Mauro Vecchio

Copyright, un miliardo per 20 anni in più

Secondo gli studiosi britannici, i costi legati alla legge Cliff supereranno il miliardo di euro. Pagati dai cittadini europei e non da etichette e collecting society. Pochi spiccioli andranno invece agli interpreti minori

Roma - Un'analisi sconfortata, recentemente pubblicata dal Center for Intellectual Property Policy & Management (CIPPM) presso la Bournemouth University, nel Regno Unito, uno studio più che dettagliato, a dipingere gli scenari economico-sociali che emergeranno in seguito all'adozione comunitaria della cosiddetta legge Cliff, che estenderà la durata del copyright di ulteriori 20 anni.

Ottime notizie per l'industria musicale, che ha ottenuto il prolungamento da 50 a 70 anni nella protezione dei diritti di intepreti e produttori musicali d'Europa. Soprattutto perché associazioni di categoria e collecting society non dovranno sobbarcarsi i costi legati alla Direttiva comunitaria, che - almeno secondo i vertici del CIPPM - supereranno la quota di 1 miliardo di euro.

Denaro che verrà pagato dalla società del Vecchio Continente, mentre i signori dell'industria potranno contare su un più cospicuo flusso di entrate. Questa la visione del centro britannico, che ha sottolineato come il 72 per cento dei benefici economici provenienti dall'estensione sarà appannaggio delle etichette discografiche.
Il rimanente 28 per cento andrebbe ai performer, ovviamente in misura maggiore alle grandi superstar del pop-rock. Secondo il CIPPM, solo un misero 4 per cento andrà a quegli interpreti chiamati in causa dal Consiglio d'Europa, ovvero chi fatica davvero ad arrivare degnamente alla fine della propria carriera (o vita). Il centro britannico ha sottolineato come ci sarà una redistribuzione dei proventi dagli interpreti vivi a quelli deceduti.

Mauro Vecchio
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32 Commenti alla Notizia Copyright, un miliardo per 20 anni in più
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  • http://www.telegraph.co.uk/technology/news/8759524...
    ...Copyright extensions are bad for innovation, bad for the economy and bad for our culture. The only people they are good for are those who collect the royalties and according to research that's far more likely to be record labels and already-rich stars than it is to be struggling musicians. Using the EU's own data, Martin Kretschmer, a professor at Bournemouth University, found that the bottom 80 per cent of artists would be £50 a year better off with a copyright extension to 95 years . While £50 is better than nothing, it's not enough to offset the overall damage of copyright extensions, which are essentially a disincentive to create new work....

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Accade questo:
    >
    > http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_2011091

    parola magica 'free drugs' e via ....
  • Il copyright va abolito!



    o forse no...
  • - Scritto da: PuzzettaSoporifera
    > Il copyright va abolito!
    >
    >
    >
    > o forse no...
    puzzy, se continui cosi', tra un paio d'anni, potrai far seriamente concorrenza a Ruppolo! 56 messaggi e 56 cacchiate o trollate. E' un ottima media!
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > http://guiodic.wordpress.com/2011/06/28/no-censura

    bellissimo... è passato tanto gradualmente da una storia vera ad una metafora che non me ne sono neanche accorto!Sorride
  • Il copyright più che un incentivo a fare nuove opere mi sembra un incentivo per vivere di rendita..

    Se sai che una tua opera ti da un entrata economica per tutta o quasi la vita, hai voglia di fare qualcosa di veramente nuovo? Delle volte le canzoni sembrano fatte in serie!!!

    Invece se il copyright scade dopo qualche anno devi pensare a qualcosa di nuovo in fretta se vuoi vivere come artista...

    Una domanda, si parla di copyright come forma "pensionistica" per gli artisti "anziani". Ma non esiste un "ente pensionistico", una "cassa previdenza" per gli artisti "lavoratori autonomi" dove come tutti i lavoratori versano dei contributi per poi avere una pensione, se esiste non gli basta?
    non+autenticato
  • I lavoratori dello spettacolo dovrebbero versare dei contributi al loro ente pensionistici (adesso non mi ricordo come diavolo si chiama), non so quanto si paga e non ho idea del mensile che ne viene fuori, in proporzione. Di sicuro coloro i quali possono vivere di rendita dei diritti d'autore non penso siano molti, ma son certo che tra questi ci sono soprattutto gli autori storici, insomma, i soliti noti. Insomma, se la pensione e' bassa, i diritti d'autore non e' che possano fare miracoli. L'idea generale del copyright moderno e' che in fondo piove sempre sul bagnato, e che questi 20 anni di estensione del copyright favorisca piu' gli interessi di case editrici e societa' di raccolta quali SIAE, piuttosto che autori ed eredi!

    Secondo voi, le canzoni di Elvis finiranno mai nel pubblico dominio? Io scommetto di no,..
    non+autenticato
  • - Scritto da: parandroid
    > I lavoratori dello spettacolo dovrebbero versare
    > dei contributi al loro ente pensionistici (adesso
    > non mi ricordo come diavolo si chiama), non so
    > quanto si paga e non ho idea del mensile che ne
    > viene fuori, in proporzione. Di sicuro coloro i
    > quali possono vivere di rendita dei diritti
    > d'autore non penso siano molti, ma son certo che
    > tra questi ci sono soprattutto gli autori
    > storici, insomma, i soliti noti. Insomma, se la
    > pensione e' bassa, i diritti d'autore non e' che
    > possano fare miracoli.

    Si chiama ENPALS e paga poco... tipo l'artigianato, con un fisso minimo molto basso.

    > L'idea generale del
    > copyright moderno e' che in fondo piove sempre
    > sul bagnato, e che questi 20 anni di estensione
    > del copyright favorisca piu' gli interessi di
    > case editrici e societa' di raccolta quali SIAE,
    > piuttosto che autori ed
    > eredi!

    Ovvio che sia così: i veri artisti vivono con i loro spettacoli.

    > Secondo voi, le canzoni di Elvis finiranno mai
    > nel pubblico dominio? Io scommetto di
    > no,..

    Certo che no: nemmeno "Tanti auguri" lo è.... attenti quando la cantate ad una festa di compleanno.
    non+autenticato
  • Scritto da: enriker
    > Il copyright più che un incentivo a fare nuove
    > opere mi sembra un incentivo per vivere di
    > rendita..
    > Se sai che una tua opera ti da un entrata
    > economica per tutta o quasi la vita, hai voglia

    un opera, oggi deve rendere SUBITO, difatti, per esempio nell'incasso dei film é rilevante quanto abbia guadagnato la prima settimana in cui é uscito.
    Se non rende i primi due-tre mesi in cui esce nelle sale difatti il film fa fiasco al botteghino(per decine di milioni di dollari!), altro che copyright per millemila anni,quello é solo teorico.
    non+autenticato
  • > un opera, oggi deve rendere SUBITO, difatti, per
    > esempio nell'incasso dei film é rilevante quanto
    > abbia guadagnato la prima settimana in cui é
    > uscito.
    > Se non rende i primi due-tre mesi in cui esce
    > nelle sale difatti il film fa fiasco al
    > botteghino(per decine di milioni di dollari!),
    > altro che copyright per millemila anni,quello é
    > solo
    > teorico.


    Allora perchè chiedono di estendere il copyright? Se fosse come dici tu, basterebbe un copyright di due settimane, e poi il film diventa di pubblico dominio e liberamente scaricabile.
    non+autenticato
  • ...favorisce l'innovazione.
    Son sicuro che nessuno avrebbe scritto più musica o girato film se avesse pensato che dopo _solo_ 50 anni i diritti di copia sarebbero diventati pubblici. Che giri a fare un film se, in 50 anni, dopo la tua morte, chiunque può vederlo?

    D'altronde poi è anche normale, cosa lasciano se no in eredità i cantanti ai figli? Mica possono fare come gli altri, che parte dei soldi guadagnati li risparmiano: vogliamo il diritto per tutti i cantanti di spendere tutto quello che guadagnano e lasciare comunque un'eredità ai figli, pagata da persone che ancora ora non sono nate.

    E' il minimo in una società civile.

    Se un ricercatore (ricercatore: n s, neutro; persona che dalle superiori all'università era prima nel suo corso, e ha studiato sino a 28 anni) guadagna 1200 euro al mese e tutto quello che fa è immediatamente di dominio pubblico, sono fatti suoi. Ci poteva pensare prima.
    Bisogna creare più incentivi per i giovani a diventare cantanti!
    non+autenticato
  • I presunti "artisti" sono presenti ovunque e si nascondono dietro al termine "cultura".
    Vedi i casini fatti per i tagli allo spettacolo, che ha costretto a mettere delle accise aggiuntive sulla benzina per il FUS.
    E buona parte non era certo berlusconiana (i soldi non fanno schifo a nessuno, o non come gli fa paura il lavoro)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > I presunti "artisti" sono presenti ovunque e si
    > nascondono dietro al termine
    > "cultura".
    > Vedi i casini fatti per i tagli allo spettacolo,
    > che ha costretto a mettere delle accise
    > aggiuntive sulla benzina per il
    > FUS.
    > E buona parte non era certo berlusconiana (i
    > soldi non fanno schifo a nessuno, o non come gli
    > fa paura il
    > lavoro)

    il problema di questo governo è che è un bambino bendato con un paio di cesoie in mano: taglia indiscriminatamente (ma qualche volta, per fortuna, batte la testa contro uno spigolo).
    Se da una parte sono d'accordo con te sull'indignazione che i soldi delle mie tasse vadano a finanziare le ferie di Boldi e De Sica, mascherate da film "vacanze di pasquetta", dall'altra non è tagliando i fondi che si ridà vita al settore cinematografico e artistico italiano. Bisognerebbe intervenire sulle regole ma ciò implicherebbe per i politici lavorare , perciò...
  • Ok, un attimo, una cosa é il Fus e un'altra é il copyright;
    come si é sempre detto qui dentro: "che vadano a suonare dal vivo i cantanti se vogliono guadagnare qualcosa, se sono bravi la gente ci va", ora del Fus usufruisce gente che dal vivo ci lavora e che é precaria (teatri, gli orchestrali e gli enti lirici) e che nulla hanno a che spartire con le Major.
    E che senza sostegno dello stato chiuderebbero, perdendo una parte della cultura di questo paese.
    Poi si puó anche disquisire se é meglio perdere questo settore o meno, io dico, e non ne faccio parte, di no.
    Peró non mi pare corretto inserire il Fus in una discussione sulle royalties infinite...
    Secondo me...Occhiolino
  • - Scritto da: Talking Head
    > ...favorisce l'innovazione.
    > Son sicuro che nessuno avrebbe scritto più musica
    > o girato film se avesse pensato che dopo _solo_
    > 50 anni i diritti di copia sarebbero diventati
    > pubblici. Che giri a fare un film se, in 50 anni,
    > dopo la tua morte, chiunque può
    > vederlo?
    >

    Non hai capito, dopo 50 anni erano i diritti connessi che scadevano, ma quelli degli autori no perché durano oltre 70 anni dalla morte dell'ultimo autore.
    Il problema è per chi vuole creare una nuova opera derivata. Tipo come quando Disney fece il cartone animato di Pinocchio, opera su cui i diritti connessi erano scaduti e su cui guadagnò moltissimo. Però anche allora non poteva fotocopiare pinocchio e darlo gratis per le strade perché non era ancora scaduto il diritto d'autore.
    non+autenticato
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