello che c'è oltre Wikileaks, è necessario prima considerare che cosa è, e sopratutto che cosa non è, Wikileaks.
Wikileaks è un'organizzazione centralizzata che vuole promuovere ed attuare Public Disclosure. Non è una "entità di Rete" e nemmeno un software: questi sono in effetti i suoi maggiori limiti.
Wikileaks ha a che fare con la Rete solo perché nella maggioranza dei casi riceve documenti in forma digitale (come ormai accade in tutti i trasferimenti di informazioni), e perché utilizza principalmente ma non esclusivamente un sito web per propagandare se stessa e diffondere la maggior parte dei documenti.

Wikileaks ha dichiarato di permettere anche consegne telematiche via sistemi anonimi, come Tor, ma questa possibilità è stata spesso indisponibile. Esistono anche indirizzi postali e sicuramente altri mezzi convenzionali ma non completamente pubblici.

Da questo punto di vista, quindi, Wikileaks cerca di mettere a disposizione di tutti la possibilità di rendere pubbliche informazioni utilizzando anche vari mezzi informatici senza tuttavia essere riuscita a farlo in maniera sicura: non per nulla si è praticamente bloccata appena qualche "peso massimo" si è reso conto di cosa stava succedendo.

Dal punto di vista della sicurezza di tutti i partecipanti al processo di Public Disclosure questi sono i punti deboli di Wikileaks:
1) essere un'organizzazione centralizzata e pubblica, e quindi attaccabile e neutralizzabile anche se tenta di rendersi più resistente con accorgimenti come avere più server in paesi diversi od offuscare l'identità dei suoi collaboratori.
2) non garantire l'anonimato di chi fornisce le informazioni in maniera dimostrabile, ma solo su una base "fiduciaria".
3) non sfruttare la Rete e le sue potenzialità per rendere diretto ed automatico il processo di comunicazione tra chi fornisce le informazioni e chi le rende pubbliche
4) dover obbligatoriamente agire come filtro sulle informazioni e come decisore del Target, cioè facendosi carico di attività molto pesanti in termini non solo operativi ma anche di responsabilità, sia morale che giuridica.

Alcune comunità di persone si sono rese contro che l'intero processo di Public Disclosure doveva essere ripensato e reso più sicuro e più semplice utilizzando mezzi informatici e la Rete, e che la cosa doveva essere realizzata proteggendo al massimo, particolarmente dal punto di vista delle responsabilità legali, tutti gli attori del processo.
Il modello di anonimato forte e plausible deniability adottato da Freenet ne è un buon esempio.

Il primo tentativo, che ancora non ha prodotto un sistema utilizzabile, è quello di Openleaks, che è stato portato avanti principalmente da un ex membro di Wikileaks, Daniel Domscheit-Berg, che ha organizzato una community per creare una "Wikileaks come avrebbe dovuto essere".
Openleaks mette in comunicazione la persona che fa la Public Disclosure e il medium responsabile della pubblicazione, proteggendo in maniera dimostrabile l'anonimato di chi fa filtrare l'informazione riservata. È in buona sostanza una dropbox anonima da cui i giornali possono attingere notizie.
Questo risolverà, quando sarà realizzato e funzionante, la maggior parte dei problemi pratici da cui Wikileaks è afflitta.

Resta però da risolvere il problema più critico, la centralizzazione dell'organizzazione e l'accorpamento di ruoli che sono nella pratica ben distinti.
Openleaks, o una serie di siti come Openleaks, saranno sempre attaccabili e neutralizzabili con tecniche DoS di negazione del servizio, sia informatiche che legali, ma sopratutto sia legali che paralegali o addirittura illegali. Senza correggere quest'ultimo punto, Openleaks sarà in grado forse di proteggere i suoi utenti ma non se stessa.

Ed è questo ultimo indispensabile passo che Globaleaks ha realizzato, utilizzando estesamente come "mattoni" risorse per la privacy già disponibili, diffuse e ben collaudate come Tor, gli Hidden Services di Tor ed il proxy Tor2Web.
19 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Globaleaks, oltre Wikileaks
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)