Roberto Pulito

Se potessi avere un Ubuntu al mese

Dalle release semestrali a micro-aggiornamenti mensili, gestiti nei canali di sviluppo alpha, beta e stable. Sarà questo il futuro di Ubuntu?

Roma - E se gli aggiornamenti del sistema Ubuntu diventassero improvvisamente mensili? La nota distribuzione Linux creata dalla comunità open source e da Canonical, viene solitamente rilasciata con cadenza semestrale, ma ora le cose potrebbero cambiare.

Secondo Scott James Remnant, membro del consiglio tecnico di Ubuntu che lavora per Google, questo appuntamento fisso non giova alla qualità del sistema operativo. Con l'ansia della scadenza da rispettare, dell'evento "irripetibile", gli sviluppatori sono obbligati a proporre novità sostanziose da legare alla nuova versione e si ritrovano a scartare tutte quelle caratteristiche che non possono essere completate in tempo.

Remnant propone invece di "normalizzare" le release adottando un ciclo di uscite mensili, alla maniera del browser Chrome. In questo modo si potrebbe lavorare senza reali costrizioni di tempo, inserire solo nuove funzionalità considerate realmente "mature" e correggere il tiro dell'OS ogni 30 giorni.
L'idea, molto discussa dalla community Ubuntu, comprende anche la creazione dei tipici canali di sviluppo distinti, alpha e beta, che precedono la release stabile. Queste repository con micro-aggiornamenti dovrebbero comunque riguardare soltanto la versione "normale" di Ubuntu. La versione LTS (Long Term Support) del software, dedicata alle organizzazioni che hanno bisogno di maggiore stabilità, continuerebbe quindi a seguire la sua classica cadenza biennale.

Roberto Pulito
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75 Commenti alla Notizia Se potessi avere un Ubuntu al mese
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  • Complimenti, ottimo articolo.....sintetico e preciso.
    Venendo al commento vero e proprio.....trovo questa idea molto interessante, anche se probabilmente difficilmente gestibile. Sono comunque certo che la mossa proposta dal dipendente Canonical, desterebbe parecchia curiosita' e quindi attirerebbe pubblico ed utenze.
    non+autenticato
  • Kernel, X server e compagnia, che restano alla versione più stabile e collaudata, se non anche il DE, con le opportune patch, e le applicazioni come Firefox aggiornate quando escono. Basterebbe anche solo un repo a parte per le applicazioni.
    non+autenticato
  • Ti sei mai accorto di apt?
  • Due cose:

    1) Per quanto riguarda l'usare "le due velocità": si può. Si chiama half-rolling. È una pratica molto diffusa in ambiente BSD dove l'OS viene rilasciato generalmente ogni sei mesi, mentre la collezione di port viene aggiornata regolarmente come una rolling bleeding-edge. È una tecnica usata anche da Chakra GNU/Linux (derivata di Arch)

    2) Il dependency hell non esiste più da almeno dieci (ma anche più) anni.
    Precisamente il dependency hell è stato risolto con l'avvento dei package manager avanzati (APT ed RPM su Linux, Ports su BSD) che gestiscono automaticamente le dipendenze.
    L'unico OS che è ancora afflitto è Slackware, ma non parlerei di esserne afflitto in quanto è una scelta personale, fatta sulla base della filosofia della distribuzione.
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    Modificato dall' autore il 13 settembre 2011 19.11
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    Darwin
    5126
  • Riguardo al dependency hell leggi questo http://portablelinuxapps.org/docs/1.0/AppImageKit.... dove dice motivation
    non+autenticato
  • Allora,

    1) il punto centralizations è una fesseria.
    Le organizzazioni che rilasciano software (sicuramente proprietari) lo rilasciano come binario statico per evitare n compilazioni per n distro.
    Oppure, come nel caso di Chrome, il pacchetto è disponibile su tutte le distro più diffuse.

    Alle meno diffuse ci pensano i packager delle comunità ad ovviare al problema.

    Essendo che Ubuntu è una distro molto diffusa, non vedo dove stia il problema.

    2) Il problema Duplication of effort non so da dove lo abbiano ricavato.
    Le app, proprietarie, a 32bit vengono generalmente compilate per i386 rendendosi usabili su QUALSIASI distribuzione.
    Altre, come Firefox, possono scegliere la via dell'i686.
    Considerando comunque che anche un Pentium II è i686, anche quì il problema non sussiste.
    Anche perchè un app moderna su un i386 difficilmente girerebbe correttamente.
    Per i vecchi computer, è meglio rivolgersi ad alternative lightweight.

    3) Need to be online.
    Valido per tutti i sistemi operativi.
    Anche su Windows se ti serve un software, lo scarichi da internet.
    Non tutti sono disponibili in scatola.
    Quindi, di che stiamo parlando?

    4) No recent apps in mature...
    Questa non si capisce proprio.
    Tu nel 2011 continui ad usare un OS che non è più supportato? Di cosa ti lamenti? Lo vuoi aggiornato? Prendi i sorgenti e compilalo. Non penserai mica che i maintainer della distro debbano mantenere tutte le versioni, spero, solo perchè c'è qualcuno che vuole rimanere con una versione obsoleta..
    Il paragone con XP è una fesseria, specie se si pensa che Microsoft stessa ormai ne ha rotto la compatibilità, nonostante il supporto è mainstream.

    5) No way to use parallel version.
    Stronzata colossale.
    Sul repository di Archlinux sono presenti, ad esempio, python 2.7 e python 3.1 e l'uso di uno non condiziona l'altro.
    Basta solo accortezza da parte del packager. E se proprio è impossibile con la classica dynamic building si passa alla statica.

    6) Not easy to move an app..
    Non è per forza come la mette lui.
    A volte basta solo fare un symlink della libreria mancante, visibile con ldd.

    L'ho detto e l'ho ripeto: la dependency hell è storia vecchia.
    E tra l'altro continuo a non capire cosa c'entri con l'half-rolling.
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    Modificato dall' autore il 14 settembre 2011 16.35
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    Darwin
    5126
  • Ubuntu è nata anche per stabilizzare Debian che era una distro base eccellente, ma con cicli tollerati solo dai milgiori nerd.

    Ubuntu allora rivoluzionò il mondo debian introducendo una scaletta di rilasci stabile quando le stable di debian erano emesse ogni morte di papa.

    Oggi possono certo permettersi di fare una build al mese e comunque etichettare come "long term" una ogni tot...
    non+autenticato
  • Debian rilascia la stabile quando è stabile davvero, non per forza quando c'è la scadenza e non lo è ancora, come fa Ubuntu. Quando Ubuntu rilascia la nuova versione semestrale, molti si mettono le mani nei capelli quando la provano. Diversi utenti ormai si sono rassegnati ad aspettare almeno un mese o due di patch dopo che è uscita, qualche volta saltano proprio la release. Poi ci sono i temerari che iniziano a smanettarci dalle alpha e si divertono a reinstallare, ma quello è un altro discorso.
    non+autenticato
  • No un momento fatemi capire...

    adesso se lo fa Ubuntu è un vanto?
    non+autenticato
  • ???? si parla di aggiornamenti non di patch di sicurezza
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > ???? si parla di aggiornamenti non di patch di
    > sicurezza

    Guarda che Microsoft distribuisce anche aggiornamenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > - Scritto da: collione
    > ???? si parla di aggiornamenti non di patch
    > di
    > sicurezza
    >
    > Guarda che Microsoft distribuisce anche
    > aggiornamenti.

    Sì, aggiornamenti delle patch, le famose patch delle patch Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Trollone
    > No un momento fatemi capire...
    >
    > adesso se lo fa Ubuntu è un vanto?

    Io con debian sono tre giorni di fila che ricevo aggiornamenti con la richiesta di riavviare il sistema ... immagino di dover essere contentoA bocca aperta
    non+autenticato
  • quindi sono 3 giorni che aggiorni il kernel? dev'esserci qualcosa di storto nel tuo pc Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Tenendo solo le LTS?

    poi rilasciare solo aggiornamenti dei singoli componenti.

    Se poi esce qualche aggeggio nuovo, synaptic ed uno lo installa.

    Magari rimettere gnome2.30 oppure finire lo sviluppo di unity.
  • O abbandonare Unity... LO ODIO !
    Meglio l'interfaccia di MeeGo !
    Be&O
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  • - Scritto da: Be&O
    > O abbandonare Unity... LO ODIO !
    > Meglio l'interfaccia di MeeGo !

    Ma secondo me non è poi cosi male ( bisogna abituarsi a quelle differenze ), solo che devono ancora finirlo, mancano dei pezzi. Se faccio in tempo provo a vedere la build di oggi.
  • ma se rilasciano aggiornamenti di singoli componenti, allora diventano rolling

    alla fin fine sono sempre 2 i modi possibili

    del resto pure windows può essere considerato una rolling release, visto che i software vengono aggiornati indipendentemente
    non+autenticato
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