Alfonso Maruccia

Vint Cerf e la gabbia di Facebook

Uno dei padri fondatori di Internet mette in guardia dai "giardini recintati" del social networking. Prima o poi gli utenti vorranno interagire molto più al di fuori che dentro le mura protettive del sito in blu, dice Cerf

Roma - Vint Cerf, co-creatore del protocollo TCP/IP e riconosciuto "padre" della moderna rete telematica globale, ha appena lanciato un avvertimento a Facebook: il social network non può arroccarsi chiudendo gli utenti in un recinto infrangibile, dice Cerf, perché prima o poi gli utenti vorranno uscire fuori dal recinto per interagire con l'altrove che si nasconde nelle pieghe del web.

Cerf, attualmente impegnato (tra le altre cose) come "Chief Internet Evangeist" presso Google, ha paragonato Facebook ad America OnLine durante un panel di discussione organizzato dal Guardian: come AOL capitolò di fronte alla richiesta degli utenti di accedere ai suoi servizi anche attraverso Internet, dice Cerf, così prima o poi un numero sostanzioso di "amici" di Facebook vorranno interagire con altri social network e altri circoli social disponibili in rete.

Cerf non vede di buon occhio Facebook da tempo, sin da quando il social network in blu gli ha comunicato di avere troppi amici e di non poter più stringere contatti con nessuno. Una pretesa inaccettabile per Cerf, che piuttosto giudica con favore la funzionalità "Circoli" di Google+ - un sistema utile e pratico per catalogare i propri contatti in sfere di interesse specifiche.
La ramanzina di Cerf si inserisce di diritto nella querelle attualmente in corso fra Google e Facebook per la possibilità di esportare la lista dei propri contatti fra i diversi social network, una questione che a Google sta a cuore da tempo, da ben prima del debutto pubblico del suo social network "+".

Alfonso Maruccia
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