Roberto Pulito

Sony e la sicurezza nazionale

Per difendere PSN l'azienda giapponese assume un veterano della sicurezza informatica che ha lavorato alla Casa Bianca

Roma - Negli ultimi mesi le difese dei server Sony non hanno brillato particolarmente. Il PlayStation Network è ormai tornato a pieno regime ma ora bisogna lavorare per fortificare il servizio e blindare i dati sensibili degli utenti. Per questo motivo il colosso nipponico ha deciso di mettere la sicurezza della piattaforma nelle mani di Philip Reitinger.

Il nuovo Chief Information Security Officer in carica ha lavorato per il Dipartimento della Difesa statunitense ed è stato direttore dell'US National Cyber Security Center, organizzazione specializzata proprio nella sicurezza informatica.

"Indubbiamente l'attacco hacker è servito da catalizzatore per questa nomina - ha spiegato ai giornalisti di Reuters un portavoce di Sony Computer Entertainment - Ora stiamo cercando di migliorare ancora di più la sicurezza dei nostri network".
Secondo gli utenti che stanno aderendo alla class-action, Sony avrebbe comunque peccato di negligenza, abbassando la guardia. L'attacco del 21 aprile poteva essere evitato perché l'azienda sapeva di lavorare con sistemi di codifica inadeguati e software obsoleti, già da tempo.

Roberto Pulito
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