Mauro Vecchio

USA, l'inatteso ritorno degli SMS

Il 31 per cento degli utenti mobile a stelle e strisce preferisce l'invio di un messaggio di testo alle chiamate vocali. Uno studio del centro Pew Research ha così smentito chi predicava l'inesorabile declino degli SMS

Roma - Erano stati in molti a prevedere il lento, inesorabile declino degli ormai sorpassati Short Message Service, meglio noti come SMS. Troppi i servizi alternativi emersi negli anni delle nuove generazioni della telefonia mobile, da iMessage di Apple al Messenger di Facebook. Una nuova ricerca pubblicata dal Pew Research Center's Internet and American Life Project ha ora snocciolato percentuali forse inattese, a testimonianza di una rinnovata longevità dei famosi messaggini.

Negli Stati Uniti, il 31 per cento degli utenti mobile preferisce inviare un SMS per comunicare con amici e parenti. Una percentuale comunque più bassa di quella relativa alle chiamate vocali, preferite dal 51 per cento dei possessori di telefonino. Che però un terzo di quest'ultimi sia ancora legato ai messaggini è un risultato che ha sorpreso la maggioranza degli osservatori di settore.

Lo studio di Pew ha infatti sottolineato come il 73 per cento degli utenti in mobilità pratichi l'antica arte della digitazione su piccole tastiere. Un dato impressionante, dal momento che in terra statunitense l'83 per cento della popolazione è in possesso di un dispositivo cellulare. Il 55 per cento dei cosiddetti heavy texter - ovvero di quelli che inviano intorno ai 50 messaggi al giorno - preferisce nettamente l'uso degli SMS alla conversazione in tempo reale.
Sempre secondo la ricerca del centro statunitense, i maggiori consumatori di SMS hanno un'età media compresa tra i 18 e i 24 anni. Con l'invio medio di 109 messaggi al giorno e 3200 al mese. Numeri destinati a scendere tra gli adulti, che si fermano a 50 SMS al giorno e 1500 al mese.

Mauro Vecchio
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