Claudio Tamburrino

NASA, taxi per lo spazio

NASA crede alle iniziative private e prepara una somma da aggiungere agli investimenti. L'agenzia spaziale statunitense Ŕ alla ricerca di uno strappo in orbita

Roma - Sono lontani i tempi della corsa allo spazio in piena Guerra Fredda e del primo atterraggio sulla Luna. E con essi anche il fascino romantico dell'esplorazione spaziale, degli astronauti e delle stelle: sono stati pensionati gli Shuttle della NASA e la Luna è un satellite come un altro da studiare ed esplorare. Per non abbandonare la corsa alle stelle, tuttavia, sembra ormai delinearsi una nuova frontiera, tanto fantascientifica quanto in veloce evoluzione: il turismo spaziale.

A tirare le fila è NASA, che dopo l'abbandono degli Shuttle aspetta fiduciosa soluzioni private alternative a quella che attualmente la costringe ad appoggiarsi alle navicelle russe Soyuz per portare sulla International Space Station (ISS) i suoi uomini. Per cercare di veder concretizzate le diverse iniziative private, dunque, ha stanziato 1,6 miliardi di dollari.

Boeing, Sierra Nevada Corp, SpaceX, Virgin e Blue Origin sono le aziende private che stanno lavorando a navicelle per viaggi spaziali e che NASA spera possano essere impiegati come "taxi spaziali" per i suoi astronauti.
Più avanti di tutti è per il momento Virgin Galactic, ennesimo ambizioso progetto del miliardario avventuriero Sir Richard Branson: con le sue navicelle SpaceShipTwo e WhiteKightTwo è quello che con più convinzione punta sul turismo spaziale e che sta superando più velocemente i test verso quel primo volo orbitale per cui sta già vendendo biglietti a cinque zeri.

Finora i test sono andati tutti secondo programma, tanto da convincere anche NASA a firmare un contratto di collaborazione per effettuare ricerche scientifiche con l'ausilio delle sue navicelle spaziali. L'ultimo passo in ordine di tempo è stato il completamento di FAITH (Final Assembly, Integration and Test Facility), l'hangar e la struttura che ospiterà la costruzione finale della navicella e del razzo che la porterà in orbita.

La strada verso lo spazio, naturalmente, non è tutta rose e fiori, per cui la collaborazione con il know how e l'esperienza NASA saranno fondamentali per vedere un privato andare nello spazio. Il progetto Blue Origin targato Amazon (è finanziato dal CEO Jeff Bezos) ha, per esempio, avuto uno spiacevole incidente che inevitabilmente ritarderà la sua tabella di marcia: il computer di bordo ha deciso autonomamente lo spegnimento dell'alimentazione conducendo alla distruzione del velivolo impiegato nell'ultimo test.

Claudio Tamburrino

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9 Commenti alla Notizia NASA, taxi per lo spazio
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  • Non mi sono messo a cercare quanti soldi il Signor Virgin sta investendo nel suo progetto (pochi non saranno), ma mi fa una certa impressione vedere che la NASA metta in campo oltre un miliardo per "partecipare", invece di programmare un proprio sviluppo a lungo termine (o magari "mentre" lo sta' facendo); NASA, nonostante gli vengano regolarmente tagliati i fondi, seguita a buttare soldi in un mare di progetti, invece di concentrarsi in uno singolo, che possa dargli un veicolo riutilizzabile con una durata vitale prevista che dovrebbe superare il mezzo secolo o anche più; questo per il semplice motivo che non può più permettersi di reinventare nuove navette ogni 10-20 anni, come pensava di fare con Shuttle (che è un progetto della fine degli anni '70 e che è stato prolungato solo in attesa delle nuove meravigliose navette: tanti progetti, nessun risultato finale); nel corso della vita del progetto Shuttle ha acquisito (anche tragicamente) conoscenze su materiali, strutture e propulsione tali da consentirgli uno step avanti, che invece non sta mettendo in campo; il problema è sempre stato la smania di voler eccellere (e finita la guerra fredda non c'era più questa neccessità), andando ai confini delle conoscenze; ora dovrebbe (se lo hanno capito, sono decisamente fuori tempo massimo) solo mirare al risultato di avere delle macchine "utili", che semplicemente facciano il lavoro per cui sono nate, senza dover puntare a strabiliare il mondo; se un privato, che per quanto ricco non potrà mai disporre del denaro di una agenzia statale americana, può provarci e quasi sicuramente riuscirci, NASA può fare come se non meglio senza spendere le solite mega cifre; non essendo un ingegnere aero-spaziale sicuramente non mi rendo conto di cosa possa comportare un certo di tipo di progettazione, ma seguito ad avere la sensazione che, nel momento che si è voluto cercare di andare oltre al progetto Shuttle, piuttosto che aggiornarlo, NASA abbia perso una grande occasione che ora difficilmente potrà recuperare; la struttura delle navette NASA (capiti i punti deboli e correttili) era valida e se è vero come è vero che le navette ancora in servizio erano vecchie, non si capisce perché non costruirne di nuove, correggendo e migliorando (allo stato delle nuove conoscenze sui materiali e sulle strutture) ciò che già c'era. Ora si dovranno accontentare delle Soyuz (che volano ancora nella stessa configurazione e con le stesse tecnologie di 30 o più anni fa) o di aeroplanini privati adattati al volo in orbita bassa.
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    Modificato dall' autore il 21 settembre 2011 16.21
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    Modificato dall' autore il 21 settembre 2011 16.21
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    Modificato dall' autore il 21 settembre 2011 16.23
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  • Voglio solo far notare che il progetto della Virgin non e' orbitale ma sub-orbitale.
    Cio' implica velocita' di rientro e conseguentemente temeprature e stress meccanici da sopportare, decisamente inferiori, e paragonabili a quelle di normali aeroplani supersonici.

    Ciao
    non+autenticato
  • Giusta correzione; in realtà lo sapevo ma ho scritto male, infatti parlo di orbita bassa in chiusura.
  • - Scritto da: mikronimo
    > Giusta correzione; in realtà lo sapevo ma ho
    > scritto male, infatti parlo di orbita bassa in
    > chiusura.
    Continua a NON essere un'orbita, in quanto Spaceship 2 ad oggi non è in grado di andare oltre una parabola e non può fare nemmeno UN giro in orbita al pianeta. Vero è che stanno studiando future evoluzioni, ma credo siano lontane rispetto al progetto iniziale.
    non+autenticato
  • Raggiungere l'orbita bassa non vuol dire orbitare in orbita bassa. Ma poi perché sempre perdere tempo in cavilli, piuttosto che ragionare sulla sostanza delle cose?
  • - Scritto da: mikronimo
    > Raggiungere l'orbita bassa non vuol dire orbitare
    > in orbita bassa. Ma poi perché sempre perdere
    > tempo in cavilli, piuttosto che ragionare sulla
    > sostanza delle cose?

    Sulla sostanza ti ho scritto nell'altro post, senza nessuna polemica. Non volevo cavillare, ma semplicemente sottolineare che l'uso di certi termini in maniera diversa rischia di ingenerare equivoci. Se ti sparano con una catapulta all'altezza del Monte Bianco (si fa per dire) non hai "raggiunto il Monte Bianco" per nessun alpinista. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: mikronimo

    > mi fa una certa
    > impressione vedere che la NASA metta in campo
    > oltre un miliardo per "partecipare", invece di
    > programmare un proprio sviluppo a lungo termine
    > (o magari "mentre" lo sta' facendo); NASA,
    > nonostante gli vengano regolarmente tagliati i
    > fondi, seguita a buttare soldi in un mare di
    > progetti, invece di concentrarsi in uno singolo,

    Non è così. NASA ha l'ordine esplicito di impiegare fondi per sostenere il decollo dell'industria privata nel settore, sostenendo diversi progetti come diversificazione del rischio (non mettere tutte le uova nello stesso paniere), versando denaro solo a fronte di risultati progressivi evidenziati (accensione al banco del motore, prova dell'elettronica di comando, ecc.).

    > nel corso della vita del
    > progetto Shuttle ha acquisito (anche
    > tragicamente) conoscenze su materiali, strutture
    > e propulsione tali da consentirgli uno step
    > avanti, che invece non sta mettendo in campo;

    ha dimostrato invece che il progetto era eccessivamente ambizioso ed economicamente non sostenibile, come accadde per il Concorde. Gli incidenti di entrambi hanno solo affrettato l'inevitabile.

    Infatti la stessa NASA era tornata a Orion, un simil Gemini/Apollo più capiente.

    > se un privato, che per quanto ricco non potrà mai
    > disporre del denaro di una agenzia statale
    > americana, può provarci e quasi sicuramente
    > riuscirci, NASA può fare come se non meglio senza
    > spendere le solite mega cifre; non essendo un
    > ingegnere aero-spaziale sicuramente non mi rendo
    > conto di cosa possa comportare un certo di tipo
    > di progettazione, ma seguito ad avere la
    > sensazione che, nel momento che si è voluto
    > cercare di andare oltre al progetto Shuttle,
    > piuttosto che aggiornarlo, NASA abbia perso una
    > grande occasione

    > si dovranno accontentare delle Soyuz (che volano
    > ancora nella stessa configurazione e con le
    > stesse tecnologie di 30 o più anni fa)

    In realtà i sovietici hanno fatto quello che tu suggerisci: hanno rivisitato le soyuz (sia nei materiali che nell'elettronica) tenendo saldi i punti forti del progetto. NON sono le stesse capsule di trent'anni fa. Solo che andare nello spazio non è come prendere la metropolitana: prima o poi qualcuno muore.
    Se vuoi il rischio zero stai a casa, non vai in orbita. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Panca
    > c.d.o.
    Tipo taxi Fiumicino - Roma di notte? A bocca aperta

    Se non ricordo male il volo suborbitale di Virgin è "offerto" a circa 100mila dollari a ricercatori che vogliano fare brevi esperimenti a microgravità (i pochi minuti all'apice della parabola). Alcune università si sono messe in coda.
    non+autenticato